Ricette Afrodisiache 12 minuti di lettura

Tutti i segreti per una sega perfetta: consigli, posizioni e trucchi

Stefano Riboldi
Scritto da Stefano Riboldi

Fare una sega perfetta è molto meno ovvio di quanto sembri: la mano giusta non è quella che va più veloce, e il punto in cui serve cambiare ritmo non è quello che verrebbe da scegliere. Qui trovi le tre posizioni che reggono senza farti venire il crampo al polso, i trucchi per capire cosa gli piace davvero, come far durare la masturbazione invece di correre verso la fine e cosa fare quando non viene. Se alla mano vuoi aggiungere un giocattolo, ne parliamo nella guida ai sex toys per lui.

Quello che leggi vale allo stesso modo se la sega la fai a un partner o a te stesso: cambia l’angolo della mano, non la tecnica. Se il tema è la coppia, la guida completa è come masturbarsi con il partner. Se invece cerchi il sesso orale, quello sta nella guida al pompino, e per le mani nell’altro senso c’è come fare un ditalino.

come fare una sega

Quali sono le posizioni migliori per fare una sega?

Ammettiamolo: fare le seghe non è che sia proprio il massimo della comodità. Soprattutto quando il nostro caro partner, così fulmineo quando si tratta di fare l’amore, non si decide a venire nemmeno dopo mezz’ora di smanettamento. Per evitare tunnel carpale e gomito del tennista, però, basta trovare la posizione giusta. Ecco le tre migliori posizioni per fare una sega.

  1. Fatelo sdraiare e mettetevi cavalcioni sopra di lui. Impugnate il pene e iniziate a masturbarlo, occupandovi al tempo stesso di tutti gli altri “attrezzi del mestiere”: baciate e accarezzate bocca, capezzoli, orecchie, e ogni sua altra zona erogena. Quando sentite bisogno di allentare la presa e dare sollievo al vostro polso appoggiate il pene contro il vostro pube e massaggiatelo con la mano aperta: il contatto con il vostro clitoride gli farà molto piacere (e non sarà poi malaccio nemmeno per voi!).
  2. Fate stare il partner in piedi e mettetevi dietro di lui. Afferrate il pene con una mano e con l’altra accarezzategli il petto. Fare una sega dal suo punto di vista sarà meno faticoso per voi (è un movimento decisamente più ergonomico rispetto a quello che fate quando siete posizionate di fronte o di fianco a lui) e sarà decisamente eccitante per lui, che vedrà solo le vostre mani che lo masturbano.
  3. Fate sedere il vostro lui sul bordo del letto o su una poltrona e inginocchiatevi davanti a lui (un po’ come fareste per un blowjob). Appoggiate gli avambracci sulle sue gambe e masturbatelo, con una mano sola o con entrambe: la vostra fatica erculea sarà stemperata proprio dall’appoggio sulle sue cosce. Questa posizione vi permette, chiaramente, di alternare la masturbazione al sesso orale (o alla spagnola, se volete potenziare il revival adolescenziale). Ah, fondamentale: guardatelo fisso negli occhi con sguardo sporcaccione. Il successo è garantito.
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Come si fa una sega perfetta?

Se avete provato queste posizioni siete già degne di una laurea honoris causa, ma se volete conseguire un master vi tocca proseguire gli studi e scoprire alcuni trucchetti su come fare una sega perfetta. Prendete appunti e, soprattutto, date ampio spazio alle esercitazioni. Quando si tratta di come si fa una sega non si finisce mai di imparare!

  1. Imparate dal maestro Chiedetegli di mostrarvi come si masturba: mettetevi di fianco a lui e osservate il movimento che fa con Federica (mano amica) o con un masturbatore: il ritmo che dà alla masturbazione e la pressione che esercita sul pene. Poi afferratelo voi e posate la sua mano sulla vostra, in modo da capire esattamente cosa e come gli piace. Imparate l’arte e mettetela da parte per la prossima volta!

