Un sex toy sicuro si riconosce dal materiale dichiarato, non dal prezzo e non da un bollino sulla scatola. Silicone medicale, vetro borosilicato, acciaio chirurgico e ceramica smaltata non sono porosi, non hanno bisogno di plastificanti per restare come sono e si igienizzano davvero: sono le quattro scelte su cui non si sbaglia. Il jelly, il PVC morbido e il TPE costano meno perché vengono ammorbiditi con additivi, fra cui gli ftalati, e hanno una superficie microporosa che trattiene residui e batteri. Quattro ftalati non possono superare lo 0,1% del materiale plastificato negli articoli venduti in Europa, ma non tutti gli ftalati rientrano in quel divieto. Il discorso vale per i dildo come per i vibratori, dove al materiale si aggiungono la parte elettrica e la vibrazione. Qui sotto trovate come si legge una scheda tecnica, che cosa il marchio CE dice davvero e che cosa non dice, e come riconoscere un vibratore o un dildo poroso che avete già in casa.
In Italia se ne parla almeno dal 2018, quando la giornalista Milena Gabanelli ha dedicato alla questione una puntata della sua rubrica Dataroom sul Corriere della Sera. L’argomento? I sex toys, o meglio, i materiali utilizzati per la loro produzione e i possibili rischi per la salute. Già, perché la Gabanelli ha scoperchiato un vaso di Pandora pieno di tabù e portato alla ribalta una questione decisamente hot per molti (ma sempre all’ordine del giorno per noi di MySecretCase): i sex toys vanno scelti con molta cura.
La stessa attenzione che dedichiamo (o che dovremmo dedicare) alla scelta della crema che spalmiamo sul viso o al cibo che acquistiamo al supermercato dovremmo dedicarla ai prodotti che utilizziamo nelle zone più intime e remote del nostro corpo. Sì, perché al pari della crema o del cibo, i sex toys potrebbero contenere elementi nocivi per la nostra salute: è perciò ancora più importante imparare a sceglierli con attenzione, prediligendo i materiali più sicuri e affidabili.

Quali sex toys sono davvero sicuri
Non esiste una norma europea scritta apposta per i giocattoli erotici. Non sono giocattoli ai sensi della direttiva sulla sicurezza dei giocattoli, che riguarda i prodotti pensati per il gioco di chi ha meno di 14 anni, e non sono dispositivi medici. Restano le regole generali sulle sostanze chimiche e, per i modelli con parti elettriche, quelle sulle apparecchiature elettroniche. La conseguenza pratica è semplice: la sicurezza si giudica sul materiale dichiarato, non su un simbolo stampato sulla confezione. Per questo lavoriamo soprattutto con il silicone medicale, che è atossico, non poroso, regge l’acqua bollente e non ha bisogno di plastificanti per restare morbido.
A differenza di molti produttori e distributori di giocattoli erotici, riportiamo in tutte le descrizioni dei prodotti i materiali di cui i sex toys sono composti, in modo da incoraggiare una scelta consapevole.
Che cosa sono gli ftalati e perché se ne parla
Gli ftalati sono plastificanti: molecole che si aggiungono a una plastica rigida come il PVC per renderla morbida e flessibile. Non si legano chimicamente al materiale, restano in mezzo alle catene come un lubrificante interno, e con il tempo, il calore e il contatto con i grassi possono migrare verso l’esterno. È lo stesso motivo per cui un vecchio giocattolo di plastica morbida, dopo qualche anno in un cassetto, diventa appiccicoso al tatto.
L’Istituto superiore di sanità li elenca fra gli interferenti endocrini, cioè le sostanze capaci di alterare l’equilibrio ormonale accendendo, spegnendo o modificando i segnali degli ormoni, estrogeni e testosterone compresi. Quattro di loro, DEHP, DBP, BBP e DIBP, sono classificati in Europa come tossici per la riproduzione.
Questo non vuol dire che chiunque abbia toccato un dildo di plastica morbida debba allarmarsi. Vuol dire che contano la dose e la durata del contatto, e che un sex toy è un caso sfavorevole: appoggiato o inserito, tocca mucose che assorbono più della pelle, spesso a lungo e quasi sempre con del lubrificante di mezzo. Le situazioni per cui l’esposizione preoccupa di più sono l’infanzia e la gravidanza, ed è per quelle che l’Unione europea ha scritto le restrizioni più severe.
Jelly, PVC e TPE: quali materiali sono sotto accusa
Il dito della Gabanelli è puntato in particolare sulle plasticazze cinesi e sul jelly, materiale molto utilizzato per la produzione di sex toys, un po’ perché la consistenza morbida piace a chi lo utilizza, un po’ perché è un materiale decisamente più economico rispetto a vetro, acciaio o silicone medicale. A differenza di questi ultimi, però, è possibile che il jelly contenga ftalati, plastificanti usati per aumentare flessibilità e morbidezza. Lo stesso vale per il PVC ammorbidito e, in misura diversa, per il TPE: sono materiali porosi, cioè pieni di microcavità che a occhio nudo non si vedono e che l’acqua e il sapone non svuotano. Un toy poroso non si disinfetta, si sostituisce.

