Orgasmo

Cosa succede quando una donna viene: dalla vagina bagnata all’orgasmo

Quando una donna viene, il pavimento pelvico si contrae da solo e la vagina, già bagnata da prima, si stringe a ritmo. Questo succede sempre. Tutto il resto, le pupille che si dilatano, il petto che si arrossa, i capezzoli che si induriscono, succede ad alcune e ad altre no, ed è per questo che l’orgasmo femminile sembra un mistero anche a chi lo prova. Qui trovate cosa si sente prima, durante e dopo, perché ci si bagna e quanto è normale, e perché nessun segnale letto da fuori vale quanto una domanda fatta bene.

Cosa succede quando una donna viene?

Succede che il pavimento pelvico si contrae da solo. Masters e Johnson, che negli anni Sessanta furono i primi a registrare la risposta sessuale in laboratorio, misurarono contrazioni distanziate di circa 0,8 secondi: da 3 a 5 in un orgasmo leggero, 10 o 15 in uno intenso. Le prime sono le più forti, poi si diradano. Tutto il resto, dal respiro alla pelle, cambia da persona a persona e non fa testo.

Sex toys: giocattoli erotici e sexy toys per tutti

Ma i manuali parlano chiaro: quando una donna raggiunge l’orgasmo le sue pupille si dilatano, la frequenza del battito cardiaco aumenta, il petto e il viso si arrossano, i capezzoli si inturgidiscono, il respiro si fa più affannoso e la vagina più bagnata (o molto bagnata, se la donna in questione squirta). Facile, no? No.

La psicologa sociale britannica Petra Boynton, che studia il modo in cui l’orgasmo femminile viene raccontato, lo ripete da anni: quello che ci hanno insegnato a riconoscere non è affatto così riconoscibile. Non che questi “sintomi” dell’orgasmo non siano veri, semplicemente non lo sono per tutte le donne. Ci sono donne a cui si inturgidiscono i capezzoli, altre no, donne a cui si arrossa il petto, altre a cui non succede.

Quello che invece succede sempre quando una donna viene sono le contrazioni dei muscoli vaginali, dei muscoli perineali e dell’utero: sono da 3 a 5 in un orgasmo leggero e 10 o 15 in uno intenso, distanziate di circa 0,8 secondi, le prime forti e ravvicinate e le ultime sempre più deboli e lontane. Riconoscerle però non è semplice, già per una donna che le sta provando. Figuriamoci per il/la partner!

E lo sapevate che ci sono molte persone che provano una forte sensazione di tristezza dopo aver raggiunto l’orgasmo? Pensate quanti e quali modi di manifestarsi ha questo tipo di piacere intenso.
Che bello il corpo umano!

Cosa cambia nel corpo, nell’ordine

Masters e Johnson divisero la risposta sessuale in quattro tempi. Non è una scaletta da rispettare: è quello che il corpo fa per conto suo, che glielo si chieda o no.

  1. Eccitazione. Il sangue affluisce a clitoride, labbra e pareti vaginali. È da qui che arriva l’umidità: il liquido filtra attraverso la parete della vagina, non esce da una ghiandola. Possono bastare pochi secondi come servire parecchi minuti, e la differenza non dipende dalla buona volontà di nessuno.
  2. Plateau. Il terzo esterno della vagina si gonfia e si stringe, tanto che Masters e Johnson lo battezzarono piattaforma orgasmica. Il clitoride si ritira sotto il cappuccio proprio quando servirebbe di più: non è sparito, si è messo al riparo.
  3. Orgasmo. Le contrazioni, una ogni 0,8 secondi circa. Contate una per una fanno un orgasmo che dura fra i 2 e i 12 secondi, il che spiega perché chi guarda da fuori spesso non se ne accorge.
  4. Risoluzione. Il sangue defluisce e tutto torna com’era, in un tempo che va dai 5 ai 30 minuti. Se l’orgasmo non è arrivato ci vuole molto di più, e la pesantezza che resta nel bacino ha un nome: congestione.

Perché ci si bagna, e quanto è normale?

Ci si bagna perché l’eccitazione manda sangue ai tessuti intorno alla vagina, e la pressione spinge una parte del plasma attraverso la parete vaginale. Il liquido non viene prodotto da una ghiandola: attraversa la parete. Quanto ne esce cambia da persona a persona e da giorno a giorno, e dipende da ormoni, farmaci e perfino da quanta acqua avete bevuto. Non esiste una quantità giusta.

