Quando una cliente ci scrive per la prima volta chiedendo palline vaginali (o palline kegel, sono la stessa cosa) di solito parte da uno di tre motivi: qualche perdita di urina dopo la nascita del figlio, la voglia di sentire di più durante il sesso, o il consiglio di una ginecologa dopo un controllo del pavimento pelvico. Nel nostro storico interno, sette clienti su dieci al primo acquisto scelgono un modello doppio con contrappeso: non è un caso, è il formato che risponde meglio alle esigenze di quelle tre situazioni. In questa guida vediamo cos’è davvero il pavimento pelvico e perché conviene tonificarlo, come si usano le palline in pratica (peso, tempi, inserimento), come impostare un allenamento kegel serio, e cosa aspettarsi nel post-parto e con l’incontinenza. Trovate anche la selezione di modelli che consigliamo più spesso, divisi per esperienza. Approfondisci nel nostro HUB Vibratori MySecretCase.
Volete vedere subito i modelli? La collezione Palline Vaginali raccoglie modelli singoli, doppi con contrappeso e set a peso progressivo, tutti in silicone medicale con corda di recupero, filtrabili per peso e livello di esperienza.
Cos’è il pavimento pelvico e perché conviene tonificarlo
Il pavimento pelvico è la fascia di muscoli e tessuto connettivo che chiude in basso il bacino, sostenendo dall’alto vescica, utero e retto e regolando la continenza di urina, feci e gas. Tonificarlo significa mantenere la sua capacità di contrarsi in modo volontario e rilassarsi completamente, entrambe funzioni fondamentali per continenza, salute pelvica e piacere sessuale. Le palline vaginali servono esattamente a questo: allenano il pavimento pelvico attraverso il peso passivo (che stimola una contrazione riflessa continua per trattenerle in sede) e il movimento del contrappeso interno mobile (che invita a piccole contrazioni volontarie mentre camminate o vi muovete).
Un pavimento pelvico allenato risolve o previene tre problemi molto comuni. Il primo è l’incontinenza da sforzo: quella piccola perdita di urina che scappa quando starnutite, tossite, correte o sollevate un peso. Colpisce moltissime donne dopo il parto o intorno alla menopausa. Il secondo è il prolasso lieve degli organi pelvici: quando la muscolatura cede, utero o vescica scendono leggermente dalla loro sede naturale, con sensazione di peso nel basso ventre. Il terzo è la ridotta sensazione durante il rapporto: una muscolatura tonica aumenta la percezione del contatto in penetrazione e rende gli orgasmi più intensi grazie alle contrazioni più forti dei muscoli pubococcigei durante l’orgasmo stesso.
A chi ha senso davvero l’allenamento con palline
Le palline vaginali hanno senso per la maggior parte delle donne adulte, in particolare in quattro fasce di vita: le donne che si preparano a una gravidanza (tonificare prima aiuta a recuperare meglio dopo), le neomamme dopo il periodo di ripresa iniziale (di solito da 6-8 settimane dopo il parto vaginale con visita di controllo, tempi diversi per il cesareo), le donne in perimenopausa e menopausa (il calo di estrogeni contribuisce all’atrofia della muscolatura pelvica), e le donne che vogliono migliorare piacere e orgasmo indipendentemente da un problema specifico. Non hanno senso o vanno usate solo con parere medico se c’è una gravidanza in corso, un’infezione vaginale attiva, un ciclo mestruale abbondante, o un intervento recente sull’apparato genitale.
Un dato onesto sui tempi: la muscolatura pelvica risponde all’allenamento come qualsiasi altro muscolo. Con 15-20 minuti al giorno di uso corretto, le prime differenze si sentono dopo 3-4 settimane (contrazione volontaria più forte, meno perdite da sforzo), il consolidamento pieno arriva dopo 8-12 settimane di continuità. Se dopo 3 mesi di allenamento serio non notate cambiamenti, il problema non è nell’allenamento in autonomia e serve un’ostetrica specializzata in riabilitazione pelvica.
Palline vaginali, kegel, geisha: nomenclatura e tipi principali
Palline vaginali, palline kegel, sfere vaginali e palline geisha sono quattro nomi diversi per lo stesso oggetto: sfere pensate per essere inserite in vagina e allenare il pavimento pelvico. La differenza tra i modelli non sta nel nome ma nel formato (singola, doppia o set progressivo), nel peso, nella presenza o meno del contrappeso interno mobile e nella corda di recupero. Capire quale formato scegliere è molto più utile che concentrarsi sul termine commerciale.
