Il sesso con uno sconosciuto è una delle fantasie più raccontate e una delle meno realizzate, e le due cose non si contraddicono: nella testa funziona proprio perché l’altra persona non ha un nome, una storia e un giudizio. Quando diventa un incontro vero cambiano le regole, non il desiderio. Qui trovate quanto è diffusa questa fantasia secondo la ricerca, cosa vuol dire sognarla, cosa succede davvero passando dal sogno al letto e le poche precauzioni che fanno la differenza fra un bel ricordo e uno da dimenticare.
Ah, noi donne. Vogliamo conoscere ogni minimo pensiero del partner (nonché controllare ogni sua più piccola azione con mezzi di indagine da polizia scientifica) eppure fantastichiamo di fare sesso con sconosciuti. Gente di cui non sappiamo il nome, di cui a volte non vediamo neppure il volto e di cui non abbiamo indagato nemmeno un po’ vita morte e miracoli con i nostri potenti mezzi? Ma perché l’idea di fare l’amore con uno sconosciuto ci stuzzica tanto?
Perché toglie di mezzo il giudizio. Con una persona che non vi conosce non c’è una storia da difendere, un’abitudine da rispettare, un’aspettativa da soddisfare: restano il corpo e il desiderio. È lo stesso meccanismo che rende eccitante giocare un ruolo, solo senza costume e senza copione.
Nella fantasia lo sconosciuto è un contenitore vuoto, e questo è il suo vantaggio: lo riempite con quello che volete, senza doverlo spiegare a nessuno. Molte coppie stabili ci giocano apposta e mettono in scena l’incontro fra due estranei al bar: resta l’eccitazione, spariscono i rischi. Chi invece vuole provarci davvero trova strade diverse, dalle app di incontri agli incontri all’aperto.
Vi è capitato di sognare di baciare uno sconosciuto o addirittura di andare oltre e di fare sesso con uno sconosciuto, svegliandovi in un bagno di sudore e di sensi di colpa? Tranquille, niente di strano. Sognare di fare sesso con sconosciuti capita di frequente, soprattutto alle fanciulle. Ma cosa significa? Sognare un uomo sconosciuto con il quale si fa sesso corrisponde all’espressione del bisogno di vivere nuove emozioni e di lasciarsi andare ai propri istinti.
Attenzione: non significa che intendete davvero farlo (esattamente come non intendete davvero fare sesso con vostro padre, ma può capitarvi di sognarlo) né dovete sentirvi in colpa. Il vostro inconscio vuole semplicemente suggerirvi di dare ascolto a desideri e sentimenti che state reprimendo, non necessariamente in ambito sessuale, o di fare vostre le caratteristiche distintive del vostro amante sconosciuto. Era coraggioso, dolce o sfrontato? Forse è così che vorreste sentirvi.
Al di là del sogno vero e proprio, fare sesso con uno sconosciuto è uno dei sogni a occhi aperti più diffusi. Una ricerca dell’Université du Québec à Trois-Rivières, che ha esplorato le fantasie erotiche più diffuse tra gli uomini e le donne e pubblicata sul Journal of Sexual Medicine nel 2015, ha chiesto a 1.516 persone adulte (799 donne e 717 uomini) di valutare 55 fantasie diverse: fare sesso con una persona sconosciuta è stata dichiarata dal 48,9% delle donne e dal 72,5% degli uomini. Quasi una donna su due, e quasi tre uomini su quattro. La conclusione degli autori non riguarda la classifica ma il buon senso: moltissime fantasie che passano per strane sono, alla prova dei numeri, comunissime.
Se dovessimo girare il nostro personale film porno, insomma, non avremmo indugi a farci possedere da un uomo mai visto prima. Perché l’idea ci stuzzica tanto? Perché spersonalizzare il protagonista della nostra fantasia sessuale ci permette di concentrarci sui nostri desideri più intimi e nascosti, senza doverli sottoporre al giudizio altrui. L’uomo senza volto del nostro daydream è lì solo per soddisfare il nostro piacere: per una volta possiamo permetterci di essere egoiste. Almeno nella fantasia!
