Il sesso in acqua funziona molto meglio nella fantasia che nella pratica, e il motivo è sempre lo stesso: l’acqua non lubrifica, lava via la lubrificazione naturale e rende la penetrazione ruvida. Vale identico in piscina, al mare, in vasca e sotto la doccia. Rinunciarci è un peccato, arrivarci impreparati è peggio. Quello che serve è un lubrificante al silicone, l’unico che l’acqua non scioglie; il preservativo si indossa fuori dall’acqua e non dentro; e i preliminari, lì sotto, rendono molto più della penetrazione. Qui trovate cosa cambia posto per posto, cosa mettere in borsa e cosa fare appena uscite.
Il sole tramonta, la spiaggia si svuota, rimane solo il rumore delle onde. Rimanete soli in tutta la baia e ti sale la sirena erotica o l’Aquaman che hai dentro: i vostri baci si fanno sempre più bagnati, avvolgi le tue pinne intorno al suo bacino, i vostri tentacoli si moltiplicano e a quel punto sentite i pesciolini che cantano “fatelo” come nella Sirenetta.Il suo pesce è pronto per nuotare nelle tue acque.
Siamo tutti d’accordo: fare l’amore in acqua è romantico e sensuale perché ricorda il momento più intimo della nostra vita, la nostra nascita. Il sesso in acqua ci permette di sentire un contatto molto ravvicinato e avvolgente, con il partner e con la natura: il corpo è fatto in gran parte d’acqua, ed essere immersi in un fluido permette di concentrarsi sulle sensazioni e godere di più.
C’è anche una ragione fisica: immersi fino al collo il peso quasi sparisce, e posizioni che a letto stancano le braccia in acqua si reggono senza fatica. Quelle che vale la pena provare una volta usciti le trovate nelle migliori posizioni del Kamasutra.
Il vero problema è la praticità perché l’idea di fare sesso in acqua è sempre molto più attraente dell’atto pratico, anche in base a quello che ci dite voi: sì nella testa (e nei porno) l’oceano, una cascata o un lago sembrano essere lo scenario perfetto per una scopata galattica, ma nella pratica poi le cose cambiano.
Quindi premettiamo che qualsiasi consiglio potremo darvi non toglierà una certa goffaggine nei movimenti o alcuni inconvenienti fisiologici. Vediamo insieme come fare sesso in acqua senza annegare e senza sentirsi un tricheco impacciato nei movimenti.
Fare sesso sott’acqua è molto gratificante dal punto di vista delle manovre: come delle sirenotte agili vi sentirete leggere e potrete provare tutte le posizioni possibili in virtuale assenza di peso. Tranne forse il sesso orale subacqueo che non è consigliato per questioni di sopravvivenza. Inoltre tutta questa leggerezza vi offre la possibilità di provare un po’ di posizioni di kamasutra estremo. Qua trovate qualche ideuzza.
La piscina è il posto più gestibile di tutti, perché ha una cosa che il mare non ha: il bordo. Scaletta, gradini e corrimano reggono il peso e lasciano le mani libere. Il resto lavora contro: il cloro asciuga le mucose, e una piscina coperta si tiene di solito fra i 26 e i 28 gradi.
Chi sta sotto si siede sull’ultimo gradino con la schiena alla parete, chi sta sopra si tiene al corrimano: è l’unica sistemazione che non vi obbliga a nuotare e scopare nello stesso momento. Il materassino sembra l’idea migliore e non lo è, perché scivola appena il peso si sposta.
In una piscina di casa fate quello che volete. In una condominiale, di albergo o comunale siete in un luogo aperto al pubblico, e dal 2016 gli atti osceni non sono più reato ma illecito amministrativo, con una sanzione da 5.000 a 30.000 euro. Resta reato, con la reclusione, se succede dentro o vicino a luoghi abitualmente frequentati da minori e c’è il pericolo che assistano.
Cambiare acqua cambia il problema. In mare c’è tutto quello che gratta, in vasca c’è poco spazio, sotto la doccia si scivola.
