Fare sesso all’aperto vuol dire scegliere tre cose prima di uscire di casa: il posto, l’ora e cosa mettere nello zaino. Il bosco e la montagna coprono molto meglio di una spiaggia o di un parco cittadino, le due ore dopo il buio completo sono la finestra migliore quasi ovunque, e senza un telo sotto il terreno si fa sentire in fretta. In Italia, se qualcuno vi vede, la sanzione amministrativa va dai 5.000 ai 30.000 euro. Qui sotto trovate i posti uno per uno, cosa portare, le posizioni che reggono e come non farsi beccare.
Se in casa avete troppa gente intorno, se il rischio di essere visti vi eccita o se semplicemente vi piace fare sesso in mezzo alla natura, ci sono sei cose che fanno la differenza fra una serata memorabile e un’ora passata a togliersi foglie secche dai capelli.Tre accorgimenti risolvono quasi tutte le situazioni: state a distanza dai sentieri battuti e dai parcheggi, date le spalle alla direzione da cui può arrivare qualcuno e tenete addosso almeno un capo che si rimette in due secondi. Una gonna e una camicia sbottonata vi rendono presentabili molto più in fretta di un paio di jeans e di un costume bagnato.
Sul piano legale, in Italia dal 2016 gli atti osceni in luogo pubblico non sono più reato ma un illecito amministrativo, con una sanzione che va dai 5.000 ai 30.000 euro. Restano reato, con la reclusione, se avvengono dentro o vicino a luoghi abitualmente frequentati da minori e c’è il pericolo che qualcuno assista. Il quadro completo lo trovate nell’articolo sul sesso in acqua, dove la questione si pone identica fra piscine condominiali, spiagge e docce degli stabilimenti.
Il posto più facile, perché gli alberi fanno da parete e il terreno si può preparare. Cercate una radura fuori dai sentieri, controllate che sotto non ci siano formicai né rovi e stendete una coperta: le radici e i sassi si sentono molto più di quanto immaginiate. Da maggio a settembre lo spray antizanzare è la sola cosa che vi eviterà di smettere a metà.
È il posto più desiderato e il più difficile da gestire, perché la sabbia entra ovunque e sui genitali fa più danni di quanto sembri. Se ci provate, tenete un telo grande sotto e restate vestiti il più possibile. Alle ore che funzionano, agli stabilimenti e al problema della sabbia abbiamo dedicato un articolo intero: sesso in spiaggia e al mare.
In città la copertura è peggiore e la probabilità di incontrare qualcuno molto più alta: parchi, cortili, scale condominiali e ascensori sono la categoria dove si viene beccati davvero. Se l’idea vi piace lo stesso valgono le regole della sveltina: poco tempo, pochi vestiti tolti e una via d’uscita decisa prima di cominciare.
In quota c’è meno gente e più vento, e la temperatura scende in fretta appena vi fermate: serve qualcosa sotto e qualcosa sopra, anche in luglio. I prati d’alta quota sono quasi sempre pascoli, quindi guardatevi intorno prima di stendervi, fra insetti, escrementi e recinti elettrificati che di giorno non si vedono.
La versione facile: siete a casa vostra, avete il bagno a due passi e potete spegnere le luci. L’unico problema sono le finestre dei vicini, che di sera diventano una platea. In campeggio vale lo stesso con una variante non piccola, e cioè che la tenda non isola i suoni: il piacere di essere sentiti è compreso nel prezzo della piazzola.
Due posti che sembrano all’aperto e hanno regole tutte loro. L’acqua toglie lubrificazione invece di darla, e questo cambia parecchie cose: le trovate nel pezzo sul sesso in acqua. L’auto è il luogo più usato in assoluto e ha un capitolo suo su spazio, posizioni e vetri appannati: sesso in macchina.
| Posto | Quanto siete al riparo | Cosa serve per forza | Il rischio vero |
|---|---|---|---|
| Bosco e campagna | alto | coperta, spray antizanzare | rovi, formicai, terreno irregolare |
| Spiaggia e mare | basso di giorno, buono a notte fonda | un telo grande | la sabbia, che entra ovunque |
| Parco e città | basso | niente, tanto dura poco | è il posto dove si viene beccati |
| Montagna e lago | alto | uno strato in più, il vento raffredda | insetti dei pascoli e temperatura |
| Giardino e terrazzo | dipende dai vicini | luci spente | le finestre di fronte |
| Campeggio | medio | una tenda vostra | i vicini di piazzola sentono tutto |
| Auto | alto | un telo e un parcheggio scelto bene | i vetri appannati vi segnalano da lontano |
L’ora conta più del posto. Il tramonto è il momento peggiore, perché è quando la gente esce a camminare; le due ore dopo il buio completo sono le migliori quasi ovunque, e all’alba i posti sono vuoti ma la luce arriva molto in fretta. Nei luoghi di mare la regola si ribalta rispetto a quello che immaginate, perché d’estate il buio non svuota niente.
Sulla stagione: primavera e inizio autunno battono l’estate di parecchio. La terra è asciutta, gli insetti sono meno e non si suda. In agosto trovate gente ovunque e in più vi si attacca tutto addosso. Del meteo guardate il vento più della pioggia: dieci gradi con l’aria ferma si gestiscono, venti gradi con le raffiche vi fanno rivestire in tre minuti.
All’aperto vince quasi sempre quello che si fa in piedi o appoggiati: il terreno è scomodo, e da in piedi ci si rimette a posto in un secondo.
Se cercate un repertorio più largo sta tutto nelle migliori posizioni del Kamasutra, tenendo presente che all’aperto ne funzionano molte meno di quante ne immaginiate.
Dipende da dove siete e da chi vi vede. Dal 2016 gli atti osceni in luogo pubblico non sono più reato ma un illecito amministrativo, con una sanzione da 5.000 a 30.000 euro. Tornano a essere reato, con la reclusione, se il posto è abitualmente frequentato da minori e c’è il pericolo che assistano.
La copertura migliore la danno il bosco fuori dai sentieri, la montagna e il proprio giardino a luci spente. Spiagge, parchi cittadini, cortili e scale condominiali sono i posti dove si viene beccati più spesso, perché ci passa gente anche di notte e le vie di fuga sono poche.
Un telo o una coperta, preservativi tenuti al fresco e non nel portafogli, un lubrificante monodose, salviette con un sacchetto per riportarle a casa, spray antizanzare e una torcia piccola. Se pensate di restare vestiti, un ovetto vibrante o delle mutandine vibranti fanno il lavoro senza spogliarsi.
Primavera e inizio autunno. La terra è asciutta, gli insetti sono pochi e non si suda. In agosto i posti all’aperto sono pieni di gente anche dopo il tramonto, e il caldo rende tutto appiccicoso. In inverno il problema diventa la temperatura: di testimoni in giro non ce ne sono.
Quelle in piedi o appoggiati: contro un albero, contro una roccia, oppure seduti su una panchina con una persona in braccio all’altra. Sono comode senza doversi stendere e permettono di rimettersi a posto in un secondo. Il cucchiaio dentro un sacco a pelo è l’unica sdraiata che regge.
Con una proposta concreta invece di un’idea vaga: un posto che avete già visto di giorno, un orario, lo zaino già pronto. La paura più diffusa è quella di essere visti, quindi spiegare prima come si fa a non farsi vedere toglie metà del problema di mezzo.