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Piercing vaginale: i tipi, quanto fa male e la guarigione

Stefano Riboldi
Scritto da Stefano Riboldi
piercing vagina

Era l’inizio degli anni 2000 e Christina Aguilera dominava incontrastata la scena pop con i suoi gorgheggi, il suo atteggiamento molto dirrty e i suoi 12 piercing sparsi per tutto il corpo, capezzoli e vagina compresi. Tanto che le leggende narrano che uno dei piercing vagina più diffusi, il Christina piercing, sia dedicato proprio a lei, l’acerrima nemica di Britney Spears. Vero o no, è fuori dubbio che a partire da quegli anni ci sia stato un picco nelle richieste di piercing alla vagina e piercing al clitoride. Ma il successo dei piercing genitali femminili è da ricercare nell’estetica o nell’aumento di piacere che si presume diano? Un piercing vagina è pericoloso oppure no?

Quali sono i principali tipi di piercing alla vagina?

Se siete esperti di body modification lo saprete senz’altro (o anche se avete mai varcato la soglia di un tattoo e piercing shop e osservato gli espositori con i modelli di orecchie, peni e vagine perforati): esistono diversi tipi di piercing vagina.
Ecco i piercing vagina (che poi sono piercing vulva, a voler fare le pignole!) più richiesti.

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  1. Vertical Hood e Horizontal Hood: sono in assoluto i piercing vaginali più richiesti e coinvolgono il cappuccio del clitoride. Il dolore nell’esecuzione è sopportabile, e fonti fidate dicono che, poi, ne vale proprio la pena!
  2. Christina piercing: viene effettuato nella parte bassa del Monte di Venere, proprio sopra il cappuccio del clitoride: è uno tra i più graziosi da vedere, ma la stimolazione clitoridea è solo indiretta.
  3. Outer labia piercing e Inner labia piercing: sono piercing parti intime che si posizionano, rispettivamente, sulle grandi labbra e sulle piccole labbra. In genere si tratta di anelli, il tipo di gioiello più congeniale ed “ergonomico” per queste zone.
  4. Fourchette piercing: poco diffuso (solo poche donne sono anatomicamente predisposte ad ospitarlo), viene effettuato nella parte in cui le piccole labbra si ricongiungono prima del perineo. Viene scelto principalmente per ragioni erotiche.
  5. Princess Albertina piercing: è l’equivalente femminile del Prince Albert piercing maschile, e come lui riguarda l’uretra. È un piercing vagina che attraversa l’uretra, e si tratta generalmente di un anello o di un circular barbell. Il suo focus è la stimolazione uretrale, ma attenzione: l’uretra femminile è più corta e stretta di quella maschile. Rischio infiammazione altissimo!
  6. Nefertiti: è una fusion tra il Vertical Hood (il piercing verticale al cappuccio del clitoride ) e il Christina. Considerato estremamente sexy ed estremamente stimolante, è però più invasivo: coinvolge svariati centimetri di derma, dal Monte di Venere al cappuccio del clitoride, passando in prossimità dell’uretra.
  7. Isabella: è uno dei piercing genitali femminili più profondi e rischiosi. Spesso confuso, a torto, con il Christina, è più lungo e profondo, e va dal Monte di Venere fino ad appena sopra l’uretra, attraversando in profondità l’asta del clitoride. Siete svenute? Noi sì!
  8. Clitoris: è proprio quello che il nome suggerisce, cioè un piercing al glande del clitoride. Superstimolante, è anche super rischioso: leggete qui sotto perché.
piercing vaginale al cappuccio del clitoride

Sotto ogni nome c’è una posizione diversa sul corpo, e la differenza che conta non è estetica: alcuni di questi piercing appoggiano sul clitoride e altri no. Ecco la mappa, letta sull’anatomia della vulva.

Piercing Dove passa Stimola il clitoride? Quanto è diffuso
VCH Verticale nel cappuccio, sopra il glande Sì, dal davanti Il più richiesto
HCH Orizzontale nel cappuccio Sì, meno del VCH Comune
Triangolo Sotto il cappuccio, dietro l’asta Sì, da dietro Raro, serve l’anatomia
Piccole labbra Attraverso le piccole labbra No Fra i più diffusi
Grandi labbra Attraverso le grandi labbra No Comune, guarigione lenta
Christina Dal monte di Venere alle grandi labbra No Alto tasso di rigetto
Nefertiti Dal monte di Venere al cappuccio Sì, come un VCH Poco diffuso
Fourchette Bordo posteriore, davanti al perineo No Raro, più infezioni
Isabella Attraverso l’asta del clitoride Sì, molto Rarissimo, rischio nervi
Princess Albertina Attraverso la parete dell’uretra Sì, molto Rarissimo, rischio urinario
Clitoris Attraverso il glande del clitoride Sì, il più intenso Rarissimo: il 90-95% non può

Quali piercing si fanno sul cappuccio del clitoride?

