Il queefing è aria che entra nella vagina durante il sesso e poi esce facendo rumore. Non ha odore, non ha niente a che vedere con l’intestino e non dipende da quanto sei pulita: è un fenomeno meccanico e capita a tutte, prima o poi. In rete lo trovi come queefing, come flato vaginale e, molto più spesso, come vagina che scorreggia: sono tre nomi per la stessa cosa. Qui sotto trovi da cosa dipende davvero, in quali posizioni capita di più, cinque accorgimenti che ne fanno entrare di meno e i pochi casi in cui vale la pena parlarne con la ginecologa.
“Un suono esplosivo emanato dai genitali femminili simile a un flato ma senza l’odore rancido”.
“Espulsione di aria dalla vulva durante il coito”.
“Espulsione di aria dalla vagina durante il rapporto sessuale, di solito molto veloce o profondo e ricorrente nella posizione della pecorina. I queef (in inglese, ndr) sono noti per avere un suono ‘umido’ e si verificano quando il pene, a causa di una certa angolazione o posizione o dell’uso del preservativo, crea un vuoto d’aria dentro la vagina mentre esce o viene spinto più in fondo. Il queef viene considerato un sex interruptor perché avvertito, soprattutto dalle donne, come talmente imbarazzante da non riuscire ad andare avanti con disinvoltura”.
Il flato vaginale, ragazze, il flato vaginale. Abbiamo delegato la definizione all’Urban Dictionary perché altrimenti non avremmo saputo da dove cominciare senza buttarla in caciara. Possiamo essere autoironiche e open-minded quanto vogliamo, ma il concertino di kazoo dalla patata mentre sei lì che urli “Oddio sì, ancora, ancoraaaa” (praticamente una scoreggia lanciata durante una dichiarazione d’amore) resta una delle cose più imbarazzanti di sempre.
Finora. Perché se impariamo a conoscerlo, possiamo: 1- controllarlo, 2- riderci sopra. Qui sotto la fenomenologia del flato perfetto.
Come dichiara la Dott.ssa Béatrice Guigues del Collège National Des Gynécologues Français, il nome latino di flatus vaginalis è in realtà improprio perché questo peto “non ha niente a che fare con la fermentazione o i gas, è solo aria che entra nella vagina e poi esce con un po’ di attrito”. Ma perché fanno rumore? “Quando l’aria entra in uno spazio chiuso poi deve necessariamente uscire e se l’orifizio è ostruito, produrrà un suono, un po’ come se fosse uno strumento musicale”.
Anche se il rumore ricorda quello di una scoreggia, c’è differenza tra flatulenza e semplice espulsione, spiega Philippe Kempeneers, professore di Sessuologia all’Università di Liegi: “Le persone si imbarazzano a causa di un fenomeno psicologico di associazione: l’elemento sonoro simile a quello del peto evoca impurità e sporcizia, ma sono solo associazioni culturali che non corrispondono alla realtà dei fatti”. Del resto puzza? No.
“Durante i rapporti sessuali, la vagina aumenta le sue dimensioni. Più si apre, più aria entra”, continua la Dott.ssa Guigues. “Quando la donna è eccitata, la sua cavità si espande aspirando aria: una volta che l’aria entra e la vagina si contrae, per una ragione meccanica o per un’assenza di eccitazione, l’aria viene espulsa”. Se poi vengono introdotti anche un pene, un dito o un sex toy, la pressione e il rumore saranno maggiori.
Sì, e più spesso di quanto si racconti. Ogni volta che il bacino cambia posizione in modo brusco la vagina può aspirare aria e restituirla dopo qualche secondo. Non c’entra il partner e non c’entra il rapporto: c’entra la differenza di pressione fra dentro e fuori.
Le posizioni che portano il bacino sopra il torace, come la candela, l’aratro o il ponte, sono le più tipiche: la pelvi si apre verso l’alto, l’aria entra, e quando ti rimetti in piedi esce. Succede anche negli addominali a gambe alte e in certi allungamenti a terra, e non vuol dire che stai sbagliando l’esercizio.
Lo speculum di una visita ginecologica, un assorbente interno appena tolto o una coppetta mestruale che si stacca dalle pareti lasciano entrare una piccola quantità d’aria. È lo stesso meccanismo in scala ridotta, e si esaurisce da solo.
La posizione incide ma non è tutto: “Le vagine non sono tutte uguali e a seconda della morfologia di ognuna può entrare più o meno aria” continua Kempeneers, secondo cui “è più una questione di manipolazione che di posizione”. Se fai un ditalino “a forbice”, ad esempio, distanziando le dita, entra più aria che non introducendo tre dita unite insieme.
