Il Sesso Quotidiano

Alle donne piace fare la sega? Cosa dice il sondaggio

Ok, ok, tutti sofisticati tra fetish e doppia penetrazione. Ma una sega la sapete fare? La risposta corta: sì, alle donne piace farla, e per la maggior parte di voi resta un gesto dei preliminari più che una pratica a sé. Con gli anni cambia il modo, non la voglia: la posizione, cosa si aggiunge alla mano, e soprattutto se in gioco entra il lubrificante oppure solo la saliva. Vi abbiamo chiesto nel nostro sondaggio settimanale quali siano le vostre preferenze in tema di seghe. Abbiamo capito che per la stragrande maggioranza delle persone (uomini e donne, giovani e mature) la sega è l’ingrediente base dei preliminari.

Non è per tutti una pratica quotidiana ma diciamo che almeno 2 su 10 lo fanno tutti i giorni. (Stiamo parlando proprio di te?) Per chi riceve la sega è sempre un piacere mentre chi le fa sente in media di avere una buona tecnica anche se le più giovani tra di voi si stancano presto a menarlo, se lui ci mette troppo.

Sulla posizione: chi masturba se ha meno di 35 anni preferisce stare a cavalcioni su di lui mentre le over 35 comodamente sedute a fianco. Chi riceve una sega ama soprattutto godersela da sdraiato. Quasi la metà di voi non considera neanche l’uso di un lubrificante mentre c’è una minoranza (soprattutto donne volenterose) che usa la saliva per impedire l’attrito: ripensateci tutti!

Innanzitutto la saliva non è un valido sostituto del lubrificante perché non possiede le stesse qualità emollienti e lenitive che prevengono qualsiasi irritazione anche leggera. In secondo luogo chi ama penetrare le vagine perché ama farlo? Perché sono calde, strette e UMIDE. Provate una volta con lubrificante e non tornerete più indietro. Infine vi abbiamo chiesto quale sia l’ingrediente della sega perfetta ed è emersa una netta evidenza nel tempo: prima dei 35 anni la perfezione esiste e si chiama mano e bocca insieme.

Ma con gli anni, e una certa conoscenza della rotondità del piacere, si comincia ad apprezzare molto di più il massaggio ai testicoli. Anche se esiste una piccola minoranza che confessa candidamente che la sega è come la pizza: anche quando è così così, è comunque apprezzata!

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Sega femminile: due cose diverse con lo stesso nome

“Sega femminile” viene digitato da due persone che cercano cose opposte. La maggioranza intende la masturbazione manuale che una donna fa a un uomo, ed è di questa che parla il sondaggio qui sopra. Una minoranza usa la stessa espressione per la masturbazione di una donna, che è un gesto diverso: anatomia diversa, pressione diversa, tempi diversi.

L’equivoco nasce dalla lingua. “Farsi una sega” è un’espressione nata al maschile e poi allargata a tutto quello che si fa con la mano, mentre per il corpo femminile l’italiano corrente dice “masturbarsi” e basta. Chi scrive sega da donna o sega donne nella barra di ricerca, quasi sempre, sta cercando la prima cosa.

Se invece cercavate la masturbazione femminile

Lì il gesto cambia perché cambia il corpo: il clitoride ha una parte esterna piccola e molto più sensibile, e la pressione che funziona su un pene è quasi sempre troppa. La guida che serve è quella su come masturbarsi, non questa.

Cosa cambia fra chi ha meno di 35 anni e chi ne ha di più?

I 35 anni sono la linea che nel sondaggio separa due modi di farla, e non riguardano la sicurezza di chi la fa: quella è alta a qualsiasi età. Cambiano la posizione e, soprattutto, cambia quello che si aggiunge alla mano perché la sega diventi memorabile.

Cosa dice il sondaggioSotto i 35 anniSopra i 35 anni
Posizione preferita da chi la faa cavalcioni su di luiseduta comodamente di fianco
L’ingrediente della sega perfettamano e bocca insiemeil massaggio ai testicoli
Posizione preferita da chi la ricevesdraiatosdraiato
Le preferenze raccolte nel sondaggio settimanale di MySecretCase.

La riga di mezzo è quella interessante. Sotto i 35 anni la perfezione è mano e bocca insieme, cioè uno sconfinamento nel sesso orale. Sopra i 35 vince il massaggio ai testicoli, che è un gesto più lento e molto meno acrobatico. Le due risposte descrivono due obiettivi diversi: intensità nel primo caso, durata nel secondo.

Perché il braccio si stanca prima di lui?

Perché il movimento è ripetitivo e il polso lavora sempre nella stessa direzione, con un peso che sembra nullo e non lo è. Nel sondaggio le più giovani dicono di stancarsi presto quando lui ci mette molto, e quasi metà delle persone che hanno risposto non usa lubrificante: le due cose sono collegate. Senza, serve più forza per ottenere lo stesso scorrimento, e la fatica arriva in anticipo.

  • Base acqua, che non macchia le lenzuola e va via con un risciacquo.
  • Poco profumato: la zona è mucosa e i profumi la irritano più di quanto si creda.
  • Consistenza densa, così resta dove è stato messo invece di colare via nei primi trenta secondi.
  • Compatibile con il preservativo, se la sega è un passaggio verso qualcos’altro.

