Sesso 18 minuti di lettura

Cos’è lo squirting e come raggiungerlo

Rachele Bonini
Scritto da Rachele Bonini
bottiglia di latte squirting
Punti chiave
  • Lo squirting è l’emissione dall’uretra di un fluido chiaro e inodore durante la stimolazione intensa della parete anteriore della vagina: si può allenare e cercare, non si può forzare.
  • Il fluido viene dalla vescica insieme al contributo delle ghiandole di Skene, che stanno nella stessa zona del punto G, a tre-cinque centimetri dall’ingresso vaginale e cambiano molto da persona a persona.
  • Non è urina: contiene tracce di urea e creatinina ma molto più diluite, e in più il PSA, che nell’urina non c’è.
  • La sensazione di dover fare pipì è il segnale che si sta arrivando, ed è il punto esatto in cui quasi tutte si bloccano.
  • Le quantità vere sono fra i 30 e i 150 millilitri in tutto, lontane dai getti dei film, e nessun metodo è garantito: funziona meglio stimolare due zone insieme, la parete anteriore della vagina e il clitoride.

Lo squirting non è una performance da imitare dal porno né una prova di bravura a letto. È un fenomeno fisiologico che alcune persone con vagina sperimentano quando la stimolazione del punto G e dell’area circostante diventa abbastanza intensa e prolungata. Si può allenare, si può cercare, ma non si può forzare. Questa guida racconta cos’è davvero il fluido squirting, come funziona l’anatomia delle ghiandole di Skene, la differenza con l’orgasmo, e le tecniche più efficaci per provare a raggiungerlo, con dito, vibratore e posizioni.

Cos’è lo squirting? Definizione e miti da smontare

Lo squirting è l’emissione attraverso l’uretra di un fluido chiaro e inodore durante la stimolazione sessuale intensa, in particolare della parete anteriore della vagina. Il termine viene dall’inglese “to squirt”, schizzare, e ha sostituito le definizioni storiche più stigmatizzanti come “incontinenza coitale”. Non è una malattia, non è un problema da curare, non è nemmeno un orgasmo per definizione.

Due narrazioni dominano la conversazione e sono entrambe distorte. La prima è l’immagine porno: getti spettacolari da litri d’acqua, sempre sincronizzati con un orgasmo cinematografico. La realtà è molto più sobria: 30-150 ml di fluido in totale, spesso assenza di vero “getto” ma rilascio più morbido. La seconda narrazione è il mito della “donna che squirta = donna che gode di più”. Falso. Squirting e orgasmo sono due fenomeni distinti: alcune persone squirtano senza orgasmo, molte hanno orgasmi intensi senza squirtare mai.

Dove sono le ghiandole di Skene?

L’eiaculazione femminile e lo squirting nascono dalle ghiandole di Skene, anche chiamate ghiandole parauretrali o prostata femminile. Sono piccole ghiandole a struttura “corallina” situate nella parete anteriore della vagina, davanti alla vescica, ai lati dell’uretra. La ricerca di Zaviacic, una delle più citate sull’argomento, ha confermato che le ghiandole di Skene sono l’omologo femminile della prostata maschile: producono un fluido contenente PSA (antigene prostatico specifico), lo stesso marker usato per la salute prostatica negli uomini.

Dove si trovano le ghiandole di Skene

Stessa posizione anatomica del cosiddetto punto G: parete anteriore della vagina, 3-5 cm dall’ingresso, area più ruvida e gonfia rispetto al resto della mucosa. Punto G e ghiandole di Skene non sono la stessa cosa, ma sono nella stessa area: stimolare bene il punto G significa anche stimolare le Skene. Per questo l’area si chiama tecnicamente CUV (clitoride-uretra-vagina), un complesso erettile interconnesso, non tre strutture separate.

