La vagina è il canale interno che collega la vulva alla cervice e misura in media poco più di sei centimetri a riposo: si allunga e si allarga durante l’eccitazione. Quello che si vede da fuori, e che nel parlato di tutti i giorni una donna chiama passera o patata, è invece la vulva: monte di Venere, grandi e piccole labbra, cappuccio del clitoride, vestibolo con i suoi due orifizi. Sono due cose diverse e confonderle è comunissimo. Qui sotto trovi la mappa completa, parte per parte, con le misure vere, le funzioni e i segnali che vale la pena riconoscere.
Vive nell’ombra, non si sa cosa faccia di preciso né come sia fatta esattamente: è la vagina, ovvero una parte essenziale ma troppo spesso (mis)sconosciuta dell’anatomia femminile. Addentratevi con noi in un viaggio alla scoperta di struttura, dimensioni e anatomia della nostra migliore amica!
Iniziamo con un po’ di anatomia. La vagina fa parte degli organi genitali interni femminili, insieme a utero, tube di Falloppio e ovaie. È un canale di tessuto fibroso e muscolare che collega la vulva (ah, vulva e vagina non sono la stessa cosa? No, e dopo lo vedremo in dettaglio) alla cervice o collo dell’utero. La struttura della vagina è relativamente semplice: è una sorta di tunnel dalle pareti estremamente elastiche e flessibili, più stretto all’ingresso e più largo man mano che ci si avvicina alla cervice.
La lunghezza media della vagina è di circa 8-10 cm, ma si tratta di una lunghezza che varia da donna a donna, a seconda del momento del ciclo mestruale in cui la si misura e a seconda che sia a riposo o in… attività. Tra le funzioni vaginali, infatti, ci sono sia la penetrazione sia il parto (occasione durante la quale prende il nome di canale del parto): momenti in cui lunghezza e larghezza della vagina possono variare anche notevolmente per permettere il passaggio (o la permanenza) dell’ospite.
Quando non è impegnata con penetrazioni o parti, la vagina si occupa delle sue altre funzioni principali: quelle di sostenere il collo dell’utero e l’uretra e di permettere la fuoriuscita del flusso mestruale. Non si può certo dire che sia una fannullona!
Le cifre che circolano cambiano molto, perché dipendono da quando e da come si misura. Uno studio con risonanza magnetica su donne in età fertile, pubblicato su Human Reproduction, ha registrato una lunghezza media di 62,7 mm dalla cervice all’ingresso, con una larghezza di 32,5 mm nella parte profonda, 27,8 mm all’altezza del pavimento pelvico e 26,2 mm proprio all’ingresso.
Gli stessi autori concludono che nessuna descrizione singola basta a raccontare la forma della vagina: cambia con l’età, con l’altezza e con il numero di parti. E sono misure prese a riposo. In eccitazione il canale si allunga e la parte profonda si apre, quindi la profondità che si percepisce durante un rapporto è maggiore di quella misurata da ferme. Se la domanda vera è se la propria sia troppo stretta, la risposta sta in vagina stretta e dimensione giusta per il piacere.
Nonostante la sua cruciale importanza, spesso alla vagina non è riconosciuto il ruolo che merita. La parola vagina viene genericamente utilizzata per indicare tutto quello che sta all’interno delle mutande femminili, e quindi come sinonimo di apparato genitale femminile e di vulva. Una ricerca del 2017 di The Eve Appeal, l’ente benefico inglese che si occupa della prevenzione dei cancri ginecologici, ha evidenziato che 1 uomo su 6 non distingue la vulva dalla vagina e 1 su 2 non è capace di riconoscere, in una foto, utero, ovaie e tube di Falloppio.
E le legittime proprietarie non sono necessariamente più preparate: una ricerca pubblicata nel 2013 sul Journal of Pediatric and Adolescent Gynecology ha rivelato che il 62% delle intervistate non è in grado di dare il giusto nome ai diversi componenti dei genitali femminili. Ma la vulva è un’altra cosa: la vulva è la parte esterna dei genitali femminili, cioè la parte visibile. Per non parlare dell’uretra: la pipì non esce dalla vagina, care fanciulle, ma dall’uretra, il tubicino che collega la vescica all’orifizio uretrale. Che è un’altra cosa rispetto all’orifizio vaginale, cioè l’ingresso alla nostra cara vagina.
La vulva è tutto quello che si vede a occhio nudo, e sapere come si chiamano le sue parti serve a capirsi con chi ti visita e con chi ti tocca.
Il monte di Venere è il cuscinetto di tessuto adiposo che copre l’osso pubico e si riempie di peli dopo la pubertà. Da lì scendono le grandi labbra, due pieghe di pelle che riparano tutto il resto.
Le piccole labbra stanno all’interno, non hanno peli e sono ricche di terminazioni nervose. In alto si uniscono e formano il cappuccio, la piega che protegge il glande del clitoride. Lunghezza, colore e simmetria cambiano moltissimo: quanto, lo racconta la guida sui vari tipi di vagina.
Fra le piccole labbra si apre il vestibolo, dove stanno due aperture separate: sopra l’orifizio uretrale, da cui esce la pipì, e sotto l’orifizio vaginale. Scambiarli è la confusione più diffusa di tutte.
