La parola sodomia e una di quelle che pesano: viene dalla Bibbia, e passata per i tribunali ecclesiastici, ha riempito codici penali fino al Novecento, e oggi sopravvive in linguaggio comune con un’ombra di stigma che non corrisponde piu a nessuna realta clinica o legale. Ma cosa significa davvero? Da dove arriva il termine? Come e cambiato il suo uso nei secoli, dalla Genesi alle leggi italiane, dai processi medievali alla depenalizzazione novecentesca? Questo articolo ripercorre la parola, non la pratica: un viaggio storico, etimologico e culturale che mostra come una citta biblica sia diventata un’etichetta giuridica, una categoria peccaminosa, un’arma di esclusione, e infine un termine in via di archiviazione. Conoscere la storia di una parola serve a smontarne il peso.
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La parola sodomia non esiste nel latino classico. E un conio del latino medievale ecclesiastico, costruito sul toponimo Sodoma, la citta della pianura del Giordano di cui parla la Genesi. La formazione segue uno schema regolare: dal nome proprio si ricava un sostantivo astratto in -ia per indicare l’atto attribuito agli abitanti di quel luogo. Lo stesso meccanismo che produce simonia da Simon Mago. Il termine entra nei testi canonici intorno all’XI secolo, da li si diffonde nelle lingue volgari europee.
Sodoma e una delle cinque citta della Pentapoli biblica, situata secondo la tradizione nell’area meridionale del Mar Morto. Il nome ebraico Sedom compare gia in Genesi 10 nella tavola delle nazioni, prima ancora della narrazione della distruzione. Il significato del toponimo e dibattuto: alcuni lo collegano a una radice che indica “bruciato” o “calcinato”, altri a un’area geografica di vegetazione bassa. Nessuno collegamento etimologico originario con la sessualita: il legame nasce dopo, retroattivamente, attraverso l’interpretazione del racconto biblico.
L’attestazione piu antica e influente in latino e nel Liber Gomorrhianus di Pietro Damiani, scritto intorno al 1049 e indirizzato a papa Leone IX. E qui che sodomia diventa categoria tecnica del diritto canonico, distinta in quattro gradi di gravita. Prima di Damiani la parola circolava in modo sporadico nella patristica con significato variabile e meno codificato. Dopo Damiani diventa terminologia stabile della teologia morale.
Dal latino ecclesiastico sodomia il termine entra nel francese antico (sodomie), nell’italiano del Duecento, nell’inglese (sodomy), nel tedesco e nello spagnolo. In italiano la prima attestazione documentata risale al XIII secolo nella trattatistica religiosa volgarizzata. Da li si diffonde nei testi giuridici comunali, in particolare negli Statuti delle citta italiane del Tre-Quattrocento che cominciano a punire la pratica con norme civili specifiche oltre a quelle canoniche.
Il racconto di Sodoma e Gomorra in Genesi 19 e il punto di partenza di tutta la storia successiva del termine. Ma c’e un dato curioso: l’interpretazione sessuale del racconto e una rilettura medievale, non il senso originario del testo. Per secoli di esegesi ebraica e cristiana antica il peccato di Sodoma e stato letto come violazione dell’ospitalita, arroganza dei ricchi, indifferenza verso il forestiero. Solo dal Medioevo in poi diventa sinonimo esclusivo di rapporti omosessuali maschili e poi, per estensione, di sesso anale tout court.
Due angeli inviati da Dio raggiungono Sodoma e vengono accolti in casa da Lot, nipote di Abramo. Gli uomini della citta si radunano davanti alla casa e chiedono di “conoscerli”, verbo ebraico (yada) che ha sia il senso letterale di incontrare sia, in certi contesti, una sfumatura sessuale. Lot rifiuta, offre in cambio le sue figlie (passaggio durissimo del testo), gli angeli intervengono accecando gli assalitori. Il mattino dopo la citta viene distrutta da fuoco e zolfo. Il senso del castigo, nel testo, non e mai chiarito in termini sessuali: la Genesi parla di “grande grido” che e salito da Sodoma, formula generica che la tradizione ebraica collega tradizionalmente a ingiustizia, oppressione dei poveri, rifiuto dell’ospite.
