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A ciascuna la sua: i vari tipi di vagina

Rachele Bonini
Scritto da Rachele Bonini
Tre vasi con fiori rosa differenti tra loro come metafora delle diverse forme della vulva

I tipi di vagina di cui si parla sono in realtà tipi di vulva, perché la vagina è il canale interno. La classificazione più usata è quella della ginecologa Stephanie Romero, che distingue sei forme in base a come stanno fra loro le grandi e le piccole labbra: dal biscotto della fortuna, dove le grandi labbra avvolgono tutto il resto, a quelle accentuate che danno il camel toe, fino alle grandi labbra sottili o quasi invisibili. Sono combinabili fra loro, quindi di vulve ce ne sono quante le facce, e nessuna di queste forme è un difetto.

I tipi di vagina (o, meglio, di vulva) sono tanti quante sono le persone che ne hanno una e sono tutti perfettamente normali. Qui sotto trovi la differenza fra vagina e vulva, le sei forme più ricorrenti con una tabella per riconoscerle, cosa dicono le misurazioni vere sulle piccole labbra, e le tre domande che tornano sempre: colore, odore e peli. In più parliamo anche dell’imene, che non dice nulla sulla verginità.

Illustrazione di quindici vulve diverse per forma, colore e peluria

Vagina o vulva?

Per prima cosa chiariamoci le idee: quella che possiamo osservare è la nostra vulva, non la nostra vagina (a meno di non possedere strumenti da ginecologo). I tipi e le forme di vagina, quindi, sono in realtà tipi e forme di vulva.

La vagina è la parte interna dell’apparato genitale femminile, e sulla sua forma non c’è moltissimo da dire (anzi, ci sarebbe un sacco da raccontare, ma lo faremo un’altra volta): è un organo straordinariamente elastico e flessibile, in grado di allungarsi e allargarsi a seconda della fase del ciclo e a seconda delle esigenze (dall’accogliere un pene o un vibratore all’accompagnare verso l’uscita un bebè).

La vulva, invece, è la parte esterna dei genitali, quella, appunto, che possiamo osservare storcendo il naso con lo specchietto da borsetta. È formata da grandi labbra, piccole labbra, clitoride, orifizio uretrale (il buchino da cui esce la pipì… perché non esce dalla vagina, lo sappiamo, vero?), orifizio vaginale e ghiandole di Skene e di Bartolini. Ed è proprio lei che può avere una varietà di forme e colori pressoché infinita.

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Quali sono le forme di vulva?

Nonostante possano esistere tanti tipi di vulve quanti tipi di facce, l’irrefrenabile pulsione umana alla categorizzazione ha spinto fior fior di esperti a stilare elenchi con “i 3 tipi di vagina”, “le 10 forme di vagina più diffuse” e così via. Un’estetista americana, per esempio, ha raccontato al magazine Elite Daily i cinque tipi di vagina che incontrava più spesso durante le sue sessioni di depilazione, e a ognuno ha dato un nome d’arte: Ms. Curtains, Ms. Barbie, Ms. Tulip, Ms. Horseshoe e Ms. Puffs. La sporgenza o meno delle piccole e grandi labbra può determinare il gap tra la piatta e rosa Ms. Barbie, la chubby Ms. Puffs o la penzolante Ms. Curtains.

Le cinque forme di vulva descritte dall’estetista: Barbie, Tulip, Curtains, Horseshoe, Puffs

Fonti più autorevoli, come la dottoressa Stephanie Romero, ginecologa presso USF Health in Florida, hanno rilanciato con una lista di sei forme di vagina, combinabili tra loro per dare vita a miliardi di potenziali tipi di vulva:

