Doppia vagina: le donne con due vagine e l’utero didelfo

Sì, esistono donne con due vagine, e non è una leggenda da internet. Il nome clinico è utero didelfo: durante lo sviluppo embrionale l’utero si forma doppio, con due cavità e due colli separati, e in buona parte dei casi anche il canale vaginale resta diviso in due da un setto. Da qui l’espressione “doppia vagina”, o double vagina in inglese. Two is megl che uan? Per il corpo umano non è detto: da fuori non si vede niente, non impedisce di fare sesso e non impedisce di avere figli, ma qualche attenzione in più la chiede.

Che cos’è l’utero didelfo

L’utero didelfo, o doppio utero, è una malformazione congenita: al posto di un solo utero ce ne sono due, ciascuno con la sua cavità e il suo collo. Non è una malattia, non si prende e non si previene: è semplicemente il modo in cui gli organi si sono formati prima della nascita.

Perché l’utero si forma doppio

Nei primi tre mesi di gestazione l’utero nasce da due condotti gemelli, i dotti di Müller, che di norma si fondono al centro e riassorbono il setto che li divide. Se la fusione non avviene restano due uteri e due cervici separate, e spesso anche un setto che divide in due il canale vaginale. È lo stesso meccanismo che, fermandosi a stadi diversi, produce l’utero bicorne, l’utero setto e l’utero unicorne: in quei casi l’utero resta uno, qui invece sono due a tutti gli effetti.

Quante donne riguarda

Poche, ma non pochissime. Una revisione sistematica su 89.861 donne pubblicata su Human Reproduction Update ha stimato che le malformazioni congenite dell’utero riguardino il 5,5% delle donne nella popolazione generale, e l’utero didelfo è una delle forme meno frequenti. Le stime sulla sua diffusione esatta ballano parecchio, perché dipendono dall’esame con cui lo si cerca: moltissime donne non lo scoprono mai.

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Quali sono le differenze fra utero didelfo, bicorne e setto

Si somigliano tutte, e per questo la diagnosi cambia spesso strada facendo. La differenza sta in due cose: quanti uteri ci sono davvero, e se il canale vaginale è diviso. In rete la stessa condizione gira sotto molti nomi, da “doppia vagina” a double vagina, ma per una ragazza che vuole capire cosa ha, i termini che contano sono questi cinque.

Anomalia Quanti uteri Cosa la distingue
Utero didelfo Due Due cavità e due colli separati, spesso con un setto che divide anche la vagina
Utero bicorne Uno Una sola cavità con una rientranza profonda in cima: da fuori sembra a cuore
Utero setto Uno Profilo esterno normale, ma dentro un setto divide la cavità in due
Utero unicorne Mezzo Si è sviluppato un solo lato: la cavità è più piccola del normale
Setto vaginale isolato Uno L’utero è normale, ma il canale vaginale è diviso in due

L’utero didelfo è l’unico in cui gli uteri sono due. Negli altri casi l’utero resta uno e cambia solo la sua forma, ed è il motivo per cui un’ecografia normale non basta a distinguerli: serve vedere il profilo esterno dell’organo, non solo la cavità.

Doppio utero: dramma o divertimento al quadrato?

Negli anni qualche donna con la doppia vagina ha raccontato pubblicamente la propria storia, e il quadro che ne esce è sempre lo stesso: primo campanello d’allarme, mestruazioni molto dolorose e abbondanti; poi una diagnosi arrivata tardi; poi due strade opposte. C’è chi sceglie la chirurgia per avere un canale solo e chi non la sceglie affatto, perché sta benissimo così e, semmai, ha una preferenza su quale delle due usare quando fa sesso o si masturba.

Come cambiano le mestruazioni

Con due uteri il flusso può essere più abbondante e i crampi più forti, perché a sfaldarsi sono due endometri. Se c’è anche un setto vaginale, un assorbente interno da solo non basta a coprire tutti e due i canali: capita di crederlo in posizione e di macchiarsi lo stesso. Vale la stessa cosa per la coppetta mestruale, che con un setto può non aderire da nessuna delle due parti: prima di comprarla conviene parlarne con chi vi segue.

Doppia vagina = doppia vulva?

No. Niente doppia vulva, e sappiamo che ve lo stavate chiedendo dall’inizio. La vulva è la parte esterna, e in una donna con l’utero didelfo è identica a qualunque altra: un solo monte di Venere, un solo clitoride, un paio di labbra per lato. Chi cerca “doppia vagina” o “donna con due vagine” immagina due genitali affiancati, e non è così che funziona.

Perché non si vede da fuori

Quando esiste, il setto divide il canale vaginale dall’interno, e in molti casi la biforcazione comincia più in alto di dove arriva lo sguardo in una normale visita ginecologica. Ecco perché è tanto difficile accorgersene: i sintomi che portano dal medico sono la dismenorrea, cioè le mestruazioni molto dolorose, e la dispareunia, cioè il dolore durante il rapporto. Sul resto, una vulva con utero didelfo rientra in pieno nella gamma normale di forme.

Come riconoscere un utero didelfo

Da sole, quasi mai. Se non c’è un setto vaginale molto marcato, l’utero didelfo non dà nessun segno riconoscibile a occhio: i motivi che portano alla diagnosi sono mestruazioni molto dolorose, dolore durante il rapporto, difficoltà a restare incinta o aborti spontanei tardivi. Il percorso, quando si decide di guardare, è questo.

