La vostra attività sessuale è ancora in stallo e state aspettando il momento giusto per una romanticissima prima volta? E intanto? Come fare per provare quelle umide sensazioni tanto ambite senza passare direttamente al rapporto sessuale completo? La risposta sono i sex toys uniti all’unicità della vostra fantasia. Ma attenzione: gli amici del piacere vanno scelti con cura, uno per uno, perché il primo decide quanta voglia avrete di provarne un secondo. Ve ne abbiamo selezionati cinque, pensati per chi comincia.
Uno dei nostri preferiti da sempre perché incarna perfettamente la nostra idea di sex toy: un accessorio quotidiano per un gesto naturale, come spazzolarsi i capelli, spruzzare il profumo, applicare un po’ di rossetto sulle labbra. In questo caso, quelle di sotto. Di categoria è un vibratore a lingua: uno stimolatore esterno per il clitoride, che non si inserisce da nessuna parte.
Giovani, carini e alle prime armi con i toys? We want you! Con Cry Baby, di cui esiste anche una versione illustrata da Milo Manara, potete giocare dentro e fuori dal letto molto meglio che alla Play. Cara Pes, giochiamo un’altra volta.
È un mini vibratore, di quelli che stanno in una mano. Abbastanza piccolo da non fare paura ma non così mini da non sentirsi, costa poco, ha moltissime vibrazioni ed è potente al punto giusto. Ottimo per cominciare.
Dolce, simpatico, iconico, indimenticabile, accessibile. «Il pinguino» è il soprannome con cui quasi tutte cercano il succhia clitoride: lavora per aspirazione, appoggiato fuori, e non entra da nessuna parte. È anche il regalo di compleanno per la migliore amica, specie quella che di sex toys non sa niente.
Avete della panna a casa? Beh, nel caso procuratevela, la fragolina giusta ve la consigliamo noi, voi contornatela di gusto e di tutte le fantasie proibite delle quali non riuscite a fare a meno. In fondo, che male può farvi una piccola, graziosissima fragolina?
Dipende da dove volete essere toccate. I cinque qui sopra non fanno la stessa cosa: alcuni lavorano solo all’esterno, sul clitoride, e si usano senza inserire niente; altri prevedono una penetrazione, per quanto contenuta. Chi non ha ancora avuto rapporti parte quasi sempre meglio dall’esterno, e passa all’interno quando ne ha voglia.
Se non avete mai provato niente, il primo acquisto sensato è un modello esterno piccolo: costa poco, non chiede preparazione e vi dice in mezz’ora quale tipo di stimolazione vi piace. Un modello interno comprato al buio, senza quella informazione, ha buone probabilità di restare inutilizzato.
Un giocattolo esterno tocca il clitoride e basta: non chiede nessuna preparazione e non ha niente a che vedere con l’imene. Uno interno entra, quindi vuole lubrificante e calma. I modelli misti, come i rabbit, fanno le due cose insieme, e per un primo acquisto sono quasi sempre troppo: meglio arrivarci dopo, quando sapete già cosa vi piace.
| Tipo di giocattolo | Misura indicativa | Dove lavora |
|---|---|---|
| Mini vibratore | 6-8 cm | Solo esterno, sul clitoride |
| Ovetto vibrante | 7-9 cm | Esterno o interno, a scelta |
| Succhia clitoride | non si inserisce | Solo esterno, per aspirazione |
| Dildo classico in silicone | 10-12 cm, diametro 3 cm | Interno, senza motore |
| Rabbit | 12-14 cm | Interno ed esterno insieme |
Piccolo e in silicone. Per il primo acquisto conviene restare sotto i 12 centimetri di parte inseribile e intorno ai 3 centimetri di diametro: misure che il corpo accoglie senza allenamento. Un modello grosso comprato per ambizione finisce in un cassetto.
Il silicone atossico va bene nove volte su dieci: morbido, non poroso, si lava in due minuti. L’ABS è la plastica rigida dei mini vibratori, costa meno e trasmette una vibrazione più secca. Il vetro borosilicato è duro e liscissimo. In tutti i casi servono marchio CE e assenza di ftalati, e sul silicone solo lubrificante a base d’acqua.
Il vibratore ha un motore, il dildo no. Per chi non ha mai usato niente il vibratore ha un vantaggio pratico: la vibrazione porta sangue alla zona e aiuta a rilassarsi, quindi rende la penetrazione più semplice anche quando si è tese. Il dildo, in cambio, insegna meglio a sentire la pressione e a trovare il proprio ritmo.
Guardate il rumore prima della potenza. Un vibratore da 50 decibel si sente dalla stanza accanto, uno da 40 sparisce sotto il rumore di un ventilatore. I modelli piccoli in silicone pieno sono i più silenziosi; quelli con il guscio rigido amplificano il motore come fosse una cassa. Se le pareti sono sottili, un asciugamano piegato sotto il bacino assorbe il ronzio meglio di ogni altro accorgimento, e una carica piena evita il rumore dei modelli quasi scarichi.
Molto meno di quanto si teme. Un mini vibratore sta fra i 12 e i 25 euro, un dildo classico in silicone fra i 15 e i 30, un rabbit completo supera i 40.
La ricarica USB costa qualche euro in più all’acquisto e si ripaga in pochi mesi. Un modello a stilo consuma due batterie ogni cinque o sei usi, e quasi sempre perde potenza man mano che si scaricano. Il ricaricabile mantiene la stessa intensità dall’inizio alla fine, e una carica piena dura fra i 60 e i 90 minuti di uso.