La fantasia è scritta, diretta e montata da voi. L’incontro no, e quasi tutta la delusione di chi ci prova nasce da qui. Sapere in anticipo dove le due cose divergono toglie parecchia pressione.
| Nella fantasia | Nell’incontro vero | Cosa aiuta |
|---|---|---|
| L’altra persona non ha nome né storia | Ha un nome, un lavoro e un ex di cui vi parlerà | Concordare prima quanto raccontarsi, anche niente |
| Il desiderio è già allineato | Va negoziato, a volte non combacia | Dirsi cosa si vuole e cosa non si vuole, prima di spogliarsi |
| Nessuna preoccupazione pratica | Preservativo, casa di chi, come si torna | Deciderlo da sobri e prima di uscire |
| Si interrompe quando volete | Interrompere richiede di dirlo a voce | Una frase pronta: adesso mi fermo, non me la sento |
| Il giorno dopo non esiste | Il giorno dopo esiste, con tutto quello che porta | Chiarire fin dove arriva: una notte, un numero, niente |
Finora, però, abbiamo parlato di sogni, a occhi aperti o a occhi chiusi. Ma il sesso con uno sconosciuto può essere una questione molto più concreta. Complice la sempre maggior diffusione delle app per incontri oggi sembra molto più facile di una volta, quando toccava mettersi in tiro e passare ore in discoteca a lanciare sguardi lascivi ai potenziali match offline. Sembra: perché il pezzo di strada che va dalla chat alla porta di casa è rimasto lungo uguale, e non lo accorcia nessuna applicazione.
Che l’incontro con lo sconosciuto avvenga online o offline, va da sé che difficilmente le cose procederanno come da copione delle vostre fantasie erotiche. Avrete di fronte una persona vera, e questo, ahinoi, rende più difficile dare sfogo alle nostre inconfessabili brame, e anche il minimo sindacale di small talk rende lo sconosciuto un po’ meno sconosciuto.
Se però siete entrambi concordi nel provare l’ebbrezza del fare l’amore con uno sconosciuto, smettete di scambiarvi informazioni (non vorrete mica passare ore a piangere raccontando i tradimenti del vostro ex alla vostra nuova preda, vero?) e indossate (o fate indossare) il preservativo: tra le cose che è meglio non conosciate del vostro compagno di avventura ci sono sicuramente le malattie sessualmente trasmissibili!
Consenso, protezione e una via d’uscita. Il consenso si chiede prima e resta revocabile in qualsiasi momento, anche a metà strada e anche dopo un sì. La protezione riguarda tutte le pratiche, sesso orale compreso. La via d’uscita è sapere come e con cosa tornate a casa, deciso prima di uscire e non dopo il terzo bicchiere.
Niente di tutto questo toglie spontaneità: la toglie molto di più una serata passata a controllare se vi fidate. Se l’altra persona si infastidisce perché volete parlarne, avete appena ricevuto l’informazione più utile della serata.
Sono le stesse che userebbe chiunque prima di vedere una persona nuova. Valgono per un incontro nato su un’app come per uno nato in fila al bancone.
Rinunciare a una serata non toglie niente alla fantasia, che resta intatta e gratuita. Chi ci ha provato lo racconta spesso così: la parte più bella era l’attesa.
No. Il sogno mette in scena un bisogno, non un piano. Quasi sempre riguarda il desiderio di novità o una parte di voi che state comprimendo, e non per forza in ambito sessuale. Se vi svegliate in colpa, la colpa è per qualcosa che avete pensato, non per qualcosa che avete fatto.
Nella ricerca pubblicata sul Journal of Sexual Medicine nel 2015 su 1.516 persone adulte, la fantasia è stata dichiarata dal 48,9% delle donne e dal 72,5% degli uomini. Quasi una donna su due e quasi tre uomini su quattro: è fra le più comuni in assoluto.
Il rischio non sta nel fatto in sé, sta nel non sapere niente dell’altra persona. Si riduce con tre cose: qualcuno di fiducia che sa dove siete, un primo incontro in un posto pubblico e il preservativo per tutte le pratiche, sesso orale compreso. Sono trenta secondi di organizzazione.
A voce e senza giustificazioni: adesso mi fermo, non me la sento. Il consenso si può ritirare in qualsiasi momento, anche dopo un sì e anche a metà di qualcosa. Una persona che lo prende male vi sta dicendo che avete fatto bene a fermarvi.
Mettendola in scena. Vi date appuntamento in un bar come se non vi conosceste, vi presentate con due nomi diversi, non uscite dal personaggio fino a casa. Resta l’eccitazione dell’estraneo e non c’è niente da nascondere il giorno dopo.
Si può, ma conviene dirlo prima. Buona parte dei malintesi nasce dal fatto che una delle due persone pensava a una notte e l’altra a un inizio. Chiarire fin dove arriva la faccenda costa una frase e vi risparmia una settimana di messaggi in sospeso.