49, 52, 56 o 60: qual è la vostra taglia? Non parliamo dei pantaloni, ma di quello che sta al loro interno. La taglia preservativo si legge sulla confezione come larghezza nominale, in millimetri, e corrisponde all’incirca alla metà della circonferenza pene in erezione: 11 cm di circonferenza fanno 55 mm, e da lì si sceglie. È questo numero a decidere se il preservativo tiene, non la lunghezza.
Fino a oggi il pene lo avrete misurato per curiosità, o per farvi due conti in silenzio. Stavolta serve a qualcosa: prendete un metro da sarta, misurate la circonferenza nel punto più spesso e dividete per due. Qui sotto trovate la tabella che trasforma quel numero nella taglia da cercare, cosa cambia davvero fra small, standard e XL, e come ci si accorge che quella che state usando non è la vostra.
Le larghezze nominali in commercio vanno dai 47 mm delle misure più strette ai 69 mm di quelle su misura, ma il grosso del mercato italiano sta fra 52 e 56 mm. Sotto i 49 mm si parla di small ed extrasmall, sopra i 56 mm di XL, sopra i 60 mm di XXL. Per dare un riferimento concreto: nella linea Settebello di Durex il modello Jeans dichiara 56 mm, l’XL 57 mm e il 3XL 64 mm, quindi fra “regular” e “XL” dello stesso marchio balla un millimetro solo. Chi cerca davvero una misura larga trova più scelta fra i preservativi XL. La norma ISO 4074, che regola i preservativi in lattice, ammette una tolleranza di 2 mm in più o in meno sul valore stampato: per questo due scatole con lo stesso numero possono calzare in modo leggermente diverso.
Vi è capitato di indossare preservativi troppo stretti o troppo larghi? Di perdere l’erezione mentre lo mettevate, di sentirlo scivolare via prima della fine, o di vederlo riarrotolarsi su se stesso come uno yoyo? Quasi sempre il problema era la misura. Il preservativo giusto è aderente, calza come una seconda pelle, ma non deve né stringere né ballare.
Troppo stretto si rompe più facilmente e strozza la base del pene, facendo perdere l’erezione. Troppo largo si sfila durante la penetrazione, e la barriera contro le infezioni sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate smette di esistere senza che ve ne accorgiate. Per questo esistono le misure small ed extrasmall da una parte e le misure XL dall’altra.
La larghezza nominale è la metà della circonferenza del preservativo disteso in piano, misurata a metà della guaina. È il numero in millimetri stampato su ogni confezione, ed è il solo che dica quanto il preservativo stringe. Chi scrive “lunghezza nominale” sta confondendo due cose: la lunghezza è quanto è lungo il preservativo srotolato, e sta quasi sempre fra 16 e 19 cm per tutte le taglie.
La taglia standard sta fra 52 e 56 mm di larghezza nominale ed è tarata su un pene di circa 11 cm di circonferenza in erezione. Due modelli “normali” dello stesso marchio però possono differire di tre o quattro millimetri, e sul lattice teso la differenza si sente: la taglia si legge sulla singola confezione, non si dà per scontata dal marchio. Se non state né stretti né larghi, la scatola che avete in mano è quella giusta, qualunque numero porti. Oltre alla taglia contano materiale, spessore e lubrificazione, e su quelli c’è la guida per scegliere il preservativo dall’inizio.
Servono due cose: un metro da sarta e il pene in erezione. La misura si prende nel punto più spesso, che per la maggior parte delle persone sta a metà asta o appena sotto il glande, non alla base. Il metro va appoggiato senza stringere, girato intorno una volta sola, e il numero si legge dove il nastro si incontra. Se avete solo un metro rigido, va bene un filo di cotone da riportare poi sul righello.
Il calcolo è uno solo e non è astruso: circonferenza in millimetri diviso due. Undici centimetri fanno 110 mm, quindi 55 mm di larghezza nominale. Chi sta in mezzo fra due taglie parta dalla più stretta, perché il lattice si allunga ma non si restringe. La lunghezza conta molto meno: il preservativo si srotola solo fino a dove serve e quello che avanza resta arrotolato. Il metodo per esteso, con gli errori tipici, sta nella guida su come calcolare la circonferenza del pene.
