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Cos’è l’eiaculazione femminile e come raggiungerla

Stefano Riboldi
Scritto da Stefano Riboldi
Superficie d'acqua con onde concentriche e riflessi dorati come metafora elegante

L’eiaculazione femminile è l’emissione di un liquido lattiginoso dall’uretra durante l’eccitazione intensa o l’orgasmo. Lo producono le ghiandole di Skene, due ghiandole ai lati dell’uretra che vengono chiamate anche prostata femminile: il liquido contiene PSA e fosfatasi acida prostatica, gli stessi marcatori della prostata maschile, e non è urina. La quantità tipica è di pochi millilitri. I getti abbondanti che si vedono nei video porno sono squirting, che ha un’altra origine e un altro volume. Qui trovate da dove arriva il fluido, cosa lo distingue dallo squirting, cosa succede nel corpo mentre accade e come si stimola il punto G per arrivarci.

Cos’è l’eiaculazione femminile?

La female ejaculation è l’espulsione di un fluido lattiginoso che esce dall’uretra durante l’eccitazione sessuale intensa o l’orgasmo, prodotto dalle ghiandole parauretrali. La prima descrizione anatomica moderna è del medico olandese Reinier de Graaf, nel 1672. Riferimenti a un’emissione femminile compaiono molto prima, nei testi di Aristotele e nel manuale erotico indiano Ananga Ranga.

Le analisi biochimiche del fluido e le ecografie delle ghiandole di Skene ne hanno confermato l’esistenza. Quante persone l’abbiano provata almeno una volta non si sa con precisione: le stime disponibili vanno dal 10% a oltre il 50%, e la forbice così larga dipende da come viene posta la domanda nei questionari. In giapponese esiste perfino un termine dedicato, shiofuki. Nella realtà la maggior parte delle eiaculazioni produce pochi millilitri di fluido: i getti spettacolari dei video porno sono quasi sempre esagerati o simulati.

Dove sono le ghiandole di Skene, o prostata femminile?

Le ghiandole Skene eiaculazione sono il centro anatomico dell’intero fenomeno. Sono due piccole ghiandole situate ai lati dell’uretra, scoperte e descritte dal ginecologo scozzese Alexander Skene nel 1880. Per la loro origine embriologica, la struttura del tessuto ghiandolare e la composizione delle secrezioni, vengono indicate come prostata femminile: derivano dagli stessi tessuti che nell’embrione maschile diventano la prostata.

Dove si trovano e quanto sono sviluppate

Le ghiandole circondano l’uretra distale, posizionate sotto la mucosa della parete anteriore della vagina, proprio nell’area che viene chiamata punto G. Sboccano direttamente nell’uretra attraverso piccoli dotti. Il livello di sviluppo varia molto: in alcune persone sono molto sviluppate e producono fluido in abbondanza, in altre rimangono piccole e funzionano poco. Questa variabilità anatomica è la prima ragione per cui non tutte eiaculano con la stessa facilità, ed è la stessa varietà che si ritrova in tutto il resto dell’anatomia intima.

Innervazione e congestione

L’area parauretrale è riccamente innervata e si gonfia durante l’eccitazione: i vasi sanguigni si dilatano, le ghiandole si riempiono di secreto pronto a essere espulso. Questo è il momento in cui il punto G diventa più palpabile al tatto, sporgente verso la parete anteriore della vagina. Un partner attento sente la differenza: prima dell’eccitazione l’area è liscia, in eccitazione completa diventa una zona rugosa e gonfia.

Il fluido dell’eiaculazione femminile è urina?

Il fluido eiaculazione femminile non è urina, anche se la sensazione che precede l’eiaculazione assomiglia a quella di dover urinare. Le analisi biochimiche degli ultimi vent’anni hanno chiarito la composizione: il liquido contiene PSA (antigene prostatico specifico), fosfatasi prostatica acida e glucosio, esattamente come la prostata maschile. Questi marcatori sono prodotti dalle ghiandole di Skene, non dai reni. La quantità reale è modesta: tra pochi millilitri e qualche decina per espulsione, ben lontano dai litri suggeriti dai video porno.

Il fluido passa attraverso l’uretra, lo stesso canale dell’urina. Una piccola quota di liquido vescicale diluito può accompagnare l’eiaculazione, soprattutto se la vescica è piena. Questo spiega perché alcune analisi rilevano anche urea e creatinina nel fluido eiaculato: è una miscela, non urina pura. Andare in bagno prima del rapporto riduce questa componente quasi a zero.

Che differenza c’è tra squirting ed eiaculazione femminile?

