HPV papilloma virus 2026: prevenzione, vaccino, screening uomo e donna
Avvertenza: Questa guida ha finalità informative. HPV richiede valutazione ginecologa/dermatologa/otorinolaringoiatra per diagnosi e percorso terapeutico personalizzato. Vaccino HPV si prescrive previa visita. NON sostituisce il calendario screening organizzato AUSL.
Cos’è HPV: famiglia, ceppi, basso vs alto rischio
HPV (Human Papilloma Virus) è una famiglia di oltre 200 ceppi virali, di cui circa 40 hanno tropismo per l’area anogenitale. La classificazione clinica fondamentale distingue tra ceppi a basso rischio (responsabili dei condilomi acuminati, in particolare HPV 6 e HPV 11) e ceppi ad alto rischio o oncogeni (HPV 16, 18, 31, 33, 45, 52, 58 e altri), capaci di indurre alterazioni cellulari precancerose e, nel tempo, cancri della cervice uterina, anale, peniana, vulvare, vaginale e orofaringea. HPV 16 e HPV 18 da soli sono responsabili di circa il 70% dei cancri della cervice nel mondo.
Il dato di salute pubblica più rilevante è che HPV è estremamente diffuso: si stima che oltre l’80% delle persone sessualmente attive contragga uno o più ceppi nel corso della vita, spesso in modo asintomatico. Il sistema immunitario elimina spontaneamente il virus in oltre il 90% dei casi entro 2 anni, senza danno permanente. Solo in una minoranza l’infezione persiste, e solo nei casi di persistenza di ceppi ad alto rischio può svilupparsi una lesione precancerosa (CIN1, CIN2, CIN3 a livello cervicale) che, se non identificata e trattata, può evolvere in cancro nell’arco di 5-15 anni. I dati ISS sono raccolti nel registro nazionale HPV. Per il quadro generale IST vedi il pillar IST 2026.
Trasmissione HPV: pelle, mucose, sesso orale
HPV si trasmette per contatto pelle-pelle e cute-mucosa nelle aree anogenitali e orofaringee. Differentemente da HIV o sifilide, non richiede esposizione a fluidi biologici per infettare: il contatto epiteliale diretto è sufficiente. Questo spiega due fatti spesso non compresi: il preservativo riduce significativamente il rischio di trasmissione HPV ma non lo azzera (perché non copre tutta l’area genitale, in particolare scroto, perineo e zona pubica); il sesso orale è via di trasmissione efficace, e l’HPV orofaringeo è in costante crescita nei Paesi occidentali, particolarmente nella popolazione maschile. Per il rischio specifico del sesso orale vedi sesso orale sicuro.

L’efficacia del preservativo nel prevenire HPV è stimata intorno al 70%, percentuale comunque importante che giustifica il suo uso anche tenendo conto del vaccino. La trasmissione può avvenire anche tramite condivisione di sex toys non puliti tra partner. Non è trasmissibile attraverso oggetti di uso quotidiano (asciugamani, sedile WC, piscine): le condizioni necessarie per la sopravvivenza del virus al di fuori dell’epitelio sono molto specifiche. La finestra tra esposizione e manifestazione clinica (condilomi o anomalie cellulari) è variabile da settimane ad anni, e spesso non è possibile risalire al momento del contagio.
Vaccino HPV 9-valente: chi, quando, perché
Il vaccino Gardasil 9 è un vaccino 9-valente che copre i ceppi HPV 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58, cioè i due principali responsabili dei condilomi (6 e 11) e i sette principali ceppi oncogeni. La sua efficacia, dimostrata in trial randomizzati e ormai confermata da follow-up a lungo termine in numerosi Paesi, è superiore al 90% nella prevenzione delle lesioni precancerose della cervice causate dai ceppi coperti. Studi di sanità pubblica in Paesi con copertura vaccinale elevata (Australia, Regno Unito, Scozia) stanno già documentando crolli dell’incidenza di cancro della cervice nelle generazioni vaccinate.
