Kamasutra 13 minuti di lettura

Posizione pecorina: come farlo durare di più

Stefano Riboldi
Scritto da Stefano Riboldi
posizione della pecorina

Qui non credo ci sia bisogno di descrizioni, la posizione kamasutra della pecorina (posizione a pecorina) è la regina delle posture da dietro, pilastro portante delle fantasie erotiche più diffuse, nonché una fra le posizioni sessuali più libidinose in assoluto. Dopo il missionario è la più praticata, il lato b della kamasutra compilation. Chi non l’ha mai praticata scagli la prima pecora. 

posizione della pecorina

Che cos’è la posizione a pecorina?

La pecorina è la posizione in cui chi sta davanti appoggia ginocchia e mani (o gomiti) sul letto, e chi sta dietro penetra da lì, in ginocchio, tenendo i fianchi. Mettersi a pecora vuol dire questo, e il nome viene dalla postura dell’animale al pascolo. La sentirete chiamare anche sesso a pecora, alla pecorella, posa a pecora o, all’inglese, doggy style: cambia la parola, la posizione è quella.

Da qui nascono almeno otto varianti, dalla pecorina sdraiata a pancia in giù a quella in piedi contro il muro: cambiano l’angolo e la profondità, non il principio, e le trovate spiegate una per una nella guida completa alla pecorina. È anche una delle posizioni del kamasutra più praticate in Italia. Chi cerca come scopare a pecora, però, vuole quasi sempre sapere un’altra cosa: come farla durare.

Quali sono le varianti della pecorina?

Otto, e cambiano tutte la stessa cosa: quanto va a fondo la penetrazione e dove punta. La più cercata è la pecorina sdraiata, a pancia in giù con un cuscino sotto il bacino, che è anche la più lenta e la più silenziosa. La più profonda è quella a gambe strette, e proprio per questo è quella che chiede più lubrificante di tutte.

Variante Come ci si mette Cosa cambia
Pecorina sdraiata (a pancia in giù) Chi sta davanti si distende sul letto con un cuscino sotto il bacino, chi sta dietro resta in ginocchio o si stende sopra La più lenta e la più intima: contatto pelle a pelle massimo
In piedi, piegata in avanti Mani appoggiate a un tavolo, a una poltrona o al bordo del letto, tutti e due in piedi Penetrazione profonda, si improvvisa dove capita
Contro il muro Avambracci al muro e fronte sui dorsi delle mani Meno profonda, più rapida e più diretta
A gambe strette Stessa base, ma con le ginocchia quasi unite La più intensa e la più profonda: qui il lubrificante non è facoltativo
Amazzone di spalle Chi sta dietro sdraiato a pancia in su, l’altra persona sopra e girata di spalle Ritmo e profondità li decide chi sta sopra
Silenziosa Come la sdraiata, con affondi lunghi e lenti invece che corti e veloci Niente urti del bacino, niente molle del letto
Con il cuscino sotto il bacino Bacino sollevato di 10-15 cm rispetto al materasso Cambia l’angolo di ingresso e centra la parete anteriore
Con il vibratore clitorideo Un vibratore indossabile davanti, oppure tenuto in mano Aggiunge la stimolazione che da dietro manca del tutto

Perché in pecorina lui viene prima?

Tutte queste lodi, però, creano per forza di cose un unico enorme punto debole. La pecorina, anche per via dell’angolazione con la quale avviene la penetrazione, rende l’eiaculazione maschile molto, molto, ma davvero molto rapida. Come far godere un uomo dunque e meno in generale il vostro partner, evitando una troppo immediata fine del rapporto sessuale?

Tre cose lavorano insieme contro la durata. La penetrazione da dietro è la più profonda, quindi ogni spinta arriva a fondo corsa e la superficie stimolata a ogni colpo è la massima possibile. L’asse fra i due bacini resta quasi dritto, e questo toglie la curva che in altre posizioni smorza la pressione. Poi c’è la scena: chi sta dietro vede tutto e non ha niente che lo distragga, e l’eccitazione visiva pesa quanto quella fisica. Sommate le tre e la soglia arriva prima: la geometria della posizione funziona così.

Quanto dura in media un rapporto?

Meno di quanto racconta l’immaginario. Lo studio di riferimento, condotto in cinque paesi su 491 coppie che hanno cronometrato il rapporto per un mese intero, ha misurato una durata mediana di 5,4 minuti dalla penetrazione all’eiaculazione, con valori veri fra 33 secondi e 44 minuti (studio Waldinger, Journal of Sexual Medicine, 2005). Metà degli uomini sta sotto i cinque minuti e mezzo, ovunque nel mondo.

Il numero serve a leggere la faccenda per quella che è. Venire dopo due o tre minuti a pecorina non è un difetto: è la posizione che fa il suo mestiere, e lo stesso rapporto nel missionario durerebbe di più. Si parla di eiaculazione precoce quando l’eiaculazione arriva quasi sempre entro un minuto dalla penetrazione, in qualunque posizione, e la cosa pesa su chi la vive. Se vi riconoscete in questa seconda descrizione la strada non passa dalle posizioni, e ne parliamo in cause e percorsi con il sessuologo.