La differenza squirting eiaculazione è sottile ma reale, e capire la distinzione aiuta a non vivere male l’esperienza. I due termini vengono usati spesso come sinonimi nel linguaggio comune e nei contenuti porno, ma la letteratura scientifica li separa.

Possono presentarsi insieme (squirting “misto” con quota ghiandolare), separati nella stessa sessione (prima eiaculazione, poi squirt), o uno solo dei due. Sul fenomeno più copioso abbiamo una guida dedicata allo squirting, e sulle differenze punto per punto una scheda di confronto. Nessuno dei due è migliore o peggiore dell’altro, sono solo diversi.

Cosa si guarda Eiaculazione femminile Squirting
Da dove arriva Ghiandole di Skene, ai lati dell’uretra In gran parte dalla vescica, che si riempie durante l’eccitazione
Quantità 1-5 ml Da 30 a oltre 200 ml
Aspetto Denso, lattiginoso, biancastro Trasparente e molto più fluido
PSA Concentrazione alta Presente, ma diluito
Si vede? Spesso no: cola lungo le pareti vaginali Sì, esce a getto

Cosa succede nel corpo quando si eiacula?

Candela asciugamano e calice d'acqua per atmosfera di calma e cura di se

Il meccanismo dell’orgasmo femminile con eiaculazione è una catena di eventi che inizia con la stimolazione e finisce con il rilassamento dei muscoli pelvici: è la stessa sequenza che porta all’orgasmo femminile, con un passaggio in più. Capire la sequenza aiuta a riconoscere i segnali del corpo e a non frenarli per paura o vergogna.

Sensazione “devo urinare” e plateau

Quando la stimolazione continua, molte persone descrivono la sensazione di dover urinare. È il segnale chiave: indica che le ghiandole sono pronte. Bloccare lo stimolo per paura significa interrompere il processo. Lasciarsi andare significa permettere ai muscoli del pavimento pelvico di rilassarsi e all’espulsione di avvenire.

Espulsione e rilassamento

L’eiaculazione vera e propria avviene tramite contrazioni ritmiche del pavimento pelvico, simili a quelle dell’orgasmo. Il fluido esce dall’uretra in una o più pulsazioni, a volte sincronizzato con l’orgasmo, a volte poco prima. Dopo l’espulsione segue una fase di rilassamento intenso e di rilascio di prolattina, simile al post-orgasmo classico.

Vibratore Punto G

Come si raggiunge l’eiaculazione femminile?

Servono due cose insieme: la pressione giusta sulla parete anteriore della vagina e il permesso mentale di lasciare uscire il fluido. Senza la seconda, la prima non basta, ed è il motivo per cui molte persone arrivano all’orgasmo senza mai eiaculare.

Stimolazione punto G mirata

Il punto G si raggiunge inserendo l’indice (o indice + medio) in vagina con il polpastrello rivolto verso l’alto, contro la parete anteriore. Il movimento corretto è un gesto ricurvo, tipo “vieni qui”, non una penetrazione avanti-indietro. La pressione deve essere costante e progressiva, non veloce. In solitaria, un vibratore punto G con curvatura pronunciata facilita l’angolazione e libera la mano per stimolare il clitoride contemporaneamente: nel catalogo MySecretCase i modelli con la punta ricurva sono raccolti insieme, così è più rapido confrontare lunghezza e rigidità. La stimolazione combinata clitoride e punto G aumenta molto le probabilità di arrivare all’eiaculazione, ed è la stessa che apre la strada agli orgasmi multipli.

Tempo lungo e lubrificazione

L’eiaculazione richiede eccitazione completa, che richiede tempo: almeno 20-30 minuti di preliminari prima di toccare il punto G, più altri 10-20 minuti di lavoro mirato su quell’area. In solitaria quei tempi sono più facili da rispettare, perché nessuno aspetta niente. La lubrificazione naturale può non bastare: un buon lubrificante base acqua riduce l’attrito e permette di prolungare la stimolazione senza irritazione.

Come si supera la paura di bagnare il letto?

La paura più comune è urinare addosso al partner, ed è l’ostacolo che blocca più spesso l’eiaculazione: il pavimento pelvico si contrae proprio nel momento in cui dovrebbe rilassarsi. Si smonta preparando il campo, in questo ordine.

