La vulva un odore ce l’ha, ed è normale che ce l’abbia. Nasce dal pH acido della vagina, dai lattobacilli che la abitano, dal sudore delle ghiandole della zona e in parte da quello che mangiamo. Cambia nei giorni del ciclo, dopo lo sport, con la pillola, dopo un rapporto, e non somiglia né ai fiori né alla frutta. Qui trovate che profumo ha davvero una vulva sana, che cosa lo sposta di giorno in giorno, quando invece un cambiamento merita una visita, e perché lavarsi di più è quasi sempre la strada sbagliata.
Non credete loro, quando vi dicono che profuma come petali di rosa: è fatta per odorare come una passera, deve odorare, profumare, di figa
Eve Ensler, Monologhi della vagina, il Saggiatore
L’odore delle parti intime è un raffinato bouquet confezionato da Madre Natura per attrarre il partner: ma il mercato di saponi, spray vaginali e lozioni antiodoranti sembra non saperlo. Ne sa invece qualcosa Gwyneth Paltrow che più che avere naso per la patata sembra avere naso per il business. La bio-biondina ha lanciato per il suo brand una candela che è andata sold-out in meno di 24 ore con un’etichetta abbastanza chiara, e che funziona da millenni: “Questa sa della mia vagina”.
Certo, Gwyneth ha usato la sua vagi solo per un’allusione generica, perché la candela nello specifico ha una blanda miscela di cedro, bergamotto, rosa damascena e ambra.
Il reale profumo di vagina è ben più complesso e ricco e, a meno che non siano presenti condizioni mediche o particolari stili di alimentazione, è un odore che è potenzialmente in grado di far eccitare il partner. Altrimenti non si spiegherebbe il diffuso traffico di mutandine usate che vengono sniffate proprio a causa dell’odore intimo: quel profumo scatena istinti primordiali e bisogni primari.
Proprio quelli. La scienza ancora non ha capito quali siano i componenti e se ci sia davvero un effetto di eccitazione biochimico simile a quello che avviene nei primati in cui praticamente l’odore della vagina agisce da feromone naturale. Che però ci sia una sorta di “periodo di calore nascosto” è suggerito dal fatto che la pillola contraccettiva altera significativamente la composizione chimica delle secrezioni e dell’odore vaginale.
L’odore della vulva non resta uguale per due settimane di fila, e non deve. Lo muovono tre cose: il pH vaginale, che in età fertile sta fra 3,8 e 4,5, il sudore delle ghiandole della zona inguinale e la flora batterica che abita la vagina, di cui parliamo nel dettaglio in come è fatta la vagina. Ciclo, alimentazione, biancheria e ormoni spostano uno di questi tre elementi, e il naso se ne accorge.
Sotto, i passaggi che più spesso fanno pensare che qualcosa non vada e che invece sono il corpo che lavora. Vale per chi ha un ciclo regolare e non ha disturbi.
| Quando | Che cosa si sente | Da dove arriva |
|---|---|---|
| Nei giorni subito dopo le mestruazioni | Nota più acida e pungente | pH ai minimi, lattobacilli al massimo |
| A metà ciclo, intorno all’ovulazione | Odore tenue, quasi impercettibile | Muco cervicale abbondante e trasparente |
| Nella settimana prima del ciclo | Nota più calda e intensa | pH che sale e progesterone alto |
| Durante le mestruazioni | Nota metallica, di ferro | Il ferro contenuto nel sangue |
| Nelle ore dopo un rapporto senza preservativo | Odore più pungente, a volte ammoniacale | Lo sperma, che è molto meno acido |
| Dopo sport o una giornata calda | Odore più forte e salato | Sudore delle ghiandole apocrine dell’inguine |
L’odore della vagina è anche un odore unico che permette di rafforzare il legame affettivo perché crea una memoria fisica ed erotica incancellabile: seppure la dieta, il ciclo, o anche solo una sessione di corsa o di yoga possono influenzare molto l’odore, c’è una nota che appartiene solo a te. La ricerca ha già stabilito una forte correlazione tra odore e attrazione: un partner è prima di tutto attratto dal nostro odore personale che è irripetibile.
A maggior ragione lo è l’odore vaginale: “Alle volte mi arriva una zaffata della passera della mia compagna e il testosterone mi parte alle stelle. Mi viene un’erezione istantanea e le calo subito le mutandine per tuffarmi tra le sue gambe. Quando la annuso mi sento ancora più vicino a lei. Sapere che possiedo lei e nessun altro, rende la cosa ancora più calda”, racconta un uomo innamorato su Reddit.
Bombardare la vagina di detergenti intimi, docciaschiuma, aceto o anche solo getti d’acqua troppo forti rischia di fare più male che bene: sì, ok, a noi tutti piace una sana igiene intima ma i prodotti chimici compromettono la naturale acidità vaginale e il buon equilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi. I più allarmisti parlano di una maggiore incidenza di vaginosi batterica ma noi ci limitiamo a dire che la vagina ha un buon sistema di difese naturali, i lattobacilli, e un efficace sistema di autopulizia che non ha bisogno di troppi aiutini.
