Footjob: come fare la masturbazione con i piedi

Il footjob, o sega con i piedi, è la masturbazione fatta con le piante dei piedi invece che con le mani. Serve lubrificante, unghie corte e un appoggio per la schiena, e sappi che il movimento parte dalle caviglie. Sono queste le tre cose che decidono se una sega coi piedi funziona o finisce dopo due minuti, e qui sotto trovi come si fa, cosa cambia fra piedi nudi e collant e perché è il feticismo più diffuso in assoluto.

Correva l’anno 2009 quando una mia amica disse: “Oh, ti dico una cosa ma prometti di non dirla a nessuno” (si certo come no) “Sai, il ragazzo con cui sto uscendo? Vuole che gli faccia le seghe con i piedi, ma solo quello eh, niente sesso!” All’epoca la cosa mi fece molto ridere, 1. perché lei era molto godereccia e privarla dei piaceri della carne mi sembrava un’ingiustizia divina, 2. perché l’idea che un uomo non fosse interessato alla penetrazione non mi aveva neanche mai sfiorata, 3. ancora non avevo capito quanto questa pratica fosse diffusa e normale.

Perché il feticismo dei piedi è così diffuso?

Secondo la prima ricerca mondiale sul feticismo, condotta nel 2007 dal sessuologo Emmanuele A. Jannini con il suo gruppo su 381 gruppi di discussione online dedicati al feticismo, per un totale di almeno 5.000 persone, il 33% delle preferenze riguarda una parte del corpo. E dentro quel gruppo il feticcio di gran lunga più diffuso è il piede, citato dal 47% di chi preferisce una parte del corpo.

Per essere feticista dei piedi, quindi, basta eccitarsi toccandoli, leccandoli, massaggiandoli, baciandoli e succhiandoli. Sul perché succeda le spiegazioni sono diverse: per il buon vecchio Sigmund è perché i piedi assomigliano a dei peni (ipotesi che, diciamolo, ha convinto poche persone), per il Dott. Pedrazzi, autore dell’Enciclopedia sul Sesso, perché “la podofilia deriva da un condizionamento o da un’esperienza fortemente emotiva” e in particolare, perché i piedi “hanno semplicemente un odore percepito come afrodisiaco” o sono “una zona del corpo per lo più nascosta e quindi caricata di un valore intimo e privato”.

Ipotesi confermata dalla psicosessuologa Marinella Cozzolino, secondo cui, non mandando richiami sessuali espliciti, il piede riconnette l’uomo con il “mistero femminile”. La teoria più recente e convincente, però, è quella del Center for Brain and Cognition della UC San Diego, per cui in molti individui si creano delle connessioni cerebrali tra l’area che controlla i genitali e quella che controlla i piedi, molto vicine nella corteccia somatosensoriale.

Footjob, la pratica più soft del feticismo dei piedi

Come scrive Ayzad nel suo I love BDSM. Guida per principianti ai giochi erotici di bondage, dominazione e sottomissione, lo spettro dei giochi di feticismo dei piedi è molto ampio, e la loro attrattiva sta nel fatto che fanno meno impressione e non sono complicati quanto altre pratiche più BDSM. È il motivo per cui il footjob è spesso il primo passo di chi si avvicina a un kink: non serve attrezzatura, bastano due piedi curati e un po’ di pazienza.

Lubrificante Intimo

Come fare il footjob in 3 passi

Il tutorial è più corto di quanto sembri: si preparano i piedi, si comincia vestite per scaldare l’atmosfera e solo dopo si passa al contatto diretto con il lubrificante. Nessuno dei tre passaggi chiede esperienza, e il primo si fa comodamente sul divano qualche ora prima, come per qualsiasi altro gioco di coppia.

  1. Pedicure fai da te, per avere la pianta liscia e le unghie corte.
  2. Sega con i collant, per scaldare senza attrito a freddo.
  3. Piedi nudi e lubrificante, quando l’eccitazione è già partita.

Pedicure fai da te

Non c’è bisogno di andare dall’estetista: bastano olio d’oliva, pietra pomice, limetta per unghie e 2 smalti, uno colorato e l’altro trasparente per stendere la base e la passata finale. Lo smalto, però, è un di più: un footjob lo può fare chiunque, serve solo che il piede sia curato.

L’importante, in realtà, è tagliarsi le unghie e avere la pelle liscia, profumata e senza calli. Strofinate la pietra pomice su calli e duroni e soltanto dopo massaggiate a lungo con olio d’oliva o alla lavanda, soprattutto su pianta e tallone: non c’è niente di più agghiacciante dell’effetto grattugia.

Sega con i collant

Non c’è feticista dei piedi che non ami collant e scarpe a stiletto o décolleté. Prima di lasciare soli soletti piedi e pene, accarezzatelo su gambe e interno coscia con indosso i collant, preferibilmente neri (no color carne, per carità). Le calze in nylon sono molto più scivolose della pelle, il cui attrito “a freddo” senza prima un massaggino sensuale risulta di solito molto fastidioso.

I collant non sono obbligatori, ma aiutano parecchio ad arrivare alla sega perfetta.

Masturbare con i piedi: quanto lubrificante serve

Lubrificare è fondamentale. A voi la scelta se farlo con la lingua e la saliva durante il sesso orale, ma di solito a chi piace questa pratica interessa che ci si concentri sul piede dall’inizio alla fine, con un lubrificante a base acqua o a base silicone. Mettetelo sulla pianta e sul pene, inarcate i piedi e appoggiateli intorno al pene, uno a sinistra, l’altro a destra. Mentre fate su e giù dalla base verso la punta, allargate lo spazio tra l’alluce e il secondo dito per stimolare il frenulo, cioè il filetto che congiunge prepuzio e glande. La precisione non sarà quella della mano, ma datevi tempo: a furia di allenarvi diventerete contorsioniste.