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  2. Milk it! Non sarà un’immagine eccitante, ma secondo la bibbia erotica Moregasm: Babeland’s Guide to Mind-Blowing Sex un movimento che ricorda la mungitura è una delle cose migliori che si possano fare con un pene. Afferrate la base del pene e fate scorrere la mano verso la punta, senza ritornare giù. Afferrate nuovamente la base e ripetete (il massimo è alternare le mani, afferrando la base del pene con una non appena avrete raggiunto la punta con l’altra).
  3. Usate il lubrifcante Un errore che si commette comunemente è quello di pensare che il lubrificante serva solo in caso di penetrazione difficoltosa, quando in realtà è uno dei migliori alleati della masturbazione (maschile e femminile). Cospargete il pene o le vostre mani di lubrificante e solo in seguito iniziate a fare una sega al vostro lui. Il piacere aumenterà esponenzialmente.
  4. Ricordatevi del punto L e del punto P A pochissimi passi dal pene si trovano due delle zone erogene maschili più potenti: perineo (punto L) e prostata (punto P). Accarezzate il perineo e provate a esercitare una leggera pressione con le dita, per vedere se il vostro lui apprezza. Se apprezza, potete provare a spingervi più in là: massaggiate l’ano e inserite un dito in direzione della prostata, accarezzando con delicatezza.
  5. E non dimenticatevi dei testicoli! I grandi orfani della masturbazioni sono loro, i testicoli. Non lasciateli soli: accarezzateli con delicatezza e con un movimento rotatorio, mentre con l’altra mano continuate a fare una sega. Non schiacciateli né spremeteli per nessuna ragione, a meno che non sia esplicitamente richiesto dal vostro lui.
  6. Aggiungete un sex toy Come si fa una sega con un sex toy? In molti modi diversi: potete indossare un finger vibrator sulle dita, per rendere le vostre carezze vibranti, far indossare al vostro lui un anello pene per prolungare l’erezione e rendere l’orgasmo più potente, usare un mini vibratore sul perineo per solleticare il punto L o ancora combinare alla masturbazione old style un vibratore prostata.
  7. Sandwich e involtino Niente snack tra un movimento e l’altro: qui si parla di affinare le vostre capacità su come si fanno le seghe mutuando movimenti culinari. Avvolgete il pene tra i palmi delle vostre mani ed effettuate un movimento orizzontale, anziché il classico su e giù. Oppure formate degli anelli con pollice, indice e medio di entrambe le mani e muoveteli in direzioni opposte.
  8. Mantenete il ritmo Una volta che avrete individuato i movimenti giusti per il vostro lui e il ritmo che più gli piace, manteneteli. Variazioni sul tema sono sempre piacevoli nel sesso, ma fare una sega è questione di costanza e perseveranza, e un cambiamento sul più bello potrebbe diminuire il suo godimento. Mentre lo accarezzate osservatelo e ascoltate il suo respiro: espressioni e gemiti vi indirizzeranno verso il giusto groove!

Come si fa durare di più? L’edging

Da solo un uomo impiega in media fra i 2 e i 7 minuti, con la mano di un altro spesso il doppio: la tecnica che allunga davvero si chiama edging, e consiste in una cosa sola: portarlo vicino, fermarsi, ricominciare. Non serve destrezza, serve accorgersi in tempo. I segnali sono tre e arrivano quasi sempre nello stesso ordine: il respiro si accorcia, i testicoli si tirano su verso il corpo, e i muscoli delle cosce e dei glutei si irrigidiscono.

Quando li vedi, togli la mano o rallenta fino a fermarti, aspetta 10 secondi e riparti da un ritmo più basso. Ogni giro rende il successivo più intenso, e dopo il terzo o il quarto l’orgasmo cambia proprio di qualità. Due avvertenze: chi lo subisce senza saperlo si innervosisce e basta, quindi va detto prima; e non è il caso di tirarla per mezz’ora la prima volta, perché la frustrazione supera il piacere e il gioco finisce male.

Come si fa a farlo venire?

È la parte di cui non parla quasi nessuno, ed è quella dove si rovinano più seghe. Vale una regola sopra tutte: negli ultimi secondi non si cambia niente. Non il ritmo, non la presa, non la mano. Il movimento che lo ha portato fin lì è quello che lo fa finire, e ogni variazione, anche in meglio, lo riporta indietro.

Capire che sta arrivando

Gli stessi tre segnali dell’edging, ma tutti insieme e più marcati: respiro corto e trattenuto, testicoli alti e stretti, addome e cosce contratti. Spesso smette anche di parlare. Da quel momento hai pochi secondi, e l’unica cosa da fare è tenere identico quello che stavi facendo.

Dove finisce lo sperma

Decidetelo prima, non durante: addome, mano, un fazzoletto, la doccia. È una domanda che sembra da poco e che invece toglie l’unico pensiero che potrebbe distrarlo proprio alla fine. Un asciugamano a portata risolve tutto e vale più di qualsiasi tecnica.

I dieci secondi dopo

Subito dopo l’orgasmo il glande diventa ipersensibile e il contatto passa da piacevole a fastidioso nel giro di un istante. Non è un giudizio sulla sega: è fisiologia. Si molla la presa e si passa a una mano appoggiata, ferma, sull’inguine o sulla coscia. Chi continua a muovere lo fa scattare indietro, e succede spesso perché sembra un modo di prolungare il momento.