Variabilità anatomica individuale

Le ghiandole di Skene variano molto da persona a persona, sia in dimensione sia in capacità di produrre fluido. Alcune persone hanno Skene più sviluppate e una produzione di fluido squirting più evidente, altre quasi nulla. Non è allenamento né forza di volontà: è fisiologia di base. Chi ha Skene meno sviluppate può avere orgasmi vaginali intensi senza alcun rilascio visibile. Capirlo libera dall’ansia da prestazione.

Lo squirting è urina?

Il fluido squirting non è urina, ma la confusione è comprensibile: esce dall’uretra, lo stesso canale della pipì, e si forma momentaneamente nella vescica. Lo studio pubblicato dal ginecologo francese Samuel Salama è uno dei riferimenti chiave. Ha analizzato 7 partecipanti capaci di produrre grandi quantità di fluido, sottoponendole a ecografie e analisi prima, durante e dopo l’orgasmo.

Composizione del fluido

Il fluido squirting contiene tracce di urea e creatinina, come l’urina, ma in concentrazione molto più bassa: è molto più diluito. La differenza chimica chiave è la presenza di PSA (antigene prostatico specifico), il marker tipicamente prodotto dalla prostata maschile e dalle ghiandole di Skene. La sua presenza dimostra che il fluido non è “solo pipì” ma una miscela: liquido principalmente proveniente dalla vescica, arricchito dal contributo prostatico delle Skene.

Squirting vs eiaculazione femminile

Esistono due fenomeni distinti, spesso confusi:

Aspetto Squirting Eiaculazione femminile
Quantità 30-150 ml Pochi ml, spesso impercettibili
Aspetto Chiaro, fluido Biancastro, viscoso
Origine Vescica + Skene Solo ghiandole di Skene
PSA Tracce Concentrazione alta

A distinguere i due fenomeni è stata per prima la sessuologa Beverly Whipple, già negli anni Ottanta, e la distinzione regge ancora oggi: c’è chi eiacula senza squirtare, chi squirta senza eiaculare e chi, certe volte, si ritrova con tutte e due le cose nello stesso momento.

Come si fa a squirtare?

Da qui in avanti si passa alla pratica. Vediamo come preparare il corpo e la testa, come si lavora con le dita e come cambia con un vibratore, quali posizioni aiutano in solitaria e in coppia, e cosa farsene di quella voglia improvvisa di fare pipì: è il segnale più frainteso di tutti, e di solito vuol dire che lo squirting sta arrivando.

Squirting cosa e come funziona

Come raggiungere lo squirting: la preparazione giusta

Squirting orgasmo: come fare è una delle ricerche più cliccate, ma la risposta onesta comincia con due no. Non esiste un metodo garantito al 100% e non c’è nessuna bacchetta magica: nemmeno il tutorial più dettagliato funziona alla lettera, perché nel sesso ogni corpo risponde a modo suo. Esistono però condizioni che aumentano significativamente le probabilità, e ignorarle è la causa principale dei tentativi falliti.

Preparazione fisica

Quattro elementi pratici fanno la differenza:

  • Vescica svuotata prima: andare in bagno 5-10 minuti prima della pratica. Sapere che la sensazione di “dover urinare” durante la stimolazione non è urina libera dalla paura di lasciarsi andare.
  • Telo impermeabile o asciugamano spesso sotto i fianchi. Lo squirting può essere abbondante: preoccuparsi del materasso interrompe ogni rilassamento.
  • Idratazione: bere acqua nelle ore precedenti, il corpo deve avere fluidi da rilasciare.
  • Tempo: 20-40 minuti minimo di stimolazione mirata dopo i preliminari, non è una pratica veloce.

Preparazione mentale

Il blocco mentale è la barriera più comune. Lo squirting richiede di lasciarsi andare completamente, abbandonare il controllo, accettare che dal corpo esca un fluido in modo poco controllabile. Persone abituate a tenere tutto sotto controllo emotivo o fisico spesso si bloccano sul “rilascio finale”. È un modo in cui il corpo risponde, non un difetto. Lo squirting si presenta quando la mente smette di chiedersi se sta arrivando.

Vibratore Punto G

Meglio con le dita o con un vibratore?