Per leggere correttamente Genesi 19 e utile vedere come gli altri libri biblici interpretano il peccato di Sodoma. Il profeta Ezechiele (capitolo 16) e esplicito: “Ecco l’iniquita di tua sorella Sodoma: superbia, abbondanza di cibo, sicurezza tranquilla, e non sostenne la mano del povero e del bisognoso”. Nessun riferimento alla sessualita. Il libro della Sapienza parla di “inospitalita”. Gesu stesso nei Vangeli usa Sodoma come esempio di citta che non accoglie i messaggeri di Dio. La lettura sessuale compare in modo netto solo con la patristica tardo-antica e si stabilizza nel Medioevo.
Tra IV e XI secolo l’esegesi cristiana sposta progressivamente il fuoco interpretativo dalla violazione dell’ospitalita all’atto sessuale tra uomini. Agostino, Gerolamo, e poi gli autori altomedievali leggono il “conoscere” degli abitanti di Sodoma come tentativo di violenza sessuale sugli angeli (visti come maschi), e generalizzano da li a tutti i rapporti omosessuali. Il salto interpretativo si codifica con Pietro Damiani, che fissa il legame parola-pratica in modo che durera mille anni.
Tra l’XI e il XIII secolo la Chiesa cattolica costruisce una macchina concettuale e giuridica intorno alla parola sodomia. Non era inevitabile: prima dell’anno Mille la pratica era condannata in modo diffuso ma generico, senza una categoria tecnica unificata. Tre eventi cambiano lo scenario: il Liber Gomorrhianus di Pietro Damiani (1049), la riforma gregoriana che inasprisce la disciplina del clero, e la Summa Theologica di Tommaso d’Aquino (1265-1274) che colloca la sodomia tra i “peccati contro natura”.
Damiani, monaco eremita poi cardinale, scrive il Liber Gomorrhianus come allarme rivolto al papa contro la diffusione di pratiche sessuali nel clero. Costruisce la prima classificazione tecnica della sodomia in quattro gradi crescenti di gravita: masturbazione solitaria, masturbazione reciproca, rapporto interfemorale, rapporto anale completo. Chiede pene severe e deposizione automatica dei chierici colpevoli. Il testo non viene applicato integralmente dal papato (Leone IX risponde con moderazione) ma fornisce per i secoli successivi la cornice concettuale di riferimento.
Nella Summa Theologica, Tommaso colloca la sodomia in una griglia teologica precisa. Crea una categoria di “peccati contro natura” che include masturbazione, bestialita, rapporto anale e qualunque atto sessuale “non ordinato alla generazione”. Tra questi, la sodomia (in senso stretto: rapporto anale tra maschi) viene presentata come secondo per gravita solo alla bestialita. La costruzione tomista durera nella manualistica cattolica fino al Concilio Vaticano II, e in parte oltre.
Dal Duecento in poi gli Statuti delle citta italiane iniziano a prevedere pene civili per la sodomia, oltre a quelle canoniche. Firenze, Venezia, Bologna, Lucca, Perugia introducono norme specifiche: multe per i casi minori, pena capitale (rogo, decapitazione, impiccagione) per i casi reiterati o con violenza. Firenze nel 1432 istituisce un magistratura dedicata, gli Ufficiali di Notte, esclusivamente per indagare casi di sodomia. Si tratta di una delle prime polizie sessuali della storia europea. Il fenomeno, paradossalmente, era cosi diffuso che la Firenze tardo-quattrocentesca veniva chiamata “Sodoma del Nord” nei resoconti tedeschi del tempo.
Dal Quattrocento al Settecento la repressione del crimine di sodomia raggiunge il suo massimo. I tribunali ecclesiastici e secolari processano migliaia di persone in tutta Europa. La Spagna inquisitoriale (Aragona soprattutto), la Francia dei Valois e dei Borboni, l’Inghilterra dei Tudor, le citta italiane: ovunque pene severe, esecuzioni pubbliche, rogo. Ma con grandi differenze tra contesti, e con un’applicazione della legge molto piu selettiva di quanto la narrazione tradizionale suggerisca.
Lo storico Michael Rocke ha studiato gli archivi degli Ufficiali di Notte fiorentini tra il 1432 e il 1502: oltre 17.000 persone sono state denunciate, indagate o sanzionate per sodomia in un’unica citta in settant’anni. I dati raccontano una pratica diffusissima nella societa maschile rinascimentale, non un fenomeno minoritario clandestino. La repressione era reale ma graduata: la maggior parte dei processi si chiudeva con multe o pene leggere, l’esecuzione capitale era riservata ai casi recidivi o con violenza.
