Ci sono uomini preoccupati che continuano a chiedere e a chiedersi: perché mia moglie si masturba? L’idea che una donna possa provare il piacere solitario per eccellenza mette in crisi il partner, perché iniziano ad insinuarsi dei dubbi sulle cause di questo comportamento che in realtà è del tutto naturale. La masturbazione femminile è ancora considerato da molti un atteggiamento che denota grande libertà sessuale o sintomo di un qualche problema fisico. In realtà non è quasi mai frutto di qualcosa che non funziona, nella quasi totalità delle occasioni si tratta del semplice tentativo di godere.
Perché il piacere che cerca da sola e il piacere che cerca con voi non sono la stessa cosa, e non sono in concorrenza. La masturbazione arriva dove la penetrazione spesso non arriva, cioè sul clitoride, e ci arriva con una precisione che nessun altro può riprodurre a occhio. Non è un voto sulla vostra prestazione: è un canale diverso.
Da uno studio pubblicato dal Journal of Sex Research è emerso che l’autoerotismo tra ragazzi e ragazze tra i 18 e i 22 anni è praticato regolarmente dall’85,5% del sesso femminile contro il 98,9% degli uomini. La dottoressa Pamela Stephenson Connolly, esperta di problemi sessuali, mette in rilievo un punto fondamentale per comprendere la preferenza verso l’autoerotismo, cioè che moltissime donne arrivano all’orgasmo tramite la stimolazione clitoridea più che con la penetrazione. A quanto pare la causa principale della masturbazione è la ricerca del piacere clitorideo, è già un buon punto di partenza. Quante volte al mese succeda, e come cambia fra donne single e donne sposate, è una domanda a cui rispondono i numeri raccolti altrove: qui interessa il significato, non la frequenza.
Guardarla mentre si tocca è una delle cose più eccitanti che una coppia possa fare, e funziona per un motivo tecnico prima che erotico: mentre lo fa, vi sta mostrando dove e con che ritmo. È la lezione più precisa che potete ricevere, e costa zero.
La regola è una sola, e va detta perché non è ovvia: si guarda se lei vuole essere guardata, e si interviene se lo chiede. Una mano che arriva quando lei era concentrata su di sé interrompe l’unica cosa che stava funzionando. Chiedere prima, anche con una frase sola, cambia tutto il resto della serata.
Da lì in poi si può giocare in molti modi: farlo tutti e due nello stesso momento senza toccarsi, masturbare la moglie seguendo le sue indicazioni invece delle vostre idee, oppure mettere in mezzo un giocattolo. Fra i vibratori i modelli piccoli e silenziosi sono i più facili da introdurre in coppia, perché non chiedono a nessuno di cambiare posizione.
Il mito che regge tutta la preoccupazione è uno solo: che l’orgasmo femminile arrivi dalla penetrazione. Le indagini sul campo dicono il contrario da decenni: la maggioranza delle donne arriva all’orgasmo con la stimolazione del clitoride, e una parte non piccola non ci arriva quasi mai con la sola penetrazione vaginale.
Se vostra moglie si dedica alla masturbazione è perché vuole stimolare al meglio il clitoride che solitamente resta piuttosto insoddisfatto durante i rapporti in cui non viene sollecitato. Dovreste preoccuparvi del suo stato di salute solo se vi trovaste davanti ad un caso di anorgasmia, cioè dell’impossibilità di arrivare all’orgasmo, non certo del come lo raggiunga.
Sarebbe giusto accettare che la ricerca di piacere solitario da parte di vostra moglie è una cosa del tutto normale, e che i benefici documentati della masturbazione valgono per lei esattamente come valgono per voi. Anche perché, come ha detto il grande Woody Allen: «Non condannate la masturbazione. È fare del sesso con qualcuno che stimate veramente!»
La scena è quasi sempre la stessa: entrate in camera nel momento sbagliato, oppure trovate un giocattolo in un cassetto. Quello che succede nei cinque minuti dopo conta molto più di quello che avete visto, perché è lì che lei capisce se può parlarne con voi o se le conviene nascondersi meglio. È uno di quei momenti che spostano davvero qualcosa nella vita sessuale di una coppia, in un senso o nell’altro.