Che cosa garantisce il marchio CE su un sex toy
Il marchio CE non è un bollino di qualità e non riguarda i materiali. È una dichiarazione di chi produce: questo prodotto rispetta le direttive europee che gli si applicano. Il senso sta tutto in quelle ultime parole, perché a un giocattolo erotico si applicano direttive diverse a seconda di com’è fatto.
Un vibratore a batteria è a tutti gli effetti un’apparecchiatura elettronica: ricade nella direttiva sulla compatibilità elettromagnetica, nella direttiva RoHS che limita alcune sostanze pericolose nell’elettronica (dal 2019 anche i quattro ftalati di cui sopra) e, se ha il Bluetooth, nella direttiva sulle apparecchiature radio. Su quel prodotto il marchio CE è obbligatorio e vuol dire qualcosa di preciso.
Un dildo di silicone senza parti elettriche non ricade in nessuna di queste. Non è un giocattolo ai sensi della direttiva europea sui giocattoli, che riguarda i prodotti destinati al gioco di chi ha meno di 14 anni, e non è un dispositivo medico. Su quel prodotto il marchio CE non è previsto da nessuna norma: se c’è, è un’iniziativa di chi lo mette in commercio e non dice niente sul silicone che vi mettete addosso. Su un dildo, insomma, certificato CE non è una garanzia: è una frase.
Che cosa dice davvero il regolamento REACH sugli ftalati
Sugli ftalati la norma che conta è il regolamento REACH, e in particolare il suo allegato XVII, cioè l’elenco delle restrizioni. La voce 51, come modificata dal regolamento europeo 2018/2005 e applicabile dal 7 luglio 2020, vieta di immettere sul mercato europeo giocattoli e articoli che contengano DEHP, DBP, BBP o DIBP in concentrazione pari o superiore allo 0,1% in peso del materiale plastificato.
Articoli vuol dire qualunque oggetto venduto al pubblico, giocattoli erotici compresi. Le deroghe riguardano l’uso industriale e agricolo, gli strumenti da laboratorio, i veicoli, gli aeromobili e gli oggetti da esterno che non restano a contatto prolungato con la pelle. Un sex toy non rientra in nessuna di queste categorie, quindi la restrizione lo riguarda in pieno.
La voce 52 dello stesso allegato viene invece citata spesso a sproposito: riguarda DINP, DIDP e DNOP, e vale solo per i giocattoli per bambini e per gli articoli di puericultura che possono finire in bocca. Su un giocattolo erotico non si applica.
Per essere precisi, quindi: non è vero che gli ftalati in quanto categoria siano vietati nei sex toys europei. È vero che quattro ftalati specifici non possono superare lo 0,1% in nessun articolo venduto in Europa, e che gli altri non sono coperti da quel divieto. Ed è vero che la norma vale per chi immette il prodotto sul mercato europeo: un pacco spedito da un venditore extra europeo su un grande marketplace non passa da nessuno di questi controlli, e questa è la differenza pratica più grossa fra comprare da un rivenditore con sede in Europa e comprare al buio.
Come scegliere un sex toy sicuro
Dal momento che i sex toys nascono proprio per entrare in stretto contatto con la pelle e con le mucose, è perciò davvero importante imparare a conoscerli e a sceglierli. Ecco cosa dovete ricordare la prossima volta che sarete alla ricerca del vostro sex toy:
Partite dal materiale: silicone medicale, vetro, acciaio, ceramica
I materiali sicuri esistono, basta imparare a conoscerli e informarsi su chi li lavora bene. Greenpeace Olanda, nella sua inchiesta del 2006 sui giocattoli erotici, suggeriva già di preferire acciaio, vetro e ceramica. Se volete qualcosa di più morbido e caldo al tatto, scegliete senza indugio il silicone medicale: è atossico e biocompatibile, si usa in campo medico e nelle protesi proprio per queste caratteristiche, è anallergico e resta morbido per struttura, non perché qualcuno ce l’ha reso.
Cercate la dicitura senza ftalati, e sappiate che cosa copre
La maggior parte dei sex toys che trovate da noi è in silicone medicale, ma se cercate consistenze e materiali diversi potete restare sul sicuro leggendo i dettagli tecnici che riportiamo in ogni scheda prodotto. Se il dildo che ha fatto breccia nel vostro cuore è in PVC, accertatevi che sia riportata la dicitura senza ftalati. Non è il materiale in sé a essere nocivo, sono gli additivi che può contenere. Un limite però c’è, ed è bene saperlo: quella dicitura è una dichiarazione di chi produce, non un referto di laboratorio, e non dice niente sulla porosità della superficie.