  1. Visita ginecologica. A volte il setto vaginale si vede o si sente, ma spesso no.
  2. Ecografia pelvica. È il primo esame, e da sola non basta quasi mai a distinguere un utero didelfo da un utero bicorne.
  3. Ecografia tridimensionale. Ricostruisce il profilo esterno dell’utero: è l’esame che di solito dà la risposta.
  4. Risonanza magnetica. Si usa quando il quadro resta dubbio o quando bisogna programmare un intervento.
  5. Ecografia dei reni. Le vie urinarie si formano insieme a quelle genitali, quindi si controlla che non ci siano anomalie anche lì.

Se qualcuno di questi motivi vi riguarda, il posto giusto è uno studio di ginecologia o di ostetricia, non un forum. Questo articolo serve a farvi arrivare lì sapendo cosa chiedere.

Come funziona la gravidanza con un utero didelfo

Si resta incinta, e in genere senza fatica. La revisione sistematica di Chan e colleghi su Ultrasound in Obstetrics & Gynecology, che ha messo insieme nove studi e 3.805 donne, conclude che le anomalie da mancata fusione, cioè la famiglia a cui appartiene l’utero didelfo, non riducono la fertilità.

Il rischio che invece esiste

Il punto delicato è il resto della gravidanza. Nello stesso lavoro il rischio di parto prematuro risulta circa 3 volte più alto della media, e quello che il bambino si presenti in una posizione diversa da quella a testa in giù quasi 4 volte più alto. La spiegazione è meccanica: ogni cavità è più stretta di un utero intero, quindi lo spazio finisce prima. Per questo la gravidanza viene seguita come una gravidanza a rischio, con controlli più ravvicinati e un piano per il parto deciso in anticipo.

E dopo il parto

Vale quello che vale per tutte: il pavimento pelvico ha bisogno di tempo e di esercizi mirati, e la secchezza dovuta agli ormoni dell’allattamento può rendere i primi rapporti scomodi. Ne parliamo nel dettaglio nella guida al sesso dopo il parto.

Quando serve un intervento, e quando no

Quasi mai. L’utero didelfo di per sé non si opera: la chirurgia entra in gioco solo davanti a un problema concreto, e le indicazioni sono sostanzialmente due. La prima è un setto vaginale che rende i rapporti dolorosi o impossibili: si toglie con un intervento breve. La seconda sono gli aborti spontanei ripetuti, dove si valuta la ricostruzione di un utero unico.

Cosa aiuta nel frattempo

Sul dolore durante il rapporto la prima cosa da provare è la più banale: molto lubrificante a base acqua, posizioni che lasciano a chi lo prova il controllo della profondità, e tempi lunghi. Su MySecretCase trovate le formulazioni senza profumi né coloranti, che sono quelle da preferire quando la zona è già sensibile. Se il dolore resta anche così, non è una questione di tecnica: merita una visita, anche perché un dolore che non passa può avere altre cause, come la vulvodinia. E se ai dolori si aggiungono prurito, bruciore o perdite diverse dal solito, il problema è probabilmente un altro e conviene leggere la guida su candida e vaginosi.

Domande frequenti

Una donna con due vagine può avere figli?

Sì. Le anomalie da mancata fusione, compreso l’utero didelfo, non riducono la fertilità. Aumentano invece il rischio di parto prematuro, circa tre volte rispetto alla media, quindi la gravidanza va seguita più da vicino. Sono documentate anche gravidanze portate avanti in entrambi gli uteri, ma sono rarissime.

La doppia vagina si vede da fuori?

No. La vulva, cioè la parte esterna, è identica a quella di tutte le altre persone: un solo clitoride, un paio di labbra per lato. Il setto, quando c’è, divide il canale dall’interno e spesso comincia troppo in alto perché lo si veda in una visita di routine.

Fare sesso con l’utero didelfo fa male?

Non per forza. Molte donne non se ne accorgono proprio. Quando il setto vaginale è marcato può dare dolore alla penetrazione, cioè dispareunia: in quel caso aiutano molto lubrificante, posizioni in cui è lei a controllare la profondità e, se serve, un intervento breve per rimuoverlo.

Con due vagine servono due assorbenti interni?

Se c’è un setto vaginale, sì: un tampone solo occupa un canale e lascia libero l’altro, ed è il motivo per cui capita di macchiarsi credendolo in posizione. Vale lo stesso per la coppetta mestruale, che con un setto può non aderire bene. Parlatene con chi vi segue prima di cambiare metodo.

Come si scopre di avere un utero didelfo?

Quasi sempre per caso o per un sintomo: mestruazioni molto dolorose e abbondanti, dolore durante i rapporti, aborti spontanei tardivi. L’ecografia pelvica normale spesso non basta; l’esame che dà la risposta è di solito l’ecografia tridimensionale, a volte affiancata dalla risonanza magnetica.

L’utero didelfo è ereditario?

Non si trasmette come un carattere semplice. È un’anomalia che nasce nei primi mesi di gestazione, quando i due dotti di Müller non si fondono, e nella grande maggioranza dei casi compare senza nessuna familiarità. Avere una parente con una malformazione uterina non vuol dire averla a propria volta.

Con l’utero didelfo si hanno due cicli al mese?

No. Gli uteri sono due, ma le ovaie funzionano come in chiunque altra e il ciclo resta uno. Quello che cambia è la quantità: a sfaldarsi sono due endometri, quindi il flusso può essere più abbondante e i crampi più forti del solito.