Questa è la corrispondenza fra la circonferenza che avete misurato e la taglia da cercare in farmacia o sulla scatola:
| Circonferenza del pene in erezione | Larghezza nominale da cercare | Come la chiamano in scatola |
|---|---|---|
| fino a 9,5 cm | 45-47 mm | extrasmall |
| 9,5-10,5 cm | 47-49 mm | small |
| 10,5-11,5 cm | 52-54 mm | standard, taglia M |
| 11,5-12,5 cm | 55-57 mm | taglia L |
| 12,5-13,5 cm | 57-60 mm | XL |
| 13,5-14,5 cm | 60-64 mm | XXL |
| oltre 14,5 cm | 64-69 mm | XXL, quasi solo online |
I numeri della colonna centrale sono la circonferenza divisa per due, arrotondata alle misure che esistono davvero in commercio. Se il risultato cade fra due righe, la taglia giusta è quella che dopo cinque minuti non lascia il segno alla base: la prova si fa addosso, non a tavolino. Tutte le misure di cui sopra si trovano nei preservativi divisi per taglia.
Il preservativo della misura giusta si srotola fino alla base senza tirare, resta dove è per tutto il rapporto e si toglie senza lasciare segni. Se una di queste tre cose non succede, la taglia è sbagliata: è la causa più comune di rotture e scivolamenti, molto più del marchio o del prezzo.
Segnali che è troppo stretto:
Segnali che è troppo largo:
Se siete a metà fra due misure, conviene comprare due scatole diverse e provarle invece di tenersi quella che “più o meno va”. Il costo di una confezione è di pochi euro, quello di un preservativo che si sfila no. Un altro fattore che incide, e che si sistema in un secondo, è la lubrificazione: con poca lubrificazione il lattice sfrega e cede prima, e un lubrificante a base acqua la aggiusta senza toccare la taglia.
Succede, e quasi sempre perché la misura non era quella o perché mancava lubrificante. La cosa importante è l’ordine delle prime ore: la contraccezione d’emergenza funziona meglio quanto prima si prende, e i test per le infezioni non si fanno il giorno dopo.
Si misura la circonferenza del pene in erezione nel punto più spesso, con un metro da sarta, e si divide il risultato in millimetri per due. Quel numero è la larghezza nominale da cercare sulla confezione. Undici centimetri di circonferenza corrispondono a circa 55 mm.
Quattordici centimetri fanno 140 mm, quindi una larghezza nominale intorno ai 60-64 mm: si cercano i modelli XXL. Le taglie standard da 52-56 mm sarebbero troppo strette, stringerebbero la base e si romperebbero più facilmente. Sopra i 60 mm la scelta in farmacia è limitata e conviene guardare online.
Che la larghezza nominale è 54 mm, cioè la metà della circonferenza del preservativo disteso in piano. È una taglia standard, adatta a chi ha circa 10,5-11,5 cm di circonferenza in erezione. La norma ISO 4074 ammette una tolleranza di 2 mm in più o in meno.
Poco, e non è la differenza che conta. Quasi tutti i preservativi stanno fra 16 e 19 cm di lunghezza, XL compresi, e si srotolano solo fino a dove serve. Quello che cambia davvero nelle taglie grandi è la larghezza nominale, cioè quanto stringono.
Sulle confezioni “taglia unica” di solito c’è una larghezza nominale fra 52 e 56 mm, che copre la fascia più comune ma non tutti. Chi sta sotto i 10 cm o sopra i 12,5 cm di circonferenza fuori da quella fascia ci sta scomodo, e la scomodità si traduce in rotture e scivolamenti.
Il lattice teso oltre misura si rompe più facilmente, e l’anello alla base ostacola il ritorno venoso facendo calare l’erezione. Spesso resta anche un pezzo arrotolato che non si srotola fino in fondo, e quella porzione è il punto in cui la guaina cede per prima.
Nella maggior parte dei casi sì, ma prima vale la pena escludere due cose: che non sia stato srotolato fino alla base e che non ci sia troppo lubrificante sulla parte esterna del pene. Se è già successo più di una volta, scendete di una taglia.
No. Due guaine sovrapposte sfregano una contro l’altra e si rompono tutte e due, quindi la protezione cala invece di salire. Vale anche per un preservativo esterno usato insieme a uno interno: se ne usa uno solo, della misura giusta.