Le esecuzioni per sodomia esistevano ed erano spettacolari. Tra i casi noti: il processo a Filippo Strozzi a Firenze, le condanne capitali nella Venezia del Cinquecento, le esecuzioni londinesi sotto Enrico VIII (che nel 1533 introduce il Buggery Act, prima legge laica inglese sulla sodomia), il caso del cavaliere di La Barre in Francia decapitato nel 1766 (uno degli ultimi atti dell’Ancien Regime in materia, attaccato pubblicamente da Voltaire). La pena di morte per sodomia resta nominalmente in vigore in Inghilterra fino al 1861, anche se le ultime esecuzioni risalgono al 1835.
Un dato spesso ignorato: le leggi sulla sodomia in Europa medievale e moderna riguardavano quasi esclusivamente gli uomini. La sessualita femminile non eterosessuale era considerata invisibile, marginale o impossibile dal diritto, e veniva perseguita solo in casi rari sotto categorie diverse (eresia, stregoneria). Questa asimmetria racconta meno di tolleranza e piu di una struttura patriarcale che non riconosceva piena agency sessuale alle donne, neppure per condannarla. Casi come quello di Caterina Vizzani a Roma nel 1743, donna che visse vestita da uomo e amava altre donne, finirono in cronache mediche e morali ma non in tribunali per sodomia.
Il Settecento illuminista e il primo momento in cui pensatori di rilievo iniziano a mettere in discussione l’idea stessa che la sodomia debba essere un crimine. Non per liberalismo sessuale moderno, ma per ragioni di filosofia del diritto: il principio di legalita, la proporzionalita delle pene, la separazione tra peccato e reato, l’idea che lo Stato non debba punire comportamenti privati senza vittima. E il momento in cui si apre la strada culturale alla depenalizzazione che arrivera nel secolo successivo.
Nel 1764 il giurista milanese Cesare Beccaria pubblica Dei delitti e delle pene, testo fondativo del diritto penale moderno. Beccaria affronta direttamente la sodomia nel capitolo trentunesimo: la considera un “delitto di difficile prova” e ne discute con cautela ma con chiarezza il problema. Suggerisce che la repressione produca piu danno che beneficio, alimentando la denuncia anonima e la calunnia. Non chiede esplicitamente la depenalizzazione, ma scardina la legittimita filosofica della pena di morte e della tortura per questa categoria di reati.
In Francia Voltaire interviene piu volte sulla questione, in particolare denunciando l’esecuzione del cavaliere di La Barre. Diderot nell’Enciclopedia tratta la voce in modo storico e filologico, distaccandosi dal tono moralistico tradizionale. Il filosofo italiano Mario Pagano, allievo della scuola di Beccaria, riprende l’argomento e ne chiede la depenalizzazione completa nei suoi Saggi politici di fine Settecento. Il dibattito illuminista non e univoco (molti restano conservatori) ma apre una breccia che il diritto codificato del XIX secolo seguira.
Il primo codice penale moderno che non prevede piu la sodomia tra adulti consenzienti come reato e il Codice penale napoleonico del 1810, applicato in Francia e in tutti i territori sotto influenza francese (incluso il Regno d’Italia napoleonico). Il codice non depenalizza per scelta progressiva esplicita ma per coerenza con il principio che il diritto penale tutela vittime concrete, non l’ordine morale astratto. Quando l’Italia si unifica nel 1861, le diverse legislazioni regionali ereditate sono divise: il Regno di Sardegna mantiene una norma penale, gli ex territori napoleonici no. La sintesi arrivera con Zanardelli.
Il Codice penale Zanardelli, entrato in vigore in Italia nel 1890, e un passaggio storico spesso sottovalutato. L’Italia, paese sede del papato e della cultura cattolica, depenalizza i rapporti tra adulti consenzienti dello stesso sesso decenni prima di Inghilterra (1967), Germania occidentale (1969), Irlanda (1993). Il Codice non contiene piu una norma specifica sulla sodomia: l’omessa menzione vale come depenalizzazione di fatto. Questo non significa che la societa italiana fosse particolarmente liberale, ma che il legislatore unitario sceglie la linea tecnica del diritto penale liberale.