La posizione non decide da sola, ma alcune ne fanno entrare parecchia di più. Le tre che raccolgono quasi tutte le segnalazioni hanno una cosa in comune: la vagina resta più aperta del solito mentre il partner esce e rientra.
| Posizione | Perché entra aria | Cosa la riduce |
|---|---|---|
| A pecorina | Il bacino è sollevato e il canale si allunga: l’aria entra a ogni uscita | Uscire di meno e restare più in profondità |
| Missionario con le gambe sulle spalle | L’angolo apre l’ingresso verso l’alto | Abbassare una gamba e accorciare la spinta |
| Bacino sollevato da un cuscino | La pelvi punta verso l’alto e l’aria scende da sola | Togliere il cuscino o tenerlo più basso |
In quella posizione il canale vaginale si allunga di 3 centimetri circa rispetto al riposo e la spinta arriva quasi perpendicolare all’ingresso: ogni volta che il partner esce si crea un piccolo vuoto che l’aria riempie subito. Le forme però sono diverse da persona a persona, e alcune vulve ne fanno entrare più di altre: le differenze le abbiamo raccolte in i vari tipi di vagina.
Cucchiaio, lei sopra con il busto in avanti e missionario classico con le gambe basse tengono il canale più chiuso e il movimento più corto. Se ti va di provarne altre, il repertorio sta in le migliori posizioni del Kamasutra.
Pareti vaginali flaccide = più aria. Sì perché se il pene entra e non trova “barriere rigide”, c’è molta più probabilità che l’aria entri e che con l’attrito produca rumori molesti. Il pavimento pelvico debole non riguarda solo le donne di una certa età, ma anche le giovani che hanno avuto un parto difficile, le sportive, specie se corrono o fanno ginnastica addominale (la pressione sull’addome danneggia il perineo) e quelle che, soffrendo di stitichezza, devono sforzare continuamente i muscoli pelvici. Avere una vagina rumorosa non significa necessariamente avere problemi di tono muscolare, è un fenomeno naturalissimo che ci riguarda tutte, forse un po’ più frequente se i muscoli sono rilassati. Nulla che un allenamento del pavimento pelvico non possa migliorare, con le palline vaginali che trovi anche su MySecretCase.
Come sottolinea la fisioterapista Marina Cremel: “Il pavimento pelvico è ormono-dipendente. Alcune donne sperimentano una debolezza transitoria del pavimento pelvico durante l’ovulazione e le mestruazioni”. Il flato vaginale è dunque più frequente “in quei giorni lì”.
No, anche se le due parole finiscono spesso nella stessa domanda. Il queefing è aria: esce dall’ingresso vaginale, fa rumore e non lascia niente. Lo squirting è liquido, arriva dalle ghiandole di Skene e ha tutt’altro meccanismo. Possono capitare nella stessa sessione, perché tutte e due seguono una stimolazione lunga e intensa, ma uno non è il segnale dell’altro e non si tirano dietro a vicenda.
Una delle domande che tornano di più è se l’aria sia il segno che il partner sta facendo un buon lavoro. Non lo è: dice solo che il movimento è ampio e che la vagina si è aperta.
Posto che il flato è soltanto aria che entra e esce e quindi nulla di sconveniente, cercate di evitare movimenti (troppo veloci o repentini) che smuovano grandi quantità di aria. Magari dite al partner di non prendere la rincorsa prima di entrare, di rallentare il ritmo e di non uscire del tutto per poi rientrare con forza. Non c’è bisogno di una richiesta verbale vera e propria, basta guidarlo o agevolarlo nei movimenti o semplicemente chiedergli di fare piano. E se proprio scappa il “prot”, sorridete e continuate come se niente fosse, minimizzare salverà il mondo. Show must go on.
Nessuno li azzera, perché dipende dall’anatomia. Insieme però cambiano parecchio il rumore.
Il flato vaginale in sé non è un sintomo e non si cura. Ci sono però tre situazioni in cui il rumore ha un’altra causa, e in quei casi una visita serve davvero.
Lavare di più non serve e spesso peggiora, perché altera il pH: come si fa davvero sta in igiene intima. E se vuoi capire da dove esce l’aria, la mappa della zona è in com’è fatta la vagina.
Il queefing è aria che entra nella vagina durante il sesso o un movimento e poi esce facendo rumore. Non contiene gas intestinali, non ha odore e dura meno di 2 secondi. Il nome tecnico è flato vaginale, in latino flatus vaginalis.
No. Il rumore assomiglia a quello di un peto, ma l’origine è diversa: è aria pulita entrata dall’esterno che riesce, senza passare dall’intestino. Se senti un odore forte e nuovo, quello è un’altra cosa e merita una visita.
Perché in quella posizione il canale vaginale si allunga e resta più aperto, e la spinta arriva quasi perpendicolare all’ingresso. Ogni volta che il partner esce si crea un piccolo vuoto che l’aria riempie subito.
No. Il queefing è aria, lo squirting è liquido e arriva dalle ghiandole di Skene. Possono capitare nella stessa sessione perché tutte e due seguono una stimolazione lunga, ma non c’è nessun legame di causa fra i due.
Del tutto no, perché dipende dall’anatomia e dalla meccanica del movimento. Si può ridurre parecchio: uscire di meno durante la spinta, cambiare posizione lentamente, usare più lubrificante e allenare il pavimento pelvico.
No, e i due fatti non sono collegati come si crede. Entra aria anche in vagine molto toniche, semplicemente perché il movimento ce la spinge. Il tono del pavimento pelvico incide sulla quantità, non decide se succede.