Come provocare squirting richiede stimolazione simultanea di due zone: parete anteriore della vagina (dove si trovano punto G e ghiandole di Skene) e clitoride. La pratica funziona meglio con doppia stimolazione, sia che si usi solo la mano sia che si combini con un vibratore.

Tecnica con le dita

1. Inserimento iniziale
Inserite indice o medio nella vagina, ben lubrificati. Girate il polpastrello all’insù, a forma di uncino, verso l’addome.
2. Localizzare il punto G
A 3-5 cm dall’ingresso, parete anteriore: la mucosa cambia consistenza, più ruvida e gonfia. È l’area da stimolare.
3. Movimento “come vieni qui”
Flettete il polpastrello avanti e indietro, come a chiamare con il dito. Prima delicatamente, poi con decisione. Aggiungete un secondo dito quando la persona si rilassa.
4. Palmo sul clitoride
Mentre le dita lavorano dentro, il palmo della stessa mano si appoggia sul clitoride esterno e si muove su e giù in sincrono con la penetrazione.
5. Ritmo e ascolto
Velocizzate o rallentate in base alle reazioni del corpo. Non c’è una velocità “giusta”: c’è quella che funziona in quel momento, e cambia di sessione in sessione.

Tecnica con vibratore

Per chi vuole semplificare o non riesce con la sola mano, i sex toys sono alleati efficaci. I più indicati sono i vibratori pensati per il punto G, dalla curva pronunciata che raggiunge facilmente la parete anteriore. Strategia in due fasi:

  • Vibratore per il punto G all’interno: punta orientata verso l’alto, movimento avanti-indietro con pressione costante sulla parete anteriore.
  • Stimolazione clitoridea simultanea: con il dito dell’altra mano, con un vibratore clitorideo dedicato, o con un modello rabbit che fa entrambe le cose. Per la parte esterna vanno bene anche i succhia clitoride, che tengono un ritmo costante senza impegnare la mano.

Sulla scelta del toy interno c’è una guida al vibratore punto G che entra nelle curve e nei materiali. Se è il primo acquisto, conviene partire dalla guida alla prima volta con un dildo o un vibratore, e se si tratta di un regalo c’è anche una guida su quale vibratore regalare. Il prezzo, per inciso, non è un indice di efficacia: i sex toys più costosi lo sono per motori e materiali, non perché facciano squirtare di più. E se incuriosisce sapere da dove arriva tutto questo, c’è la storia del vibratore.

Quali posizioni aiutano di più?

Le posizioni squirting più efficaci hanno una cosa in comune: permettono di stimolare la parete anteriore della vagina con angolo ottimale, e lasciano spazio per la stimolazione clitoridea simultanea.

Con partner che stimola dall’esterno

  • Supina con gambe piegate: chi riceve si sdraia sulla schiena, con le gambe piegate verso il petto. Un cuscino sotto i fianchi alza il bacino di 10-15 cm, apre l’ingresso, allinea il canale per il movimento “vieni qui” del dito.
  • Posizione laterale: chi riceve su un fianco, gamba superiore piegata. Chi pratica dietro accede facilmente sia al punto G dall’interno sia al clitoride dall’esterno. Molto rilassante, riduce la tensione muscolare addominale.

In coppia con penetrazione

  • Pecorina (doggy style): angolo naturale di penetrazione verso la parete anteriore. Funziona meglio se chi penetra incurva leggermente verso il basso e chi riceve abbassa il petto.
  • Cavallerizza al contrario (reverse cowgirl): chi riceve sopra, dando le spalle, controlla il movimento e l’angolazione. Libertà di stimolarsi il clitoride con la mano.
  • Coital Alignment Technique (CAT): variante della missionaria con chi penetra che scivola verso l’alto. La base del pene preme sul clitoride e l’angolazione stimola il punto G. Ideale per orgasmi combinati clitoride+vaginale.

Perché viene la voglia di fare pipì?

