Gli scopamici sono due persone che fanno sesso con regolarità e si sono dette che non diventeranno una coppia. È un accordo, non un ripiego e non una relazione a metà, e come tutti gli accordi regge finché i patti sono chiari. Quando finisce, quasi sempre finisce per lo stesso motivo: qualcuno ha cambiato i patti senza dirlo.
Un nostro amico avvezzo a questo genere di rapporti ci ha detto che “la scopamicizia ideale è quella tra tranquilloni genuinamente interessati alle vicende dell’altro ma ancora troppo presi da se stessi per preoccuparsi realmente di un’altra persona”. Non è tenero, ma è preciso.
La parola descrive un rapporto in cui il sesso è la cosa che si condivide e il resto resta fuori. Si distingue da un fidanzamento leggero e da un’avventura di una notte per un dettaglio: c’è continuità, ci si rivede. Ed è proprio per questo che servono dei confini, mentre in una coppia si lavora al contrario, per abbatterli.
Le parole in giro sono tante e non vogliono dire esattamente la stessa cosa. Trombamicizia è la variante più cruda e la più usata al Nord. Amici di letto è la formula che trovi sui vocabolari, Treccani compresa. Amici con benefici arriva dall’inglese e descrive una cosa un po’ diversa: lì si parte da un’amicizia vera a cui si aggiunge il sesso, mentre nelle scopamicizie si parte dal sesso e l’amicizia è un modo di dire.
La distinzione non è pedanteria. Quando finisce una storia fra amici con benefici c’è un’amicizia da recuperare; quando finisce una scopamicizia, di solito ci si perde di vista, ed è la conclusione naturale.
| Rapporto | Da dove parte | Ci si rivede? | Si esce insieme? | Cosa resta quando finisce |
|---|---|---|---|---|
| Scopamici | dal sesso | sì | no | di solito ci si perde di vista |
| Amici con benefici | da un’amicizia | sì | sì, come amici | l’amicizia, da recuperare |
| Trombamicizia | dal sesso | sì | no | di solito ci si perde di vista |
| Coppia aperta | da una coppia | sì | sì, come coppia | la coppia, se le regole hanno retto |
| Storia di una notte | dal sesso | no | no | niente, ed è previsto |
Non c’è una durata giusta, e chi ti dà un numero se lo sta inventando. Quello che si può dire è da cosa dipende, e non è l’intesa a letto, che semmai la allunga. Dipende da quanto reggono i confini. Il momento critico è sempre lo stesso: la prima volta che uno dei due usa l’altro per qualcosa che non è sesso. Un passaggio in macchina, una serata storta da raccontare, un invito a un matrimonio. Da lì in poi il rapporto si sposta, e chi si sposta di solito non se ne accorge.
Il segnale che è ora di chiudere arriva con la prima litigata vera, non con la noia. Si litiga quando si vogliono cose diverse, e in una scopamicizia volere cose diverse è esattamente il problema.
La risposta ovvia è il sesso senza complicazioni, ed è vera ma parziale. Chi ci passa racconta due guadagni meno scontati.
Si impara a chiedere. Con qualcuno che non ami non hai paura di deludere, e succede una cosa curiosa: dici quello che ti piace. Molte persone provano per la prima volta in una scopamicizia una pratica che in coppia non avevano mai osato nominare, e poi la portano nella relazione successiva.
Si smette di darlo per scontato. Il sesso che ha una data di scadenza si prepara, si pensa, non si fa alle undici e mezza di sera perché è mercoledì.
Il rovescio va detto: non c’è nessuno che ti chiede come stai. Se stai attraversando un periodo in cui quella domanda ti serve, una scopamicizia non è la risposta e diventerà un problema per entrambi.
È la domanda che si fa chi vorrebbe qualcosa di più, e la risposta quasi sempre non riguarda chi la fa. Le ragioni ricorrenti sono tre: la persona sta uscendo da una storia lunga e non ha nessuna voglia di ricominciare, ha la testa altrove fra lavoro, studio o un trasferimento, oppure ha capito di stare meglio senza una relazione e non lo considera una fase.
Non è una questione di genere, capita a chiunque. La cosa da guardare è la coerenza, più della spiegazione che ti viene data: se l’altra persona dice di non volere una relazione e poi ti scrive tutte le sere, i fatti dicono un’altra cosa dalle parole, e di solito è il momento in cui qualcuno si fa male.
Le buone intenzioni non bastano, servono delle regole. Ferree.
Ora ti aspetterai una (sacrosanta) menata sulla sicurezza. Invece no, e non perché non sia imprescindibile e scontata, ma perché non è il solo motivo per cui indossare il preservativo. Farlo senza niente implica un’intimità e una fiducia che non solo non esistono, ma vanno anche scongiurate. Insomma oh, ti voglio bene, mi piaci e tutto quanto, ma io non ti conosco, io non so chi sei, diceva Mina.
Detto questo, un preservativo che sta stretto o largo si sfila o si rompe, e allora tanto vale sapere che taglia serve prima di trovarsi nei guai. Anche per questo i preservativi si scelgono partendo dalle misure, non dai gusti. Il numero da cercare è la larghezza nominale stampata sulla scatola: corrisponde alla metà della circonferenza in erezione, e il grosso delle confezioni in vendita in Italia sta fra 52 e 56 millimetri.
