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Come farsi fare un pompino e raggiungere la tua pace dei sensi

Stefano Riboldi
Scritto da Stefano Riboldi
Mano che tiene una melanza e dettaglio su una bocca aperta con lingua fuori

Farsi fare un pompino si chiede fuori dal letto e parlando di quello che ti piace, non di quello che manca. Se chi hai accanto non ne ha voglia, quasi sempre il motivo è concreto e risolvibile: l’igiene, la mano sulla nuca che spinge, il finale non concordato o il fastidio alla mascella dopo qualche minuto. Qui sotto trovi come chiederlo senza trasformarlo in una trattativa, cosa fare se la risposta resta no, e le cose pratiche che cambiano l’esperienza per tutti e due.

Se questo articolo ti è comparso davanti, ovviamente hai cercato su Google “come farsi fare un pompino” o qualcosa del genere. Pompino, bocchino, fellatio: cambia il nome, non la sostanza. E se l’hai cercato, probabilmente sei già nella fase della semi-disperazione. Ora bisogna trovare una degna e adeguata risposta, visto che l’argomento sembra interessare giusto un pochettino chiunque abbia un pene.

Se ne parla nella vita reale e lo si cerca sui siti porno, tra video POV e altre gustose amenità. Non c’è ovviamente una metodologia, un percorso unico da seguire. Se però i pompini che ricevi sono meno di quanti ne vorresti, la differenza di desiderio può pesare sulla vita sessuale della coppia. Anzi, a volte è il segnale che qualcosa nella coppia già non va.

E sai perché? Spesso, quando le cose a letto vanno bene, non c’è bisogno di chiedere più sesso orale: viene naturale ricambiare il piacere a chi lo fa provare. Al massimo dovrai chiedere di rallentare un attimo, se non reggi il ritmo!

Come mai farsi fare un pompino è così importante?

E c’è bisogno di spiegare perché farsi fare un pompino stia in cima alla lista dei desideri di tante persone? Se sei tra queste, lo sai già.

Che lo si chiami pompino o “bel chinotto”, il primo non si scorda mai, e quasi sempre è andato peggio di come lo racconti.

Era importante allora, figurati adesso. Dal sentirti al centro delle attenzioni di chi ami al goderti un momento tutto per te a fatica zero, rappresenta il non plus ultra. Però (e c’è un però molto interessante) la vita è un do ut des: fai stare bene chi hai accanto e il piacere tornerà indietro. Anche solo quello di averlo fatto.

Masturbatore uomo

Alle donne piace fare i pompini?

Ad alcune sì e ad altre no, come a chiunque lo faccia: la domanda vale per qualsiasi partner, di qualunque genere. Quando la voglia non c’è, il motivo sta quasi sempre in tre cose concrete più che nel gusto in sé: l’igiene, il controllo di chi lo fa, e cosa succede alla fine. Sono anche le tre cose su cui si può intervenire, mentre sul gusto no.

  • L’igiene è la prima ragione in assoluto. Non è un dettaglio da chiedere con delicatezza: una doccia prima cambia l’esperienza più di qualunque tecnica.
  • Chi comanda il movimento. Una mano sulla nuca che spinge trasforma una cosa che piaceva in una cosa che si subisce. Il ritmo lo decide chi ha la bocca occupata, sempre.
  • Il finale, deciso prima e non durante. Dentro, fuori, dove: chiedere è una domanda da 10 secondi che evita l’unico momento davvero sgradevole.
  • Il fastidio alla mascella. Dopo qualche minuto fa male davvero. Alternare mano e bocca permette di andare avanti molto più a lungo.
  • Cosa torna indietro. Chi riceve anche sesso orale lo offre più volentieri, ed è il punto su cui vale la pena lavorare prima di tutti gli altri.

Il piacere ricevuto si ricambia più volentieri

Per ricevere più pompini la prima via da seguire è la soddisfazione di chi hai accanto: come già detto, una persona pienamente soddisfatta, donna o uomo che sia, restituisce il piacere con più slancio. Senza pretenderlo, però: il piacere che dai non è un credito da riscuotere.