La sensazione di “dover fare la pipì” durante la stimolazione del punto G è il segnale più importante e più frainteso. La maggior parte delle persone, alla prima comparsa di quella sensazione, si blocca per paura di urinare addosso al partner. Quel blocco è la barriera che impedisce lo squirting nella maggioranza dei casi.

Perché succede

Le ghiandole di Skene e le strutture che producono il fluido squirting sono parauretrali: stanno attorno all’uretra e premono sulla vescica quando si riempiono. La sensazione neurologica è simile a quella di una vescica piena, perché le terminazioni nervose sono in parte le stesse. Se prima si è svuotata la vescica, quella sensazione non è urina pronta a uscire: è il fluido squirting che si sta accumulando e che sta per essere rilasciato.

Cosa fare in quel momento

Tre indicazioni pratiche:

  • Non fermare la stimolazione: spesso è proprio nei 30-60 secondi successivi a quella sensazione che arriva il rilascio.
  • Spingere leggermente in fuori: come se si stesse davvero per urinare. Il rilascio dei muscoli pelvici aiuta l’uretra ad aprirsi.
  • Respirare profondamente: trattenere il respiro per controllo aumenta la tensione pelvica e blocca il rilascio.

Per molte persone il momento più liberatorio è la prima volta in cui ci provano davvero e si accorgono che non era pipì: era squirt.

Quali errori bloccano lo squirting?

Quasi tutti i tentativi falliti nascono da uno di cinque errori ricorrenti, fisici o mentali. Conoscerli è metà del lavoro.

1. Trattare lo squirting come obiettivo
Quando l’attenzione è su “deve succedere stasera”, la mente non si lascia andare e il corpo lo sente. Diventa una performance, esattamente l’opposto di quello che serve.
2. Bloccarsi sul “sembra pipì”
La voglia di fare pipì viene scambiata per urina in arrivo e ci si frena. Svuotare la vescica prima toglie quasi del tutto questo dubbio.
3. Poco tempo di stimolazione
Il punto G ha bisogno di 15-30 minuti di stimolazione costante prima di iniziare a rispondere bene. Tre minuti non bastano quasi mai.
4. Lubrificazione insufficiente
Una stimolazione lunga e intensa asciuga la mucosa e, se non si riapplica il lubrificante, l’attrito diventa fastidioso e blocca tutto. Meglio tenerne un flacone a portata di mano.
5. Pressione del partner
“Quando squirti?”, “Ti manca poco?”, “Lasciati andare!” sono frasi che sabotano. La pressione esterna alimenta la pressione interna, che è già il problema.

Se dopo molti tentativi nulla cambia, non c’è nessun problema fisico né emotivo da risolvere. Significa semplicemente che le ghiandole di Skene di quella persona producono poco fluido, e l’esperienza orgasmica si esprimerà in altre forme. Lo squirting è una possibilità, non un obbligo.

Ghiandole di Skene: il meccanismo e i miti sullo squirting

Restano da mettere a fuoco quattro cose: da dove nasce biologicamente lo squirting, come funziona il meccanismo che lo produce, come si può esplorare in concreto e quanto c’è di vero in tre convinzioni molto diffuse (lo squirting anale, quello maschile e l’idea che sia la prova di un orgasmo riuscito).

Ghiandole di Skene: origine dello squirting

Le ghiandole di Skene (anche dette ghiandole para-uretrali) sono piccole strutture ghiandolari situate ai lati dell’uretra femminile, alla base della vagina. Scoperte e descritte dal medico scozzese Alexander Skene nel 1880, sono considerate l’equivalente femminile della prostata maschile.

Cosa producono? Un fluido limpido o leggermente lattescente che contiene: antigene prostatico-specifico (PSA), glucosio, fruttosio, fosfatasi acida. Composizione simile (anche se non identica) al liquido prostatico maschile. Non è urina, anche se passa attraverso l’uretra durante l’emissione.

Le ghiandole di Skene variano molto nelle dimensioni da persona a persona. In alcune persone sono molto sviluppate (e lo squirting può essere copioso), in altre minimali (squirting molto limitato o assente). Non è “capacità allenabile”: è anatomia individuale. Saperlo elimina la pressione del “devo riuscirci”.