Per una scopamicizia evita gli amici di famiglia e chi è innamorato di te dalla notte dei tempi. Nel primo caso ci rimetti l’amicizia, nel secondo ci rimette l’altra persona, e in tutti e due i casi lo sapevate prima. Se il giro di amicizie è stretto, le app di incontri restano il posto più semplice per trovare chi cerca la stessa cosa.
Non si tratta di nascondersi, ci mancherebbe, ma nemmeno di esibirsi o limonare fuori dal letto. Non alle feste aziendali, per dire, né a una festa di compleanno coi tuoi amici di una vita. Altrimenti è una relazione o una nuova frequentazione, punto.
Il tuo capo ti ha fatto sragionare? Tua madre ti ha rinfacciato i sacrifici degli ultimi trent’anni? Ti hanno bocciato a un esame? Ci dispiace molto. A noi, non alla persona con cui fai sesso. Parlane con il tuo padre confessore o con chi ti conosce da una vita, che è un po’ lo stesso. Non aspettarti conforto da chi ti porti a letto o sarà subito transfert.
Finora ti abbiamo consigliato soltanto cosa non fare. Invece una bella cosa che puoi fare è approfittare dell’occasione per dedicarti al sesso fatto bene. È preziosa, eh: trovare qualcuno con cui funziona così non capita tutti i giorni. Non basta farlo: inventati giochi, pratiche, soluzioni, situazioni. Andate di finger food mentre cucinate insieme, fate sexting con un vibratore a distanza, fatti trovare in casa senza niente addosso e con una coda da unicorno (no, non stiamo scherzando). Missione: fare il miglior sesso di sempre. Anche perché altrimenti lo scopamico a che serve?
Così come non ti fai riparare la stampante da chi ti pulisce la grondaia, idem non chiedere di restare a dormire abbracciati a chi ti fa da scopamico. Ci devi fare sesso, per tutto il resto c’è Netflix. O il tuo gatto.
Ok, non devi essere Vicky Robot, ma neanche Candy Candy (siamo degli anni Ottanta, si vede?). Se l’altra persona ha il naso tappato o male al pancino, mostra un po’ di dispiacere e chiudi lì con un semplice “Ok, allora non ti disturbo, ci vediamo quando starai meglio”. Non andare in farmacia, non portare la Vivin C, non giocare al pronto soccorso.
Il gioco è bello quando dura quanto basta, cioè finché è divertente. I segnali che non lo è più sono sempre gli stessi tre: uno dei due comincia a chiedere dove eri ieri sera, le serate finiscono a parlare invece che a letto, e arriva la prima litigata.
A quel punto si chiude, e si chiude dicendolo. Sparire è la cosa che trasforma una scopamicizia riuscita in un brutto ricordo per l’altra persona, e costa una frase evitarlo. Quattro mosse, in ordine:
Non c’è una durata giusta e non esiste una media: dura finché resta divertente per entrambi e finché nessuno dei due cambia i patti in corsa. Il segnale che è finita arriva con la prima litigata, prima ancora che con la noia: si litiga quando si vogliono cose diverse, e in una scopamicizia volerle diverse è il problema.
Fanno sesso, e basta. Non escono a cena come coppia, non si presentano agli amici come fidanzati, non si chiamano per sfogarsi dopo una brutta giornata. Il confine è quello: si condivide il letto, non la vita quotidiana. Tutto quello che una coppia fa per costruire intimità, qui si evita di proposito.
Sesso regolare senza le trattative di una relazione, e la libertà di chiedere quello che si vuole senza il timore di deludere qualcuno che ami. Chi ci passa racconta soprattutto due cose: si impara a dire cosa piace, e si smette di dare il sesso per scontato. È spesso il posto dove si prova quello che in coppia non si è mai osato chiedere.
Nella maggior parte dei casi perché in quel momento non vuole una relazione, non perché tu non vada bene. Le ragioni ricorrenti sono tre: sta uscendo da una storia lunga, ha la testa altrove fra lavoro e trasferimenti, oppure ha capito di stare meglio senza una relazione. Non dipende dal genere: capita a chiunque.
Prima del sesso, non dopo, e senza giri di parole. Una frase basta: mi piaci, mi piace il sesso con te, in questo momento non voglio una storia. Detta dopo la terza notte insieme suona come una marcia indietro, e viene letta così.
Succede, ed è il modo più comune in cui una scopamicizia finisce. Il rischio cresce con le abitudini da coppia: dormire abbracciati, i messaggi della buonanotte, raccontarsi la giornata. Le regole hanno un unico scopo: evitare di costruire per sbaglio quello che si era detto di non volere.
Sì. Le infezioni sono la ragione ovvia, e ce n’è una seconda: toglierlo è il gesto con cui una coppia si dice che c’è esclusività e fiducia: in una scopamicizia quella fiducia non c’è, per definizione, e fingerla sposta il rapporto dove non doveva andare. Se si vuole smettere, si fanno i test in due e se ne parla prima.
Quasi. Amici con benefici parte da un’amicizia vera a cui si aggiunge il sesso; scopamici parte dal sesso e l’amicizia resta un modo di dire. La differenza conta: quando finisce, nel primo caso c’è un’amicizia da salvare, nel secondo di solito ci si perde di vista.