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Cinque metodi per allungare il rapporto

Innanzitutto ci sono i metodi classici per lui (che potrete consigliare in base alle preferenze). Sono gesti da fare dentro il rapporto, senza attrezzi, e chiedono solo di accorgersi per tempo del punto di non ritorno, che arriva sempre qualche secondo prima di quanto si creda.

  1. Interrompere la penetrazione appena l’eiaculazione si fa pressante e riprendere dopo almeno un minuto.
  2. Fermarsi e stringere il glande con le dita, appena sotto la testa, per una decina di secondi.
  3. Provare a pensare ad altro (in genere a cose poco piacevoli o eccitanti come una nonna, meglio se la propria, altrimenti con le sexy granny che ci sono in giro… non si sa mai).
  4. Contare le pecore. Ma contare le pecore durante una pecorina potrebbe essere fonte di ilarità, e ridere non aiuta a controllare l’eiaculazione, che arriverebbe inesorabile dopo il salto della seconda pecora, o probabilmente della prima.
  5. Usare creme e gel ritardanti, che per qualche minuto abbassano la sensibilità del glande.

I primi due hanno un nome preciso, stop-start e squeeze, e rendono molto di più se li allenate fuori dal rapporto invece di improvvisarli: li spieghiamo passo per passo negli esercizi comportamentali contro l’eiaculazione precoce.

Quale angolazione fa durare di più?

Quella meno profonda. Bastano due o tre centimetri di differenza per cambiare quanta superficie viene stimolata a ogni spinta, e con quella la velocità con cui si arriva alla soglia. La regola pratica è una sola: più il bacino di chi sta davanti resta basso e la schiena dritta, meno la penetrazione va a fondo, e più il rapporto si allunga.

  • Schiena dritta invece che inarcata: toglie profondità senza togliere contatto.
  • Ginocchia più larghe: abbassano il bacino di qualche centimetro e accorciano la corsa.
  • Un cuscino sotto la pancia, non sotto il bacino: gira l’angolo verso il basso.
  • Tre o quattro spinte corte e poi una lunga: il ritmo alternato dura più di quello costante.
  • Molto lubrificante e riapplicato a metà: l’attrito quasi a secco è la cosa che accelera di più. Se non sapete quale prendere, partite dalla guida per scegliere il lubrificante intimo.
  • Piedi di chi sta dietro appoggiati invece che distesi: il controllo della corsa passa alle gambe e non alla schiena.
  • Una pausa ferma di dieci secondi ogni tanto, restando dentro: la soglia scende senza uscire e senza spezzare il ritmo.
Cosa cambia Fa venire prima Fa durare di più
Profondità della spinta Fondo corsa a ogni affondo Tre quarti di corsa, il fondo solo ogni tanto
Ritmo Costante e veloce dall’inizio Alternato: spinte corte, poi una lunga, poi pausa
Chi conduce Spinge lui, lei sta ferma Il bacino lo muove lei, lui asseconda
Schiena di chi sta davanti Inarcata, bacino alto Dritta, bacino basso
Lubrificazione Poca, attrito quasi a secco Abbondante e riapplicata a metà
Respiro Corto e trattenuto Lungo, dal naso, rallentato apposta

Cosa può fare lei per rallentare il ritmo?

Il consiglio tutto al femminile sta invece nella postura e nei movimenti. Se cercate di stare dritte quanto più possibile con la schiena ed evitare di innalzare il bacino curvandovi in cerca di migliore appoggio, renderete la penetrazione più lineare e meno arcuata, andando a stimolare il pene in maniera meno sensibile.

Altro consiglio per la pecorina e più in generale per tutte le posizioni da dietro, come detto, sta nelle movenze: se riuscite a condurre voi il gioco con movimenti di bacino continui e netti, stempererete l’ansia da prestazione dell’uomo, che psicologicamente si sentirà più rilassato e meno intento a gestire la velocità e la forza della penetrazione. Questa condizione lo porterà a godersi il rapporto in maniera più distesa e tranquilla, evitando eccessi di ansia e libidine che potrebbero portare alla rapidissima eiaculazione.

Come stimolare il clitoride e il punto G da dietro?

Da dietro il clitoride non tocca niente, quindi va raggiunto a parte. È la differenza fra una pecorina che eccita e una che fa venire, e ci sono tre modi per arrivarci senza cambiare posizione.

  • La mano di chi sta dietro, che passa davanti sotto il pube e lavora con un movimento circolare lento, tenuto separato dal ritmo delle spinte.
  • La mano di chi sta davanti, appoggiandosi su un solo avambraccio: è la soluzione più precisa, perché nessuno conosce quel ritmo meglio di chi lo riceve.
  • Un vibratore piccolo tenuto fermo fra il pube e il materasso, che lascia libere tutte e quattro le mani.

