Sesso 11 minuti di lettura

Cosa pensiamo davvero di un uomo con il pene piccolo

Stefano Riboldi
Scritto da Stefano Riboldi

Cosa pensiamo davvero di un uomo con il pene piccolo? Meno di quanto lui immagini. La domanda arriva quasi sempre carica di ansia, e la risposta onesta è che a letto le dimensioni pesano molto meno del ritmo, delle mani, della bocca e del fatto che uno chieda cosa piace all’altra persona. Il numero, per giunta, di solito non è quello che l’uomo crede: la media misurata è più bassa di quella che gira nei discorsi da bar. Qui trovi le misure vere, la differenza fra un pene piccolo e un micropene, e cosa cambia davvero durante il sesso.

Il momento in cui la paura esplode è quasi sempre lo stesso. L’hai corteggiata nel modo giusto e lei ha deciso di darti una possibilità; la serata è stata piacevole, lei dolce e tu affascinante, tanto da conquistarla. Decide di starci e dopo qualche bacio e qualche carezza, sei pronto a fare l’amore con lei per la prima volta. Il sesso al primo appuntamento è qualcosa di eccitante, che mantiene in sé ancora qualcosa di proibito, ma che denota anche una grande sintonia fra le parti.

Poi arriva il momento di spogliarsi e nella tua testa parte l’unico pensiero che non c’entra niente con quello che sta succedendo: e adesso, quando lo vede, cosa dice? Hai il pene piccolo, o almeno di questo ti sei convinto. Da qui in avanti smontiamo la faccenda pezzo per pezzo: prima i numeri, poi un po’ di anatomia, poi quello che succede davvero a letto.

Uomo preoccupato per le dimensioni del pene seduto sul bordo del letto

Quanto misura davvero un pene medio?

Prima i dati, poi le opinioni. La revisione sistematica pubblicata su BJU International nel 2015, che ha raccolto le misure di 15.521 uomini prese da personale sanitario e non dichiarate dagli interessati, dà una media di 9,16 centimetri a riposo, 13,12 centimetri in erezione e una circonferenza in erezione di 11,66 centimetri. Sono i numeri di riferimento più solidi che esistano, e sono più bassi di quelli che circolano nei discorsi fra amici.

Perché la cifra che hai in testa è più alta

Le medie gonfiate nascono da due cose. La prima è la pornografia, che per mestiere seleziona gli estremi: Rocco Siffredi e Franco Trentalance hanno dichiarato pubblicamente 23 e 19 centimetri, cioè misure che stanno all’estremità della curva e non al centro. La seconda sono i sondaggi in cui gli uomini si misurano da soli, ed è il motivo per cui quella revisione ha tenuto solo gli studi con misure prese da personale sanitario. Non sono le dimensioni quelle che contano davvero: l’importante è saperli usare, quei centimetri. All’estremo opposto, chi convive con un pene molto grosso ha problemi speculari e altrettanto concreti.

Lunghezza, circonferenza, proporzione

Il primo consiglio è di non trasformare la faccenda in una fissazione. Se il tuo numero sta sotto la media non sei un caso raro: circa metà degli uomini sta sotto la media, è così che funziona una media. E la lunghezza è solo una delle misure. C’è anche la circonferenza, che nel piacere di chi riceve pesa spesso di più e si calcola in un altro modo, spiegato nella guida su come calcolare la circonferenza del pene. Un pene sottile e un pene corto sono due cose diverse, e nessuna delle due è un difetto.

Sex toys coppia

Misura Valore medio Cosa vuol dire
Lunghezza a riposo 9,16 cm varia molto con freddo, stress e stanchezza
Lunghezza in erezione 13,12 cm è il numero da confrontare, non quello a riposo
Circonferenza in erezione 11,66 cm per chi riceve pesa spesso più della lunghezza
Siffredi e Trentalance 23 e 19 cm dichiarati estremi della curva, non un metro di paragone

Com’è fatto il pene?

Abbiamo snocciolato due dati statistici, ora un poco di chiarezza su come è fatto un pene. Piccolo o grande che sia, è un organo dell’apparato genitale, cioè dell’insieme di strutture che permettono la riproduzione sessuale. Dentro ci sono tre masse cilindriche di tessuto erettile, tenute insieme da connettivo fibroso e avvolte dalla cute: ai lati i due corpi cavernosi, al centro il corpo spongioso che circonda l’uretra.

