Esibizionismo: cos’è e come gestire questo disturbo sessuale

Punti chiave
  • La differenza tra una molestia sessuale e un gioco erotico è il consenso di chi ha scelto di guardare.
  • Un’indagine Istat condotta tra il 2015 e il 2016 su 15.764 donne e 16.347 uomini tra i 14 e i 65 anni mostra che il 15,3% delle intervistate ha subito un atto di esibizionismo almeno una volta nella vita.
  • Dal 2016 mostrare i genitali dove passa gente costituisce un illecito amministrativo punito con una sanzione compresa tra 5.000 e 30.000 euro.
  • Inviare foto dei genitali non richieste tramite chat o social network ubbidisce allo stesso meccanismo dell’esibizionismo di strada.
  • La difesa principale contro un esibizionista consiste nel negargli la reazione di spavento, allontanarsi verso un luogo frequentato e chiamare il 112.

Esibizionismo, nel suo significato sessuale, è l’eccitazione che nasce dal mostrare il proprio corpo nudo, quasi sempre i genitali, a qualcuno che non se lo aspetta. Quando chi guarda non ha scelto di farlo è una molestia, e non è affatto rara: nell’indagine Istat sulle molestie sessuali (anni 2015-2016, 15.764 donne e 16.347 uomini fra i 14 e i 65 anni intervistati in tutta Italia) il 15,3% delle donne dice di aver subito almeno una volta nella vita un atto di esibizionismo, contro il 3,5% degli uomini. Quando la vittima era una donna, a mostrarsi era un uomo nel 99,7% dei casi.

Insomma, l’incontro ravvicinato con un esibizionista è un’eventualità tanto spiacevole quanto frequente. Ma cos’è davvero l’esibizionismo, che cosa lo separa da un fetish qualsiasi e dal gioco di una coppia che vuole farsi guardare, e come si gestisce chi si mostra a chi non ha chiesto niente? Qui trovate le tre situazioni distinte una per una, il lato consensuale che di solito nessuno racconta e cosa dice la legge italiana.

Chi è un esibizionista?

Nell’immaginario collettivo l’esibizionista si aggira furtivo per le strade indossando un impermeabile chiaro da spalancare davanti alla malcapitata (o ai malcapitati) di turno. Ma macchietta a parte, cosa rende un esibizionista tale? L’esibizionismo è una parafilia in cui il soggetto, quasi sempre un uomo, prova eccitazione sessuale nel mostrare i propri genitali a sconosciuti ignari e non consenzienti. L’esibizionista può (o meno) masturbarsi, ma non desidera un contatto con lo sconosciuto: parte dell’eccitazione è il turbamento creato nella vittima, l’imposizione della propria volontà contro quella dell’altro, che diventa semplicemente un oggetto. Spesso i primi segnali di esibizionismo si manifestano durante l’adolescenza, ma il picco viene raggiunto nell’età adulta.

Esibizionismo o disturbo esibizionistico: qual è la differenza?

La differenza sta in una parola sola, ed è il consenso. Mostrarsi a chi ha scelto di guardare è un gioco erotico fra adulti d’accordo fra loro. Mostrarsi a chi non ha chiesto niente è una molestia. Quando l’impulso di esporsi a persone ignare diventa ricorrente e difficile da controllare, i manuali diagnostici parlano di disturbo esibizionistico. La scena può somigliarsi, le tre situazioni no.

Le tre situazioni che vengono confuse

Nel parlato finiscono tutte sotto la stessa parola, ed è il motivo per cui chi cerca qualcosa sull’esibizionismo trova quasi solo pagine di psicopatologia. Distinguerle costa tre righe.