La pallina singola è una sfera unica con corda di recupero, di solito piena o con contrappeso interno mobile. È il formato più discreto ma anche il più impegnativo per una principiante: tenerla in sede richiede un tono muscolare già discreto. La consigliamo a chi ha già fatto riabilitazione pelvica o ha usato modelli doppi per qualche mese ed è passata a una fase di consolidamento.
La pallina doppia è il formato più venduto in assoluto: due sfere collegate da un cordoncino corto in silicone, con corda di recupero terminale. Le due sfere lavorano in sinergia: la prima resta più profonda, la seconda blocca contro il muscolo pubococcigeo, il che rende molto più facile trattenerle in sede senza affaticare. È il modello che consigliamo alla stragrande maggioranza delle principianti e alle neomamme che iniziano dopo il controllo post-parto.
Il set a peso progressivo è una confezione con 2-4 palline (o coppie di palline) di peso crescente, tipicamente 30, 50, 70 e 100 grammi. Serve a fare tutta la progressione con un solo acquisto invece di comprare pesi separati man mano che la muscolatura si tonifica. Costa un po’ di più di una singola coppia (di solito 30-45 euro contro 20-30 euro) ma copre tutta la fase di allenamento fino a 6-12 mesi. La consigliamo a chi sa già che vuole fare un percorso serio.
Il contrappeso interno mobile è una piccola sfera metallica libera all’interno di ogni pallina, che oscilla quando vi muovete: quella micro-oscillazione stimola la contrazione riflessa del pavimento pelvico. Non è un dettaglio marketing, è la funzione che rende le palline vaginali diverse da un semplice dilatatore. Nel nostro storico interno, sette clienti su dieci al primo acquisto scelgono un modello doppio con contrappeso interno mobile: è il best-of tra facilità di uso, prezzo e stimolo dell’allenamento.
Quale modello per la vostra situazione
Se siete principianti assolute, non avete mai fatto riabilitazione pelvica e volete tonificare in modo generico, partite da una coppia doppia con contrappeso 30-45 grammi: è l’ingresso standard. Se siete neomamme dopo il periodo di ripresa post-parto e volete recuperare tono e continenza, iniziate dallo stesso formato ma date la priorità alla continuità (10-15 minuti al giorno per 8 settimane) invece che al peso. Se avete già una muscolatura tonica e cercate un mantenimento con miglioramento del piacere durante il rapporto, potete passare a modelli singoli con peso maggiore o a coppie 60-80 grammi. Se volete fare un percorso serio di 6-12 mesi, il set a peso progressivo vi copre senza altri acquisti.
Materiali: silicone medicale, corda di recupero, cosa evitare
Il silicone medicale è lo standard obbligato per le palline vaginali: è sicuro per l’uso interno, non poroso, ipoallergenico, resiste alla sterilizzazione e non trattiene batteri o odori nel tempo. La corda di recupero è ugualmente obbligata, mai comprare palline senza corda che sporga di 8-15 centimetri all’esterno per estrazione facile e sicura. Evitate tutto quello che non rispetta queste due caratteristiche: sono le due difese di base per la salute vaginale e la comodità d’uso.
Il silicone medicale platino (o platinum-cured silicone) è il grado di silicone usato per dispositivi medici e per la maggior parte dei sex toy di qualità. È sicuro per l’uso interno e completamente non poroso: nessun batterio o virus riesce a insediarsi nella superficie, la pulizia con acqua tiepida e sapone neutro è sufficiente per un uso singolo, la sterilizzazione bollita 3-5 minuti è possibile per un igiene completa dopo pause lunghe. Cercate sulla scheda prodotto la dicitura esplicita “silicone medicale” o “silicone platinum-cured”: se il materiale non è dichiarato o se leggete “silicone di grado alimentare”, “TPR”, “TPE”, “jelly” o “PVC”, passate oltre. Sono materiali porosi che con l’uso ripetuto possono ospitare batteri e causare infezioni ricorrenti.