In Italia il calendario vaccinale prevede la somministrazione gratuita a tutti i dodicenni di entrambi i sessi. Le Regioni offrono in genere recupero gratuito fino ai 25 anni (con politiche che variano localmente), e in molte regioni il vaccino è disponibile a tariffa calmierata anche oltre i 25 anni su richiesta individuale. Il Ministero della Salute pubblica il calendario aggiornato. Il vaccino è utile anche in persone già sessualmente attive che potrebbero non aver ancora incontrato tutti i ceppi: oltre i 25 anni la valutazione del rapporto costi/benefici è più individuale e va discussa con la ginecologa o il medico di medicina generale. Non si tratta di un vaccino post-esposizione: non agisce sui ceppi già contratti.
Screening cervice donna: Pap test e HPV-DNA
Lo screening organizzato del cancro della cervice in Italia segue oggi un modello combinato che integra Pap test (citologia cervicale) e HPV-DNA test (ricerca del DNA virale dei ceppi ad alto rischio). Per le donne fino a 30 anni il Pap test ogni 3 anni resta il primo livello; dai 30-35 anni in poi il programma usa l’HPV-DNA come primo test ogni 5 anni in caso di negatività, con riflesso citologico in caso di positività al virus. Questa strategia, raccomandata dall’AOGOI e implementata progressivamente nelle Regioni, è più sensibile del solo Pap test e permette intervalli più lunghi tra controlli quando il rischio è basso.

Quando lo screening identifica anomalie (citologia anormale, positività HPV ad alto rischio persistente), il percorso prosegue con la colposcopia (visualizzazione magnificata della cervice con eventuale biopsia mirata), seguita da gestione clinica differenziata in base al grado di lesione (CIN1 spesso solo follow-up, CIN2 e CIN3 trattamento conservativo con conizzazione o LEEP). La specifica linea guida per colposcopia e gestione lesioni cervicali è mantenuta dalla SICPCV. Le donne fuori dal programma di screening organizzato (per esempio in centri privati) dovrebbero comunque seguire la stessa cadenza temporale per non sovrastimare né sottostimare il rischio.
HPV nell’uomo: come scoprirlo
Nel maschio in Italia non esiste oggi un programma di screening organizzato per HPV: la maggior parte degli uomini con HPV è asintomatica e ignara dell’infezione. La diagnosi avviene tipicamente in tre situazioni: comparsa di condilomi visibili (genitali o anali), partner femminile con diagnosi di HPV ad alto rischio che porta a controllo andrologico, sintomi orofaringei o anali sospetti che portano a valutazione specialistica. Il test HPV-DNA su tampone uretrale o anale è disponibile ma poco standardizzato e non è raccomandato come screening di routine.
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Per la popolazione MSM (men who have sex with men) le linee guida internazionali raccomandano screening HPV-DNA anale, in particolare nei soggetti HIV+ che hanno rischio elevato di cancro anale. L’ispezione clinica delle mucose anogenitali da parte dell’andrologo o dermatologo identifica i condilomi visibili. La consapevolezza del proprio stato HPV nell’uomo serve soprattutto per il monitoraggio clinico delle conseguenze potenziali (cancro orofaringeo, cancro anale, condilomi) e per la consapevolezza nel rapporto con il partner. Il vaccino HPV nel maschio adulto, indipendentemente da diagnosi precedente, offre comunque protezione sui ceppi non incontrati.
Condilomi acuminati: cosa fare
I condilomi acuminati (verruche genitali, HPV verruche genitali) sono lesioni epiteliali sollevate, di colore variabile dal rosa al brunastro, di dimensioni da pochi mm a qualche cm, talvolta confluenti a formare aspetti a cavolfiore. La sede tipica è genitale esterna, perianale, occasionalmente endouretrale o endovaginale. Sono causati prevalentemente da HPV 6 e HPV 11 (a basso rischio oncogeno) ma possono coesistere con ceppi ad alto rischio: la diagnosi richiede valutazione del dermatologo o ginecologo.
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I trattamenti disponibili sono diversi: crioterapia (azoto liquido), elettrocoagulazione o laser CO2 (per lesioni multiple), podofillotossina o imiquimod topici (autogestiti dopo prescrizione), acido tricloroacetico ambulatoriale, exeresi chirurgica per lesioni estese. La scelta dipende dal numero, dalla sede, dal volume delle lesioni e dalla preferenza del paziente. Le recidive sono frequenti (immunità locale incompleta), e cicli ripetuti sono spesso necessari. La vaccinazione post-diagnosi non guarisce le lesioni già presenti ma protegge dai ceppi non ancora contratti.