La porzione terminale si chiama glande, ha un diametro leggermente più grande del corpo dell’organo ed è rivestita da uno strato cutaneo morbido che forma la piega del prepuzio. Durante l’eccitazione il sistema nervoso invia gli impulsi che aumentano il flusso di sangue: il sangue riempie i corpi cavernosi, che si espandono e rendono il pene rigido. Ecco perché la differenza fra riposo ed erezione varia così tanto da persona a persona, e perché la misura da fermo dice poco.

Pene piccolo o micropene: qual è la differenza?

Nella stragrande maggioranza dei casi chi si preoccupa non ha un micropene: ha un pene dentro la norma e un metro sbagliato. Il micropene è una condizione medica precisa, si misura in ambulatorio e riguarda una minoranza piccolissima di uomini. Vale la pena sapere dove passa il confine, se non altro per smettere di chiederselo.

Come si definisce il micropene

La definizione clinica usa la distanza dalla media invece di una soglia fissa in centimetri: si ha micropene quando la lunghezza, misurata da stirato, sta oltre due deviazioni standard e mezzo sotto il valore medio. Tradotto sulla curva sono circa sei uomini su mille. La misura la prende un andrologo, con il pene disteso e il righello premuto contro l’osso pubico, perché è l’unico modo di ottenere un numero confrontabile con gli altri.

Quando ha senso una visita

Se il numero è molto lontano dalla media, o se fra riposo ed erezione non cambia quasi niente, una visita andrologica chiude la questione in mezz’ora. Vale anche quando il problema non è la misura ma la rigidità: un pene che non diventa abbastanza duro è un’altra faccenda, e ha altre risposte.

Un pene piccolo cambia il sesso?

Fare sesso con un pene piccolo non deve per forza essere un’esperienza traumatica, né per l’uomo né per la partner. Anche quando lui non è particolarmente dotato il rapporto può risultare pienamente soddisfacente per entrambi: cambia il peso delle cose, e a contare diventano l’angolatura, l’agilità e le posizioni che si variano durante l’atto.

La profondità non è dove sta il piacere

Un dato anatomico aiuta più di mille rassicurazioni: le terminazioni nervose della vagina sono concentrate nella parte più esterna, e il clitoride, che è l’organo del piacere femminile, sta fuori. Una penetrazione meno profonda toglie molto meno di quanto si creda, e in cambio lascia libere le mani e la bocca. È anche il senso dell’idea che un pene piccolo permette una penetrazione meno invasiva, con la quale ci si può dedicare alla stimolazione del punto G, che si trova a pochi centimetri dall’ingresso e non in fondo. Con un vibratore per il punto G ci si arriva anche senza centimetri.

Le posizioni che funzionano

Esiste davvero un kamasutra per piccoli peni, con le posizioni più appaganti quando i centimetri sono pochi: la pecorina, per esempio, è fra le più indicate. Lui ha il controllo della spinta, lei resta partecipe e, modulando la stretta delle gambe, restringe o allarga lo spazio di penetrazione dando più o meno intensità. Il repertorio completo, con le varianti e gli appoggi, sta nella guida sulle posizioni per il sesso con il pene piccolo.

Quello che invece non serve

Non serve inseguire l’allungamento. Le pompe e gli sviluppatori gonfiano il pene per qualche decina di minuti e poi tutto torna com’era: l’unica cosa che cresce davvero è l’ansia di controllare il risultato. I sex toys di coppia hanno molto più senso: un anello vibrante o un ovetto aggiungono stimolazione dove serve, cioè fuori, e non chiedono a nessuno di essere diverso da com’è.

Cosa pensano davvero le persone di un pene piccolo?

Molto meno di quanto immagini chi ce l’ha. Il tema esiste, inutile fingere il contrario, ma nella scala delle cose che rendono buono o pessimo il sesso arriva parecchio dopo altre cinque o sei. E chi lo vive come un dramma è quasi sempre l’unico dei due a pensarci.

Le parole che usiamo quando ci pensiamo da soli

Nessuno, davanti allo specchio, si dice: ho un pene di dimensione inferiore alla media. Si dice ho il cazzo piccolo, o piccolissimo, o minuscolo, e più la parola è dura più il pensiero fa male. Succede lo stesso fra ragazzi negli spogliatoi, dove si parla di cazzi grossi e di pisello piccolo come se fossero due categorie di persone e non due punti sulla stessa curva. Un ragazzo di vent’anni che si misura da eretto e trova dodici centimetri non ha un problema medico: ha un numero ordinario e un metro sbagliato.