La corda di recupero è un cordino sottile (spesso in silicone anch’esso, a volte in nylon rivestito) che sporge dalla pallina o dalla coppia di palline verso l’esterno e resta all’esterno della vagina durante l’uso. Serve a estrarre le palline con una piccola trazione senza dover ricorrere a contrazioni volontarie o dita: è il motivo per cui l’inserimento e la rimozione sono facili e sicuri anche per una principiante. Verificate che la corda sia lunga almeno 8-10 centimetri (idealmente 12-15) e ben ancorata al corpo della pallina: se sembra debole o mal saldata, cambiate modello. Alcune palline di fascia bassa hanno corde troppo corte o saldate male: rischio di dover ricorrere a manovre più complesse per estrarre.
Tabella materiali: cosa scegliere, cosa evitare
| Materiale | Poroso? | Pulizia possibile | Consigliato per palline vaginali |
|---|---|---|---|
| Silicone medicale platinum-cured | No | Acqua e sapone neutro, bollitura 3-5 min | Sì, standard di riferimento |
| ABS rigido rivestito silicone | No (se rivestimento integro) | Acqua e sapone neutro | Sì, accettabile se corda ok |
| TPE, TPR, silicone gel non certificato | Sì | Impossibile sterilizzare a fondo | No, evitare |
| Jelly, PVC, materiali “jellyfish” | Sì, molto | Non adeguata per uso interno | No, mai |
Come si usano: setup, inserimento, tempi da rispettare
Le palline vaginali si usano seguendo tre passaggi semplici: si igienizzano prima e dopo con acqua tiepida e sapone neutro, si inseriscono in posizione rilassata usando poche gocce di lubrificante a base acqua e si tengono in sede da 15 a 20 minuti la prima settimana. Non serve fare contrazioni volontarie esplicite (le palline stimolano già la contrazione riflessa), non serve tenerle tutto il giorno, mai superare le 4 ore consecutive nemmeno con muscolatura tonica. La regola d’oro è costanza, non durata: 15 minuti al giorno per 8 settimane sposta più di 2 ore due volte al mese.
Il setup iniziale richiede solo tre cose: un flacone di lubrificante intimo a base acqua (mai silicone sulle palline in silicone, ne rovina la superficie), un lavabo con acqua tiepida, un sapone neutro senza profumo. Prima di ogni sessione, lavate le palline con acqua tiepida e sapone neutro, sciacquate bene, asciugate con un panno pulito o lasciate all’aria. Prima dell’inserimento vero e proprio, applicate 3-5 gocce di lubrificante sulla pallina che entra per prima e distribuite con le dita: il silicone medicale è scivoloso ma l’inserimento a secco può essere fastidioso.
Per l’inserimento, sedetevi in posizione rilassata (seduta con schiena leggermente inclinata all’indietro, o distese) con le ginocchia leggermente aperte. Inserite la prima pallina spingendo delicatamente con un dito verso l’alto e leggermente all’indietro (in direzione della colonna vertebrale, non frontalmente), lasciando la corda di recupero all’esterno per almeno 5-8 centimetri. Con la coppia doppia, inserite la seconda pallina subito dopo la prima, senza forzare: dovrebbero scivolare naturalmente in sede. Se sentite resistenza o dolore, fermatevi, aggiungete lubrificante, riprovate; se persiste, controllate che il peso non sia eccessivo per la vostra fase di allenamento.
Tempi da rispettare (e da non superare)
- Settimane 1-2
- 15-20 minuti al giorno, muscolatura seduta o in movimento leggero domestico. Peso 30-45 g doppio.
- Settimane 3-4
- 20-30 minuti al giorno, si aggiunge camminata attiva 10-15 minuti con le palline in sede. Peso invariato.
- Settimane 5-8
- 30-45 minuti al giorno, salita a peso intermedio 55-70 g se la muscolatura tiene senza sforzo. Camminata veloce, salite scale.
- Settimane 9-12
- 45-60 minuti al giorno, consolidamento. Peso avanzato 70-100 g solo se il livello intermedio è ormai comodo. Mai oltre le 4 ore consecutive.
- Mantenimento
- 3-4 sessioni a settimana da 30-45 minuti bastano per mantenere il tono acquisito. Non serve più l’allenamento quotidiano.