Il nome che le date non cambia niente, il meccanismo è lo stesso, e comincia molto prima dell’orgasmo. Se volete il funzionamento per esteso l’abbiamo raccontato nella lubrificazione naturale femminile, mentre l’anatomia di quello che si bagna sta in come è fatta la vagina.

Bagnata non vuol dire eccitata

È il malinteso più diffuso, e funziona in tutte e due le direzioni. Nel 2010 Meredith Chivers e i suoi colleghi hanno messo in fila decenni di studi di laboratorio in cui si misuravano nello stesso momento due cose: la risposta genitale e quanto la persona dichiarava di sentirsi eccitata. Negli uomini le due misure andavano piuttosto d’accordo, con una correlazione di 0,66. Nelle donne molto meno: 0,26. Il lavoro è uscito su Archives of Sexual Behavior.

Tradotto: il corpo si può bagnare senza che ci sia desiderio, e si può desiderare parecchio restando asciutte. Chi legge l’umidità come un termometro della voglia, la propria o quella di qualcun altro, sta guardando lo strumento sbagliato. Vale anche al contrario: se in un momento in cui vi sentite eccitate il corpo resta asciutto, non c’è niente da aggiustare in voi. Al massimo c’è un lubrificante che vi risolve la serata.

Sono sempre bagnata: è normale?

Quasi sempre sì, e il motivo è che non tutta l’umidità arriva dall’eccitazione. La vagina si pulisce da sola e produce secrezioni tutti i giorni, che cambiano di quantità e di consistenza lungo il ciclo: più liquide e filanti intorno all’ovulazione, più dense e scarse dopo. Sommate a quello che arriva quando ci si eccita, danno una sensazione di bagnato che per molte persone è semplicemente la normalità: sentirsi umida quasi tutti i giorni non è il segnale che qualcosa non va.

Quello che vale una domanda a chi vi segue non è la quantità, ma il contorno: odore forte e diverso dal solito, colore che vira, prurito, bruciore, fastidio quando fate sesso o quando fate pipì. Quelli sono sintomi, e il posto giusto per portarli è un ambulatorio, non un articolo di blog.

Cosa esce durante l’orgasmo femminile?

E veniamo a un altro dubbio amletico che assilla le (giovani, in particolare) menti maschili: quando una ragazza viene esce liquido? Venire e squirtare sono la stessa cosa? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

In merito alla prima questione, possiamo dire che durante la fase di eccitazione e nel corso del rapporto sessuale, la vagina secerne lubrificante (formato da trasudato vaginale, secreto cervicale e cellule desquamate), in risposta all’eccitazione e per facilitare la penetrazione. Questa lubrificazione può essere più o meno abbondante a seconda della persona e risente del momento del ciclo.

L’orgasmo femminile, come abbiamo visto, è l’apice del piacere, che può manifestarsi con certe caratteristiche oppure no. Il raggiungimento dell’orgasmo, in certe donne, corrisponde anche allo squirting (macro-macro-macro argomento per il quale vi rimandiamo ad altri nostri articoli). Ma non è così per tutte. Se tutte le donne possano potenzialmente squirtare oppure no, ancora non si sa: di certo possiamo dire che raggiungere l’orgasmo e squirtare non sono la stessa cosa, ma sono due fenomeni che possono avvenire insieme. Niente paura, ansia da prestazione o senso di inadeguatezza, quindi, se durante l’orgasmo non esce nulla!

E dopo l’orgasmo, cosa si sente?

Per qualche minuto il clitoride diventa quasi intollerabile da sfiorare: è pieno di sangue e le terminazioni sono sature. Non è un capriccio se in quel momento vi chiedono di spostarvi o di fermarvi, è la stessa ragione per cui nessuno si rimette in bocca un cucchiaio di peperoncino subito dopo il primo. Poi il corpo si sgonfia piano e ci mette dai 5 ai 30 minuti a tornare com’era.

In quella finestra succedono due cose che spiazzano spesso. La prima è il sonno, che dopo l’orgasmo arriva facile e non è pigrizia. La seconda è l’umore, che può andare in una direzione qualsiasi, compreso il pianto senza un motivo apparente.

Perché a volte viene da piangere

Capita, ha un nome, disforia post-coitale, e non riguarda solo le donne. Non c’entra il partner e non c’entra il sesso appena fatto: è un contraccolpo che arriva quando la marea chimica si ritira, e in genere passa da solo nel giro di qualche minuto. Diventa una cosa di cui parlare quando si ripete sempre, non quando succede una volta. Se invece il dubbio è un altro, cioè se sia stato un orgasmo oppure no, la risposta sta in come capire se avete avuto un orgasmo.

