Una vagina sana e pulita chiede molte meno cure di quanto si pensi. La vagina si pulisce da sola, quindi l’igiene intima riguarda solo la vulva, cioè la parte esterna: una volta al giorno, con acqua tiepida e al massimo un detergente delicato a pH acido. Un odore leggero, acidulo o muschiato, è normale: lo producono i lattobacilli che in età fertile tengono il pH vaginale fra 3,8 e 4,2. Lavande interne, profumi e saponi aggressivi rompono proprio quell’equilibrio, ed è per questo che lavarsi di più non vuol dire lavarsi meglio.
La cura delle parti intime è importante come lavarsi la faccia. E proprio come con la cura del viso, non bisogna né trascurare né esagerare. La vagina ha un sistema di auto-pulizia molto efficace ed è quindi meglio evitare le aggressive lavande intime disinfettanti che potrebbero scombussolare la vita felice dei batteri che hai nella vulva e nella vagina.
Senza contare che la vagina è anche in grado di produrre un meraviglioso lubrificante naturale fai da te. Molto spesso l’igiene viene vissuta come un modo di “ripulire” un senso di vergogna che molte persone con la vagina sembrano provare nell’età riproduttiva. Addirittura le adolescenti alle prime esperienze sessuali vivono l’igiene come un modo per non rimanere incinta: ma lavarsi dopo un rapporto, fidati, non è un grande contraccettivo.
Piuttosto, meglio vivere l’igiene della vagina e delle sue varie parti (inclusa l’igiene perineale) come un momento di sostegno alla vita naturale della fica, invece che come una punizione.
La meraviglia della vagina è che è un organo vivo, con delle sue specifiche funzioni. Dal nostro sondaggio emerge che per metà delle italiane un buon profumo intimo femminile è un segnale di salute. Ma di cosa profuma una vagina sana? Attenzione, non è senza odore, un odore ce l’ha. Ognuna ha il suo eau de passera, ma normalmente un leggero aroma muschiato o di carne fresca è indicatore di “normalità”.
Inutile ricordare che questo profumo cambia molto durante il mese, soprattutto a causa delle fluttuazioni ormonali e del ciclo. Può essere leggermente fermentata, a causa del pH sano che è leggermente acido. Può ricordare il rame o il metallo specialmente intorno al ciclo o dopo un rapporto penetrativo un po’ energico. Una vagina dolce segnala comunque una vagina ricca di batteri e non è causa di preoccupazione, se invece vi colpisce un odore simile alla candeggina potrebbe trattarsi di perdite di urina che si accumulano nella biancheria intima o addirittura di una vaginosi batterica, che va diagnosticata dal ginecologo.
Se l’odore è di pesce, i sospetti di vaginosi o addirittura di tricomoniasi, un’infezione a trasmissione sessuale, potrebbero essere fondati. Alcune vagine, udite udite, sanno proprio di marijuana, e questo succede proprio quando siamo stressate: le ghiandole apocrine, in risposta a emozioni sgradevoli, rilasciano un fluido lattiginoso che a contatto con i batteri della pelle sprigiona questo profumo di ganja.
Un odore diverso per un giorno non vuol dire niente. Diventa un segnale quando è forte, dura più di qualche giorno o arriva insieme a prurito, bruciore e perdite diverse dal solito. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la vaginosi batterica in circa metà dei casi non dà nessun disturbo, e quando lo dà si riconosce proprio dall’odore.
| Cosa noti | Cosa può essere | Cosa fare |
|---|---|---|
| Odore leggero, acidulo o muschiato, perdite biancastre senza prurito | Normalità: sono i lattobacilli al lavoro | Niente di speciale, acqua tiepida sulla vulva |
| Odore forte di pesce, perdite grigiastre, peggiora dopo il sesso | Vaginosi batterica | Visita ginecologica: si cura con i farmaci prescritti, non con i lavaggi |
| Perdite bianche e dense tipo ricotta, prurito e bruciore intensi | Candida | Visita dal medico o dalla ginecologa per la terapia |
| Perdite giallo verdastre dall’odore sgradevole, irritazione | Tricomoniasi, infezione a trasmissione sessuale | Visita e cura, anche per chi fa sesso con te |
In tutti questi casi lavarsi di più è la mossa sbagliata. Come spiega la ginecologa Alessandra Graziottin, quando il pH vaginale sale da 4 a 5 o 6 i lattobacilli lasciano spazio alla Gardnerella, e la soluzione non è lavarsi venti volte al giorno ma riportare il pH al suo valore. Del sapore, invece, si parla nell’articolo su come cambia il sapore della vagina.
Piccolo riassunto per capire cosa si lava. La vulva è l’apparato genitale esterno e si lava; la vagina è il canale interno e non si lava, perché si pulisce da sola con le sue secrezioni. La mappa completa è nella guida su com’è fatta la vagina; ogni parte della vulva vuole un gesto diverso:
Scegli un sapone neutro o, ancora meglio, niente sapone quando ti lavi la vulva. Non usare gel o saponi profumati. Niente shampoo. Molte persone usano solo acqua tiepida e sono felici così. Ma molte, come emerge dal nostro sondaggio sulla vagina, con i lavaggi ci vanno giù pesante, forse proprio per “paura” degli odori: 6 su 10 vanno di detergente intimo due volte al giorno.