Per l’estrazione, appoggiate un piede su una superficie rialzata (bordo vasca, scalino), rilassate la muscolatura, tirate delicatamente la corda di recupero verso l’esterno e leggermente verso il basso. Le palline escono senza sforzo se il pavimento pelvico è rilassato. Non tirate mai in modo brusco. Se avvertite resistenza, respirate profondamente, aspettate qualche secondo, riprovate: quasi sempre è una piccola contrazione involontaria di trattenimento che si scioglie da sola.
Esercizi kegel base e progressione di peso settimana per settimana
Gli esercizi kegel sono contrazioni volontarie del muscolo pubococcigeo che rinforzano il pavimento pelvico. Con le palline in sede, il peso passivo lavora da solo sulla contrazione riflessa, ma aggiungere serie di contrazioni volontarie mirate accelera i risultati. La combinazione palline plus kegel volontari è molto più efficace di ciascuna delle due pratiche presa singolarmente.
Il muscolo giusto si identifica così: la prossima volta che urinate, provate a interrompere il flusso a metà minzione. Il muscolo che si contrae è il pubococcigeo (il target dei kegel). Attenzione: quel test serve solo a identificare il muscolo, non fatelo abitualmente durante la minzione (interferisce con lo svuotamento della vescica e alla lunga può favorire cistiti). Una volta identificato, potete contrarre il muscolo in qualsiasi momento della giornata, seduta o in piedi, senza che nessuno se ne accorga.
Un protocollo kegel base semplice ed efficace, da fare con le palline in sede: 10 contrazioni brevi (mantenete 2 secondi, rilassate 2 secondi) seguite da 5 contrazioni lunghe (mantenete 5 secondi, rilassate 10 secondi), ripetute in 3 serie con 30 secondi di pausa tra una serie e l’altra. Tempo totale, 5-6 minuti. Da inserire una volta al giorno durante la sessione con le palline. La fase di rilassamento è importante quanto quella di contrazione: un pavimento pelvico ipertonico (sempre contratto, mai rilassato) crea altri problemi come dolore pelvico o dispareunia.
Progressione di peso: la matrice di riferimento
| Livello di esperienza | Peso consigliato | Formato | Frequenza settimanale |
|---|---|---|---|
| Principiante assoluta (settimane 1-4) | 30-45 g | Doppia con contrappeso | 7 giorni su 7, 15-20 min |
| Intermedia (settimane 5-8) | 55-70 g | Doppia con contrappeso | 6-7 giorni, 30-45 min |
| Avanzata (settimane 9-12) | 70-100 g | Singola pesante o doppia avanzata | 5-6 giorni, 45-60 min |
| Mantenimento (dopo 12 settimane) | 55-70 g | Doppia intermedia | 3-4 giorni, 30-45 min |
La regola pratica per la progressione: si sale di peso quando il livello attuale è comodo per 4-5 giorni consecutivi senza sensazione di sforzo o cedimento della muscolatura durante la camminata. Se sentite che la pallina “scende” mentre camminate o vi muovete, siete andate sopra il peso giusto per la vostra fase: tornate indietro al peso precedente e restate ancora una settimana prima di riprovare. Non c’è corsa: la muscolatura pelvica risponde bene solo a carichi progressivi ben calibrati.
Post-parto, incontinenza urinaria, prolasso lieve: cosa aspettarsi
Le palline vaginali sono uno degli strumenti più usati per il recupero del pavimento pelvico dopo il parto e per l’incontinenza urinaria da sforzo lieve o moderata. Non sono una cura medica e non sostituiscono un percorso di riabilitazione pelvica con ostetrica specializzata nei casi importanti, ma per la fascia lieve-moderata funzionano bene con costanza di uso. Il momento in cui iniziare e i tempi di miglioramento variano molto in base alla situazione specifica.
Nel post-parto, i tempi standard sono questi: dopo un parto vaginale senza complicazioni, l’inizio dell’allenamento con palline vaginali si posiziona dopo il controllo dei 40-45 giorni con parere positivo della ginecologa o ostetrica. Dopo un parto cesareo, il tempo di attesa è simile ma con attenzione doppia a non forzare la ripresa. Dopo un parto con lacerazioni importanti, sutura di episiotomia o interventi correttivi, l’inizio va concordato caso per caso, mai in autonomia. La progressione post-parto è più lenta di quella di una donna che parte da muscolatura sana: aspettatevi 12-16 settimane per il recupero pieno invece delle 8-12 tipiche.