Il cappuccio è la piega di pelle che copre il glande del clitoride, la punta di un organo molto più grande di quanto sembri, ed è la zona su cui si concentra la grande maggioranza dei piercing genitali femminili. Nessuno dei tre che seguono attraversa il clitoride: passano tutti nella pelle che gli sta intorno.

Piercing VCH: il verticale al cappuccio

Il vertical clitoral hood, che tutti chiamano VCH, entra sopra il glande ed esce sotto il bordo del cappuccio, così la pallina resta appoggiata dove serve. È il più richiesto in assoluto, e uno studio dell’Università del South Alabama ha trovato una relazione positiva fra il VCH e desiderio, eccitazione e frequenza dei rapporti. La condizione è anatomica: il cappuccio deve essere profondo abbastanza da pizzicarlo, altrimenti un piercer serio vi dice di no.

Piercing HCH: l’orizzontale al cappuccio

L’horizontal clitoral hood attraversa il cappuccio da lato a lato. Si vede molto di più, ma appoggia sul clitoride in modo meno diretto del VCH: chi lo sceglie lo fa per l’estetica. In compenso non pretende un cappuccio profondo.

Triangolo: l’unico che stimola il clitoride da dietro

Il triangolo corre orizzontale sotto la base del cappuccio e passa dietro l’asta del clitoride senza attraversarla: è l’unico piercing genitale che lo stimola dal lato posteriore. Il nome viene dal triangolo di pelle che si forma pizzicando quella zona, e se non si riesce a pizzicare non si fa.

Piercing al clitoride: sensuale o pericoloso?

Tra i piercing genitali femminili ce ne sono alcuni piuttosto innocui e altri che only the brave. In particolare, i piercing clitoride sono riservati solo alle più intrepide. Infatti, mentre i piercing alle piccole e grandi labbra o al cappuccio del clitoride sono di facile esecuzione e a basso rischio, i piercing al clitoride coinvolgono direttamente l’organo femminile più sensibile, con le sue 8.000-10.000 terminazioni nervose (nonché, vorremmo ricordare, il responsabile dell’orgasmo femminile nel 90% dei casi).

Eseguire un clitoris è una decisione da valutare con attenzione e insieme a un piercer fidato, che sappia con certezza dove affondare la sua cannula. I rischi, nel caso in cui il piercing al clitoride non andasse a buon fine? Dal “semplice” rigetto (possibile comunque con qualsiasi tipo di piercing) alla perdita di sensibilità del clitoride. Sì, avete letto bene. Non è meglio ripiegare su delle pinze per il clitoride, che si tolgono quando volete?

Quanto fa male un piercing alla figa?

Meno di quanto immaginate, e c’è un motivo anatomico: il cappuccio del clitoride e le piccole labbra sono tessuti sottili, l’ago li attraversa in una frazione di secondo e la fitta finisce prima che abbiate smesso di trattenere il fiato. Quello che dura non è il foro, sono i giorni dopo.

La variabile è quanti millimetri di tessuto attraversa l’ago: Christina, Nefertiti e Isabella percorrono un canale lungo e restano sotto tensione a ogni movimento, quindi fanno più male sia sul momento sia dopo.

Una parola sui nomi: in inglese si dice pussy piercing, in italiano la ricerca più frequente è piercing alla figa, e sono sinonimi imprecisi della stessa cosa. Nessuno di questi piercing sta nella vagina, che è un canale interno: stanno tutti sulla vulva. Si stima che ne porti uno circa lo 0,2% delle donne, più spesso nelle fasce d’età giovani.

Un piercing però non accende il piacere di una donna che prima non lo provava. Se cercate più sensazioni, prima dell’ago ci sono strade reversibili: le tecniche per l’orgasmo clitorideo, la ricerca del punto G, un ditalino fatto con calma o gli stimolatori per il clitoride di MySecretCase.