L’imene è una membrana sottile che circonda l’ingresso vaginale, con una forma diversa in ognuna. Più sotto le piccole labbra si ricongiungono nella forchetta, e da lì fino all’ano c’è il perineo. Ai lati dell’ingresso lavorano le ghiandole di Bartolini, attorno all’uretra quelle di Skene.
| Parte | Dove si trova | A cosa serve |
|---|---|---|
| Monte di Venere | Sopra l’osso pubico | Ammortizza la pressione, si copre di peli dalla pubertà |
| Grandi labbra | All’esterno, ai lati | Riparano le strutture interne |
| Piccole labbra | Dentro le grandi labbra | Molto innervate, delimitano il vestibolo |
| Cappuccio e glande del clitoride | Dove le piccole labbra si uniscono | Il punto più sensibile della vulva |
| Orifizio uretrale | Nel vestibolo, in alto | Fa uscire l’urina |
| Orifizio vaginale | Nel vestibolo, in basso | Ingresso del canale vaginale |
| Perineo | Fra forchetta e ano | Sostiene il pavimento pelvico |
Abbiamo visto che non esiste una dimensione della vagina “giusta” e che larghezza e lunghezza sono parametri variabili a seconda di diversi fattori. Tra cui l’eccitazione sessuale. Quando sente che l’atmosfera si sta facendo audace, infatti, la vagina modifica la sua forma, passando dallo stato collassato (sì, è un aggettivo un po’ bruttarello, ma vuol dire che parete anteriore e parete posteriore combaciano, tenendo il canale vaginale chiuso) alla sua funzione di organo copulatorio: si allunga e si allarga, sfruttando l’elasticità data dalle pieghe vaginali (un po’ come farebbe una fisarmonica).
Grazie all’aumento di flusso di sangue la vagina si lubrifica, pur non avendo ghiandole al suo interno: in suo soccorso vanno anche la cervice, con il suo muco cervicale, e la vulva, con le ghiandole di Bartolini. Aperta, allungata, lubrificata: la vagina è pronta ad accogliere la penetrazione (che si tratti di dita, pene o sex toys). Ma è quindi lei la sede del piacere sessuale femminile?
Ni: 2/3 della vagina, quelli più interni, non sono molto ricchi di terminazioni nervose, e non sono perciò granché sensibili. L’orgasmo vaginale dipende tutto dal restante 30% e in particolare dall’area anteriore del canale vaginale a pochi centimetri dall’ingresso: la zona in cui è situato il Sacro Graal del piacere vaginale, ovvero il mitico punto G.
Spessore, elasticità e lubrificazione seguono gli ormoni che circolano in quel momento. Le fasi sono quattro, in ordine.
Ci fa raggiungere l’orgasmo del punto G, ci fa partorire, ospita i nostri più cari amici, sostiene l’utero e l’uretra: la vagina fa davvero un sacco di cose. Ma per poterle fare bene necessita di attenzione e manutenzione. Spesso, un po’ per vergogna e un po’ per ignoranza, si ha la tendenza a trascurare i segnali di malessere che ci invia e a non dedicarle le attenzioni che merita.
Per esempio, è sempre buona norma riconoscere i sintomi delle infezioni vaginali e le loro cause: una vaginite, di origine batterica o fungina (aka candidosi), va trattata con attenzione per evitare il rischio di recidive e di complicazioni e per ripristinare la ricca e fondamentale flora vaginale. Ed è buonissima norma, sia per il benessere intimo che per la salute generale, tenere in forma la vagina con esercizi e sollevamento pesi ad hoc.
Stiamo parlando della ginnastica pelvica, degli esercizi di Kegel e di tutti gli accessori (le palline vaginali di MySecretCase in prima fila) che consentono di mantenere i muscoli vaginali tonici al punto giusto. Per evitare il prolasso vaginale e regalare alla nostra migliore amica gli orgasmi che si merita.
La vagina è il canale interno che va dall’ingresso alla cervice. La vulva è tutta la parte esterna e visibile: monte di Venere, grandi e piccole labbra, cappuccio del clitoride e vestibolo. Chi dice vagina indicando quello che si vede sta parlando della vulva.
A riposo la lunghezza media misurata con risonanza magnetica è di circa 6,3 cm dalla cervice all’ingresso, con differenze anche grandi fra una persona e l’altra. Durante l’eccitazione il canale si allunga e la parte profonda si apre.
Dall’uretra, che ha un suo orifizio nel vestibolo, sopra l’ingresso vaginale. Sono due aperture separate e l’urina non passa mai dalla vagina. È anche il motivo per cui un’infezione urinaria e una vaginale danno disturbi diversi.
Con l’eccitazione aumenta il flusso di sangue nelle pareti e il liquido filtra attraverso la mucosa: dentro il canale non ci sono ghiandole. Al bagnato contribuiscono il muco della cervice e le ghiandole di Bartolini, ai lati dell’ingresso.
Sì, se non arrivano insieme a prurito, bruciore o cattivo odore: cambiano consistenza e quantità lungo il ciclo ed è il segno che l’equilibrio funziona. Diventano un segnale da controllare quando cambiano colore o si accompagnano a fastidio.
No. Il canale si pulisce da solo e le lavande interne, se non le prescrive una ginecologa, tolgono i batteri buoni e aprono la strada alle infezioni. Si lava solo la vulva, dall’esterno: come, lo spiega la guida sull’igiene intima femminile.