Cosa serve per una sega con i piedi fatta bene

La differenza fra un footjob che funziona e uno che finisce dopo due minuti sta quasi sempre in cinque cose, e nessuna di queste costa più di qualche euro. Sono le stesse che tornano in ogni racconto di chi lo pratica da anni, e si preparano tutte prima di cominciare.

  • Il lubrificante, sempre. La pelle del piede è molto più secca di quella delle mani: senza, la frizione diventa fastidiosa in pochi secondi. Il silicone dura tutta la sessione senza doverlo rimettere, quello a base acqua va rinnovato ogni pochi minuti.
  • Unghie corte e limate. Non è una questione estetica: a fare male è il bordo tagliente dell’unghia, e su un pene scivoloso di lubrificante basta un movimento storto perché graffi.
  • Un appoggio per la schiena. Chi usa i piedi lavora con addominali e quadricipiti: senza schienale o cuscini dietro, i muscoli cedono prima che succeda qualcosa.
  • Piedi puliti e caldi. Ovvio il primo, meno il secondo: i piedi freddi sono la ragione più comune per cui l’erezione cala.
  • Niente crema profumata poco prima. Le creme al mentolo o agli agrumi bruciano sul glande e sulle mucose. Se serve ammorbidire la pelle, si fa la sera prima.

Il movimento: da dove parte davvero

Il modo più comune è il sandwich: i due piedi si chiudono ai lati del pene, pianta contro pianta, e si muovono insieme su e giù. Il punto che quasi tutti sbagliano è l’articolazione: il movimento parte dalle caviglie, non dalle ginocchia. Muovendo le gambe intere si perde precisione, ci si stanca in un minuto e la pressione diventa irregolare.

Le tre parti del piede fanno cose diverse, ed è utile saperlo: l’arco plantare è la parte concava che accoglie meglio l’asta ed è quella che si usa per la maggior parte del tempo; il tallone serve per la pressione alla base, ferma e lenta; le dita lavorano sulla punta, con movimenti piccoli, e sono la parte più difficile da controllare. Per chi comincia, fare tutto con l’arco va benissimo.

Sul ritmo vale la stessa regola della masturbazione con le mani: quando l’eccitazione sale non si cambia niente. Accelerare proprio in quel momento è il modo più sicuro per ricominciare da capo.

Calze, collant o piedi nudi: cosa cambia davvero?

Cambia l’attrito, e quindi quanto lubrificante serve e quanto dura la cosa. I piedi nudi danno il contatto più diretto ma asciugano in fretta, il nylon scivola da sé e perdona gli errori, il cotone gratta e regge solo pochi minuti. Qui sotto le quattro combinazioni e quando conviene ciascuna.

Come Sensazione Lubrificante Quando conviene
Piedi nudi Contatto diretto, pelle su pelle Indispensabile e abbondante Quando il feticismo è per il piede in sé
Collant o calze di nylon Scivola molto, attrito basso Poco o niente: il nylon scorre già Per sessioni lunghe, o se la pelle è sensibile
Calzini di cotone Frizione alta, sensazione ruvida Nessuno: assorbirebbe tutto Per stimolazione intensa e breve
Calze bagnate o oliate sopra Via di mezzo, molto scivolosa Va messo sopra la calza Se piace l’aspetto ma serve più scorrevolezza

Domande frequenti

Come si fa una sega con i piedi?

Si chiudono i due piedi ai lati del pene, pianta contro pianta, e si muovono insieme su e giù. Il movimento parte dalle caviglie, non dalle ginocchia: muovendo le gambe intere ci si stanca in un minuto e la pressione diventa irregolare. Il lubrificante serve sempre, perché la pelle del piede è molto più secca di quella delle mani.

Serve il lubrificante per il footjob?

Sì, ed è la differenza principale rispetto alla masturbazione con le mani. Quello a base silicone dura tutta la sessione senza doverlo rimettere, quello a base acqua va rinnovato ogni pochi minuti. Con i collant di nylon ne serve molto meno, perché il tessuto scorre già da solo.

Fa male? Come si evita di far male?

Il rischio è quasi sempre il bordo dell’unghia, non la pressione. Unghie corte e limate, movimenti lenti finché non si prende la misura, e nessuna crema al mentolo o agli agrumi nelle ore prima: brucia sul glande.

Meglio a piedi nudi o con le calze?

Cambia l’attrito. I piedi nudi danno il contatto diretto e chiedono molto lubrificante; il nylon scivola da solo ed è comodo per le sessioni lunghe; il cotone dà una frizione ruvida e intensa, ma corta. Non c’è una versione migliore, dipende da cosa piace.

Perché il feticismo dei piedi è così diffuso?

Una spiegazione discussa dai neuroscienziati è che nella mappa corticale del corpo l’area dei piedi confini con quella dei genitali, e che la vicinanza produca un rimando fra le due sensazioni. Resta un’ipotesi: quello che si osserva è che è il feticismo più comune in assoluto.

Si può raggiungere l’orgasmo solo con il footjob?

Sì, ed è la norma per chi lo pratica abitualmente. Chi ci arriva per la prima volta di solito lo usa come preliminare lungo e chiude in un altro modo: la mancanza di calore e di aderenza rispetto alla mano o alla bocca si compensa con l’abitudine e con la componente visiva.