Di che cosa si tratta Chi guarda ha scelto? Come si chiama
Farsi guardare da chi è d’accordo (partner, club privé, contenuti fra adulti consenzienti) Sì, e può dire di no quando vuole Gioco erotico. Nessuna diagnosi, nessun reato
Mostrare i genitali a una persona ignara per strada, sui mezzi, sotto casa No, se li trova davanti Molestia sessuale, e in Italia è sanzionata
Impulso ricorrente di esporsi a estranei, da almeno sei mesi, con disagio o conseguenze No, e la spinta torna comunque Disturbo esibizionistico, quadro descritto dal DSM-5

Il confine non lo decide quanto è spinta la scena, lo decide chi si trova davanti. È lo stesso principio che tiene insieme kink, fetish e feticismo: senza il sì di tutte le persone coinvolte non c’è un gioco, c’è qualcuno che subisce.

Quando esibizionista non c’entra con il sesso

Nel parlato comune esibizionista è anche chi ama il centro dell’attenzione: chi sale sul palco, chi racconta ogni cosa sui social, chi alza la voce per farsi notare. È un uso figurato, arrivato molto dopo quello clinico, e non descrive nessuna parafilia. Tenerli separati conviene, perché dare del malato a una persona estroversa non ha mai aiutato nessuno. Lo stesso vale per il nudismo: chi frequenta una spiaggia naturista sta nudo fra persone che hanno fatto la stessa scelta, e l’eccitazione sessuale non c’entra.

Coppie esibizioniste: perché piace farsi guardare?

Discorso diverso è quello che riguarda le coppie esibizioniste. Fare sesso sapendo di poter essere visti è una delle fantasie di coppia più diffuse, e l’obiettivo non è sconvolgere un osservatore involontario, ma provare il brivido di essere scoperti e il gusto di essere osservati mentre si fa sesso. Il pubblico, però, deve averlo scelto: chi si trova davanti la scena per caso la sta solo subendo.

Il «palcoscenico» delle coppie esibizioniste può essere un club privé, una serata in un locale per coppie, un video amatoriale che resta fra adulti d’accordo, o semplicemente la propria camera da letto, dove l’unico pubblico è il partner. La fantasia speculare è il voyeurismo, il piacere di guardare, e spesso le due convivono nella stessa coppia.

Esibizioniste: esiste un esibizionismo femminile?

Sì, e ha due facce che quasi nessuno racconta insieme. Il disturbo esibizionistico diagnosticato riguarda quasi solo uomini, tanto che nelle casistiche cliniche le donne restano una minoranza piccolissima. Il piacere di essere guardate, invece, è diffusissimo e semplicemente porta un altro nome: nudi scambiati con il partner, lingerie scelta per l’effetto che fa addosso, profili amatoriali, spogliarelli in camera da letto.

Le forme più comuni di esibizionismo femminile

Nella maggior parte dei casi un’esibizionista non ha nessuna diagnosi: è una donna che si mostra perché ne ha voglia, a chi ha scelto lei. Le forme più frequenti sono queste.

  • Farsi guardare mentre ci si tocca, con il partner seduto dall’altra parte del letto e le mani ferme.
  • Foto e video intimi che restano dentro la coppia, scattati per una persona sola e mai per un pubblico.
  • Lingerie e abiti scelti per essere visti, che è la forma di esibizionismo più praticata e meno riconosciuta di tutte.
  • Spettacolo davanti a un gruppo ristretto, in un club privé o a una festa privata, dove chi guarda ha pagato il biglietto proprio per quello.
  • Contenuti amatoriali pubblicati fra adulti, su piattaforme dove chi guarda ha scelto di farlo e chi si mostra decide che cosa far vedere.

Il doppio standard che cambia le parole

Un uomo che si espone a una sconosciuta viene descritto come un molestatore, e in quel caso la descrizione è esatta. Una donna che si espone a chi ha scelto di guardarla viene descritta come provocante, come se lo sguardo altrui fosse una sua responsabilità. In mezzo sparisce il pezzo che conta: mostrarsi a qualcuno che ci sta è un gioco, e non ha bisogno di nessuna etichetta clinica.

Come si gioca all’esibizionismo di coppia senza invadere nessuno?

Si gioca dentro un perimetro deciso prima, con un pubblico che sa di esserlo. È la differenza che tiene il brivido e toglie il danno: nessuno dei due esce di casa sperando che passi qualcuno. Questi sei passaggi sono l’ordine che funziona meglio, dal più semplice al più esposto.

