Lo abbiamo detto fino allo sfinimento: il clitoride è la chiave del piacere femminile. Non la sola, certo, ma la più importante, esattamente come il pene per gli uomini. Ha una cappella, un prepuzio, un corpo cavernoso e più di diecimila terminazioni nervose. Non toccarlo equivale a non toccare il pene e non rifiutare un cunnilingus è come rifiutare la fellatio, anche perché entrambi si succhiano, baciano e leccano allo stesso modo. Insomma, clitoride is the new pene, benvenuta nell’era del clitocentrismo.
Vibratori rabbit: doppia stimolazione, doppio piacere
Clitoride + punto G in un solo toy. Scopri i nostri modelli più amati.
Vedi i vibratori rabbitClitoride: cosa ne pensa la scienza
L’orgasmo clitorideo è il più diffuso
È la via più comune all’orgasmo femminile. Nelle indagini su campioni ampi le donne che ci arrivano con la sola penetrazione sono una minoranza, mentre per la maggioranza il clitoride va coinvolto in qualche modo, con le dita, la lingua o un sex toy.
La distanza tra clitoride e vagina gioca un ruolo importante
La sessuologa Lisa Hochberger avvalora la ricerca secondo cui “le donne che hanno un clitoride più vicino alla loro apertura vaginale hanno una maggiore possibilità di raggiungere l’orgasmo rispetto a quelle con distanza maggiore”. La distanza ideale? Un pollice.
L’orgasmo clitorideo può durare fino a 30 secondi
Secondo le ricerche l’orgasmo clitorideo può durare da 10 a 30 secondi, in genere un po’ più a lungo di quello raggiunto con la sola penetrazione.

Il numero di contrazioni cambia sempre
L’orgasmo si manifesta attraverso contrazioni involontarie dell’utero e della vagina, che si stringono e si rilasciano. Mentre l’orgasmo medio può portare a 3 o 5 contrazioni, un orgasmo molto forte arriva fino a 10-15. Wow.
Le dimensioni contano
Stando a uno studio del 2014 pubblicato su J Sex Med, che ha scansionato con una risonanza magnetica l’area pelvica di 30 donne, quelle con un clitoride più piccolo riescono a venire meno facilmente di quelle con un clitoride più grande. Quando si dice che le dimensioni contano.
Il clitoride “ipersensibile” non esiste
Quando diciamo “non mi piace essere toccata direttamente perché ho il clitoride sensibile”, in realtà è un errore. Il clitoride ha più di diecimila terminazioni nervose (il famoso «8000» non era mai stato misurato da nessuno: uno studio del 2023 su J Sex Med le ha contate una per una e ne ha trovate 10.281), e siamo noi ad attivarle, di volta in volta, qualcuna più qualcuna meno, con la “forza” del cervello. Il senso di fastidio, a meno che non lo si sia effettivamente sfregato troppo, dipenderebbe, insomma, da quanto siamo ben disposte. La nostra sessuologa Anna Zanellato consiglia allora di proteggerlo con il suo prepuzio (sì, ce l’ha anche il clitoride) perché non sia proprio del tutto scoperto. Oppure di lasciar perdere, non ce l’ha ordinato il dottore!
Come si stimola il clitoride per arrivare all’orgasmo?
Con una pressione costante, in un punto solo, per un tempo più lungo di quello che sembra necessario. Quasi tutti gli orgasmi clitoridei mancati si perdono per lo stesso motivo: si cambia qualcosa proprio mentre stava funzionando. Ecco l’ordine che funziona.
- Non partite dal clitoride. Prima serve eccitazione: il glande si scopre da solo quando arriva il sangue, e toccarlo a freddo dà fastidio, non piacere.
- Mettete il lubrificante. Anche quando siete già bagnate: la lubrificazione naturale sta dentro, il clitoride sta fuori e sfrega a secco.
- Lavorate attraverso il cappuccio. Il contatto diretto sul glande è troppo per molte persone, e il cappuccio serve esattamente a filtrarlo.
- Trovate un ritmo e tenetelo. Stessa pressione, stessa velocità, stesso punto. La varietà serve all’inizio, non alla fine.
- Quando sentite che si avvicina, non fate niente di nuovo. Né più forte né più veloce: è il momento in cui alzare l’intensità fa ripartire tutto da capo.
- Dopo, staccate qualche minuto. Nei minuti che seguono l’orgasmo il contatto diretto può diventare insopportabile, ed è una cosa diversa dalla sensibilità di cui sopra: passa da sola.
Se il punto di partenza è più indietro, cioè conoscere la propria mappa prima ancora di cercare l’orgasmo, si comincia da come masturbarsi e dalla guida all’orgasmo femminile.
Quando conviene passare al clitoride durante un rapporto?
Durante la penetrazione, non prima e nemmeno dopo. Su un campione di 1055 donne statunitensi, l’indagine di Herbenick pubblicata nel 2018 ha trovato che solo il 18,4% arriva all’orgasmo con la sola penetrazione: per il 36,6% la stimolazione del clitoride durante il rapporto è necessaria, e per un altro 36% non è indispensabile ma rende l’orgasmo migliore. Sono tre donne su quattro per cui il clitoride va coinvolto mentre si fa altro.