Giuseppe Zanardelli, giurista bresciano e ministro della Giustizia, lavora a un codice che recepisce i principi del diritto penale liberale europeo. La scelta di non normare la sodomia tra adulti consenzienti non e frutto di un dibattito pubblico esplicito (il tema era ancora tabu) ma di una scelta tecnica: il diritto penale interviene solo dove c’e una vittima identificabile, non per tutelare valori morali di per se. La discussione parlamentare evita accuratamente il tema. Lo storico Giovanni Dall’Orto ha documentato come molti deputati cattolici votarono il codice senza nemmeno rendersi conto del cambiamento operato per omissione.
Il Codice Rocco fascista, entrato in vigore nel 1930, mantiene la depenalizzazione formale (l’omosessualita non e mai stata reato in Italia dopo Zanardelli). Pero il regime fascista persegue le persone omosessuali con strumenti amministrativi paralleli: ammonizione, diffida, confino di polizia. Il sistema di confino spedisce centinaia di uomini sull’isola di San Domino delle Tremiti, in colonie penali simili a quelle per gli oppositori politici, senza pero passare per un processo penale. E un capitolo poco raccontato, riemerso negli ultimi vent’anni grazie a ricerche storiche e al lavoro di archivio.
Caduto il fascismo, l’Italia eredita la depenalizzazione zanardelliana e la mantiene. Il dibattito sui diritti LGBTQIA+ riprende negli anni Settanta su altri terreni (movimento di liberazione, legge anti-discriminazione, riconoscimento delle unioni civili nel 2016) ma non sul terreno penale, perche quel terreno era stato gia chiuso nel 1889. E un dettaglio che racconta molto della specificita italiana: prima paese cattolico a depenalizzare, ultimo a riconoscere diritti civili pieni.
Nel Novecento la parola sodomia esce progressivamente dal diritto e dalla teologia per entrare in due nuovi territori: la psichiatria e poi, dagli anni Settanta, il discorso politico della liberazione sessuale. La parola perde via via centralita semantica: la psichiatria parla di “omosessualita” come categoria clinica (fino al 1973), il movimento LGBTQIA+ rifiuta l’etichetta sodomia come segno di stigma, il linguaggio comune comincia a separare il termine storico-religioso dalla pratica sessuale concreta.
Tra fine Ottocento e meta Novecento la medicina costruisce la categoria di “omosessuale” come identita psicologica, sostituendo (o affiancando) la vecchia categoria morale-giuridica di “sodomita”. Il filosofo Michel Foucault nella Storia della sessualita ha analizzato questo passaggio: si passa da “atto” (la sodomia come azione punibile) a “identita” (l’omosessuale come tipo umano). Il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) della Associazione Psichiatrica Americana classifica l’omosessualita come malattia mentale fino al 1973, anno della derubricazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanita la elimina dall’ICD nel 1990.
I moti di Stonewall a New York nel giugno 1969 segnano l’inizio simbolico del movimento gay e lesbico contemporaneo, e indirettamente segnano anche la dismissione politica della parola sodomia. I movimenti rifiutano l’etichetta come tributo a una cosmologia religiosa che li condanna, e impongono nel discorso pubblico termini scelti (gay, lesbica, omosessuale, queer). In Italia il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano (FUORI!) nasce nel 1971 con la stessa traiettoria culturale.
Mentre l’Italia aveva depenalizzato gia nel 1889, gli Stati Uniti hanno mantenuto leggi statali contro la sodomia fino al 2003. La sentenza Lawrence v. Texas della Corte Suprema americana, scritta dal giudice Anthony Kennedy, dichiara incostituzionali tutte le leggi statali residue che criminalizzavano rapporti consensuali tra adulti dello stesso sesso. E uno spartiacque culturale: la parola sodomy, che era ancora categoria giuridica viva nel mondo anglosassone, viene archiviata definitivamente nel diritto. Restera in uso solo nel linguaggio religioso conservatore e in alcuni codici militari.
