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Ansia da prestazione: come sfruttarla

Anna Zanellato
Scritto da Anna Zanellato
coppia sotto la doccia
Punti chiave
  • L’ansia da prestazione si può trasformare nel motore di un ottimo rapporto sessuale spostando l’attenzione dal controllo del risultato alle sensazioni fisiche del corpo.
  • A livello fisico l’ansia e l’eccitazione si manifestano allo stesso modo con battito veloce e muscoli tesi, ma cambia il punto su cui si concentra la mente.
  • Una rassegna pubblicata sulla rivista Sexual Medicine Reviews stima che l’ansia da prestazione interessi fra il 9 e il 25% degli uomini e fra il 6 e il 16% delle donne.
  • Quando non si riesce a gestire positivamente l’agitazione, un consiglio pratico consiste nello spostare subito il pensiero sulle proprie fantasie erotiche preferite.
  • Nei minuti precedenti all’incontro la prima mossa utile è concentrarsi sul proprio respiro, dato che rappresenta l’unica reazione controllabile in modo immediato.

Ti hanno detto che siccome hai l’ansia da prestazione potresti avere problemi di erezione, secchezza vaginale o eiaculazione precoce. Attento a credere a tutto quello che ti dicono perché l’ansia (che di per sé non è un disordine ma un’emozione molto complessa ma molto umana) potrebbe diventare proprio il motore centrale per un sesso da favola. Come si sfrutta, detto in una riga: invece di provare a spegnere l’attivazione, la si sposta dal controllo del risultato alle sensazioni del corpo. Qui sotto trovi che cosa accade davvero quando ti agiti, come si distingue una tensione passeggera da un sintomo che torna, e cinque cose da fare nei minuti prima, in ordine.

Che cos’è l’ansia da prestazione

Per comprendere l’ansia da prestazione e soprattutto per capire come combatterla bisogna innanzitutto guardare con occhi nuovi alla questione e cominciare a domandarsi se ci sia effettivamente qualcosa da combattere. Pensaci bene: il sesso, o meglio, il buon sesso, avviene in una condizione di relax o in uno stato di profonda, animale, pericolosissima e travolgente eccitazione?

Ecco, penso che tu abbia cominciato a capire. Certo, mi dirai, guarda che se l’ansia mi travolge mi agito e non mi viene duro o non mi bagno. Oppure se sono stressata l’ultima cosa a cui penso è il sesso. Il problema è proprio quello, non l’ansia, ma il fatto che la mente si distragga e dia un nome e una definizione a quello che tu stai provando in quel momento. Se tu non la etichettassi e venissi solo travolto da un generico stato di eccitazione faresti probabilmente il miglior sesso della tua vita.

Ansia o eccitazione: come si distinguono?

Nel corpo, poco: battito veloce, respiro corto, muscoli tesi, attenzione ristretta su una cosa sola. La differenza la fanno il nome che dai a quello che senti e il punto dove tieni l’attenzione. Se la chiami pericolo, il corpo si prepara a difendersi. Se la lasci sulle sensazioni, la stessa attivazione diventa carburante.

Che cosa senti Se lo chiami ansia Se lo chiami eccitazione
Battito accelerato sta andando male, devo calmarmi subito sto salendo, e non sono ancora al massimo
Respiro corto e alto trattieni il fiato e ti irrigidisci allunghi l’espirazione e resti dentro la scena
Muscoli tesi, mascella e addome la tensione blocca il bacino la tensione si scarica nel movimento
Attenzione ristretta si incolla al risultato: erezione, orgasmo, durata si incolla al contatto: pelle, temperatura, respiro dell’altra persona
La mente che commenta “e se poi non funziona?” torni alla fantasia che ti accende

Non è una gara di forza di volontà. L’eccitazione, in entrambi i casi, passa da un aumento del flusso di sangue nei genitali, ed è lo stesso meccanismo che rende l’erezione possibile e la vagina umida: se ti interessa vedere come è fatta la macchina, l’anatomia dei genitali femminili la spiega pezzo per pezzo. Quello su cui hai margine è l’attenzione, non il battito.