HPV orofaringeo: la nuova frontiera
Il cancro orofaringeo HPV-correlato (tonsille palatine, base lingua, orofaringe) è in crescita costante in Europa e in Nord America, particolarmente nella popolazione maschile, ed è oggi una delle aree di maggiore attenzione oncologica. La trasmissione avviene tramite sesso orale (sia fellatio sia cunnilingus), e il numero di partner orali nella vita è correlato al rischio. A differenza del cancro orofaringeo associato a tabacco e alcol (in calo), quello HPV-correlato ha prognosi nettamente migliore con la terapia moderna ma resta una condizione seria.
Non esiste oggi uno screening orofaringeo HPV organizzato: la diagnosi avviene per ricerca attiva di sintomi (linfoadenopatia laterocervicale persistente, disfagia, otalgia riflessa, sensazione di corpo estraneo, lesione visibile delle tonsille). Le persone con sintomi persistenti orali o cervicali dovrebbero rivolgersi all’otorinolaringoiatra. La prevenzione primaria più efficace è il vaccino HPV: studi recenti documentano protezione contro l’infezione orale dei ceppi coperti. Per dettagli sul rischio del sesso orale e dental dam vedi sesso orale sicuro.
HPV in coppia stabile e disclosure
Un’idea comune nella coppia è che HPV resti «a vita»: la realtà è più sfumata. L’infezione attiva (cioè con virus replicante e DNA rilevabile) si negativizza nella maggioranza dei casi entro 2 anni; quello che può restare è una memoria immunologica e, in alcuni casi, virus latente non replicante. Il punto pratico nella coppia stabile: se entrambi sono stati esposti, è molto probabile che abbiano scambiato i ceppi reciproci, e il vaccino della partner femminile non protegge il partner già esposto a quei ceppi (resta utile per i ceppi residui).
La disclosure di HPV nella coppia stabile o con nuovo partner è meno carica emotivamente di altre IST (HIV, herpes), perché HPV è così diffuso da essere quasi normale. Detto questo, una conversazione onesta sui controlli ginecologici, sullo storico di Pap test e sui condilomi è opportuna. Nella coppia dove uno dei due ha una lesione attiva (condilomi visibili, displasia cervicale in trattamento) è ragionevole sospendere temporaneamente i rapporti orali e proteggere i rapporti penetrativi finché la situazione non è chiarita clinicamente.
HPV e gravidanza
HPV non causa infertilità e in linea generale non rappresenta una controindicazione alla gravidanza. Il Pap test in gravidanza si esegue come da calendario di screening; la colposcopia, se indicata, è sicura. Le lesioni precancerose CIN1 e CIN2 si rivalutano in genere dopo il parto (sono possibili regressioni spontanee post-partum); le CIN3 e i carcinomi richiedono gestione individualizzata multidisciplinare. La trasmissione verticale dell’HPV al neonato è molto rara: la papillomatosi laringea giovanile (legata a HPV 6 e 11) è una condizione eccezionale.
HPV non è indicazione al parto cesareo: il parto vaginale resta la modalità raccomandata salvo eccezioni cliniche specifiche (condilomi giganti che ostacolano il canale, malattia cervicale attiva). Le donne con storia di HPV possono allattare normalmente. Il vaccino HPV in gravidanza non è raccomandato come precauzione (non ci sono evidenze di rischio ma manca evidenza sufficiente di sicurezza): le dosi residue del calendario si rimandano al post-partum.
HPV e cancro: cervice, ano, pene, orofaringe
Il legame tra HPV e cancro è oggi un capitolo consolidato dell’oncologia. HPV ad alto rischio è responsabile di circa il 5% di tutti i tumori a livello globale: il 99% dei cancri della cervice (i restanti 1% sono attribuiti a forme HPV-indipendenti), circa il 90% dei cancri anali, oltre il 70% dei cancri orofaringei nei Paesi occidentali, una quota minore ma significativa di cancri vulvari, vaginali e penieni. I tempi di latenza tra infezione persistente e cancro sono di anni o decenni: lo screening cervicale interviene proprio in questa finestra. AIRC mantiene materiali divulgativi aggiornati su prevenzione e ricerca.