Senza contare che un forte getto di liquido rischia di trascinare i batteri “antipatici” o perfino le infezioni su per le tube di Fallopio, utero e ovaie.
Un odore forte non è un problema di per sé: lo diventa quando cambia di colpo e si porta dietro altro. L’Istituto Superiore di Sanità segnala che perdite grigiastre con un forte odore di pesce sono il quadro tipico della vaginosi batterica, mentre perdite giallo verdastre maleodoranti fanno pensare a un’infezione da Trichomonas. In tutti e due i casi la risposta non è lavarsi di più: è una visita.
| Che cosa notate | Che cosa può essere | Che cosa fare |
|---|---|---|
| Odore di pesce e perdite grigiastre e liquide | Vaginosi batterica, che nella metà dei casi non dà nessun altro disturbo | Visita ginecologica: si cura con un antibiotico mirato, non con l’igiene |
| Prurito e bruciore intensi, perdite bianche e dense | Candida, che di solito cambia poco l’odore e molto il prurito | Visita e cura antimicotica. La differenza fra le due la spieghiamo in candida e vaginosi batterica |
| Perdite giallo verdastre maleodoranti | Trichomonas, che si trasmette con i rapporti sessuali | Test e cura per entrambe le persone coinvolte: è una delle infezioni di cui parliamo nella guida al sesso sicuro |
| Odore diverso, secchezza e bruciore dopo i 45 anni | Calo degli estrogeni e assottigliamento della mucosa | Se ne parla con la ginecologa: qui trovate i rimedi per la secchezza vaginale |
| Odore forte con febbre o dolore basso nel bacino | Non è una questione di igiene | Contattare subito il medico, senza aspettare che passi |
La maggior parte delle volte non c’è niente da curare. Lo stesso Istituto Superiore di Sanità ricorda che perdite biancastre non accompagnate da prurito o bruciore sono normali lungo tutto il ciclo e non vanno scambiate per il segno di una malattia. Restano nella normalità anche questi casi.
Dentro no, mai: la vagina si pulisce da sola e non esiste un profumo studiato per la mucosa. Fuori, sulla pelle dell’inguine, un cosmetico delicato non è vietato, ma serve a poco. Spray e salviette profumate coprono per un’ora e nel frattempo irritano, e l’irritazione produce a sua volta un odore diverso: è il boomerang di cui parlavamo sopra.
Ci sono molti modi per sperimentare e vedere come cambia il nostro profumo intimo come raccontiamo qui, ma il primo modo per avere un odore vaginale irresistibile è accettarlo, anche quando è intenso. Non c’è niente che sa di buono come l’accettazione del proprio corpo e della sua animalità: provare a coprire il proprio odore con degli arbre-magique vaginali rischia di produrre uno sgradevole boomerang e peggiorare la situazione.
Non esiste una cosa come una vagina inodore e meno male. Basta un sapone neutro, acqua tiepida e la consapevolezza che un vero intenditore saprà riconoscere il tuo odore a migliaia di chilometri di distanza. E non sarà certo un odore di rose.
Ha un odore, e questo è il punto: non è inodore e non sa di fiori. In genere è leggermente acido, per via del pH vaginale che in età fertile sta fra 3,8 e 4,5, con una nota di pelle e sudore che cambia nel corso del mese. Forte non vuol dire sbagliato: vuol dire vivo.
Perché nella seconda metà del ciclo il pH vaginale sale e le secrezioni cambiano consistenza. È un passaggio fisiologico che dura pochi giorni e rientra da solo con l’arrivo delle mestruazioni. Non richiede né lavaggi in più né prodotti specifici, che anzi rischiano di peggiorare la situazione.
Quasi sempre indica una vaginosi batterica, soprattutto se si accompagna a perdite grigiastre e liquide. L’Istituto Superiore di Sanità la descrive proprio così, e aggiunge che in circa metà dei casi non dà nessun altro disturbo. Si risolve con una visita e una cura mirata, non con l’igiene.
All’interno mai. All’esterno sono inutili e spesso controproducenti: profumi, salviette profumate e saponi aggressivi irritano la mucosa e possono causare vulviti, che a loro volta cambiano l’odore. Meglio acqua tiepida e un detergente delicato a pH leggermente acido, solo sulla parte esterna.
No, spesso lo aumenta. Detergenti frequenti e lavande interne tolgono i lattobacilli che tengono acido l’ambiente vaginale, e senza di loro prendono spazio i batteri che producono cattivo odore. Una o due detersioni esterne al giorno con acqua tiepida sono più che sufficienti.
Probabilmente sì, ma non nel modo che temete. Il naso si abitua al proprio odore e smette di registrarlo, mentre per chi vi sta vicino resta riconoscibile. Nelle testimonianze raccolte online è quasi sempre descritto come un fattore di eccitazione, non come un problema.
Sì, ma poco e per poco. Aglio, cipolla, asparagi, spezie forti, alcol e caffè si possono percepire nelle dodici o ventiquattro ore successive, perché alcune molecole passano nelle secrezioni. Nessun alimento può rendere una vulva inodore, e nessun integratore “al gusto di ananas” mantiene quello che promette.