  1. Svuotate la vescica 20-30 minuti prima. Toglie di mezzo la componente urinaria, che è poi la parte che spaventa.
  2. Stendete un telo spesso sotto i fianchi, così il danno che si teme è già coperto in partenza.
  3. Provate da sole la prima volta. Senza nessuno che guarda, la soglia di imbarazzo si abbassa.
  4. Quando arriva la sensazione di dover urinare, spingete invece di trattenere. È il passaggio che va contro l’istinto.
  5. Se non succede niente, fermatevi lì. Insistere trasforma la cosa in una prestazione da superare, e la prestazione è esattamente ciò che blocca il riflesso.

Quali posizioni funzionano meglio?

Le posizioni eiaculazione femminile che funzionano meglio condividono un principio comune: massimizzano la pressione sulla parete anteriore della vagina dove si trova la zona delle ghiandole di Skene. La profondità conta meno dell’angolo. Le contrazioni che seguono sono le stesse di quando una donna viene senza eiaculare.

  • Pecorina con angolazione verso il basso. Chi riceve in ginocchio, busto leggermente abbassato. Chi penetra dirige il pene o le dita verso il basso (verso la parete addominale, non verso la schiena). Questa angolazione fa pressione diretta sul punto G a ogni spinta. Variante più intensa: busto a terra, bacino alzato, per massimizzare il contatto.
  • Amazzone, chi riceve sopra. Chi riceve controlla angolazione, ritmo e profondità. Per la pressione sul punto G conviene inclinarsi indietro appoggiandosi con le mani dietro: la parete anteriore della vagina si presenta perpendicolare al pene o al dildo.
  • Cucchiaio e missionario con bacino sollevato. Cucchiaio (entrambi su un fianco, chi penetra dietro): stimolazione lenta, ideale per la prima esperienza perché riduce la sensazione di esposizione. Missionario con cuscino spesso sotto il bacino: il sollevamento cambia l’angolo di penetrazione e indirizza la pressione sulla parete anteriore, ottimo anche con stimolazione manuale combinata clitoride e punto G.

Domande frequenti

Il fluido dell’eiaculazione femminile è urina?

No. Le analisi di laboratorio ci trovano PSA, fosfatasi acida prostatica e glucosio, cioè i marcatori delle ghiandole di Skene, non dei reni. Una piccola quota di urina diluita può accompagnarlo perché il liquido passa dall’uretra, ma la sostanza principale è una secrezione ghiandolare separata. Svuotare la vescica prima riduce quella quota quasi a zero.

Che differenza c’è tra squirting ed eiaculazione femminile?

L’eiaculazione femminile è l’emissione di pochi millilitri di liquido denso e lattiginoso prodotto dalle ghiandole di Skene. Lo squirting è più abbondante, da 30 a oltre 200 millilitri, trasparente, e viene in gran parte dalla vescica. Possono comparire insieme, separati nella stessa sessione, oppure uno solo dei due.

Cosa sono le ghiandole di Skene?

Due ghiandole poste ai lati dell’uretra, descritte dal ginecologo Alexander Skene nel 1880. Producono il liquido dell’eiaculazione femminile e sboccano nell’uretra attraverso piccoli dotti. Per origine embriologica e composizione delle secrezioni vengono chiamate anche prostata femminile. Le dimensioni cambiano molto da persona a persona, ed è la ragione per cui non tutte eiaculano.

Di che colore è il liquido dell’eiaculazione femminile?

Trasparente o leggermente biancastro, mai giallo: se è giallo si tratta di urina. La consistenza è più densa di quella dell’acqua e il sapore viene descritto come neutro o appena dolce, non amaro. Il colore non dipende dalla quantità emessa.

Tutte le donne possono eiaculare?

Le ghiandole di Skene ci sono in tutte le persone con vulva, ma il loro grado di sviluppo cambia parecchio, e con esso la quantità di liquido prodotta. Alcune eiaculano spontaneamente, altre solo con una stimolazione mirata del punto G, altre mai. Non eiaculare non è un disturbo e non indica nessuna disfunzione.

Come si stimola il punto G per arrivare all’eiaculazione?

Il punto G sta sulla parete anteriore della vagina, a 4-7 centimetri dall’ingresso. Si stimola con la pressione del polpastrello in un movimento ricurvo verso l’alto, il gesto del “vieni qui”, non con un andirivieni. La pressione va tenuta costante e serve tempo: quando l’eccitazione è alta l’area si gonfia e diventa palpabile.

Si può eiaculare senza avere l’orgasmo?

Sì. Per molte persone l’eiaculazione coincide con l’orgasmo o lo precede di qualche secondo, ma può arrivare anche durante la fase di plateau, prima del picco, oppure senza un orgasmo riconoscibile. Sono due meccanismi neurologici distinti, che si attivano nelle stesse condizioni di eccitazione alta.

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