Se non sapete da dove partire, la scelta è spiegata in come scegliere il lubrificante intimo, e i formati piccoli da comodino stanno nella collezione lubrificanti.

La saliva non è un sostituto

Evapora in fretta e non ha le qualità emollienti e lenitive che prevengono anche l’irritazione leggera. Dopo un minuto l’attrito torna come prima e si finisce per aggiungerne dell’altra, con una pausa ogni volta. È un ripiego quando non c’è nient’altro, non una scelta.

La sega di coppia: come si chiede quello che piace

È il gesto sessuale su cui si parla di meno, perché sembra semplice e quindi si dà per scontato. Il risultato è che molte persone la ricevono per anni in un modo che non preferiscono, e non lo dicono per non offendere chi la sta facendo.

  1. Parlatene fuori dal letto. Una frase detta al bar pesa dieci volte meno della stessa frase detta a metà.
  2. Partite da quello che vi piace ricevere, non da quello che l’altra persona sbaglia.
  3. Nel momento usate parole corte: più forte, più piano, così. Bastano, e non rompono il ritmo.
  4. Mettete il lubrificante a portata di mano prima di cominciare, non a metà con una mano sola libera.
  5. Quando vi stancate ditelo, invece di rallentare e sperare. Cambiare mano o passare ad altro è una scelta, non una resa.

Il resto della conversazione, quella che riguarda tutto il sesso e non solo questo pezzo, sta in come si tiene viva la vita sessuale di coppia.

E se non ne ha voglia?

Succede, e non ha bisogno di una spiegazione. Il braccio stanco, la giornata storta, la voglia che sta da un’altra parte: sono motivi sufficienti. Il punto delicato è che la sega ha fama di gesto piccolo, quindi dire di no sembra sproporzionato, e parecchie persone la fanno per non trasformare la serata in un caso.

Il modo più semplice per toglierla dall’obbligo è proporre un’alternativa invece di un rifiuto secco: le mani non sono l’unico strumento e il pene non è l’unica destinazione. Nel sondaggio chi la riceve dice di godersela soprattutto da sdraiato, che è la posizione di chi non ha nessuna fretta: quella calma vale più della prestazione.

  • La mano di chi la vorrebbe ricevere, guidata dall’altra: si guarda, si tocca poco, e la fatica non è di nessuno.
  • Un massaggio che non arriva ai genitali: schiena, collo, interno coscia. Spesso finisce dove doveva finire lo stesso.
  • Un giocattolo al posto della mano, che vibra da solo e non si stanca mai: è la soluzione più onesta quando il problema è solo il braccio.

Preliminare o pratica a sé?

Nel sondaggio la sega risulta l’ingrediente base dei preliminari, quindi arriva prima di qualcos’altro. Ma almeno 2 persone su 10 la fanno tutti i giorni, e a quel punto non è chiaro di cosa sarebbe il preliminare. Le due cose convivono: la stessa mano può essere il preludio a un rapporto oppure l’unica cosa che succede quella sera, e la seconda non è una versione ridotta della prima.

Quando è il gesto principale cambia il tempo: si può allungare, alternare pressione e pause, aggiungere olio e trattarla come un massaggio lingam, che ne è la versione lenta. Quando invece è un passaggio, conta solo che non stanchi nessuno dei due prima di arrivare dove si vuole arrivare. Per la parte tecnica, dalle prese al ritmo, resta valida la guida su come si fa una sega perfetta.

Domande frequenti

Alle donne piace fare le seghe?

Nel nostro sondaggio la grande maggioranza la considera l’ingrediente base dei preliminari e non una corvée: chi la fa dice di avere una buona tecnica, chi la riceve la apprezza sempre. Quello che stanca non è il gesto in sé ma la durata senza lubrificante.

Che cosa vuol dire sega femminile?

Ha due significati. Nella maggior parte delle ricerche indica la masturbazione manuale che una donna fa a un uomo. Una minoranza usa la stessa espressione per la masturbazione femminile, che però è un altro gesto: anatomia diversa, pressione diversa, tecniche diverse.

Serve il lubrificante per fare una sega?

Sì, ed è la cosa che manca più spesso: quasi metà delle persone che hanno risposto al sondaggio non lo considera nemmeno. Senza lubrificante l’attrito aumenta, la pelle si irrita e il braccio si stanca prima. Ne bastano poche gocce a base acqua.

Va bene la saliva al posto del lubrificante?

È un ripiego, non un sostituto. La saliva evapora in fretta e non ha le qualità emollienti che prevengono le irritazioni leggere: dopo un minuto l’attrito torna come prima e tocca aggiungerne dell’altra, interrompendo ogni volta.

Perché si stanca il braccio quando faccio una sega?

Perché il movimento è ripetitivo e il polso lavora sempre nella stessa direzione. Cambiare presa, alternare le mani e appoggiare il gomito riducono la fatica; il lubrificante la riduce ancora di più, perché serve meno forza per ottenere lo stesso scorrimento.

Come si chiede al partner di farla?

Fuori dal letto e senza preamboli, dicendo cosa piace e come, in una frase sola. Le preferenze raccolte nel sondaggio cambiano molto da persona a persona, quindi darle per scontate è il modo più veloce per ricevere una sega che non piace.