  1. Biscotto della fortuna. Avete presenti i biscottini all’anice che vi danno in omaggio al ristorante cinese? Questo è il tipo di vulva in cui le grandi labbra avvolgono e nascondono piccole labbra, orifizi e clitoride, lasciando intravedere solo una fessura tra loro. Il tipo di vulva che si vede nelle illustrazioni dei libri di testo scolastici e che spopola nel porno, nonché il più richiesto ai chirurghi estetici specializzati in labioplastica.
  2. Grandi grandi labbra. Se vi capita l’effetto camel toe quando indossate i leggings, forse avete questa tipologia di vulva. In questo caso le grandi labbra sono più accentuate e “cicciose”. Le piccole labbra possono essere nascoste o sporgere.
  3. Piccole grandi labbra. Esattamente opposto alla tipologia precedente, è il tipo di vulva in cui le grandi labbra sono sottili o quasi invisibili. Può essere una condizione naturale, oppure un assottigliamento legato ai cambiamenti ormonali della menopausa. E così come avere più carne nelle grandi labbra non è un problema, non lo è neppure averne meno.
  4. Grandi piccole labbra. E se a sporgere sono le piccole labbra? In molte vulve le piccole labbra non restano nascoste all’interno delle grandi labbra, ma pendono orgogliosamente all’esterno. In qualche caso questa esposizione può provocare fastidi (per esempio durante il sesso o andando in bicicletta), ma nella maggior parte dei casi non crea disagio.
  5. Piccole piccole labbra. Le piccole labbra iniziano in corrispondenza del clitoride, formando un “cappuccio” per questo piccolo organo erettile. A volte però si vedono appena, e spuntano tra le grandi labbra solo nella parte più bassa. Stanno un po’ in disparte, ma fanno il loro lavoro esattamente come tutte le altre.
  6. Labbra truccate. Dopo esservi osservate, vi ha sorprese soprattutto il colore delle vostre labbra, così diverso da quello della pelle del vostro corpo? Don’t worry: la vulva è lo sbocco esterno di un organo interno, e quindi niente di strano se il colore di pelle e mucose è diverso. E se il colore è rossiccio, marroncino o grigiastro (ben diverso dal rosa candy delle pornostar), benvenute nel club!

Le liste non coincidono mai del tutto, perché ognuna dà nomi diversi alle stesse caratteristiche. Nella tabella qui sotto ci sono le forme che tornano più spesso, con il modo di riconoscerle.

FormaCome si riconosceQuanto è comune
Biscotto della fortunaLe grandi labbra si toccano e nascondono tutto il resto, si vede solo una fessuraÈ quella dei disegni sui libri di scuola e del porno. Nella realtà è una fra le tante
Grandi labbra prominentiLe grandi labbra sono piene e sporgono, le piccole restano dentroMolto comune. È quella che dà l’effetto visibile con i leggings
Piccole labbra sporgentiLe piccole labbra escono oltre le grandi, spesso di lunghezza diversa fra loroLa più diffusa in assoluto, e quella su cui arrivano più richieste di chirurgia
Ferro di cavalloLe grandi labbra si aprono in alto e si avvicinano in basso, lasciando vedere il clitorideComune. Il clitoride più esposto può voler dire più sensibilità al contatto diretto
AsimmetricaUn lato più lungo o più spesso dell’altroÈ la norma, non un tipo a sé: succede alla maggioranza, come per i seni
TulipanoLe piccole labbra si intravedono per tutta la lunghezza fra le grandiComune, e si combina spesso con le altre: le forme non sono caselle chiuse

Quando ha senso la labioplastica?

Un’educazione sessuale scarsa, che quasi mai insegna a osservare ed esplorare il proprio corpo, sommata agli standard improbabili e irrealistici del porno, crea un’insicurezza (quando non addirittura un disgusto) nei confronti dei propri genitali che, negli ultimi anni, sta spingendo moltissime persone a rivolgersi alla chirurgia estetica per avere la vulva perfetta.

