Il ditalino è la pratica che tutti danno per scontata e quasi nessuno fa bene: tre dita infilate in fretta sono solo un malinteso. La regola d’oro per chi vuole sapere come fare un ditalino perfetto riguarda tutto tranne la velocità: unghie corte, lubrificante sulle dita, ingresso lento e un dito alla volta, aggiungendone un altro solo quando l’eccitazione sale. Qui sotto trovi cosa preparare prima di cominciare, sei tecniche da provare, dove si trova il punto G e cosa cambia quando le dita passano all’ano.
Sul come, dove e quando, poi, si apre un mondo. Ce lo spiegano bene Moregasm: Babeland’s Guide to Mind-Blowing Sex e OMGyes, i nostri vademecum su carta e sul web, secondo cui ci sarebbero almeno 8 tecniche e posizioni diverse su come fare e farsi un ditalino.
Si contano sulle dita, e con un ditalino non poteva essere altrimenti. Ne abbiamo scelte sei: le prime lavorano all’esterno, su labbra e clitoride, e sono perfette per cominciare; le altre preparano la penetrazione con le dita, fino all’ultima, che coinvolge anche l’ano. Per ognuna trovi il gesto esatto, e più sotto una tabella che le riassume.
Hai presente Ghost, il film? Uguale, ma con la tua vagina al posto del vaso.
Siete seduti tutti e due, tu davanti e il partner dietro di te, con le gambe intrecciate alle tue. Mentre ti bacia il collo e ti lecca il lobo, con una mano ti accarezza il seno e il capezzolo, con l’altra scorre su e giù lungo le labbra e poi stuzzica il clitoride, modellando la tua vagina come fosse creta. Occhio, perché si viene subito.
Qui serve una buona apertura delle dita, e la spiegazione è per chi usa le mani, quindi falla leggere al partner: prendi pollice, indice e medio, e con pollice e medio allarga le grandi labbra. Se le mani sono piccole, usa l’anulare al posto del medio. Con le grandi labbra aperte, l’indice accarezza le piccole labbra scorrendo su e giù. Meglio ancora se, nel frattempo, la bocca pensa al clitoride e lo succhia piano.
L’orbita è ormai una tecnica consolidata, e viene abbastanza naturale quando si comincia a masturbarsi. Sono i classici movimenti circolari intorno e sopra il clitoride, prima in senso orario e poi antiorario, che fanno salire l’eccitazione più in fretta. Di solito si fanno lentamente, come una carezza, alternandoli a movimenti su e giù con l’indice e a cerchi prima lenti e poi velocissimi; in coppia, anche a leccate e risucchi.
Questa è per chi soffre di ipersensibilità clitoridea e non ama il contatto diretto. Lascia perdere le dita e vai di palmo, premendo contro il clitoride la parte vicina al polso. Con le dita puoi sempre accarezzare le labbra e giocarci, perché sono meno sensibili.
Un classico. Immagina che l’intera apertura vaginale sia un interruttore della luce da accendere e spegnere, e muovi indice e medio (o anche solo l’indice) dal basso verso l’alto e viceversa. Se funziona, estendi il movimento al clitoride non dimenticandoti di alternare i movimenti e cambiare il ritmo, altrimenti si crea assuefazione, se non fastidio. Con un po’ di pratica, la luce si accende da sola.
L’ultima tecnica aggiunge alla stimolazione vaginale quella dell’ano. Mettiti a pecorina con il sedere ben in fuori e il viso contro il cuscino. Il partner, in ginocchio dietro di te, ti passa le dita sulle labbra e poi le fa entrare in vagina mentre ti lecca l’ano.
È un’ottima mossa per preparare la zona al sesso anale. Tieni vicino il lubrificante anale, perché la saliva da sola non basta. Nota bene: continuare a stimolare il clitoride con le dita durante la penetrazione anale fa sentire molto meno il dolore iniziale.
Qualunque tecnica tu scelga, ci sono tre accortezze da tenere prima e durante: rendono tutto più piacevole, e sono anche le più trascurate.