Perché per generazioni alle donne è stato spiegato che il piacere preso da sole era un difetto, e un’idea così non si scioglie in vent’anni. Molte mogli che si masturbano non lo tengono nascosto per proteggere un segreto: lo tengono nascosto per non doversi giustificare. Ed è il motivo per cui la reazione conta più della scoperta. Il pregiudizio ha radici lunghe e documentate, e molte delle idee che circolano sulla masturbazione femminile sono nate proprio lì.
| Quello che pensate | Quello che succede quasi sempre | Cosa conviene fare |
|---|---|---|
| «Vuol dire che non le basto» | Cerca uno stimolo diverso, non uno migliore: il clitoride con la penetrazione riceve poco o niente. | Portare quella stimolazione dentro il rapporto, invece di considerarla un’alternativa. |
| «Lo fa perché pensa a un altro» | Nella grande maggioranza dei casi la fantasia non è una persona reale, e non è un progetto. | Chiederlo solo se siete pronti a sentire una risposta vera, e a non usarla contro di lei. |
| «Se lo nasconde c’è sotto qualcosa» | Lo nasconde per imbarazzo, non per colpa: a molte è stato insegnato che non si dice. | Far capire che la cosa non vi disturba, una volta sola e senza ironia. Poi lasciare stare. |
| «Lo fa troppo spesso» | Non esiste una soglia. Conta se toglie spazio ad altro, non quante volte succede. | Guardare la vita di coppia nel suo insieme, non il conteggio. |
Che vostra moglie si tocchi quando siete al lavoro non è un messaggio cifrato. La masturbazione risponde a un bisogno che non richiede appuntamenti, e il momento in cui arriva dipende più dagli orari che dal desiderio verso di voi. Vale identico se si tratta della fidanzata e non della moglie, e vale anche al contrario: nessuno chiede a un marito perché si masturba in bagno. Il posto più gettonato, del resto, è lo stesso per tutti: la masturbazione sotto la doccia è comoda, silenziosa e non lascia tracce.
Il posto sbagliato è il letto subito dopo, il momento sbagliato è mentre siete ancora in imbarazzo. Il posto giusto è una situazione qualsiasi in cui state bene e nessuno dei due deve difendersi, in macchina o mentre si cucina, quando le parole escono più facili perché non vi state guardando in faccia.
Se quello che vi interessa è imparare a farla venire con le mani, la parte pratica sta nelle tecniche per un ditalino fatto bene e nel modo in cui si lavora sul clitoride descritto nella guida alla masturbazione femminile. Sono le stesse cose che lei si fa da sola, spiegate passo per passo.
Perché sono due cose diverse. La masturbazione arriva sul clitoride in modo diretto e con un ritmo che lei conosce a memoria, cosa che durante la penetrazione quasi non succede. Non sostituisce il sesso di coppia e quasi mai significa che qualcosa non va fra voi.
Sì, ed è molto comune fra le donne sposate quanto fra le single. Le indagini sul tema trovano percentuali altissime in entrambi i gruppi. L’unica cosa davvero rara è parlarne ad alta voce con la stessa naturalezza con cui lo fanno gli uomini.
Il nascondimento quasi sempre riguarda l’imbarazzo, non voi. A molte donne è stato insegnato che non si dice, e il riserbo resta anche dentro un matrimonio sereno. Se volete che cambi, serve una reazione tranquilla la prima volta che ne parlate.
Se succede ogni tanto non vuol dire niente di particolare. Se invece la vita sessuale di coppia si è fermata del tutto, il tema non è la masturbazione ma il desiderio fra voi due, e quello si affronta parlandone o con l’aiuto di un sessuologo.
Certo, a patto che resti una richiesta e non un’aspettativa. Molte coppie lo trovano fra le cose più eccitanti che abbiano provato, anche perché mostra esattamente dove e come toccarla. Se dice di no, la risposta vale quanto un sì.
No, non esiste un numero. Quello che conta è se prende il posto di cose che contano: sonno, impegni, intimità di coppia. Finché convive con il resto della vostra vita insieme, la frequenza non è un dato da interpretare.