Quello che conta davvero

Quando se ne parla senza imbarazzo, quello che ritorna è quasi sempre questo:

  • se chiede cosa piace e poi lo fa davvero, invece di ripetere quello che ha visto in un video
  • se si prende del tempo prima di arrivare alla penetrazione, che per molte persone è la parte che conta di più
  • se sa usare le mani e la bocca e non le tratta come un ripiego in attesa del resto
  • se non si offende quando gli si chiede di cambiare posizione, ritmo o pressione
  • se dopo resta, invece di alzarsi subito e prendere il telefono

Nessuna di queste cose dipende da quanto è lungo il pene, e sono le stesse che tengono in piedi la sex life di coppia negli anni. Il sesso orale e quello con le mani, per dirne due, non si misurano in centimetri: le tecniche stanno nelle guide su come fare un pompino e su come fare una sega. Anche i testicoli fanno la loro parte, e il massaggio ai testicoli è uno dei modi più semplici per allungare i preliminari.

L’ansia da prestazione fa più danni della misura

Il circolo è sempre lo stesso, e lo descrive anche l’Istituto Superiore di Sanità: uno pensa di non essere all’altezza, la testa si stacca da quello che sta succedendo, l’erezione ne risente, e questo conferma il pensiero di partenza. A quel punto il problema non è più il pene. Se ti riconosci, l’ordine che ha senso è questo:

  1. Misurati una volta sola, da eretto, con il righello premuto contro l’osso pubico e appoggiato sopra al pene, non di lato. Poi smetti: rifarlo ogni settimana non cambia il numero, aumenta soltanto il tempo che ci passi sopra.
  2. Confronta il numero con i 13,12 centimetri della media misurata, non con quello che hai visto in un video.
  3. Se sei sotto di poco, non c’è niente da fare: sei dentro la normalità statistica, insieme a metà degli uomini.
  4. Se sei molto lontano dalla media, prendi un appuntamento con un andrologo invece di cercare risposte su Google.
  5. Dillo a chi ci vai a letto, con una frase sola e senza chiedere rassicurazioni. Quasi sempre scopri che il tema era soltanto tuo, e detto ad alta voce pesa la metà.

I sex toys non c’entrano con l’allungamento, c’entrano con il piacere: nel catalogo MySecretCase i formati utili qui sono gli anelli vibranti e gli stimolatori clitoridei, che aggiungono sensazione senza chiedere a nessuno di cambiare corpo.

Domande frequenti

Quanto misura un pene piccolo?

Non esiste una soglia ufficiale sotto la quale un pene si definisce piccolo. La media misurata è 13,12 centimetri in erezione e 9,16 centimetri a riposo: circa metà degli uomini sta sotto quei valori, ed è del tutto normale. Un confine medico esiste solo per il micropene, che riguarda circa sei uomini su mille.

19 centimetri sono tanti?

Sì, parecchi. La media in erezione è 13,12 centimetri, quindi 19 finisce nella coda della curva: è la misura dichiarata pubblicamente da Franco Trentalance. Non è un traguardo da inseguire, anche perché oltre una certa lunghezza la penetrazione profonda diventa scomoda per chi la riceve.

Alle donne interessano le dimensioni del pene?

Il tema esiste, ma arriva dopo il ritmo, l’ascolto e l’uso delle mani e della bocca. Le terminazioni nervose della vagina sono concentrate nella parte più esterna e il clitoride sta fuori: la profondità conta meno di quanto si creda.

Un pene piccolo si può allungare?

Non in modo stabile. Pompe e sviluppatori lo gonfiano per qualche decina di minuti e poi tutto torna com’era, mentre gli esercizi di trazione hanno prove deboli e possono fare danni. La chirurgia esiste, ha rischi seri e viene proposta quasi solo nei casi di micropene diagnosticato.

Che differenza c’è fra pene piccolo e micropene?

Pene piccolo è una percezione, micropene è una diagnosi. Il micropene si misura da stirato in ambulatorio ed è definito come una lunghezza oltre due deviazioni standard e mezzo sotto la media, cioè circa sei uomini su mille.

Un pene piccolo a riposo resta piccolo anche in erezione?

Non necessariamente. Ci sono peni che a riposo sembrano piccoli e crescono parecchio, e peni che partono più grandi e crescono poco. È il motivo per cui la misura da fermo dice poco e va presa in erezione.

Se ti è piaciuto, condividilo