Cos’è lo squirting: meccanismo fisiologico

Cos’è lo squirting? Tecnicamente: emissione di fluido dall’uretra femminile durante stimolazione sessuale intensa, di solito al picco orgasmico o pre-orgasmico. Squirting significato nell’uso popolare è “eiaculazione femminile” (anche se, come si è visto più su, sono fenomeni distinti).

Il meccanismo: stimolazione prolungata del punto G (parete anteriore vaginale, zona delle ghiandole di Skene) → rilassamento del pavimento pelvico → rilascio simultaneo di fluido dalle ghiandole di Skene + piccola quantità di urina diluita dalla vescica → emissione visibile attraverso l’uretra.

Lo squirting femminile è fenomeno fisiologico naturale, non “talento” o “performance”. Non tutte le persone con vagina squirtano, e non c’è nulla di “sbagliato” in chi non lo fa. La capacità dipende da:

  • Anatomia delle ghiandole di Skene
  • Controllo muscolare del pavimento pelvico
  • Livello di rilassamento durante la stimolazione
  • Capacità di superare la “paura della minzione” (sensazione tipica pre-squirting)

Squirting da sola: dove continuare

Quello che vale in coppia vale anche da sole, ma cambiano l’angolo del polso, la posizione e il modo di respirare: quella parte sta per esteso nella guida su come squirtare da sola. Il tempo, invece, non cambia: servono 20-40 minuti di stimolazione, e c’è chi ci arriva al primo tentativo, chi dopo mesi di esplorazione e chi mai, per un’anatomia poco favorevole.

Esistono lo squirting anale e quello maschile?

Lo squirting anale: è raro e tipicamente non è “squirting vero”. Alcune persone riferiscono emissione di fluido durante stimolazione anale intensa, ma si tratta quasi sempre di lubrificazione vaginale abbondante che fuoriesce, non di squirting dalle ghiandole di Skene. Il vero squirting passa per l’uretra.

Lo squirting maschile: nell’uomo, oltre all’eiaculazione classica, esiste un fenomeno raro di “pre-eiaculato copioso” durante la stimolazione prostatica. Non è uguale allo squirting femminile, perché il meccanismo e le ghiandole coinvolte sono altri, e nel linguaggio del porno il termine viene usato spesso in modo piuttosto libero.

Per chi cerca lezioni, corsi ed esercizi di squirting esistono percorsi online tenuti da professioniste della salute sessuale, come l’ostetrica e insegnante di sessualità statunitense Sheri Winston. Ma esistono altrettanti corsi-fuffa, e l’importante è verificarne sempre la professionalità. Un corso serio lavora su tre cose insieme: l’anatomia, il rilassamento del pavimento pelvico e lo sblocco emotivo della paura di urinare. Nessuno però può garantire il risultato, perché dipende anche dall’anatomia individuale.

Domande frequenti

Tutte le donne possono squirtare?

Sul piano fisiologico tutte le persone con vagina hanno ghiandole di Skene, quindi potenzialmente possono. Ma non tutte ci riescono, o squirtano in modo visibile: le Skene variano molto in dimensione e in capacità di produrre fluido. Non squirtare mai non vuol dire che ci sia qualcosa che non va, è solo anatomia individuale.

Lo squirting è urina o no?

Lo studio Salama 2015 ha mostrato che il fluido squirting esce dall’uretra, si forma in parte nella vescica e contiene tracce di urea e creatinina. Ma è molto più diluito dell’urina normale, ed è arricchito da PSA, il marker tipico della prostata, prodotto dalle ghiandole di Skene. Tecnicamente non è “solo pipì”: è una miscela che ha caratteristiche proprie. Se la vescica è svuotata prima della pratica, il fluido emesso è sostanzialmente squirt, non urina.

Si può imparare a squirtare?