La combinazione di vaccino HPV e screening cervicale organizzato è il modello di prevenzione del cancro più efficace mai messo a punto. L’OMS ha lanciato la strategia di eliminazione del cancro della cervice come problema di salute pubblica entro questo secolo (target: incidenza sotto 4 casi/100.000), perseguibile con copertura vaccinale 90%, screening 70% e trattamento appropriato 90%. In popolazione MSM lo screening del cancro anale (citologia anale e HPV-DNA) si sta affermando come standard di cura in vari Paesi, soprattutto in soggetti HIV+. Per il quadro generale delle IST e cross-link verso le altre voci pillar vedi il pillar IST.
Domande frequenti
HPV (papilloma virus) è una famiglia di oltre 200 ceppi virali, di cui circa 40 anogenitali. È estremamente diffuso: oltre l’80% delle persone sessualmente attive lo incontra nella vita. Nella maggioranza dei casi il sistema immunitario lo elimina spontaneamente entro 2 anni.
Sì. Oltre i 25 anni in Italia è spesso a pagamento (con prezzi calmierati in molte Regioni). Il vaccino protegge dai ceppi non ancora contratti. Discuti il rapporto costi/benefici con la ginecologa o il medico di medicina generale.
Sì, eccome. Gli uomini contraggono HPV con la stessa frequenza, sono vettori per le partner e a rischio di cancro orofaringeo (in crescita) e anale. In Italia il vaccino è gratuito per i 12enni maschi e femmine.
Sì. HPV orofaringeo è in crescita costante. La trasmissione avviene durante fellatio o cunnilingus. Il dental dam riduce il rischio per il cunnilingus; il preservativo per la fellatio.
Pap test (citologia) cerca alterazioni cellulari sospette nella cervice. HPV-DNA test cerca il DNA virale dei ceppi ad alto rischio. In Italia il programma usa HPV-DNA come primo test dai 30-35 anni in poi (ogni 5 anni se negativo), con Pap test di riflesso se HPV positivo. Sotto i 30 anni si usa il Pap test ogni 3 anni.
Non sempre. L’infezione attiva si negativizza nella maggioranza dei casi entro 2 anni. Quello che può restare è una memoria immunologica e, in alcuni casi, virus latente non replicante. La sieronegativizzazione del DNA virale è documentata in studi di follow-up.
Parzialmente. Riduce il rischio di trasmissione intorno al 70%, perché HPV può trasmettersi anche da aree non coperte dal preservativo (scroto, perineo, zona pubica). Il preservativo va comunque usato; la combinazione preservativo + vaccino è la strategia più efficace.
Crioterapia (azoto liquido), laser CO2, podofillotossina o imiquimod topici, acido tricloroacetico, exeresi chirurgica per lesioni estese. La scelta dipende da sede, numero e dimensione. Le recidive sono frequenti: cicli ripetuti sono spesso necessari.
Non esiste screening organizzato per HPV nel maschio in Italia. La diagnosi avviene tipicamente per condilomi visibili, sintomi orofaringei sospetti, screening su MSM HIV+ (HPV-DNA anale). L’ispezione dermatologica/andrologica è il primo step.
HPV è così diffuso che la disclosure ha peso emotivo minore di altre IST. Una conversazione onesta sui controlli e sullo storico Pap test è opportuna in coppia. In presenza di lesione attiva (condilomi, displasia in trattamento) è ragionevole proteggere i rapporti finché la situazione non è chiarita.
Fonti consultate: ISS – HPV registro; Ministero della Salute – Vaccino HPV; AOGOI – Screening cervice; AIRC – HPV oncologia; SIGITE – Colposcopia linee guida; Anonimato.it. Schema Article + MedicalWebPage + MedicalCondition HPV + FAQPage active. NO reviewedBy Person (clinical pure ginecologico-oncologico).
Leggi anche: Come scegliere il preservativo: taglia, materiali, tipi.