Diffidate delle formule che sembrano certificazioni e non lo sono
Atossico, sicuro per il corpo, grado medicale: nessuna di queste espressioni corrisponde a una certificazione rilasciata da un ente, e nessuno le verifica al posto vostro. Sono affermazioni commerciali. Quello che potete controllare davvero è più concreto: il nome esatto del materiale, la presenza di una scheda tecnica, il nome e l’indirizzo del fabbricante o dell’importatore europeo sulla confezione, e la possibilità di scrivere a qualcuno e ricevere una risposta sensata. Se chi vende non sa dirvi di che cosa è fatto quello che vende, la risposta ve l’ha già data. Una bella garanzia in meno contro le temibili plasticazze.
Su un vibratore guardate due cose in più
Quando c’è un motore, il materiale non è tutta la storia. Il corpo può essere in ABS rigido con la sola testina in silicone, e in quel caso conta davvero solo la parte che tocca il corpo. Poi guardate la tenuta all’acqua dichiarata, perché un giocattolo che non si può sciacquare si pulisce sempre male, e il tipo di ricarica: i modelli con vano batterie hanno una guarnizione in più da cui passa l’umidità, e sono anche quelli su cui più spesso il rivestimento morbido è incollato invece che stampato sul corpo.
I materiali uno per uno: porosità, lubrificante, pulizia
Poroso vuol dire che la superficie, se la ingrandite, è piena di microcavità. Lì dentro restano residui organici e lubrificante, e nessun lavaggio li porta via tutti: per questo un materiale poroso non si disinfetta e su un toy poroso il preservativo va messo sempre, anche se lo usate solo voi. Il resto della scelta è questione di sensazione: il silicone è morbido e si scalda con il corpo, il vetro e l’acciaio restano rigidi e trasmettono la temperatura, la ceramica sta nel mezzo. Se volete il quadro completo sugli abbinamenti, la tabella di compatibilità fra lubrificanti e materiali entra nel dettaglio.
| Materiale | Poroso | Lubrificante | Come si igienizza |
|---|---|---|---|
| Silicone medicale | No | A base d’acqua | Acqua calda e sapone neutro. Se non ha parti elettriche, bollitura per 3 minuti |
| Vetro borosilicato | No | Qualsiasi | Acqua e sapone, lavastoviglie, bollitura |
| Acciaio chirurgico | No | Qualsiasi | Acqua e sapone, bollitura, alcol |
| Ceramica smaltata | No, se lo smalto è integro | Qualsiasi | Acqua e sapone. Da sostituire se si scheggia |
| ABS rigido | No | A base d’acqua o al silicone | Panno umido e sapone neutro. Mai bollire |
| TPE e TPR | Sì | Solo a base d’acqua | Lavaggio e asciugatura accurata, preservativo consigliato, vita breve |
| PVC morbido e jelly | Sì, molto | Solo a base d’acqua | Non si disinfetta. Preservativo obbligatorio, meglio sostituirlo |
Una regola pratica che vale più di mille sigle: il silicone medicale va d’accordo con il lubrificante a base d’acqua, mentre quello al silicone può opacizzarne la superficie con l’uso ripetuto. Nel dubbio, mettete una goccia su un punto nascosto del toy, aspettate 10 minuti e guardate. Per la pulizia quotidiana esiste anche la strada rapida dei detergenti dedicati, che abbiamo raccontato nella guida a come pulire i giocattoli erotici.
Elastomeri termoplastici: che cosa sono TPE e TPR
TPE e TPR stanno per elastomeri termoplastici: plastiche che al caldo si lavorano come plastica e a temperatura ambiente si comportano come gomma. Costano poco, si stampano in fretta e danno quella morbidezza realistica che nel silicone si ottiene solo con lavorazioni più care. Il conto lo presentano dopo: la superficie è porosa, assorbe gli odori, tende a ingiallire e non regge l’acqua bollente. Un’analisi onesta dei materiali migliori per i giocattoli erotici non li mette fra i cattivi assoluti, li mette fra quelli a scadenza: preservativo sopra, e sostituzione appena cambiano colore o consistenza.
Come capire se un toy che avete già in casa è poroso
Se avete comprato qualcosa anni fa e la scatola è sparita, il materiale si giudica addosso all’oggetto. Cinque prove che potete fare adesso, in ordine di affidabilità.
- Annusatelo dopo averlo lavato. Un odore di plastica o di vinile che resiste al sapone è il segnale più affidabile che ci sono plastificanti in circolo.
- Toccatelo da asciutto. Se è appiccicoso o sembra unto senza che ci abbiate messo niente sopra, il plastificante sta migrando verso la superficie.