Come si capisce se lei viene o finge?

Capire se lei sta fingendo, amici cari, è praticamente impossibile, a meno che non abbiate a portata di mano un apparecchio per la risonanza magnetica. Abbiamo visto che i “sintomi” dell’orgasmo femminile non sono inequivocabili e soprattutto non sono comuni a tutte le donne.

L’unico modo per sapere se lei è venuta davvero, quindi, è chiederglielo. Ecco, magari evitando di assillarla ogni volta richiedendole un pagellino dettagliato della vostra performance.

La cosa migliore, piuttosto, è stabilire un buon dialogo su quello che provate e quello che desiderate. Se lei finge, è possibile che lo faccia per non farvi rimanere male, o per non sentirsi “frigida”, o per porre fine a un rapporto sessuale che non le sta piacendo, senza però dover dare spiegazioni. Una comunicazione aperta e sincera riguardo il sesso vi permetterà di non dover ricorrere a questi escamotage, ma di poter trovare insieme il piacere reciproco sapendo, perché ve lo siete detti, dove cercarlo.

Cosa succede, quindi, quando le donne vengono è uno dei misteri della sfera sessuale, mistero che forse rende tutto ancora più interessante. Però sapere (e riuscire a) fare raggiungere l’orgasmo alla tua ragazza è una sensazione inebriante per lei, ma anche, e tanto, per te.

Il segnale Che cosa è Succede a tutte?
Contrazioni del pavimento pelvico Spasmi ogni 0,8 secondi, da 3-5 a 10-15 Sì: è l’unico segnale davvero costante
Respiro e battito accelerati Salgono nella fase che precede il picco Quasi sempre, ma salgono anche per la sola eccitazione
Rossore su petto e collo Vasodilatazione della pelle No, in molte non compare mai
Capezzoli induriti Contrazione della muscolatura liscia No, e succede anche solo per il freddo
Pupille dilatate Risposta del sistema nervoso Non osservabile a letto, al buio meno che mai
Più liquido del solito Trasudato vaginale, a volte squirting No, e non è proporzionale al piacere

Questa pagina è un pezzo di quello che su MySecretCase abbiamo scritto sull’argomento: la mappa completa, con i tipi di orgasmo e le tecniche, sta nella guida all’orgasmo femminile.

Domande frequenti

Perché la vagina si bagna?

Per l’eccitazione: il sangue affluisce ai tessuti intorno alla vagina e la pressione spinge parte del plasma attraverso la parete vaginale. Il liquido non viene da una ghiandola: passa attraverso la parete. Una parte dell’umidità però c’è tutti i giorni, perché la vagina si pulisce da sola.

Ho la vagina sempre bagnata, è normale?

Quasi sempre sì. Le secrezioni quotidiane cambiano di quantità lungo il ciclo, più abbondanti e filanti intorno all’ovulazione, e sommate all’eccitazione danno una sensazione di bagnato costante. Vale una domanda a chi vi segue solo se cambiano odore o colore, o se compaiono prurito e bruciore.

Essere molto bagnata vuol dire essere molto eccitata?

No. Nel 2010 Meredith Chivers e colleghi hanno confrontato la risposta genitale con l’eccitazione dichiarata: negli uomini le due misure vanno d’accordo, nelle donne molto meno. Il corpo si può bagnare senza desiderio e si può desiderare parecchio restando asciutte.

Quanto dura un orgasmo femminile?

Poco, e meno di quanto si creda. Le contrazioni del pavimento pelvico si susseguono a circa 0,8 secondi l’una dall’altra e sono da 3 a 5 in un orgasmo leggero, 10 o 15 in uno intenso: contate una per una fanno fra i 2 e i 12 secondi. Le sensazioni però durano oltre.

Quando una donna viene esce del liquido?

In alcune sì, in altre no, e non dipende da quanto è stato bello. Durante l’eccitazione la vagina produce lubrificazione; lo squirting è un fenomeno diverso, che può accompagnare l’orgasmo ma non coincide con lui. Se non esce niente non manca niente.

Si può capire se una donna ha finto?

Da fuori no, salvo avere a portata di mano una risonanza magnetica. Nessuno dei segnali visibili, rossore, capezzoli, respiro, è comune a tutte, e le contrazioni sono difficili da riconoscere perfino per chi le sta avendo. L’unico modo è parlarne, fuori dal momento.