Oggi la parola sodomia non e piu un termine clinico, non e piu un termine legale, e in via di abbandono anche nel linguaggio comune piu accurato. Sopravvive in tre ambiti: la storiografia (necessario riferimento ai documenti antichi), la teologia cattolica e la catechesi tradizionale, l’uso polemico o stigmatizzante in contesti reazionari. Nel parlato neutro contemporaneo si tende a usare termini descrittivi che non portano l’ombra del peccato biblico: sesso anale, rapporto anale, pratica anale.
Il dizionario Treccani definisce sodomia come “rapporto sessuale tra persone dello stesso sesso (in particolare tra uomini), o anche, in senso ampio, rapporto sessuale per via anale”. Aggiunge la nota etimologica (da Sodoma) e segnala l’uso come “antico” o “religioso”. I dizionari moderni piu attenti (Devoto-Oli, Zingarelli) accompagnano la voce con marche d’uso che ne segnalano l’arretramento. E un segno linguistico: la parola e considerata storicizzata, non piu neutra.
La parola riemerge nel dibattito pubblico in tre contesti tipici. Primo: documenti del Magistero cattolico, che mantengono il termine con il significato canonico tradizionale, anche se Papa Francesco ne ha attenuato l’uso polemico. Secondo: discorso politico reazionario o gruppi anti-LGBTQIA+ che recuperano la parola con valenza stigmatizzante, esplicita o sottesa. Terzo: contesti storici e accademici, dove l’uso e tecnico e neutro perche legato al lessico delle fonti d’epoca. Fuori da questi tre ambiti, la parola sodomia in un articolo o in una conversazione di oggi marca quasi sempre una presa di posizione.
Negli ultimi vent’anni il vocabolario sessuale italiano ha cambiato struttura: termini neutri descrittivi (sesso anale, rapporto orale, masturbazione) hanno sostituito le vecchie etichette morali (sodomia, onanismo, fellatio in senso colpevole), e nuovi termini di identita (queer, non binario, asessuale) si sono affiancati alle categorie tradizionali. Non si tratta di un puro fenomeno di moda linguistica: la sostituzione del vocabolario riflette la sparizione del giudizio morale come quadro interpretativo dominante della sessualita.
Una domanda che ricorre nelle ricerche online: sodomia e sesso anale sono la stessa cosa? La risposta breve: si riferiscono alla stessa pratica corporea ma sono due parole con storia, peso semantico e contesto d’uso completamente diversi. Sodomia e un termine teologico-giuridico nato in ambito religioso; sesso anale e un termine descrittivo-medico moderno. Usarle come sinonimi neutri e impreciso. Capire la differenza serve sia per leggere documenti storici sia per scegliere la parola giusta in conversazioni di oggi.
| Aspetto | Sodomia | Sesso anale |
|---|---|---|
| Origine | Latino ecclesiastico XI secolo, da Sodoma biblica | Italiano moderno, descrittivo |
| Carica semantica | Negativa (peccato, crimine, stigma) | Neutra (pratica sessuale) |
| Estensione | Storicamente variabile (omosessualita, bestialita, atti contro natura) | Univoca: penetrazione anale |
| Contesto d’uso | Religioso, storico, polemico | Medico, divulgativo, conversazionale |
| Status oggi | Termine storicizzato, in disuso neutro | Termine standard nel parlato accurato |
Usa sodomia quando stai parlando di documenti storici, processi medievali, dottrina cattolica, leggi d’epoca: e il termine corretto per riferirsi al concetto giuridico-teologico. Usa sesso anale o rapporto anale quando stai parlando di sessualita contemporanea, salute sessuale, educazione, scelte di coppia: e il termine neutro e accurato. Il problema sorge quando si usa sodomia in un contesto contemporaneo descrittivo: implicitamente importa la cornice del peccato anche se chi parla non lo vuole. Se interessa il quadro pratico contemporaneo, leggi la guida completa al sesso anale con anatomia, sicurezza e tecniche.
In inglese sodomy ha avuto un percorso analogo all’italiano ma con tempi diversi: e rimasta categoria giuridica viva fino al 2003 (sentenza Lawrence v. Texas) e ha quindi conservato piu a lungo il senso tecnico-legale. In francese sodomie e oggi un termine relativamente neutro nel parlato comune (forse piu dell’italiano), spesso usato per indicare la pratica anale eterosessuale. In spagnolo sodomia mantiene una marca di disuso simile all’italiano. Queste differenze interlinguistiche raccontano traiettorie nazionali specifiche: ogni lingua ha negoziato la parola con i propri tempi politici e religiosi.