  1. Parlatene da vestiti. Chiedetevi che cosa eccita davvero: essere guardati, rischiare di essere scoperti, o guardare l’altro mentre viene guardato. Sono tre desideri diversi e portano a scene diverse.
  2. Mettete per iscritto i limiti, anche solo in un messaggio. Chi può guardare, chi non deve sapere, cosa succede se qualcuno riprende.
  3. Scegliete una parola per fermarsi e usatela senza discutere, come si fa con i codici del consenso nelle pratiche più strutturate.
  4. Partite da casa. Tende tirate, luce accesa, chi guarda e chi si spoglia: il brivido c’è già tutto, e il pubblico siete voi due.
  5. Se salite di livello, salite in un posto fatto apposta. Un club privé o una festa privata hanno regole, personale e persone che hanno scelto di esserci. Una panchina no.
  6. Parlatene dopo. L’eccitazione del momento e quello che resta la mattina dopo non coincidono sempre, e accorgersene insieme evita rancori muti.

Per la versione domestica bastano una luce bassa, uno specchio e un gioco scelto in due, come i dadi, i kit e le carte fra i giochi erotici pensati per le coppie che vogliono provare senza uscire di casa.

Se invece vi attira il passo successivo, il primo ingresso in un club per scambisti e il sesso di gruppo chiedono una preparazione diversa, e conviene affrontarli quando la vostra vita sessuale di coppia ha già un linguaggio comune per dire di no.

Giochi Erotici

Esibizionismo e legge: cosa si rischia in Italia?

Mostrarsi nudi dove passa gente rientra negli atti osceni dell’articolo 527 del codice penale, e il consenso di chi partecipa non basta: in strada c’è sempre qualcuno che non ha scelto di assistere. Dal 2016 il caso base non è più reato ma un illecito punito nel portafoglio, e vicino a luoghi frequentati da minori la situazione cambia del tutto.

  • Caso base (articolo 527 del codice penale, primo comma): sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro.
  • Dentro o vicino a luoghi abitualmente frequentati da minori, con il rischio che assistano (secondo comma): resta reato, con reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi.
  • Esibizione mirata a una persona ignara: oltre agli atti osceni può essere contestata la molestia, e la denuncia si può sempre presentare.
  • Foto o video diffusi senza il consenso di chi compare: è il reato introdotto nel 2019 dall’articolo 612-ter, con reclusione da uno a sei anni e multa.

Vale anche per il dogging e per il car sex, che in Italia si praticano in aree appartate proprio per questo motivo: chi partecipa è d’accordo, ma un parcheggio resta un luogo aperto al pubblico e chi passa non ha firmato niente.

Quando l’esibizionismo diventa un problema e come chiedere aiuto?

Farsi guardare è un desiderio diffuso, e nella maggior parte dei casi resta una fantasia o un gioco fra persone d’accordo. I manuali diagnostici parlano di disturbo esibizionistico quando, per almeno sei mesi, l’eccitazione arriva in modo ricorrente e intenso dall’idea o dall’atto di mostrarsi a persone ignare, e quella spinta è stata messa in pratica con qualcuno che non era d’accordo oppure crea un disagio che pesa sulla vita di tutti i giorni.

Nel caso dell’esibizionista one man show, è bene rivolgersi a uno specialista non appena ci si rende conto della propria pulsione, senza aspettare che il quadro sia completo. Alla base del comportamento esibizionista, infatti, c’è nella maggior parte dei casi un disagio profondo che spinge a un desiderio di rivalsa e di imposizione di sé attraverso una parafilia coercitiva che può creare shock altrettanto profondo in chi si ritrova a subirla.  

Esibizionismo digitale: le foto intime non richieste

La versione di oggi non ha bisogno dell’impermeabile: è la foto dei genitali mandata in chat, sui social o con AirDrop a chi non l’ha chiesta. Il meccanismo è lo stesso dell’esibizionismo di strada, perché anche qui conta la reazione di chi la riceve, e vale la stessa difesa: non rispondere, bloccare il profilo, segnalarlo alla piattaforma e salvare uno screenshot se si pensa di denunciare. C’è anche chi ha scelto di rispondere con l’ironia e di trasformare le foto indesiderate in opere d’arte, con tanto di firma del mittente.