Piercing alla vagina: tempi di recupero e manutenzione

Se l’idea di avere una barretta sberluccicante proprio là sotto supera fobia degli aghi, paura del dolore e terrore delle infezioni, allora siete pronte per scegliere il piercing vagina che più si adatta alla forma della vostra vulva.

Sappiamo di avervelo già detto (ma siamo pedanti come delle vecchie zie), ma affidatevi solo a un negozio che vi offra la massima garanzia di professionalità e igiene e a un piercer che vi faccia sentire a vostro agio in ogni momento, dal primo scambio di parole al momento in cui vi dovrete abbassare le mutande al suo cospetto. Chiedete indicazioni dettagliate sia sulla preparazione pre-piercing sia su tutto quello che dovrete fare dopo.

Possono esserci piccole variazioni a seconda del tipo di piercing vaginale che sceglierete, ma in generale dovrete prestare attenzione all’igiene e (altro elemento demotivational) al sesso. Già, perché con un piercing vagina fresco fresco è richiesta l’astensione dai rapporti sessuali fino a tre mesi (idem per pedalate in bicicletta o altre attività potenzialmente traumatiche). Per rendere la convalescenza il più breve possibile detergete la zona con prodotti specifici (il sapone potrebbe essere irritante, meglio una soluzione salina), seguite un’eventuale terapia antibiotica (se consigliata dal piercer e validata dal medico) e non sostituite il piercing finché non sarà completamente guarito. E fateci sapere cosa cambia sotto le lenzuola!

 

Quanto ci mette a guarire un piercing genitale?

Le indicazioni inglesi sulla cura dei piercing genitali femminili, diffuse da Public Health England con il Chartered Institute of Environmental Health, danno una forbice di 2-12 settimane. Nelle prime settimane rossore, gonfiore e fastidio sono normali, e lo è anche un liquido chiaro e inodore che si secca in crosticina. Il pus è un’altra cosa: giallo o verde, e con un odore sgradevole.

Come si lava un piercing intimo nei primi giorni

Le stesse indicazioni descrivono un gesto solo, due volte al giorno e meglio dopo la doccia: immergere la zona per qualche minuto in acqua tiepida con un quarto di cucchiaino raso di sale marino sciolto in un bicchierino, poi asciugare con carta usa e getta e mai con l’asciugamano di casa. Niente saponi e detergenti antibatterici: uccidono anche i batteri buoni, quelli che tengono in equilibrio il pH della vulva. Se la zona si irrita la risposta non è lavare di più, come vale per il prurito intimo e per l’igiene intima di tutti i giorni. Il sesso, compreso il sesso orale, si riprende quando il piercing smette di produrre liquido, e con il preservativo.

Domande frequenti

Come si chiama il piercing ai genitali femminili?

Non ha un nome solo. La famiglia comprende il VCH e l’HCH al cappuccio del clitoride, il triangolo, i piercing alle piccole e alle grandi labbra, il Christina, il Nefertiti, il fourchette, l’Isabella, la Princess Albertina e il clitoris. Il più diffuso è il VCH.

Come si chiama il piercing alla patata?

È il modo colloquiale per dire piercing alla vulva, e quasi sempre chi lo chiede intende il VCH, cioè il piercing al cappuccio del clitoride. Nella vagina, che è il canale interno, non si fa nessun piercing.

Il piercing Christina fa male?

Più della media, perché attraversa un canale lungo nel monte di Venere e resta sotto tensione a ogni movimento. È anche quello con il tasso di rigetto più alto: se la pelle dove si uniscono le grandi labbra non si riesce a pizzicare, è controindicato.

Quanto ci mette a guarire un piercing vaginale?

Da 2 a 12 settimane secondo Public Health England, a seconda del tipo di piercing e della persona. È guarito quando smette di produrre liquido, non quando smette di fare male.

Dopo quanto si può fare sesso con un piercing intimo?

Solo a guarigione completa, quindi fra le due settimane e i tre mesi. Prima di allora ogni attività sessuale va evitata, e alla ripresa serve comunque il preservativo.

Il piercing al clitoride aumenta il piacere?

Quello vero al glande quasi nessuno può portarlo, e rischia di togliere sensibilità invece di aggiungerla. Ad aumentare la stimolazione sono il VCH, il triangolo e la Princess Albertina, che appoggiano sul clitoride senza attraversarlo.

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