Tocca, stimola, lecca, coccola e sii gentile, e fai all’altra persona ciò che vorresti fosse fatto a te: se ha la vulva, nella guida al cunnilingus ci sono le tecniche una per una. E quando ricevi, impara a ringraziare: far capire che ti piace un sacco vale più di qualsiasi richiesta.

Come chiedere più pompini?

Per chiedere una maggiore frequenza non è che devi proprio inviare richiesta in carta bollata o tramite PEC. Se state insieme da anni, che sia la tua ragazza, la tua fidanzata o il tuo compagno, a parte il fatto che avresti già dovuto parlarne prima, saprai come affrontare il discorso. Per carità, chiederlo esplicitamente va benissimo: conta il come, e una supplica in ginocchio non aiuta nessuno.

Come si chiede, in pratica, senza trasformarlo in una trattativa:

  1. Non chiederlo mentre state già facendo sesso: in quel momento un no costa troppo a tutti e due. Se ne parla fuori dal letto, vestiti.
  2. Di’ cosa ti piace, non cosa manca. «Mi piace da matti quando lo fai» funziona; «non lo fai mai» chiude la conversazione.
  3. Chiedi cosa non piace di preciso. Nove volte su dieci è una cosa risolvibile: la posizione, la durata, il finale, l’odore.
  4. Offri prima. Se il sesso orale in casa va in una direzione sola, il problema non è la sua voglia.
  5. Accetta un no senza farlo pesare. Insistere il giorno dopo è il modo più veloce per trasformare un «stasera no» in un «mai più».

Un no è un no e si rispetta così com’è. Quello che si può fare è capire insieme da dove nasce, perché sotto c’è quasi sempre una cosa precisa, e spesso è una cosa che si sistema in due. Ecco le frasi che si sentono più spesso e cosa ci sta dietro.

Quello che ti senti dire Cosa vuol dire quasi sempre Cosa cambia davvero
«Stasera no» È un no di serata, non un no al gesto Lasciarlo cadere e non tornarci sopra il giorno dopo
«Non mi va, punto» Il sesso orale in casa va in una direzione sola Offrire prima, per qualche settimana, senza chiedere niente in cambio
«Mi fa male la mascella» Un fastidio vero, non una scusa Alternare mano e bocca, e cambiare posizione prima che faccia male
«Non mi piace il sapore» Fumo, alcol e alimentazione delle ore precedenti Doccia prima, e un lubrificante commestibile aromatizzato
«Mi sento solo un oggetto» La mano sulla nuca e il ritmo deciso da chi riceve Mani ferme: il ritmo lo decide chi ha la bocca occupata
«Poi non so dove va a finire» Il finale non è mai stato concordato Deciderlo prima, con una domanda da 10 secondi

Cosa fare se il partner proprio non ne vuole sapere

Anche seguendo tutti questi consigli su come farsi fare un pompino, la risposta può restare no: come cantavano i Rolling Stones, ‘you can’t always get what you want’. Le persone non sono tutte uguali ed è legittimo, assolutamente legittimo, che a qualcuno non piaccia, che lo metta in difficoltà, che lo trovi noioso o svilente, o che non ne apprezzi il sapore.

Un no si rispetta, senza insistere. Se il rifiuto è netto e vale per ogni volta, leggi perché il sesso orale può disgustare: dietro c’è quasi sempre un motivo preciso, e non sei tu. Se invece il no non è assoluto, ci sono un paio di cose da proporre, sempre che vadano bene a tutti e due. E se il problema è la bocca, non il sesso orale in sé, ci sono strade laterali: la spagnola non la coinvolge affatto, mentre il deepthroat sta all’estremo opposto, per chi invece vuole spingersi oltre.