Cause dell’ansia da prestazione

Le cause sono quindi legate a dei profondi condizionamenti, e a un certo “buon senso”, che ci dicono che un sentimento di ansia legato alla vita sessuale sia deleterio o addirittura la causa prima di un’eiaculazione precoce, una mancata erezione o una paura di essere penetrata. Le cause dell’ansia, tout court, possono essere fattori emotivi complessi alimentati da paure di ogni tipo: ansia della prima volta, ansia di non piacere, ansie di non essere adeguata o di non essere percepita come una buona amante.

Ma di per sé l’ansia è solo uno stato generico di attivazione. Sono le cose che mi dicono che mi potranno poi distrarre dall’ansia.

Sex toys coppia

Quanto è comune l’ansia da prestazione?

Molto più di quanto sembri, e non riguarda solo gli uomini: l’ansia da prestazione interessa il 9-25% degli uomini e il 6-16% delle donne. Sul versante dell’erezione i numeri italiani sono ancora più larghi: la disfunzione erettile riguarda il 13% della popolazione maschile, circa un adulto su otto, cioè oltre tre milioni e mezzo di persone.

Saperlo serve a due cose. La prima è che il problema smette di sembrare un tuo difetto privato: è la reazione più diffusa che esista nella vita sessuale. La seconda è la distinzione che conta davvero: avere saltuariamente problemi di erezione di solito non è motivo di preoccupazione, mentre se si presentano con una certa frequenza conviene rivolgersi al medico anche se si sente imbarazzo. Nel secondo caso l’ansia è spesso la conseguenza, non la causa, e insistere sulla testa non sposta niente.

C’è poi il caso in cui l’ansia è solo la superficie e sotto c’è un desiderio che si è spento: il desiderio represso ha cause sue, e nelle coppie di lunga data si intreccia con quello che succede al sesso dopo anni di convivenza.

Sintomi dell’ansia da prestazione

Anche in questo caso più che parlare di sintomi dell’ansia da prestazione parliamo piuttosto di tutte le conseguenze derivanti dall’ossessione per la mia ansia da prestazione. Se pensi al rapporto sessuale come una zona “problematica” non ti godrai il sesso come una delle gioie naturali della vita e l’esito più probabile è un calo del desiderio: la rassegna sull’ansia da prestazione pubblicata su Sexual Medicine Reviews descrive proprio questo effetto, in modo marcato nelle donne, e negli uomini il circolo che si chiude con l’erezione.

A cui si aggiungono irritabilità (ovvio!), stati malinconici e altre cose noiose. Attenzione però a non ribaltare troppo: l’ansia da prestazione riguarda il 9-25% degli uomini e il 6-16% delle donne, ed è indicata fra le cause della disfunzione erettile psicogena e dell’eiaculazione precoce. Dire che il problema è solo come te la racconti sarebbe comodo, e non è vero. Quello su cui hai margine è il giudizio che ci metti sopra, e non è poco: l’ansia è anche un’energia, non la spegnere.

Come superare l’ansia da prestazione

Alt. Non c’è niente da superare per forza, e non c’è nulla che devi sapere o fare per convivere con un po’ di tensione. Una distinzione però va fatta, perché pesa: se la difficoltà di erezione si presenta con una certa frequenza, l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di rivolgersi al medico anche se ci si sente in imbarazzo, perché può essere il campanello d’allarme di fattori di rischio cardiovascolari. Se invece quello che provi è tensione e non un sintomo che torna, la strada è un’altra.

Puoi sfruttare tutta questa emozione che provi quando ti trovi senza vestiti pelle a pelle con il partner. L’unica cosa che potrebbe davvero fregarti in questa situazione è il giudizio, la percezione che tu hai di quello che stai provando. Qualcosa come “ecco, non dovrei essere così teso, dovrei rilassarmi”. “Se mi rilasso, collasso”, diceva una canzone. Noi invece vogliamo eccitarci.

E lo vogliamo davvero. Certo, ci potrebbero essere differenze tra i generi ma anche su quelle rimandiamo ognuno alla propria esperienza: certe donne possono avere una carburazione più lenta mentre altre si accendono subito di passione se sono particolarmente coinvolte da un interesse romantico ed emotivo. L’importante quindi non è rilassarsi ma accendersi, proprio con il sostegno dell’ansia.

Qualche consiglio pratico?