Corte e limate, senza spigoli. La mucosa vaginale è sottile e un bordo tagliente lascia micro-lesioni che non si sentono subito ma bruciano dopo, e che sono anche la porta d’ingresso per le infezioni. Se le unghie sono lunghe e non si vogliono tagliare, esiste un rimedio noto: un batuffolo di cotone in punta e un guanto in lattice sopra. Non è elegante, ma risolve.
La lubrificazione naturale c’è o non c’è a seconda del momento del ciclo, dello stress, della pillola e di mille altre cose che non hanno niente a che vedere con il desiderio. Il lubrificante non è un ripiego: toglie l’attrito, e senza attrito le dita si muovono come dovrebbero. Esistono diversi lubrificanti intimi che possono aiutare: quello a base acqua va bene sempre, quello al silicone dura di più ma rovina i sex toy in silicone. Se pensi di usare anche un vibratore, scegli quello ad acqua.
Mani lavate prima, sempre. E una regola che non ha eccezioni: un dito che è stato nell’ano non torna in vagina. I batteri intestinali in vagina causano cistiti e vaginosi, ed è una delle cause più comuni e meno sospettate. Si cambia mano, o si cambia dito, o ci si ferma a lavarsi.
Il punto G non è un pulsante e non è nemmeno un organo a sé: è la zona in cui la parte interna del clitoride, che è molto più grande di quello che si vede, passa vicino alla parete vaginale. Si trova sulla parete davanti, quella verso l’ombelico, a circa 2 o 3 centimetri dall’ingresso. Al tatto è leggermente più ruvida del resto, come il palato. Sulle varie forme della vulva, invece, c’è una guida ai tipi di vulva.
Il movimento che funziona non è avanti e indietro: si entra con indice e medio, palmo verso l’alto, e si fa il gesto di chiamare qualcuno, piegando le dita verso di sé. Serve pressione, più di quanta verrebbe da usare, e serve un gesto sempre uguale: quella zona risponde alla costanza, non alla varietà. E funziona molto meglio se il clitoride viene stimolato allo stesso tempo, con l’altra mano o con la bocca, perché sono due parti della stessa struttura. Sul sesso orale la guida completa è cunnilingus: cos’è, tecniche e gli errori da evitare. Sul punto G in coppia c’è la guida su come masturbarsi con il partner. È anche la strada che porta allo squirting, se è quello che state cercando.
L’errore che rovina più ditalini è cambiare tecnica proprio quando ne stava funzionando una. Succede perché chi lo fa non ha modo di sapere cosa sta succedendo dall’altra parte, e allora prova qualcos’altro per sicurezza. Ma i segnali ci sono e sono abbastanza chiari.
Il primo è il respiro, che si accorcia e diventa irregolare. Il secondo è il bacino, che smette di stare fermo e comincia a seguire la mano invece di subirla: quando succede, la mano deve rallentare e lasciarsi guidare, non accelerare. Il terzo è la lubrificazione, che aumenta senza che sia stato aggiunto niente. E il quarto è il silenzio: molte persone smettono di parlare poco prima dell’orgasmo, e viene spontaneo interpretarlo come noia mentre è il contrario.
La regola che ne esce è una sola e vale per tutte e sei le tecniche: quando qualcosa comincia a funzionare non si cambia il gesto, si cambia il ritmo. Il clitoride si assuefa a uno stimolo identico ripetuto troppo a lungo, quindi si alterna veloce e lento, forte e leggero, ma il movimento resta quello. È la stessa regola del cunnilingus e della sega.
Se invece non sta succedendo niente, prima di cambiare tecnica conviene controllare due cose banali: che ci sia abbastanza lubrificante, e che la pressione non sia troppo leggera. Sono le due cause più comuni, molto più della tecnica sbagliata.
In breve: il respiro si accorcia, il bacino comincia a seguire la mano invece di subirla, la lubrificazione aumenta da sola e spesso arriva il silenzio. Quando succede, il gesto non si cambia più.