Il punto G sta sulla parete anteriore della vagina, a 3-5 centimetri dall’ingresso, e da dietro si centra alzando il bacino e abbassando le spalle, così la spinta punta verso l’alto invece che dritta. Chiede pazienza, perché quella zona risponde a una pressione lunga e costante e non a colpi corti. Se volete le mani libere esiste il vibratore indossabile, quello che resta in posizione mentre vi muovete: su MySecretCase sono i modelli più piccoli e sottili, gli unici che stanno davvero fermi mentre il corpo si muove. punto G e alle posizioni per stimolarlo.

Perché la pecorina fa male, e come evitarlo

Quasi sempre per tre motivi, e nessuno dei tre è colpa di chi la subisce: poca lubrificazione, nessun riscaldamento, e un angolo che manda la spinta a urtare contro il collo dell’utero. Il dolore in pecorina si corregge sul momento, e non va messo in conto come parte del gioco.

Qui serve più lubrificante che altrove

La penetrazione da dietro è la più profonda e l’attrito il più alto, quindi anche con l’eccitazione al massimo la lubrificazione naturale può non bastare. Un prodotto a base acqua va bene con tutto, preservativi e giocattoli compresi, e si rinnova in due secondi. Mai olio o vaselina se c’è il preservativo: lo rovinano.

Quando la spinta urta la cervice

È un dolore secco, che arriva a fondo corsa e non somiglia a nessun altro fastidio: quasi ogni donna che l’ha provato lo riconosce al primo colpo. Vuol dire che l’angolo è sbagliato o la spinta troppo lunga: ci si ferma tre secondi, si abbassa il bacino e si riparte più corti. La prima volta conviene partire da una variante meno profonda, la sdraiata o quella contro il muro, e regolare la profondità muovendosi invece di subirla.

Che errori accorciano il rapporto?

Quattro, e si ripetono sempre uguali. Non riguardano la tecnica di lui: riguardano il modo in cui si entra nella posizione e quello che ci si aspetta che succeda dentro.

Partire subito a ritmo pieno

La pecorina arriva quasi sempre a metà rapporto, quando l’eccitazione è già alta. Entrarci a velocità di crociera brucia in trenta secondi il margine che avreste avuto. I primi due minuti vanno lenti, anche se sembra un peccato.

Spingere sempre fino in fondo

Il fondo corsa è la parte che eccita di più e che dura di meno, e per molte donne è anche quella che alla lunga fa male. Tenetelo per gli ultimi colpi, non per tutti.

Restare in silenzio

Da dietro non ci si vede in faccia, quindi nessuno dei due sa a che punto sia l’altro. Due parole dette a voce, “rallenta” o “fermati un attimo”, valgono più di qualsiasi tecnica e non spezzano niente.

Contare solo sui gel ritardanti

Funzionano, ma anestetizzano: se ne mettete troppo lui sente poco e resta lì senza arrivare da nessuna parte. Una quantità piccola, applicata dieci minuti prima e asciugata, basta e avanza.

Domande frequenti

Quanto deve durare un rapporto a pecorina?

Non esiste un dovere. La durata mediana misurata col cronometro è di 5,4 minuti dalla penetrazione all’eiaculazione, e in pecorina scende ancora perché la posizione stimola di più. Due o tre minuti stanno dentro la norma. Il problema comincia quando la durata diventa l’unica cosa a cui pensate: l’ansia da prestazione accorcia il rapporto molto più dell’angolazione.

Voglio mettermi a pecorina ma ho paura che faccia male: come comincio?

Partite con il bacino basso e la schiena dritta, non inarcata: così la penetrazione resta meno profonda e non arriva a urtare il collo dell’utero, che è la causa più comune del fastidio. Poi molto lubrificante, ingresso lento, e per i primi minuti muovetevi voi invece di farvi muovere. Se il dolore resta anche così, fermatevi e cambiate posizione.

I gel ritardanti funzionano davvero?

Quelli a base di lidocaina sì: abbassano la sensibilità del glande per una ventina di minuti. Vanno messi una decina di minuti prima e poi asciugati, altrimenti passano anche a lei e le tolgono sensazioni. Con la dose giusta allungano il rapporto; esagerando lui sente troppo poco e l’erezione cala.

In pecorina viene anche lei?

Meno spesso che in altre posizioni, e non per colpa di nessuno: da dietro il clitoride non riceve nessun contatto diretto, ed è quello a fare la differenza per la maggior parte delle donne. Servono una mano, la sua o la vostra, oppure un piccolo vibratore appoggiato davanti. Le alternative stanno tutte nelle posizioni che stimolano il clitoride.

Meglio la pecorina o il missionario per durare di più?

Il missionario, quasi sempre. L’angolo è più curvo, la profondità minore, e chi sta sopra regola il ritmo con tutto il corpo invece che con il solo bacino. Se la serata è cominciata a pecorina e sentite che ci siamo, cambiare posizione vale più di qualunque tecnica: qui trovate le varianti del missionario.

Il preservativo fa durare di più a pecorina?

Un po’ sì: lo strato di lattice riduce la sensibilità, e i modelli più spessi lo fanno in modo evidente. Non è il motivo per cui si usa, ma in pecorina è un effetto collaterale utile. Attenzione alla taglia, però: uno stretto stringe e accelera invece di rallentare, e la misura giusta si trova in come scegliere il preservativo.

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