Attenzione: la vagina ha un sistema di lavaggio interno perfettamente funzionante: i detergenti, seppur studiati per rispettare il pH vaginale, andrebbero usati sporadicamente e in casi particolari, come per esempio il detergente intimo per la cistite. In generale controlla il pH del tuo detergente intimo: meglio un po’ acido, come il pH vaginale. Una nostra utente ci ha confidato che il suo lavaggio preferito è uno squirting regolare e abbondante: il liquido dello squirting arriva dalla vescica e non lava niente, ma come filosofia batte le lavande e i saponi aggressivi, che alterano il pH vaginale e la flora batterica benefica e possono anzi provocare una vaginosi batterica! Dimentica spray, polverine o cose con profumazioni sintetiche.
La lavanda vaginale è l’errore più comune e il più inutile: spazza via i lattobacilli che tengono in equilibrio l’ambiente vaginale, e se non la prescrive la ginecologa non serve mai. L’Istituto Superiore di Sanità mette le lavande frequenti, i saponi profumati e gli ammorbidenti fra le cause di infiammazione della vulva e della vagina. Per scegliere un detergente, dai tensioattivi come SLS e SLES al pH in etichetta, c’è la guida all’igiene intima femminile.
Alcuni consigliano solo la mano (la propria o di un volontario!), altri propongono un panno pulito: assicurati di pulire bene tra le labbra e sotto il cappuccio clitorideo per eliminare le piccole perdite biancastre assolutamente normali. Pulisci anche il vestibolo (l’ingresso del canale vaginale) e ricorda: da davanti a dietro e non il contrario per non portare batteri dell’ano nella vagina che non sa come utilizzarli!
Dopo il sesso alla vulva servono pipì e acqua, non una doccia. Il liquido seminale ha un pH fra 7,2 e 7,8, quello vaginale in età fertile sta fra 3,8 e 4,2: dopo un’eiaculazione in vagina il pH tende a salire, ed è per questo, spiega Graziottin, che chi soffre di vaginosi vede tornare i sintomi soprattutto dopo i rapporti senza preservativo.
Dopo il rapporto non ti accanire con i lavaggi: se fai pipì subito dopo, il tuo sistema si è già sbarazzato dei batteri più perniciosi e con poca acqua puoi anche spazzare via le perdite bianche dopo un rapporto, non protetto o protetto.
Mutandine: 4 su 10 usano cotone, la fibra migliore per farla respirare, ma tra le più giovani c’è voglia di sperimentare perizomi e cosette in sintetico tipo nylon o collant stretti di acrilico. Meglio usarle solo per le occasioni veramente speciali: non per quell’appuntamento di Tinder, ma solo per San Valentino! Ah, anche il detersivo per il bucato va usato poco e neutro, senza ammorbidente: le tracce irritano la Vivi.
Dormi nuda per farla respirare, ma se non riesci perché proprio ti vuoi coprire usa biancheria larga che lasci traspirare i tessuti e le mucose. Non indossare salvaslip tutto il tempo, ma limita l’utilizzo ai giorni del sanguinamento mestruale oppure quando hai perdite a cascata. Altrimenti intrappoli l’umidità a contatto con le tue mucose.
Quando la Gina deve uscire per il ballo, ci dividiamo tra matrigne e madrine: per alcune basta e avanza la saliva mentre per altre il lubrificante è una veste abbastanza dignitosa. Il lubrificante è meraviglioso in tutti i rapporti: dalla masturbazione all’anale, aumenta il piacere e diminuisce le microferite delle pareti vaginali. Ed è orgasmo in un abracadabra!
La maggior parte di voi fa un check-up completo annuale dalla ginecologa, ma andando avanti con gli anni diventa importante anche far fare uno studio del pavimento pelvico. Viziare la Gina invece non è ancora un’abitudine nazionale: 6 su 10 considerano cura della vagina la depilazione, mentre poche ancora conoscono la libidine profonda di una maschera vaginale o anche solo di un massaggio con crema idratante specifica per la vulva.
Vi abbiamo chiesto i vostri segreti di bellezza della Gina e ci avete dato risposte bellissime: tanta delicatezza, tenerla attiva, da sola, in coppia o con i toys, una bella leccatina, aloe vera, yoga, olio di mandorle, massaggio yoni, niente mutande e soprattutto ascoltarla!
No. La vagina è autopulente: le sue secrezioni e i lattobacilli la tengono in equilibrio da sole, e le lavande interne spazzano via proprio quei batteri buoni. Da lavare c’è solo la vulva, con acqua tiepida e al massimo un detergente delicato.
Perché un odore forte e persistente non dipende quasi mai dalla sporcizia, ma da uno squilibrio della flora vaginale, come la vaginosi batterica, o da un’infezione. Lavarsi di più peggiora le cose. Se l’odore sa di pesce o arriva con prurito e perdite diverse dal solito, serve una visita ginecologica.
Trucchi da un giorno non ne esistono, e profumi o lavande peggiorano il risultato. Il sapore dipende dal pH, dal momento del ciclo e in parte da cosa mangi e bevi, e nessun prodotto lo cambia in poche ore.
Si fa pipì e si sciacqua la vulva con acqua tiepida, senza lavande: il liquido seminale esce da solo. Lavarsi non ha nessun effetto contraccettivo: se non volevi una gravidanza, la contraccezione d’emergenza si chiede in farmacia il prima possibile.
Non è obbligatorio: molte persone usano solo acqua tiepida e stanno benissimo. Se lo usi, basta una volta al giorno, in piccola dose, solo sulla vulva, senza profumo e con pH acido. Usato di più secca la mucosa e può dare prurito intimo.