L’incontinenza urinaria da sforzo (perdita di poche gocce di urina con starnuto, tosse, salto, corsa, sollevamento pesi) risponde bene alle palline vaginali nella grande maggioranza dei casi lievi e moderati. Il miglioramento tipico atteso: dopo 3-4 settimane di allenamento serio, riduzione notevole delle piccole perdite quotidiane; dopo 8-12 settimane, spesso risoluzione completa dei casi lievi e miglioramento importante di quelli moderati. Se dopo 12 settimane di allenamento continuo con progressione corretta non notate miglioramenti significativi, il caso probabilmente esce dalla fascia gestibile in autonomia: prenotate una visita con ostetrica specializzata in riabilitazione pelvica per fisioterapia mirata (elettrostimolazione, biofeedback).
Il prolasso lieve degli organi pelvici (grado 1 o 2 secondo la classificazione POP-Q, con lieve discesa di utero o vescica ma senza sintomi importanti) può migliorare significativamente con l’allenamento del pavimento pelvico. Le palline vaginali contribuiscono a rinforzare il sostegno muscolare, ma il percorso deve essere impostato con parere ginecologico: in alcuni casi di prolasso più marcato, l’inserimento di dispositivi vaginali è sconsigliato o va gestito con più cautela. Prima di iniziare in autonomia con un prolasso diagnosticato, chiedete sempre alla vostra ginecologa.
Un tema legato alla fascia over 45 in perimenopausa e menopausa: il calo di estrogeni contribuisce all’atrofia dei tessuti vaginali e all’assottigliamento della muscolatura pelvica. Le palline restano utili ma con un aggiustamento: aumenta il rischio di piccole irritazioni da attrito, quindi il lubrificante intimo diventa non solo consigliato ma spesso obbligato per ogni sessione. In alcuni casi la ginecologa affianca all’allenamento con palline una terapia locale (creme o ovuli di estrogeni topici o acido ialuronico) che rende la mucosa più robusta e migliora la risposta all’allenamento. Se siete in menopausa e state considerando le palline, il nostro approfondimento su menopausa e vita intima ha il quadro completo.
I modelli selezionati dalla collezione MySecretCase
La nostra selezione di palline vaginali segue tre criteri fissi: silicone medicale platinum-cured dichiarato, corda di recupero robusta di 10-15 centimetri, peso e formato adatti al livello di esperienza dichiarato in scheda prodotto. Nel tempo abbiamo scremato molto: nel catalogo attuale restano solo i modelli che rispondono a tutti e tre i criteri, con priorità ai brand che hanno pubblicato la scheda tecnica dei materiali (Fun Factory, Lelo, Je Joue, Satisfyer e alcuni brand italiani di nicchia).
Se comprate per la prima volta e cercate il modello più sicuro di partenza, orientatevi su una coppia doppia con contrappeso mobile da 30-45 grammi in silicone medicale: è l’ingresso standard, copre la fase 1-8 settimane e vale il vostro investimento anche se poi passate a modelli più pesanti. Se sapete già di voler fare un percorso da 3 mesi in avanti, il set a peso progressivo (30, 50, 70, 100 g) è più conveniente sull’orizzonte lungo. Se cercate un formato singolo più avanzato per mantenimento o consolidamento del tono, i modelli singola da 60-80 grammi con contrappeso doppio sono quelli che consigliamo più spesso in seconda visita.
Molte clienti che iniziano con le palline vaginali finiscono per aggiungere altri strumenti di cura intima nel tempo: un buon lubrificante intimo è il complemento obbligato per ogni sessione (specie in perimenopausa e post-parto), e in generale il quadro più ampio della salute pelvica beneficia dell’attenzione al piacere sessuale come parte integrante del benessere. Trovate il resto della nostra guida al benessere sessuale femminile nella collezione dedicata.
Se vi interessa questo tema, leggete anche
- Menopausa e vita intima: la guida completa (allenamento pelvico dopo i 45 anni)
- Vita sessuale in coppia: la guida completa (piacere sessuale a lungo termine)
- Stimolazione prostatica: la guida (differenze tra palline vaginali e anali)
- Come scegliere il lubrificante intimo (il complemento obbligato per inserimento)
Domande frequenti
Prima volta, che peso di palline vaginali scelgo?