Sul materiale e sul lubrificante. Un giocattolo poroso non si igienizza mai del tutto, e un tentativo fatto a secco può bastare a togliere la voglia per mesi. Il lubrificante sta fra i 6 e i 12 euro e dura mesi: quelli a base d’acqua vanno d’accordo con tutti i materiali e con il preservativo.
Tre cose, e sono le stesse per tutte e cinque le proposte qui sopra. Comprarle insieme evita il secondo ordine a distanza di una settimana, che è poi il momento in cui la voglia di provare passa.
Non è obbligatorio se lo usate solo voi, ma cambia la vita in due casi: quando il giocattolo passa a un’altra persona e quando si sposta da una zona del corpo a un’altra. In più, toglierlo alla fine sostituisce metà del lavaggio.
Asciutto, al buio e da solo. Due giocattoli in silicone lasciati a contatto per mesi possono macchiarsi a vicenda, e un modello riposto umido si rovina in fretta. Un sacchetto di cotone e un cassetto bastano; la custodia rigida, quando c’è nella confezione, è ancora meglio.
Sono sempre gli stessi tre, e si riconoscono dalle domande che arrivano dopo. Nessuno dipende dal modello scelto: dipendono da come ci si è arrivati, e si evitano tutti in partenza.
Guardate tre cose prima di pagare: che il materiale sia dichiarato per esteso, che ci sia il marchio CE e che la spedizione sia anonima. Un annuncio che non dice di che cosa è fatto il giocattolo lo sta nascondendo, e nove volte su dieci è plastica porosa con un nome di fantasia.
Succede, e non dice niente sul vostro corpo. Quasi sempre la causa è la zona sbagliata: chi compra un modello interno e non sente granché scopre poi che il piacere passava dall’esterno. Prima di cambiare acquisto, provate lo stesso giocattolo appoggiato fuori, con più lubrificante e senza fretta.
Quasi tutte le persone che cercano un giocattolo prima del primo rapporto hanno in testa un dubbio diverso da “quale compro”: si chiedono se usarlo significhi non essere più vergini. La risposta breve è che dipende dalla definizione che usate, e che l’imene non la decide.
Ne abbiamo scritto per esteso in che cosa succede quando si usa un toy da vergini, con la parte su dolore, sanguinamento e prima penetrazione. Se il dubbio riguarda invece la prima volta con un’altra persona, sta tutto in quello che conviene sapere prima.
Vale la pena dirlo chiaramente: nessuno dei cinque modelli qui sopra toglie o aggiunge qualcosa al vostro corpo. Un giocattolo è un modo per conoscersi prima, con i vostri tempi e senza dover spiegare niente a nessuno, e chi ci arriva sapendo già cosa le piace di solito ha meno paura quando arriva la prima volta con un’altra persona.
Per capire come funzionano i modelli ci sono come si usa un vibratore passo per passo, i tipi di vibratore a confronto, la guida all’ovetto e il pezzo per chi comincia da zero.
Quasi sempre un modello esterno piccolo, da usare sul clitoride: non chiede nessuna preparazione, costa fra i 12 e i 25 euro e in mezz’ora vi dice quale tipo di stimolazione vi piace. Da lì, chi vuole, passa a un modello interno sottile.
Non è una categoria a sé: esistono modelli più piccoli e più delicati, che vanno bene a chi comincia. Quello che li rende adatti sono il diametro contenuto, il silicone morbido e poche intensità regolabili bene, non un’etichetta sulla scatola.
Sotto i 12 centimetri di parte inseribile e intorno ai 3 centimetri di diametro. Il diametro conta più della lunghezza: è quello che decide se entra con facilità. Un modello più grosso non si adatta col tempo, resta semplicemente scomodo.
Non deve. Un po’ di pressione nei primi secondi è normale e passa; il dolore vero segnala poco lubrificante, poca eccitazione o una misura sbagliata. Con calma, lubrificante a base d’acqua e la libertà di fermarsi, il fastidio non ci vuole stare.
Dipende dalla definizione che usate. Un modello esterno non entra da nessuna parte; uno interno penetra, e chi lega la verginità alla penetrazione la considera coinvolta. L’imene, in ogni caso, non decide niente: cambia forma per mille motivi diversi.
Sì, ed è l’acquisto da non saltare. Costa fra i 6 e i 12 euro, dura mesi, e senza è la causa numero uno del fastidio al primo tentativo. A base d’acqua va d’accordo con tutti i materiali e con il preservativo.
Fra i 12 e i 30 euro si trova tutto quello che serve: un mini vibratore, un ovetto o un dildo classico in silicone certificato.
Il vibratore aiuta a rilassarsi, e per chi è teso rende la penetrazione più semplice. Il dildo insegna meglio a sentire la pressione e il proprio ritmo, non ha batterie e costa meno. Per il primo acquisto il vibratore esterno resta la scelta più facile.
Sì, e per molte è il momento in cui l’orgasmo attenua i crampi. Vale la solita regola: lavare prima e dopo, e se volete evitare del tutto la pulizia, mettere un preservativo sul giocattolo.
Anche il primo giorno, prima di usarlo: acqua tiepida sotto i 40 gradi e sapone neutro, oppure un detergente dedicato. Poi si asciuga bene e si ripone da solo, in un sacchetto di cotone o nella sua custodia.