- Guardatelo controluce. Il silicone medicale è opaco e uniforme anche quando è colorato. Il jelly è quasi sempre traslucido e un po’ lucido.
- Controllate i punti di contatto. Se è rimasto in un cassetto appoggiato a un altro giocattolo e in quel punto si è deformato, scolorito o incollato, sono due plastiche morbide che si sono sciolte a vicenda. Il silicone medicale non lo fa.
- Passate un dito sulla superficie bagnata. Una superficie non porosa resta scivolosa in modo uniforme. Una porosa oppone piccole zone di attrito dove l’acqua è già stata assorbita.
Se anche una sola prova va storta, la soluzione non è lavare di più: è usare un preservativo sopra a ogni utilizzo, oppure sostituire il giocattolo. Se state pensando al ricambio, la guida completa alla scelta di un giocattolo erotico e quella per chi comincia adesso partono proprio dai materiali. Se invece il dubbio riguarda un vibratore e non sapete da che parte cominciare, trovate tutto nella guida pratica a come si usa un vibratore, mentre per i modelli e i formati c’è la guida alla scelta del vibratore. Per il lato maschile il discorso sui materiali è lo stesso e lo trovate nella guida ai giocattoli per uomo, mentre per il gioco anale vale una raccomandazione in più sulla base larga, spiegata nella guida al vibratore anale.
Domande frequenti
Solo in parte. Il regolamento REACH, allegato XVII voce 51, vieta dal 7 luglio 2020 di vendere in Europa articoli che contengano DEHP, DBP, BBP o DIBP in concentrazione pari o superiore allo 0,1% in peso del materiale plastificato, e i giocattoli erotici rientrano fra gli articoli. Altri ftalati, come DINP e DIDP, sono vietati solo nei giocattoli per bambini e negli articoli di puericultura. Quindi la categoria ftalati non è vietata in blocco: lo sono quattro sostanze specifiche.
No. Il marchio CE dichiara che il prodotto rispetta le direttive europee che gli si applicano, e a un giocattolo erotico non elettrico non se ne applica praticamente nessuna. Su un vibratore a batteria il CE riguarda la parte elettronica: compatibilità elettromagnetica, sostanze pericolose nell’elettronica, radiofrequenze se c’è il Bluetooth. Sul silicone che tocca le mucose non dice niente.
È un silicone di grado medicale, atossico e biocompatibile, lo stesso impiegato per protesi e dispositivi sanitari. Non è poroso e non ha bisogno di plastificanti per restare morbido. Sicurezza al cento per cento a occhio non esiste, ma tre segnali aiutano: il materiale scritto per esteso nella scheda tecnica, una superficie opaca e asciutta al tatto, e un venditore in grado di dirvi chi è il fabbricante.
No. Sono materiali porosi: la superficie ha microcavità che trattengono residui e batteri, e né il sapone né l’alcol arrivano dentro. Si possono lavare e asciugare bene, ma non sterilizzare. Se volete continuare a usarli, mettete un preservativo a ogni utilizzo e cambiatelo quando passate da una zona del corpo a un’altra o da una persona all’altra.
La gravidanza è una delle situazioni in cui l’esposizione agli interferenti endocrini viene considerata più delicata, perché lo sviluppo fetale è guidato dagli ormoni, estrogeni inclusi. Non è un motivo per rinunciare ai giocattoli erotici, che restano compatibili con una gravidanza fisiologica: è un motivo in più per scegliere silicone medicale, vetro o acciaio. Per qualunque dubbio legato alla vostra gravidanza, la persona da sentire è chi vi segue.
Quello a base d’acqua. Il lubrificante al silicone è chimicamente parente del materiale del giocattolo e con l’uso ripetuto può opacizzarne o ammorbidirne la superficie. Con vetro, acciaio e ceramica invece va bene qualunque tipo. Se non siete sicure di che materiale sia il vostro toy, l’acqua è sempre la scelta che non fa danni.
Sesso
Orgasmo
Pratiche Sessuali
Sesso anale
Sesso Orale
Masturbazione
Sadomaso
Zone Erogene
Sesso di coppia
Giochi Erotici
Sessualità e Disabilità
Benessere Sessuale
Metodi Contraccettivi
Ciclo Mestruale
Infezioni Vaginali
Eiaculazione Precoce
Disfunzione erettile
Esercizi di Kegel
Racconti erotici
Racconti Anali
Racconti Gay
Racconti Lesbo
Racconti Trans
Racconti BDSM
Racconti erotici di coppia
Racconti Scambi di Coppia
Racconti Orge
Racconti con Sex toys
Racconti Cuckold
Racconti erotici illustrati
Audio Racconti Erotici
Kamasutra
Sexy News
Ricette Afrodisiache
Oroscopo Sexy
Quiz sul Sesso
Il Sesso Quotidiano
