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Come fare la spagnola perfetta

Eleonora Sizzi
Scritto da Eleonora Sizzi
Come fare la spagnola perfetta
Punti chiave
  • La spagnola è la pratica in cui il pene viene stimolato fra i seni uniti e richiede sempre un lubrificante, perché la pelle del petto non produce niente da sola.
  • Per evitare lo sfregamento servono circa 5 ml di lubrificante, cioè un cucchiaino da tè, poiché la saliva da sola regge sì e no 60 secondi prima di asciugare.
  • Le posizioni che funzionano per praticare la spagnola sono quattro, e si chiamano l’amazzone, il missionario, il 69 e l’inginocchiata.
  • A decidere quale posizione conviene usare è il rapporto fra la misura del seno e quella del pene, dove amazzone e 69 vanno meglio con un seno dalla prima alla seconda.
  • L’ipotesi più accreditata sull’origine del nome fa risalire l’espressione alle case di tolleranza italiane, dove le pratiche venivano indicate con nomi di fantasia geografica.

La spagnola è la pratica in cui il pene viene stimolato fra i seni, tenuti uniti con le mani o con le braccia: il movimento lo fa chi sta sopra, oppure lo fa il bacino di chi è sotto, e serve sempre un lubrificante perché la pelle del petto non produce niente da sola. La chiamano anche sega spagnola, spagnoletta, o con l’espressione inglese titjob. Non richiede una taglia particolare: cambia la tecnica, non la possibilità.

Qui sotto trovi da dove viene il nome, come si fa passo per passo, le posizioni che funzionano meglio e cosa cambia con un seno piccolo.

È una di quelle cose che a letto si nominano più spesso di quanto si facciano, e quasi sempre a mezza voce: «me la fai una spagnola?». Chi la chiede non saprebbe quasi mai spiegare cosa vuol dire, chi se la sente chiedere non sa da che parte cominciare. Come ogni richiesta vale se sta bene a tutti e due, e un no non ha bisogno di spiegazioni.

Sul significato gira parecchia confusione: farsi fare una spagnola non è né un pompino né una sega, sta in mezzo. È masturbazione fatta a un’altra persona, con il pene che scorre in mezzo al seno invece che dentro una mano, ed è il motivo per cui chi cerca «seghe con le tette» e chi cerca «sega spagnola» sta cercando lo stesso gesto.

Che cos’è una spagnola?

Dopo la pudicizia iniziale, tocca sbracare un secondo: se ancora non sai cos’è, la spagnola non è altro che fare una sega con le tette, cioè la versione con il seno della sega fatta con le mani.

Cosa significa, in pratica: è un atto sessuale che sta fuori sia dalla penetrazione sia dal sesso orale, e vive di attrito e di sguardi. Chi la cerca la nomina in tutti i modi, da «fammi una spagnola» a «spagnoletta», e capita che se ne parli come di una posizione sessuale, mentre è una tecnica: la posizione la scegli dopo, in base alle proporzioni fra seno e pene.

Perché si chiama spagnola

Il nome non ha niente a che vedere con la Spagna di oggi. L’ipotesi più accreditata lo fa risalire alle case di tolleranza italiane, dove le pratiche venivano indicate con nomi di fantasia geografica: la «spagnola» era una delle voci del listino, accanto ad altre altrettanto inventate. Il riferimento all’esotico serviva a nominare senza dire, in un’epoca in cui il vocabolario esplicito era impubblicabile.

Circolano anche due spiegazioni più leggendarie: che la praticassero le prostitute spagnole per evitare il contagio, o che fosse diffusa fra i Mori nel Medioevo. Una terza, meno documentata, tira in ballo i corsetti della moda spagnola del Cinquecento e del Seicento, che spingevano il seno verso l’alto rendendolo protagonista. In ogni caso il nome è italiano: in spagnolo la pratica si chiama cubana, e in inglese titjob o tit fuck. Il fatto che ogni lingua le assegni una nazionalità diversa dice quanto il nome sia arbitrario.

Sotto lo stesso gesto girano parecchi nomi, e sapere quali sono evita fraintendimenti quando se ne parla.

Come la chiamanoDove si usaNota
SpagnolaItaliano, forma più diffusaDal gergo delle case di tolleranza
Sega spagnolaItaliano parlatoLa variante più cercata online
SpagnolettaItaliano, tono scherzosoStesso gesto, diminutivo
CubanaSpagnoloStessa pratica, altra nazionalità
Titjob, tit fuckIngleseDescrittivi, senza riferimenti geografici
Sega con le tetteItaliano parlatoLa descrizione diretta, senza nome di fantasia

Come fare una spagnola perfetta

Prima cosa: la spagnola non funziona «a freddo», arriva dentro i preliminari quando il corpo è già caldo. Un pompino fatto con molta saliva prepara il pene a scorrere senza attrito, e i capezzoli leccati o pizzicati rendono la zona molto più sensibile: se sono gesti che piacciono a entrambi, sono anche il modo più naturale di arrivarci. Pensala come un’appendice della fellatio più che come una pratica a sé: si lecca, si prende e si stringe fra i seni controllando che scivoli. Con cosa? Con del lubrificante, oppure con la saliva, che però regge poco.

Il dettaglio che cambia tutto è lo sguardo: tenere gli occhi negli occhi mentre il pene passa dal seno alla bocca vale più di qualsiasi tecnica, ed è per questo che l’inginocchiata è la posizione che colpisce di più. Una cosa sola conviene dirsela prima e non dopo: dove finisce lo sperma. Sul viso o sul petto non è scontato che vada bene.