Se senti che non riesci a cavalcare l’ansia sposta subito la tua mente sulle tue fantasie erotiche preferite, quelle che ti funzionano meglio, i grandi classici del tuo porno interiore.

Che cosa fare nei minuti prima, in ordine

Cinque mosse, nell’ordine in cui funzionano: si parte dal respiro perché è la sola cosa che comandi subito, si finisce col ritmo perché è l’ultima che si lascia andare. Non sono esercizi da fare ogni giorno: sono cose da fare quando senti che la testa sta per partire.

  1. Allunga l’espirazione. Due tempi dentro e quattro fuori, per una decina di respiri. Non serve a calmarti, serve a smettere di trattenere il fiato, che è il gesto che irrigidisce il bacino.
  2. Dai all’attenzione un posto dove stare. Una superficie sola, quella che senti meglio: le mani, la schiena, la bocca. Finché l’attenzione ha un appoggio concreto non torna a controllare il risultato.
  3. Dillo in tre parole. “Sono agitato, aspetta un minuto” chiude la questione meglio di mezz’ora di finta sicurezza. Non è una confessione, è un’informazione.
  4. Rallenta invece di accelerare. Quando sale l’ansia il riflesso è andare più veloce per arrivare prima, ed è l’unica mossa che peggiora tutto. Il ritmo lento ha una sua tecnica, ed è quella del tantra e dello slow sex.
  5. Togli il traguardo. Decidete prima che questa volta non finisce con la penetrazione. Non è una rinuncia: è portare il cronometro fuori dalla stanza. Se il traguardo rientra, si ricomincia dal punto uno.

Se anche così la tensione resta la protagonista di ogni volta, il passo dopo non è provarci di più: è farsi aiutare da chi lavora su questo. Per l’ansia da prestazione gli interventi con le prove migliori sono la terapia cognitivo-comportamentale e il training di mindfulness, e le pratiche una per una stanno negli esercizi psicologici per l’erezione.

Domande frequenti

L’ansia da prestazione fa passare l’erezione?

Può contribuire, ma non è una legge fisica. Quando l’attenzione si sposta dal corpo al risultato, l’eccitazione perde il suo appoggio e l’erezione cala: è lo stesso meccanismo per cui la lubrificazione si riduce. Se il calo si presenta con una certa frequenza, però, conviene escludere le cause fisiche con il medico prima di lavorare sulla testa.

Come capisco se è ansia o un problema fisico?

Il segnale più utile è la costanza. Una difficoltà che compare solo in certe situazioni, con certe persone o nelle prime volte, e che sparisce da solo o durante la masturbazione, di solito è tensione. Una difficoltà che si presenta sempre, anche da solo, e che peggiora nel tempo va portata dal medico: può essere la prima spia di fattori di rischio cardiovascolari.

L’ansia da prestazione riguarda solo gli uomini?

No. La rassegna pubblicata su Sexual Medicine Reviews la stima nel 9-25% degli uomini e nel 6-16% delle donne. Cambia come si manifesta: negli uomini si vede soprattutto su erezione ed eiaculazione, nelle donne più spesso come calo del desiderio, secchezza e difficoltà a lasciarsi andare.

Serve rilassarsi prima del rapporto?

Rilassarsi come obiettivo è una trappola: diventa un’altra prestazione da riuscire. Quello che serve non è abbassare l’attivazione, è spostarla: allungare l’espirazione, dare all’attenzione una superficie concreta, rallentare il ritmo. L’eccitazione è uno stato attivo, non uno stato calmo.

Devo parlarne con il partner?

Sì, ma non come confessione. Tre parole nel momento giusto (“sono agitato, aspetta un minuto”) informano e togliono pressione. La risposta che non aiuta è la pacca sulla spalla: è più utile decidere insieme di cambiare ritmo o togliere dalla scena l’obiettivo della penetrazione.

Quando conviene rivolgersi a uno specialista?

Quando la difficoltà torna nonostante tutto, quando ti sta facendo evitare il sesso o quando sta diventando un tema della coppia. Gli interventi indicati per l’ansia da prestazione sono la terapia cognitivo-comportamentale e il training di mindfulness. E se il problema è l’erezione, la prima visita è quella medica, non quella psicologica.

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