Riduzione delle piccole labbra, riempimento delle grandi labbra, sbiancamento, ricostruzione dell’imene: le richieste sono tante. Negli Stati Uniti il dato più noto riguarda la sola labioplastica: secondo il report 2016 dell’American Society of Plastic Surgeons, quell’anno gli interventi sono aumentati del 39% rispetto al 2015, superando quota 12.000. E, dato più allarmante, secondo un’inchiesta realizzata nel 2017 dalla BBC, tra il 2015 e il 2016 oltre 200 ragazze al di sotto dei 18 anni si sono sottoposte a un intervento di labioplastica nel servizio sanitario britannico, e tra queste oltre 150 erano al di sotto dei 15 anni di età.

E in Italia? Anche da noi gli interventi di chirurgia estetica ginecologica sono in crescita, con la riduzione delle piccole labbra come operazione più richiesta tra i 18 e i 24 anni. Ha senso ricorrere alla chirurgia per aderire a standard di bellezza vaginale imposti dall’alto? Secondo noi no. Se la vostra vulva vi sembra bruttina e non meritevole d’amore, fatevi un’overdose di vagina power guardando il progetto The Vulva Gallery o The Great Wall of Vagina, l’opera dell’artista Jamie McCartney (ne ha parlato lui stesso in un’intervista a Fanpage), e prendetevi una pausa dal porno.

“Ho le labbra troppo lunghe”: cosa dicono i numeri

È la preoccupazione più frequente in assoluto, e nasce quasi sempre dal confronto con le immagini del porno, dove le piccole labbra sporgenti sono rare per selezione e non perché siano rare nella realtà. Gli studi di anatomia che hanno misurato vulve vere raccontano un’altra storia: la lunghezza delle piccole labbra varia da meno di un centimetro a oltre sei, e l’asimmetria fra i due lati è la norma, non l’eccezione. Un lato più lungo dell’altro capita alla maggioranza delle persone, esattamente come per i seni e per i piedi.

Le piccole labbra sporgenti hanno anche una funzione: proteggono l’ingresso vaginale e l’uretra, e sono ricche di terminazioni nervose, ed è l’anatomia su cui si basa il cunnilingus. Toglierle non è un intervento neutro. La chirurgia estetica ha senso quando c’è un fastidio fisico reale e documentato, sfregamento continuo, dolore andando in bici o durante il sesso, e in quel caso il posto dove parlarne è lo studio di un ginecologo. Quando invece il problema è solo l’aspetto, vale la pena sapere che si sta operando una parte del corpo sana perché non somiglia a una fotografia.

Colore, odore e peli: cosa è normale?

Il colore

La vulva è quasi sempre più scura del resto della pelle, e non è un difetto: quella zona ha più melanociti. Il colore cambia anche nel corso della vita, con la pubertà, le gravidanze e l’età, e cambia perfino nell’arco della stessa giornata, perché con l’eccitazione il sangue affluisce e i tessuti si scuriscono. Non esiste un colore giusto e non esiste niente da schiarire.

L’odore

Una vulva sana ha un odore, e non è quello di niente che si compri in profumeria. Cambia con il ciclo, ed è normale. Quello che invece merita una visita è un odore che diventa forte e diverso dal solito, soprattutto se accompagnato da prurito, bruciore o perdite cambiate di colore: sono i segni di una vaginosi o di una candida, che si curano in pochi giorni. Per l’igiene si lava solo l’esterno, con acqua o con uno dei detergenti intimi delicati pensati per la zona. Le lavande interne, invece, peggiorano le cose, perché spazzano via i lattobacilli che tengono in equilibrio l’ambiente vaginale.

I peli

Servono a qualcosa: riducono lo sfregamento e trattengono i feromoni. Depilarsi è una scelta estetica legittima, ma è giusto sapere che la depilazione integrale non è più igienica, anzi espone la pelle a follicoliti e micro-tagli. Se ci si depila, meglio farlo qualche ora prima del sesso orale, per esempio prima di un cunnilingus, perché la pelle appena rasata è più sensibile agli attriti.

L’imene si rompe alla prima volta?