In pratica serve una mano libera, o un toy piatto da tenere fra i corpi, e una posizione che lasci spazio davanti: quelle che funzionano meglio sono raccolte nelle posizioni per l’orgasmo femminile. Vale lo stesso discorso per il cunnilingus, dove la lingua tiene il ritmo costante meglio delle dita.
Perché a volte l’orgasmo non arriva?
Quasi mai perché c’è qualcosa che non va nel corpo, e quasi sempre perché manca una delle condizioni che lo rendono possibile. Le cause più comuni sono banali, si riconoscono in fretta e si tolgono di mezzo una alla volta, senza bisogno di cambiare niente di grosso.
- Troppo presto. Il clitoride toccato prima dell’eccitazione manda un segnale di fastidio, e da lì non si torna indietro nella stessa sessione.
- A secco. Senza lubrificante lo sfregamento diventa irritazione e il corpo si chiude.
- Si guarda invece di sentire. Controllare dall’esterno come si sta andando è il modo più sicuro per non arrivarci.
- Vibrazione sempre al massimo. Partire dall’intensità più alta alza la soglia: si comincia bassi e si sale.
- Farmaci e ormoni. Antidepressivi, contraccezione ormonale e menopausa cambiano davvero soglia e lubrificazione, e non è una questione di testa.
Se invece il dubbio è un altro, cioè non capire se sia successo o no, la risposta sta in come capire se avete avuto un orgasmo, che parla anche di chi non ci è mai arrivata.
I migliori sex toys per raggiungere l’orgasmo clitorideo
Se ci sono già lingua, dita, labbra, pene e tutto lo scibile anatomico, perché comprare un sex toy per il clitoride? Semplicemente perché è come avere tutto quanto detto prima, in meglio. Le vibrazioni, pulsazioni o aspirazioni, a seconda del toy, richiamano il sangue sulla zona erogena molto più velocemente facendola eccitare prima, in caso la libido sia un po’ a terra, o portandola prima all’orgasmo, in caso sia già eccitata e lubrificata di suo.
Per masturbarsi poi è oggettivamente molto più comodo: vuoi mettere lasciar fare tutto a lui mentre tu sei libera di fantasticare, rilassarti e godere? Non c’è paragone con le dita, dai. Su MySecretCase i modelli stanno nella sezione vibratore clitoride.
Vibrazione, suzione o pressione: quale stimolazione scegliere?
Le famiglie di toy per il clitoride sono quattro e si distinguono per il modo in cui arrivano al clitoride. Quale funzioni meglio dipende da come il vostro corpo reagisce al contatto diretto, e si scopre solo provando. E vale anche in coppia: partner, non temete il toy, integratelo, perché un giocattolo in mano a chi sta di fronte fa quello che le dita da sole fanno più lentamente.
| Famiglia | Come arriva al clitoride | A chi va bene | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Succhia clitoride | Onde di pressione dentro una campanella, senza contatto diretto | Chi trova fastidioso lo sfregamento sul glande | Va centrato bene: se la campanella non fa tenuta non succede niente |
| Vibratore clitorideo | Vibrazione appoggiata sopra il cappuccio | Chi vuole dosare pressione e intensità da sé | Il modello a punta è il più preciso, quello a testa larga il più tollerante sul centraggio |
| Wand | Vibrazione profonda e larga, su tutta la vulva | Chi ha bisogno di molta intensità per arrivarci | Da usare sopra la biancheria se a contatto diretto è troppo |
| Rabbit | Vibrazione esterna e stimolazione interna insieme | Chi cerca l’orgasmo misto, non solo clitorideo | La distanza fra i due bracci non si regola: conta che corrisponda alla vostra |
Domande frequenti
Fra i 10 e i 30 secondi, quindi in genere un po’ più a lungo di un orgasmo raggiunto con la sola penetrazione. La durata cambia da persona a persona e anche fra un orgasmo e l’altro della stessa persona.
Più di diecimila. Il numero che gira da decenni, ottomila, non era mai stato misurato da nessuno: uno studio del 2023 pubblicato su J Sex Med ha contato le fibre del nervo dorsale del clitoride e ne ha trovate in media 10.281, senza contare quelle non mielinizzate.
Il fastidio quasi sempre dipende dal momento, non dal clitoride: toccato prima dell’eccitazione o a secco manda un segnale di dolore. Si lavora sopra il cappuccio, con il lubrificante e dopo i preliminari, e nella maggior parte dei casi il problema sparisce.
No. Dita, lingua e pressione del corpo bastano. Il toy richiama più sangue nella zona in meno tempo e tiene un ritmo che la mano non regge a lungo, quindi accorcia i tempi e stanca meno, ma non è un passaggio obbligato.
Dipende da come reagite al contatto diretto. Il succhia clitoride lavora con onde di pressione e non appoggia sul glande, quindi va bene a chi trova lo sfregamento fastidioso. Il vibratore appoggia e lascia dosare pressione e intensità a mano.
Perché per la maggior parte delle donne la penetrazione da sola non basta: nell’indagine di Herbenick del 2018 solo il 18,4% riferiva di arrivarci così. Quello che cambia il risultato è aggiungere la stimolazione del clitoride mentre il rapporto va avanti, con una mano libera o con un toy piatto.