Se non viene Perché succede Cosa fare
Passano venti minuti e sembra fermo allo stesso punto La presa è troppo leggera. La mano di chi lo fa quasi sempre stringe meno di quanto lui stringerebbe da solo, perché si ha paura di fare male Chiedigli di stringerti la mano attorno alla sua per farti sentire la pressione giusta. Quasi sempre sorprende
Era vicino e poi è tornato indietro Hai cambiato qualcosa alla fine, oppure la pelle ha cominciato a tirare per la mancanza di scivolamento Non cambiare niente negli ultimi secondi. E metti il lubrificante prima, non a metà: interrompere per prenderlo è già un cambio
Non riesce a venire con la mano di un altro, ma da solo sì Si chiama presa ristretta: chi si masturba sempre con una pressione molto forte fatica a venire con stimoli diversi. È comune e reversibile Fatevi guidare la mano da lui per qualche volta, e nel frattempo lascia perdere l’obiettivo. La rincorsa all’orgasmo è il modo migliore per allontanarlo

Come farsi una sega da solo

Fin qui abbiamo parlato di mani altrui, ma buona parte di chi cerca come si fa una sega la sta facendo a sé. La tecnica non cambia, e non serve nessun tutorial: cambia una cosa sola, ed è che senti in anticipo tutto quello che sta per succedere. È un vantaggio enorme, perché puoi decidere tu quando arrivare, ed è anche la trappola principale. Chi è abituato a farsi le seghe sempre allo stesso modo, stessa mano, stessa presa, stesso ritmo, insegna al corpo un unico percorso per venire, e poi con un’altra persona serve il doppio del tempo.

  1. Usa il lubrificante anche da solo. La mano asciutta costringe a stringere di più per sentire qualcosa, e la presa stretta è proprio l’abitudine che poi rende difficile venire con qualcun altro.
  2. Parti più lento di quanto ti verrebbe. I primi due minuti servono a sentire, non ad arrivare. Se cominci al ritmo con cui di solito finisci, hai già deciso che durerà poco.
  3. Cambia presa a metà strada. Mano aperta invece che chiusa, due dita invece di tutta la mano, palmo sulla punta invece che sull’asta. Serve a non avere un solo modo di funzionare.
  4. Prova con la mano che non usi mai. È goffa, ed è il punto: il movimento meno preciso somiglia molto di più a quello di un’altra persona.
  5. Usa l’edging anche quando sei da solo. Gli stessi tre segnali descritti sopra valgono identici, e da soli si vedono arrivare molto prima. Fermarsi tre volte prima di finire cambia la qualità dell’orgasmo, non solo la durata.

Quando non riesci a sborrare

Capita, e quasi mai per il motivo che si teme. Le cause più comuni sono banali: l’alcol della sera prima, la stanchezza vera, l’ansia di doverci riuscire, e l’abitudine a una presa molto più stretta di quello che qualsiasi altra situazione può riprodurre. Anche alcuni farmaci, gli antidepressivi in particolare, allungano parecchio i tempi, ed è un effetto noto di cui vale la pena parlare con chi te li ha prescritti.

Quello che funziona è quasi sempre togliere, non aggiungere. Molla la presa, aggiungi lubrificante, smetti di controllare quanto manca. Se stai insistendo da venti minuti, fermarsi e riprendere più tardi porta più lontano che continuare. E se non è una serata storta ma una cosa che va avanti da settimane, non è un problema di tecnica e non si risolve leggendo: vale una chiacchierata con un medico o con un sessuologo.

Domande frequenti

Serve il lubrificante per fare una sega?

Non è obbligatorio, ma cambia parecchio: senza, la pelle tira e dopo qualche minuto il movimento diventa fastidioso invece che piacevole. Va messo all’inizio e non a metà, perché fermarsi per prenderlo interrompe proprio quando non conviene. Se dopo pensate di passare al preservativo, serve uno a base acqua: quello al silicone rovina il lattice.

Quanto dovrebbe durare?

Non c’è una durata giusta. Da solo un uomo ci mette in media pochi minuti, con la mano di un altro spesso di più, perché la pressione e il ritmo non sono quelli a cui è abituato. Se passano venti minuti e siete fermi allo stesso punto, il problema quasi sempre è che la presa è troppo leggera, non che lui abbia qualcosa che non va.

Cambia qualcosa se non è circonciso?

Sì, ed è la differenza più ignorata. Con il prepuzio la pelle scorre da sola, quindi la mano può muoverla senza strisciare sul glande e spesso non serve nemmeno il lubrificante. Su un pene circonciso la pelle scorre molto meno, il glande è più esposto e il lubrificante passa da utile a quasi necessario.

Cosa fare se non viene?

Prima cosa, smettere di trattarlo come un obiettivo: la rincorsa all’orgasmo è il modo più sicuro per allontanarlo. Poi, in ordine: aumentare la pressione, aggiungere lubrificante, e farsi guidare la mano da lui per qualche minuto. Se succede sempre solo con la mano di un altro e mai da solo, si chiama presa ristretta ed è una cosa comune, che si sistema con l’abitudine.

Si può fare con un masturbatore?

Sì, ed è il modo più semplice per cambiare sensazione senza cambiare tecnica: la mano tiene il masturbatore e il movimento resta lo stesso. Va usato con il lubrificante, che nei modelli in materiale morbido non è facoltativo. Serve anche per far durare di più, perché permette di alternare due stimoli diversi senza fermarsi.

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