Partite da una coppia doppia con contrappeso interno mobile da 30-45 grammi in silicone medicale. È il formato che nel nostro storico scelgono sette clienti su dieci al primo acquisto e copre la fase 1-4 settimane senza sforzo eccessivo. Salite a 55-70 grammi solo dopo che il peso di partenza è comodo per 4-5 giorni consecutivi senza sensazione di cedimento durante la camminata. Non partite mai da modelli singoli sopra i 50 grammi da principianti: sono difficili da trattenere e demotivano.
Quanto tempo devo tenere le palline vaginali durante il giorno?
15-20 minuti al giorno la prima settimana, salendo gradualmente a 30-45 minuti dalla quarta settimana. Mai superare le 4 ore consecutive nemmeno con muscolatura tonica: oltre quel tempo la muscolatura si affatica invece di rinforzarsi e aumentano piccole irritazioni. Non serve tenerle tutto il giorno o portarle fuori casa. La regola d’oro è costanza, non durata: 15 minuti al giorno per 8 settimane sposta molto di più di sessioni sporadiche più lunghe.
Post-parto, quando posso iniziare a usarle?
Dopo un parto vaginale senza complicazioni, l’inizio si posiziona in genere dopo il controllo dei 40-45 giorni con parere positivo della ginecologa o ostetrica. Dopo un cesareo, tempi simili con attenzione doppia a non forzare la ripresa. Dopo un parto con lacerazioni importanti, episiotomia con sutura o interventi correttivi, l’inizio va concordato caso per caso con la vostra specialista, mai in autonomia. La progressione post-parto è più lenta della media: aspettatevi 12-16 settimane per il recupero pieno invece delle 8-12 tipiche.
Le palline vaginali aiutano davvero contro l’incontinenza urinaria?
Sì, nella grande maggioranza dei casi di incontinenza da sforzo lieve o moderata. Dopo 3-4 settimane di allenamento serio si nota una riduzione delle piccole perdite quotidiane con starnuto, tosse o sollevamento pesi. Dopo 8-12 settimane, spesso c’è risoluzione completa dei casi lievi e miglioramento importante di quelli moderati. Se dopo 12 settimane di allenamento continuo con progressione corretta non notate miglioramenti, il caso probabilmente esce dalla fascia gestibile in autonomia: prenotate una visita con ostetrica specializzata in riabilitazione pelvica.
Aumentano davvero l’intensità dell’orgasmo?
In gran parte sì, per due motivi combinati. Il primo è muscolare diretto: una muscolatura pubococcigea più tonica produce contrazioni più forti durante l’orgasmo, che è letteralmente una serie di contrazioni ritmiche di quel muscolo. Il secondo è propriocettivo: allenare il pavimento pelvico aumenta la consapevolezza della zona, il che si traduce in maggiore percezione del contatto in penetrazione e capacità di modulare le contrazioni volontariamente durante il rapporto. Il miglioramento in genere è percepibile dopo 6-8 settimane di allenamento continuo.
Si possono usare in gravidanza?
No, non le consigliamo mai durante una gravidanza in corso senza parere ginecologico esplicito. Molte fonti ginecologiche indicano di sospendere l’uso di dispositivi vaginali interni per tutta la gestazione per prudenza generale, anche se non ci sono controindicazioni assolute nei casi standard. Gli esercizi kegel volontari senza palline restano invece consigliati durante la gravidanza (aiutano la preparazione al parto e il recupero successivo): possono essere fatti in qualsiasi posizione, senza attrezzi, dopo aver identificato il muscolo giusto. Per il ritorno alle palline vaginali, aspettate il post-parto.
Come si puliscono le palline vaginali?
Prima e dopo ogni uso: acqua tiepida corrente e sapone neutro senza profumo, sciacquate bene, asciugate con un panno pulito o all’aria. Il silicone medicale è non poroso, quindi la pulizia con sapone neutro è sufficiente per l’uso quotidiano. Per un’igiene più profonda dopo pause lunghe o cambio partner, potete bollire le palline in acqua per 3-5 minuti (verificate prima sulla scheda prodotto che il modello lo supporti, alcuni con contrappeso metallico interno lo escludono). Non usate alcol, candeggina, prodotti aggressivi o detergenti profumati: rovinano il silicone e possono causare irritazioni all’uso successivo. Conservate in una custodia di cotone o nella confezione originale, mai a contatto con altri sex toy in silicone (possono danneggiarsi a vicenda).