I passaggi sono cinque, in questo ordine. Le due cose che li tengono insieme sono la quantità di lubrificante, circa 5 ml, cioè un cucchiaino da tè, e il fatto che a muoversi sia uno solo dei due. La saliva da sola regge sì e no 60 secondi, poi asciuga e lo sfregamento comincia a dare fastidio: se non sai quale prodotto prendere, la guida per scegliere il lubrificante intimo mette a confronto le basi.

  1. Scaldare prima. La spagnola non funziona a freddo: arriva dopo i preliminari, quando il pene è già eretto e i capezzoli sono stati stimolati.
  2. Lubrificare bene. Una noce fra i seni e sull’asta. La saliva basta per un minuto, poi asciuga.
  3. Trovare la presa. Mani ai lati dei seni per tenerli uniti, oppure braccia incrociate sotto: la seconda regge meglio a lungo.
  4. Muovere uno solo dei due. O il busto di chi sta sopra, o il bacino di chi sta sotto. Muoversi insieme fa perdere il ritmo.
  5. Guardarsi. Il contatto visivo è la parte che quasi tutti dimenticano ed è quella che fa la differenza.

Le posizioni per fare la spagnola

Le posizioni che funzionano sono quattro: l’amazzone, il missionario, il 69 e l’inginocchiata. Conviene alternarle per capire quale viene meglio, perché a decidere è il rapporto fra la misura del seno e quella del pene: amazzone e 69 vanno meglio con un seno dalla prima alla seconda, missionario e inginocchiata con un seno più abbondante, che tiene il solco chiuso da solo.

Amazzone

Chi riceve sta sdraiato, chi pratica si siede sul suo bacino e muove il busto. È quella che si regge più a lungo, perché il peso scarica sulle gambe e non sulle braccia.

Missionario, chi riceve sopra

Chi riceve sta in ginocchio sul torace e muove il bacino, chi sta sotto tiene i seni uniti. Lascia 2-3 centimetri di pene fuori dal solco: è quello che permette di alternare con la bocca senza cambiare posizione.

Il 69

Si passa dal seno alla bocca senza fermarsi e resta una mano libera per il clitoride: dove e come toccarlo lo spiega la guida all’orgasmo femminile.

L’inginocchiata

Chi riceve è in piedi, chi pratica in ginocchio davanti: la più scenografica e la più dura per le ginocchia, quindi metti un cuscino sotto. Molti la cercano fra le posizioni del Kamasutra, che però è un altro repertorio.

Lubrificante Intimo

Come fare la spagnola se hai le tette piccole

La misura conta, ma non decide se si può fare: decide come si fa. Con un seno piccolo la posizione da scegliere è quella con chi riceve sdraiato sotto, perché chinandosi in avanti il seno pende e il solco si chiude, mentre da sdraiati si appiattisce sul torace e non tiene niente.

Il resto è un cambio di priorità: il seno passa in secondo piano e il lavoro lo fa la bocca. Si stringono i seni con una mano mentre l’altra tiene fermo il pene e, invece di muovere la testa avanti e indietro, si resta fermi e si succhia tenendo il vuoto, che di solito piace più del su e giù. E visto che il piacere è di tutti e due, è il momento buono per prendere la mano dell’altra persona e portarla dove serve.

Quale lubrificante usare, e quanto

È la parte che quasi tutti sbagliano, e da sola separa una spagnola piacevole da una che gratta. Sulla quantità vale quanto detto sopra, una noce fra i seni e sull’asta, e meglio abbondare che risparmiare: quando comincia ad asciugare si sente subito. Quello che resta da scegliere è la base.

  • A base d’acqua: si lava via con un panno umido e non macchia le lenzuola, ma asciuga prima e va rinfrescato. Va bene se dopo si passa alla penetrazione con il preservativo.
  • Al silicone: scivola molto più a lungo e non serve rimetterlo, ma unge i tessuti e non si usa con i sex toys in silicone.
  • Da evitare: olio di cocco, creme per il corpo e olio per bambini. Ungono bene ma degradano il lattice del preservativo, e le creme profumate sulla pelle del petto irritano.

Se dopo la spagnola si prosegue con un rapporto conviene avere a portata di mano tutte e due le basi, che stanno una accanto all’altra fra i lubrificanti intimi; per la parte orale c’è il lubrificante commestibile, che è fatto per finire in bocca. Per la parte che viene prima c’è invece la guida ai preliminari e giochi di coppia.

Domande frequenti

Cos’è la spagnola nel sesso?

La spagnola è la pratica in cui il pene viene stimolato fra i seni, tenuti uniti con le mani o con le braccia. Non è sesso orale in senso stretto, ma si combina quasi sempre con la fellatio.

Serve un seno grande per fare la spagnola?

No. Con un seno abbondante il solco si tiene chiuso da solo; con un seno piccolo si stringe il pene con le mani e la parte principale la fa la bocca. Cambia la tecnica, non la possibilità.

Serve il lubrificante?

Sì. La saliva asciuga in meno di un minuto e da lì in poi lo sfregamento dà fastidio a tutti e due. Basta un lubrificante a base d’acqua o al silicone: gli oli no, se poi entra in gioco un preservativo.

Quali sono le posizioni migliori per la spagnola?

Sono quattro: amazzone, missionario, 69 e inginocchiata. Amazzone e 69 vanno meglio con un seno piccolo, missionario e inginocchiata con un seno abbondante. A decidere è il rapporto fra seno e pene.

Si può combinare spagnola e pompino?

Sì, ed è la variante più diffusa: il pene passa dal seno alla bocca senza che il movimento si fermi. Serve che a muoversi sia una persona sola, e che ci si dica cosa funziona.

Il seno si rovina con la spagnola?

No. Con il lubrificante è una pratica sicura per la pelle. Su pelle sensibile sono da evitare le creme e gli oli profumati, che irritano più dello sfregamento.

Autore

Eleonora Sizzi

Content Editor

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