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Approfondimento
La sodomia definizione moderna copre rapporti anali consensuali tra adulti; storicamente, sodomia origine biblica deriva dal racconto di Sodoma e Gomorra e ha attraversato sodomia cristianesimo e diritto canonico come categoria peccato. La sodomia letteratura e la sodomia arte (Caravaggio, Pasolini) ne hanno fatto materia simbolica oltre il giudizio morale. Il sodomia volgare uso contemporaneo nasce come insulto degradante: oggi il termine e in transito verso uso descrittivo-storico. La sodomia depenalizzazione Italia e arrivata con Codice Zanardelli 1889 (mai re-inserita in Codice Rocco), ma sodomia paesi illegale resta in ~70 stati (Africa Sub-Sahariana, Medio Oriente, Asia). Le sodomia e religioni oscillano: la Chiesa Cattolica mantiene posizione tradizionale, altre denominazioni piu accoglienti. Sodomia significato moderno in dibattito accademico si distingue da sesso anale consensuale tra adulti.
La parola viene dal nome della citta biblica di Sodoma, distrutta nel racconto della Genesi insieme a Gomorra. Il termine sodomia compare nel latino medievale ecclesiastico intorno all’XI secolo, in particolare nel Liber Gomorrhianus di Pietro Damiani del 1049, dove viene codificato come categoria tecnica del diritto canonico.
Genesi 19 racconta la distruzione di Sodoma ma non chiarisce esplicitamente il peccato in senso sessuale. Altri libri biblici (Ezechiele 16, Sapienza) attribuiscono il castigo alla violazione dell’ospitalita, alla superbia e all’oppressione dei poveri. L’interpretazione sessuale e una rilettura cristiana medievale che si stabilizza tra IV e XI secolo.
Si riferiscono in larga parte alla stessa pratica corporea ma sono parole molto diverse. Sodomia e un termine teologico-giuridico carico di stigma religioso, storicamente esteso anche a bestialita e altri atti. Sesso anale e un termine descrittivo neutro contemporaneo. Usarli come sinonimi e impreciso: dipende dal contesto.
L’Italia ha depenalizzato di fatto i rapporti tra adulti consenzienti dello stesso sesso con il Codice Penale Zanardelli del 1889 (vigente dal 1890), che ha semplicemente omesso la norma. Il Codice Rocco fascista del 1930 ha mantenuto la depenalizzazione formale, anche se il regime perseguitava persone omosessuali con strumenti amministrativi paralleli come il confino di polizia.
No. I rapporti sessuali tra adulti consenzienti, di qualunque sesso, sono pienamente legali in Italia da oltre centotrent’anni. La parola sodomia non compare nel codice penale italiano. Restano reato solo le condotte sessuali non consensuali o che coinvolgono minori, valide indipendentemente dalla natura della pratica.
Era una magistratura istituita a Firenze nel 1432 con il compito esclusivo di indagare casi di sodomia. Una delle prime polizie sessuali della storia europea. I loro archivi sono stati studiati dallo storico Michael Rocke: tra il 1432 e il 1502 sono state denunciate, indagate o sanzionate oltre 17.000 persone, segno di quanto la pratica fosse diffusa nella Firenze rinascimentale.
Perche la parola porta una carica storica negativa: e nata come categoria di peccato e di crimine, e ha accompagnato secoli di repressione di persone omosessuali e di pratiche sessuali consensuali. Nei contesti contemporanei neutri (medico, educativo, divulgativo) si preferiscono termini descrittivi come sesso anale o rapporto anale, che indicano la pratica senza importare la cornice del peccato.
Sodomia e pratica anale oggi. Al di là della storia e della cultura, la pratica anale contemporanea richiede igiene, lubrificante abbondante, preservativo per ridurre il rischio di IST e consenso esplicito col partner. Il rilassamento dello sfintere, la dilatazione progressiva (eventualmente con un plug di piccole dimensioni) e una buona lubrificazione riducono il dolore. La stimolazione della prostata, quando praticata su corpi maschili, è una delle dimensioni del piacere anale. Una pulizia con clistere leggero prima della penetrazione è opzionale ma diffusa.