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Sangue durante un rapporto? Ecco le cause e i rimedi

Stefano Riboldi
Scritto da Stefano Riboldi

Hai appena finito di fare l’amore e il letto sembra un fotogramma di CSI? Oppure – più verosimilmente – subito dopo il sesso trovi le mutandine macchiate di sangue? Se non hai fatto period sex allora si tratta di spotting post coitale, ed è molto comune: secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Obstetrics and Gynecology International il 9% delle donne in età fertile sperimenta la perdita di sangue durante rapporto, ma la percentuale sale fino al 63% se si considerano le donne in menopausa. Ma perché esce sangue durante un rapporto? Cosa bisogna fare?

Le ragioni dello spotting post coitale possono essere le più disparate: si va – banalissimamente – dall’inattesa comparsa delle mestruazioni, alla secchezza vaginale, fino ad arrivare al tumore cervicale o uterino. Aspettate a darvi per spacciate: se vi è capitato di notare sangue dopo rapporto solo sporadicamente e fate controlli ginecologici regolari non avete nulla di cui preoccuparvi. Se invece vi capita più frequentemente o è passato più di un anno dal vostro ultimo check up dal ginecologo, fissate un appuntamento: un controllo dallo specialista vi eviterà inutili paranoie e, soprattutto, l’aggravarsi di eventuali piccoli fastidi risolvibili facilmente, se presi per tempo.

sangue durante rapporto

Sangue durante rapporto: ecco le cause più frequenti

  • Secchezza vaginale

    La principale causa dello spotting post coitale è la scarsa lubrificazione. Se la vagina non è ben lubrificata (eccitazione non alle stelle o preliminari frettolosi, assunzione di pillola anticoncezionale, sbalzi ormonali, sesso un po’ troppo rude…) l’attrito del rapporto può provocare delle microlesioni e quindi dare luogo a sanguinamento. Di solito questo tipo di spotting si accompagna a bruciore e fastidio verso la parte esterna della vagina ed è perciò facilmente riconoscibile. La soluzione? Un po’, anzi tanto, lubrificante!

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  • Vaginite

    Altra, fastidiosissima, causa di perdita di sangue dopo il rapporto è la vaginite, ovvero l’infiammazione della vagina. Fastidiosissima e frequentissima, visto che 9 donne su 10 prima o poi la sperimentano, in qualche forma. Le origini possono essere diverse, ma la più probabile è la candida. I sintomi: perdite vaginali all’aroma di pesce marcio, bruciore e dolore durante il sesso e, in certi casi, proprio lui, il sanguinamento post sesso. La soluzione? Rintracciare le origini della vaginite e curarli.

  • Ectopia

    Tranquille, non ha niente a che fare con gli ectoplasmi. Ectopia è il termine corretto per indicare quella che una volta veniva definita “piaghetta”, ovvero un’estrusione verso l’esterno della mucosa interna del collo dell’utero (di colore rosso vivo). L’ectopia in sé non è un problema, ma il rapporto sessuale può causarne il sanguinamento e l’infiammazione. Il ginecologo saprà decidere come trattarla, se cauterizzandola o medicandola con ovuli.

  • Malattie a trasmissione sessuale

    Alcune malattie a trasmissione sessuale, come la gonorrea o la clamidia, portano con sè tutta una serie di disturbi tra cui può comparire anche il sanguinamento durante o dopo il sesso. Cosa fare? Innanzitutto prevenire utilizzando il preservativo sempre (l’eccezione è valida solo per partner stabili e “certificati”, e può comunque essere revocata se uno dei due ha in corso un’infezione). Lo specialista saprà indicare la terapia più opportuna.

  • Endometriosi

    L’endometriosi è un disturbo che colpisce 1 donna su 10 e che provoca la crescita dell’endometrio (ovvero il tessuto che riveste l’utero) al di fuori dell’utero, causando ciclo irregolare e dolore. Se l’endometrio si trova nella vagina o sulla cervice, può provocare sanguinamento dopo un rapporto sessuale. Se vi è stata diagnosticata l’endometriosi e avete questo tipo di disturbo, parlatene con il ginecologo per capire come intervenire e preferite posizioni sessuali adatte.

  • Polipi

    I polipi sono un’altra frequente causa di sanguinamento dopo il rapporto. A differenza di quanto visto finora, tendono a essere assolutamente asintomatici, e lo spotting post coitale è l’unico campanello d’allarme che segnala la loro presenza. I polipi cervicali sono più diffusi dopo i 50 anni e in donne che hanno avuto più di una gravidanza, mentre i polipi uterini possono comparire già a partire dai 35 anni. Nella maggior parte dei casi si tratta di formazioni benigne e spesso non è necessario rimuoverli, ma è importante individuarli per tenerli sotto controllo ed evitare che si trasformino in qualcos’altro di decisamente più grave.

  • Tumore

    Ultima nel nostro elenco, e fortunatamente ultima come incindenza, è la peggiore delle cause di sanguinamento possibili: il tumore della cervice o il tumore dell’utero. La perdita di sangue dopo il rapporto può infatti essere causata anche da una formazione tumorale. Ecco perché é importante ricorrere al consulto del ginecologo in caso di sanguinamento ricorrente. Ed ecco perché è assolutamete fondamentale non trascurare la prevenzione ed eseguire il Pap Test con regolarità: è l’esame (minimamente invasivo e minimamente fastidioso) che permette di individuare la presenza del Papilloma Virus, precursore del tumore al collo dell’utero.

 

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