In parte sì. Si possono ottimizzare le condizioni (stimolazione corretta, rilassamento mentale, vescica svuotata, tempo sufficiente) e per molte persone questo sblocca lo squirting che prima non si presentava. Ma non si può “imparare a produrre fluido” se le ghiandole di Skene sono poco sviluppate: in quel caso, anche con la tecnica perfetta, il rilascio resta minimo o assente. Allenamento sì, garanzia no.

Squirting e orgasmo arrivano insieme?

Non sempre. Squirting orgasmo è la combinazione più cercata, ma i due fenomeni sono indipendenti. Alcune persone squirtano senza orgasmo (rilascio del fluido senza picco di piacere), altre hanno orgasmi intensi senza squirtare mai, altre ancora arrivano a entrambe le cose contemporaneamente. Spesso lo squirting si presenta nei secondi immediatamente precedenti o successivi all’orgasmo, ma può essere anche del tutto separato.

Qual è il miglior sex toy per squirtare?

I vibratori pensati per il punto G, dalla curva pronunciata e testa rivolta verso la parete anteriore, sono i più efficaci per il rilascio. I rabbit, che combinano stimolazione interna del punto G e clitoridea esterna, sono particolarmente indicati perché fanno il lavoro doppio che serve per arrivare allo squirting. I dildo in vetro, più rigidi, permettono un controllo preciso dell’angolo di pressione. La scelta dipende da quanto rigida o morbida si preferisce la stimolazione e dal budget.

I video squirting nel porno sono reali?

Spesso no, almeno non nelle quantità spettacolari mostrate. Le scene squirting da litri d’acqua sono in larga parte iperboliche: in molti casi le pornostar bevono grandi quantità d’acqua prima della scena e quello che si vede è urina mescolata a squirt vero. Lo squirting reale produce 30-150 ml di fluido, ben lontano dai “geyser” cinematografici. Tenere basse le aspettative visive evita confronti inutili.

Lo squirting fa male o causa danni?

No, non causa danni e non è doloroso: è un fenomeno fisiologico naturale e non ha effetti collaterali. Alcune persone riferiscono una leggera sensazione di vescica svuotata dopo lo squirting, che è normale. Se invece la stimolazione del punto G provoca dolore acuto o bruciore, il problema non è lo squirting ma la tecnica: pressione eccessiva, lubrificazione insufficiente o un’infezione urinaria in corso. In quel caso meglio fermarsi e valutare.

Squirtare a comando, si può?

Per chi squirta regolarmente, con la giusta esperienza del proprio corpo, diventa possibile riconoscere i segnali e “lasciar arrivare” lo squirting con buona affidabilità. Ma non è un riflesso volontario come stringere il pugno: dipende sempre dallo stato di eccitazione, rilassamento mentale e qualità della stimolazione. Anche persone che squirtano spesso hanno sessioni in cui semplicemente non succede, e va bene così.

Ghiandole di Skene: tutte le donne le hanno?

Sì, tutte le persone con vagina hanno le ghiandole di Skene, ma le dimensioni variano molto da persona a persona. In alcune sono molto sviluppate e lo squirting può essere copioso, in altre sono minime e lo squirting è limitato o assente. Non è “capacità allenabile”: è anatomia individuale. Le ghiandole di Skene sono l’equivalente femminile della prostata maschile e producono un fluido simile al liquido prostatico (contiene PSA, glucosio, fosfatasi acida).

Cos’è lo squirting davvero? È la stessa cosa dell’eiaculazione femminile?

Lo squirting è emissione di fluido dall’uretra durante una stimolazione sessuale intensa: arriva dalle ghiandole di Skene, con una piccola componente urinaria diluita. L’eiaculazione femminile (in senso stretto) è emissione di fluido lattescente dalle sole ghiandole di Skene, in piccola quantità. Spesso si sovrappongono e il linguaggio popolare li confonde, ma tecnicamente sono fenomeni distinti.

Vuoi scrivere articoli per il blog di MySecretCase?

Registrati

Se ti è piaciuto, condividilo