Un bel 69 rende più interessante e divertente il pompino

Sì, qua invece che farti fare un pompino e basta, concedendoti passivamente all’altra persona, dovrai attivarti un po’. Però oh, poteva andarti peggio: non stai andando a spaccare pietre in miniera, ma puoi trovare l’oro lo stesso.

Fatti trovare con un look impeccabile

Cura la tua igiene intima e chiedi se i peli danno fastidio: ritrovarseli in bocca non piace quasi a nessuno, e non sempre lo si dice.

Esalta le papille

Non dimenticare che esistono oli, lubrificanti e prodotti pensati per rendere tutto più gustoso, come i lubrificanti commestibili aromatizzati. A molte ragazze, e a molti ragazzi, proprio non va giù il gusto dello sperma, e il sapore può cambiare con il fumo, l’alcol e l’alimentazione.

E se è il partner a non volerlo ricevere?

Un attimo di paradosso, una parentesi che non sembra reale ma lo è: a te piace farlo, e il partner, lui o lei che sia, non sembra gradirlo moltissimo, o ne resta abbastanza indifferente. Non succede spessissimo, pochi direbbero no a un po’ di sesso orale fatto bene, ma succede, e anche qui un no vale come no.

Comincia da come glielo dici: «posso farti un pompino?» suona come una richiesta di permesso, «voglio farti un pompino» dichiara un desiderio e spesso accende di più. In tutti e due i casi la risposta può essere no, e va presa così.

Oppure è la pratica a mettere in imbarazzo, perché chi riceve si sente inerme. Allora può aiutare uscire dalla routine e aggiungere un po’ di pepe: trova un posto notoriamente eccitante, gioca con lo sguardo e con i segnali del corpo, e chiedi prima invece di andare a sorpresa.

Niente fretta: giraci attorno e lascia lavorare la fantasia, senza trasformarlo in un obiettivo da raggiungere. Trovare una persona a cui non piaccia lasciarsi andare quando riceve sesso orale è raro, ma succede. E se dopo averne parlato apertamente la voglia continua a non arrivare, non c’è niente da forzare e niente da sistemare: è un no, e vale come tutti gli altri.

Può essere che tu debba sventolare davvero bandiera bianca. Per tutti gli altri un po’ meno estremamente sfortunati invece questa guida per farsi fare un pompino dovrebbe funzionare e regalare le gioie sperate. Cosa non si fa per due minuti di felicità!

Domande frequenti

Come si chiede un pompino senza risultare pesante?

Fuori dal letto e parlando di cosa ti piace, non di cosa manca. «Mi piace da matti quando lo fai» apre la conversazione, «non lo fai mai» la chiude. E un no si accetta subito: insistere il giorno dopo trasforma uno «stasera no» in un «mai più».

Alle donne piace fare i pompini?

Ad alcune sì e ad altre no, come a chiunque lo faccia, di qualunque genere sia. Quando non piace il motivo è quasi sempre concreto: l’igiene, la mano sulla nuca che spinge, o il finale non concordato. Sono tutte cose su cui si può intervenire.

Cosa fare se la mia ragazza o il mio partner non vuole farlo?

Chiedere cosa non piace di preciso, invece di chiedere di farlo lo stesso. Nove volte su dieci è la posizione, la durata, il finale o l’odore, e sono tutte cose risolvibili. Se invece è il gesto in sé a non piacere, non c’è niente da convincere.

Perché fa male la mascella a chi lo fa?

Perché i muscoli masticatori restano contratti in una posizione innaturale per minuti. È normale e non si risolve con l’allenamento: si alterna la mano alla bocca, che permette di andare avanti molto più a lungo.

Meglio venire dentro o fuori?

Va deciso prima, non nel momento. È la domanda di dieci secondi che evita l’unico passaggio che rovina l’esperienza a chi lo sta facendo, e la risposta cambia da persona a persona.

Il 69 aiuta davvero?

Sì, per un motivo pratico: entrambi ricevono, quindi nessuno dei due sta solo lavorando. È una posizione in cui è difficile concentrarsi su quello che si fa, quindi funziona meglio come preliminare che come finale.

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