Cambiano tre cose. La prima: l’ano non si lubrifica da solo, quindi il lubrificante è necessario, e ne serve più di quanto sembri. La seconda: si entra con un dito solo e si aspetta. Lo sfintere ha 2 anelli muscolari e il secondo, quello interno, non si comanda: si rilassa da solo dopo qualche secondo, e forzare prima fa solo male. La terza: si va dritti, non in su. L’angolo è diverso da quello vaginale.
Vale la regola già detta e vale sempre: dall’ano non si torna in vagina. E se al posto delle dita si usa un giocattolo, deve avere una base larga che faccia da fermo: senza, può scivolare del tutto dentro il retto, e da lì non si recupera da soli.
| Tecnica | Dove tocca | Quando conviene |
|---|---|---|
| La tecnica Ghost | Labbra e clitoride dall’esterno, da seduti e da dietro | Come inizio, e quando serve che le mani siano due e facciano cose diverse |
| A tre dita | Pollice e medio allargano le grandi labbra, l’indice lavora sulle piccole | Quando il contatto diretto sul clitoride è troppo e serve stare intorno |
| L’orbita | Cerchi sopra e intorno al clitoride, orari e antiorari | È la più facile e la più usata. Da alternare, perché da sola stanca |
| Il palmo | Palmo intero premuto sul clitoride, senza dita | Per chi ha il clitoride ipersensibile e il contatto diretto dà fastidio |
| L’interruttore | Indice e medio su e giù sull’apertura vaginale | Come passaggio: apre la strada al punto G senza entrare subito |
| Il ditolingus | Dita in vagina e lingua sull’ano | Per preparare la zona prima del sesso anale, quando tra partner c’è già affiatamento |
Le sei tecniche qui sopra sono cose diverse da fare, non passaggi in fila. Se cerchi un tutorial vero e proprio su come fare un ditalino alla tua ragazza o alla persona con cui stai, cioè l’ordine in cui procedere dall’inizio alla fine, è questo. Vale allo stesso modo in una relazione di anni e alla prima volta.
Se ti interessa il quadro completo su come si tocca una donna, dita comprese, la guida su come masturbare una donna parte da prima e arriva più in là.
Non lo impediscono, ma vanno gestite: la mucosa vaginale è sottile e un bordo tagliente lascia micro-lesioni che bruciano dopo e aprono la strada alle infezioni. Se non si vogliono tagliare, il rimedio è un batuffolo di cotone sotto ogni unghia e un guanto in lattice sopra. In alternativa si usano solo le dita con le unghie più corte, oppure il palmo.
Spesso sì. La lubrificazione naturale varia con il momento del ciclo, la pillola, lo stress e la stanchezza, e non è una misura del desiderio: capita di essere eccitate e asciutte. Il lubrificante toglie l’attrito e cambia proprio la sensazione. A base acqua va bene con tutto, quello al silicone dura di più ma rovina i giocattoli in silicone.
Sulla parete anteriore della vagina, quella verso l’ombelico, a circa 2 o 3 centimetri dall’ingresso. Al tatto la zona è leggermente più ruvida del resto. Non è un organo a sé: è il punto in cui la parte interna del clitoride passa vicino alla parete. Si stimola con indice e medio, palmo in su, facendo il gesto di chiamare qualcuno, e funziona molto meglio se allo stesso tempo si stimola anche il clitoride.
Sì, non c’è nessuna controindicazione. Il sangue è anche un lubrificante naturale, e in quei giorni molte persone hanno la zona più sensibile del solito. Se dà fastidio l’idea del disordine, si mette un asciugamano scuro sotto, oppure si fa sotto la doccia. Le mani vanno lavate prima e dopo come sempre.
Non c’è una durata giusta, ma c’è un errore ricorrente: cambiare tecnica troppo spesso. Quando qualcosa comincia a funzionare, la cosa da fare è tenerla uguale, non passare alla successiva. Il clitoride si assuefa al movimento sempre identico, quindi si alterna il ritmo, non il gesto. E quando arriva l’orgasmo non si cambia niente fino alla fine.