Alzi la mano chi, dopo aver osservato per la prima volta la propria vulva, non è rimasta un po’ male. Forse ve l’aspettavate più rosa, forse meno storta, meno penzolante, forse più simile a quelle viste nel porno (così composte nonostante la fatica). Finché la vostra se ne stava lì nascosta, pronta ad assolvere alle proprie mansioni, tutto bene, ma adesso che l’avete vista qualche dubbio sulla sua normalità vi è probabilmente venuto. Bene: fatevelo passare. I tipi di vagina (o, meglio, di vulva) sono tanti quante sono le donne che le possiedono e sono tutti perfettamente normali.
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Per prima cosa chiariamoci le idee: quella che possiamo osservare è la nostra vulva, non la nostra vagina (a meno di non possedere strumenti da ginecologo). Quando si parla di tipi di vagina o di forme di vagina in realtà si sta parlando di tipi e forme di vulva. La vagina è la parte interna dell’apparato genitale femminile,e sulla sua forma non c’è moltissimo da dire (anzi, ci sarebbe un sacco da raccontare, ma lo faremo un’altra volta): è un organo straordinariamente elastico e flessibile, in grado di allungarsi e allargarsi a seconda della fase del ciclo e a seconda delle esigenze (dall’accogliere un pene o un vibratore all’accompagnare verso l’uscita un bebè). La vulva, invece, è la parte esterna dei genitali, quella, appunto, che possiamo osservare storcendo il naso con lo specchietto da borsetta. La vulva è formata da grandi labbra, piccole labbra, clitoride, orifizio uretrale (il buchino da cui esce la pipì… perché sappiamo tutte che non esce dalla vagina, vero?), orifizio vaginale e ghiandole di Skene e di Bartolini. Ed è proprio lei che può avere una varietà di forme e colori pressoché infinita.
Nonostante possano esistere tanti tipi di vulve quanti tipi di facce, l’irrefrenabile pulsione umana alla categorizzazione ha spinto fior fior di esperti a stilare elenchi con “i 3 tipi di vagina”, “le 10 forme di vagina più diffuse” e così via. L’anno scorso un’estetista americana aveva illuminato d’immenso le pagine del magazine Elite Daily elencando i cinque diversi tipi di vagina in cui si era più frequentemente imbattuta nel corso delle sue sessioni di depilazione: Ms. Curtains, Ms. Barbie, Ms. Tulip, Ms. Horsehoe e Ms. Puffs. La sporgenza o meno delle piccole e grandi labbra può determinare il gap tra la piatta e rosa Ms. Barbie, la chubby Ms. Puffs o la penzolante Ms. Curtains. Fonti più autorevoli, come la dottoressa Stephanie Romero, ginecologa presso USF Healt in Florida, ha rilanciato con una lista di sei forme di vagina (combinabili tra loro per dare vita a miliardi di potenziali tipi di vulva):
La scarsa educazione sessuale (e la totalmente inesistente educazione all’auto-osservazione e all’esplorazione del proprio corpo), mixata con gli standard improbabili e irrealistici del porno, causa un’insicurezza (quando non addirittura un disgusto) nei confronti dei propri genitali che, negli ultimi anni, sta spingendo moltissime donne a rivolgersi alla chirirgia estetica per avere la vulva perfetta. Riduzione delle piccole labbra, riempimento delle grandi labbra, sbiancamento, ricostruzione dell’imene: nell’ultimo anno gli interventi di vaginoplastica, labioplastica e imenoplastica sono aumentati del 39% negli Stati Uniti, secondo l’American Society of Plastic Surgeons. E, dato più allarmante, secondo un’inchiesta realizzata nel 2017 dalla BBC, tra il 2015 e il 2016 oltre 200 ragazze al di sotto dei 18 anni si sono sottoposte a un intervento di labioplastica, e tra queste oltre 150 erano al di sotto dei 15 anni di età. E in Italia? Anche da noi gli interventi di chirurgia estetica ginecologica sono in crescita, con la riduzione delle piccole labbra come operazione più richiesta tra i 18 e i 24 anni. Ha senso ricorrere alla chirurgia per aderire a stndard di bellezza vaginale imposti dall’alto? Secondo noi no. Se la vostra vulva vi sembra bruttina e non meritevole d’amore, fatevi un’overdose di vagina power visitando il progetto The Vulva Gallery o l’opera dell’artista The Great Wall of Vagina di Jamie McCartney (e spegnete PornHub)!