Cosa fare se incontrate un esibizionista?

Quello che l’esibizionista cerca è la vostra reazione: lo shock, la paura, l’imbarazzo. Togliergliela è la prima difesa e vale più di qualsiasi risposta a tono. Dopo viene la sicurezza, e solo alla fine la decisione su come segnalare quello che è successo.

  • Non rispondete e non restate a guardare. Nessun commento, nessuna sfida: la scena funziona solo se qualcuno reagisce.
  • Spostatevi dove c’è gente. Un altro vagone, un bar aperto, un marciapiede illuminato. La distanza conta più della replica.
  • Sui mezzi avvisate il personale e, se potete, chiamate il 112 mentre siete ancora sul posto: una segnalazione immediata è quella che serve.
  • Scrivetevi ora, luogo e descrizione finché il ricordo è fresco, anche se non avete ancora deciso se denunciare.
  • La denuncia si presenta quando volete a polizia o carabinieri, e non serve aver reagito sul momento per farla.
  • Se la cosa vi resta addosso, parlarne con uno psicologo non è una reazione esagerata: è il modo più rapido per togliersela di dosso.

Confondere una pratica con una patologia capita spesso, e non solo qui: succede con il travestitismo e succede con le fantasie erotiche, che diventano un problema soltanto quando restano l’unica strada per eccitarsi o quando coinvolgono chi non ha scelto di partecipare.

Domande frequenti

Che differenza c’è fra esibizionismo ed esibizionismo di coppia?

Il consenso di chi guarda. Nell’esibizionismo di coppia il pubblico ha scelto di esserci e può andarsene, e la scena si svolge in casa, in un club privé o dentro contenuti fra adulti d’accordo. Nell’esibizionismo inteso come parafilia la persona che guarda è ignara e non ha scelto: è quella la parte che eccita, ed è anche quella che lo rende una molestia.

Esistono donne esibizioniste?

Sì, ma vengono raccontate in modo diverso. Il disturbo esibizionistico diagnosticato riguarda quasi solo uomini, mentre il piacere di farsi guardare è diffuso fra le donne quanto fra gli uomini e prende altri nomi: nudi scambiati nella coppia, lingerie scelta per essere vista, spogliarelli privati, contenuti amatoriali pubblicati fra adulti consenzienti.

L’esibizionismo è reato in Italia?

Mostrare i genitali dove passa gente rientra negli atti osceni dell’articolo 527 del codice penale. Dal 2016 il caso base è un illecito amministrativo, con sanzione da 5.000 a 30.000 euro. Resta reato, con reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi, vicino a luoghi abitualmente frequentati da minori, e se l’esibizione è rivolta a una persona precisa può essere contestata anche la molestia.

Farsi guardare dal partner durante il sesso è una parafilia?

No. Una parafilia si definisce tale quando il comportamento è ricorrente, dura da almeno sei mesi, crea disagio o coinvolge persone non consenzienti. Farsi guardare da chi condivide il letto con voi non rientra in nessuna di queste condizioni: è una fantasia comune, e il fatto che piaccia non dice niente sulla vostra salute mentale.

Cosa devo fare se un esibizionista si mostra a me per strada?

Non reagite, allontanatevi verso un posto frequentato e chiamate il 112 se siete ancora nei paraggi. Annotate ora, luogo e descrizione appena potete. La denuncia si può presentare in qualsiasi momento a polizia o carabinieri, anche giorni dopo, e non serve aver reagito sul momento perché venga presa sul serio.

Il disturbo esibizionistico si può curare?

Sì, si può trattare con un percorso di psicoterapia seguito da uno specialista: psicologo, psichiatra o sessuologo clinico. La diagnosi richiede che il quadro duri da almeno sei mesi, ma per chiedere aiuto non serve aspettare: basta accorgersi che l’impulso di mostrarsi a chi non ha scelto di guardare torna e diventa difficile da fermare.