L’imene non è una membrana che sigilla l’ingresso: è un bordo di tessuto sottile e irregolare attorno all’orifizio vaginale, con una o più aperture, perché il sangue mestruale deve poter uscire. Ha forme molto diverse da persona a persona ed è elastico.

Ne segue una cosa che vale la pena dire chiaramente: non si “rompe” e non è un indicatore di niente. Molte persone non sanguinano al primo rapporto e non c’è nulla di strano, e fare sport, usare assorbenti interni o masturbarsi non “toglie” niente. Quando il primo rapporto fa male o c’è un po’ di sangue, la causa quasi sempre è la tensione: i muscoli del pavimento pelvico si contraggono e i tessuti si irrigidiscono. La soluzione, in tutti e due i casi, è tempo, lubrificante e nessuna fretta.

Vagine e vulve: come le chiamiamo non cambia niente

Nel parlato di tutti i giorni queste parole si usano una per l’altra, e chi cerca online scrive indifferentemente tipi di vagine, tipi di vulva o uno dei tanti nomi del parlato, intendendo sempre la stessa cosa. La distinzione anatomica fra vagina e vulva, quella spiegata all’inizio, resta corretta e vale la pena saperla, ma nessuno sbaglia niente di importante se usa il termine sbagliato con il partner.

Quello che invece conta, ed è il motivo per cui queste tipologie si cercano tanto, è un’altra cosa: non esiste una forma normale. Le classificazioni che girano online, questa compresa, servono a riconoscersi da qualche parte e a smettere di chiedersi se c’è qualcosa di sbagliato, non a stabilire una graduatoria. Labbra interne lunghe e labbra interne invisibili sono due varianti della stessa cosa, come il colore degli occhi.

Conviene ricordarlo soprattutto a chi è giovane e sta facendo confronti con quello che vede nel porno, dove la varietà reale semplicemente non compare. Se il dubbio nasce da lì, il problema non è la forma.

Domande frequenti

Quanti tipi di vagina esistono?

La domanda giusta è quanti tipi di vulva, perché quello che si vede è la vulva e non la vagina. Le classificazioni che girano ne elencano cinque o sei, ma sono descrizioni comode, non categorie reali: le caratteristiche si combinano fra loro e la varietà effettiva è enorme. Nessuna forma è più normale delle altre e nessuna comporta più o meno piacere.

È normale avere le piccole labbra sporgenti?

Sì, ed è anche la situazione più diffusa. Le misurazioni anatomiche riportano lunghezze che vanno da meno di un centimetro a oltre sei, con un lato spesso diverso dall’altro. Le piccole labbra sporgenti proteggono l’ingresso vaginale e l’uretra e sono ricche di terminazioni nervose: non sono un difetto da correggere.

È normale che sia più scura del resto della pelle?

Sì. La zona genitale ha più melanociti del resto del corpo, quindi è quasi sempre più scura, e il colore cambia con la pubertà, le gravidanze, l’età e perfino con l’eccitazione, che facendo affluire sangue scurisce i tessuti. Non esiste un colore corretto e non c’è niente da schiarire.

L’imene si rompe al primo rapporto?

No. L’imene non è una membrana chiusa ma un bordo di tessuto elastico attorno all’orifizio, con una o più aperture. Molte persone non sanguinano al primo rapporto e non significa niente; altre sanguinano per la tensione dei tessuti, che dipende da rilassamento e lubrificazione. Sport, assorbenti interni e masturbazione non tolgono nulla.

Quando l’odore è un segnale da controllare?

Una vulva sana ha un odore che cambia con il ciclo, ed è normale. Va invece controllato un odore diventato forte e diverso dal solito, soprattutto insieme a prurito, bruciore o perdite cambiate di colore: sono i segni tipici di vaginosi o candida, che si risolvono in pochi giorni con la cura giusta. Le lavande interne peggiorano la situazione perché alterano la flora vaginale.

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