Il sale asciuga come il cloro e la sabbia fra le pieghe fa il resto. Se il fondale è basso conviene restare sulla battigia, dove le onde arrivano ma non spostano; al largo servono un appiglio o qualcosa che galleggi.
La vasca è comoda perché la temperatura la scegliete voi e il lubrificante ce l’avete a mezzo metro, scomoda perché è stretta e i bordi sono duri: acqua bassa, un asciugamano dietro la schiena, movimenti corti. Una vasca idromassaggio sta fra i 36 e i 40 gradi, e con quel caldo si regge poco. Il piatto doccia insaponato è la superficie più infida della casa: risolve un tappetino antiscivolo.
Sì. Il lattice non si scioglie e non si buca a contatto con l’acqua, né dolce né salata. Quello che non tiene è la messa in posa: sott’acqua fra il lattice e la pelle si infila un velo di liquido e il preservativo scivola. Si indossa fuori, all’asciutto, e poi si rientra.
Tre cose, e in spiaggia ci sono tutte. L’olio in qualunque forma, e la crema solare è olio: basta averla sulle mani mentre aprite la confezione. Il caldo prolungato: sulla scatola c’è scritto di tenerli al fresco. Le unghie, l’unica delle tre a cui non pensa nessuno. Su taglie e materiali parte da zero la guida per scegliere il preservativo.
Girano due convinzioni sbagliate: che in acqua non si resti incinte e che il mare o il cloro disinfettino. Non regge nessuna delle due. Le infezioni sessualmente trasmissibili passano come all’asciutto, e come ci si protegge davvero sta scritto nella guida al sesso sicuro.
Non c’è un posto giusto per tutti: cambiano l’appoggio, quanta gente vi passa vicino e quanto l’acqua vi lavora contro.
| Dove | Il problema principale | Cosa serve |
|---|---|---|
| Mare | Sale e sabbia: attrito quasi garantito | Silicone e un appiglio solido |
| Piscina privata | Il cloro asciuga le mucose | Silicone, bordo o scaletta |
| Piscina pubblica | È un luogo aperto al pubblico | Rimandare |
| Vasca | Spazio stretto e bordi duri | Acqua bassa e un asciugamano dietro la schiena |
| Doccia | Si scivola e il sapone irrita | Tappetino antiscivolo, appoggio a parete |
| Idromassaggio | Il caldo: 40 gradi si reggono poco | Preservativo indossato fuori, poco tempo |
La parte che nessuno racconta è quella dopo. Sciacquatevi con acqua dolce, fate pipì e cambiatevi il costume: restare mezza giornata dentro un costume bagnato e pieno di sale è il modo più rapido per ritrovarsi con un’irritazione o una cistite.
Lubrificante al silicone in bustina monodose, preservativi in un contenitore rigido e lontano dal sole, un asciugamano pulito. Le bustine di MySecretCase pesano niente, e in spiaggia conta: il flacone da 100 ml in borsa non ce lo mette nessuno.
Bruciore che dura più di un paio di giorni, prurito che non passa, perdite diverse dal solito: capitano e si risolvono, ma vanno guardate da chi di mestiere le guarda. Le differenze le spiega candida e vaginosi batterica.
No, fa il contrario: lava via la lubrificazione naturale e lascia le mucose asciutte, quindi la penetrazione diventa ruvida. Serve un lubrificante al silicone.
In una piscina privata sì. In una condominiale, di albergo o comunale siete in un luogo aperto al pubblico: dal 2016 gli atti osceni sono un illecito amministrativo da 5.000 a 30.000 euro.
Meglio di no: fra lattice e pelle entra un velo d’acqua e il preservativo scivola. Si indossa fuori, con le mani asciutte e pulite, perché la crema solare rovina il lattice.
Poco, e il limite lo dà il freddo: una piscina coperta sta fra i 26 e i 28 gradi. Il compromesso che funziona è restare dentro per i preliminari e uscire per il resto.
Al mare ci sono sale e sabbia, che moltiplicano l’attrito, e manca qualunque appoggio stabile. In compenso non c’è il cloro.