Il sesso lento è quello in cui il tempo non è un problema: ci si tocca, si bacia e si penetra con calma, guardando cosa succede a ogni movimento invece di correre verso l’orgasmo. La penetrazione lenta è il pezzo centrale, perché è quella che cambia di più: spinte profonde e distanziate, dieci o quindici al minuto invece di sessanta, con pause vere in mezzo. Serve a due cose concrete. Allunga il tempo utile a chi ha bisogno di più di tredici minuti per arrivare all’orgasmo, e sposta l’attenzione dalla prestazione a quello che si sente. Qui sotto ci sono i motivi per cui funziona e la sequenza per farlo, passo per passo.
Il sesso lento è bello ed è pure meglio. È come paragonare un aperitivo con buffet da cui spizzicare di tutto un po’ con una cena di classe in cui si ha il tempo di assaporare ogni portata e ogni gusto. Anche se è chiaro che a volte ci si fa prendere dal momento e dall’onda dell’eccitazione, prevedere qualche ‘sessione’ lenta e tranquilla nella vita sessuale di coppia è qualcosa che tutti dovrebbero fare. Come un’onda libera ti porta via, andamento lento questa melodia
Perché il sesso lento porta più orgasmi?
Sì, fare sesso lentamente aumenta sensibilmente il numero di orgasmi e la loro intensità. Uno studio del 2020 su 645 donne in coppia stabile, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, ha misurato un tempo medio di 13 minuti e mezzo per arrivare all’orgasmo: nello stesso campione solo il 31% ci è riuscita con la penetrazione da sola, mentre il 68% ha avuto bisogno di altro. La mediana dell’eiaculazione durante la penetrazione, misurata su cinque Paesi, sta invece intorno ai cinque minuti e mezzo. Prendere le cose più lentamente aiuta a trovare il giusto tempismo e la giusta sincronia.
Quali posizioni aiutano ad andare piano
Le posizioni in cui si regge il peso con le braccia o con le gambe spingono ad accelerare, perché la fatica chiede di finire. Quelle che aiutano sono tre: seduti uno di fronte all’altra, dove la corsa è corta e il contatto è totale; di fianco, che si può tenere venti minuti senza stancarsi; e chi sta sopra in ginocchio, perché controlla ritmo e profondità da sola. Il missionario funziona solo con un cuscino sotto il bacino, altrimenti la posizione stessa porta a spingere veloce. Chi vuole vedere le alternative le trova nella guida al missionario e alle sue varianti.
Come si fa una penetrazione lenta, passo per passo
Una penetrazione lenta si fa con spinte lunghe e distanziate: si entra in quattro o cinque secondi, si resta fermi dentro per due o tre, si esce quasi del tutto e si ricomincia. Sono dieci o quindici movimenti al minuto contro i sessanta e più di un rapporto veloce. Il lubrificante non è opzionale, perché la lentezza allunga i tempi e la lubrificazione naturale cambia da un minuto all’altro.
- Mettetevi d’accordo prima. Basta una frase: stasera senza fretta, se uno dei due vuole cambiare ritmo lo dice. Senza questo patto la lentezza viene letta come esitazione.
- Lubrificante, sempre. Anche quando sembra inutile, e vale la pena sapere quale lubrificante scegliere. Una sessione lenta dura più di una veloce e la frizione a secco è il motivo numero uno per cui si torna a correre.
- Il primo ingresso dura quattro o cinque secondi. Si entra di due centimetri, si aspetta, si entra ancora. Mai partire frenetici: il ritmo si alza dopo, quando il corpo lo chiede.
- Fermatevi appena dentro. Tre o quattro secondi immobili, con il bacino appoggiato. È la pausa che fa sentire la pressione invece del movimento, e per molte persone è il momento in cui cambia tutto.
- Uscite quasi del tutto. Non due centimetri: fino a lasciare dentro solo la punta. La sensazione di rientrare è metà del piacere di questa tecnica, e in un rapporto veloce non esiste.
- Contate le spinte, la prima volta. Dieci al minuto vuol dire una spinta ogni sei secondi: sembra assurdo scritto, in pratica dopo due minuti diventa naturale. Serve solo a tarare la mano.
- Quando il ritmo sale da solo, lasciatelo salire. Andare piano è il modo in cui si comincia, e accelerare negli ultimi minuti è previsto. Se finisce veloce, ha funzionato.
Quanto lenta è lenta? Ritmo, profondità e pause
I numeri servono perché “lento” da solo non dice niente. Un rapporto ordinario sta fra le sessanta e le centoventi spinte al minuto, cioè una o due al secondo. Una penetrazione lenta sta fra le dieci e le venti: una ogni tre o sei secondi, con una pausa di due o tre secondi ogni quattro o cinque movimenti. La profondità cambia di conseguenza: si lavora sull’intera corsa, non su piccoli movimenti a metà.
Sul tempo totale non esiste una regola, ma esiste un riferimento utile: se il tempo medio per arrivare all’orgasmo con la penetrazione è di tredici minuti e mezzo, una sessione lenta ha senso se dura almeno venti minuti dal primo contatto. Sotto i dieci non è sesso lento, è un rapporto normale con qualche pausa.
Gli errori che rovinano una penetrazione lenta
- Rallentare senza dirlo. Chi riceve pensa che qualcosa non stia funzionando e si irrigidisce. Una frase all’inizio risolve.
- Muoversi poco invece di muoversi piano. Sono due cose diverse: la corsa resta lunga, cambia la velocità.
- Tenere le mani ferme. Con dieci spinte al minuto le mani hanno tempo, e per il 68% delle persone la penetrazione da sola non basta: il clitoride, i capezzoli e la bocca fanno il resto, come spiega la guida sull’orgasmo femminile.
- Guardare l’orologio. Contare le spinte la prima volta aiuta, cronometrare la sessione la rovina.
- Trattarlo come una prova di resistenza. Se diventa una gara a chi resiste di più, è tornata la prestazione da cui si voleva uscire: per allenare il controllo c’è l’edging, che è un’altra cosa.
C’è più tempo per vivere il momento
Lo slow sex permette di concentrarsi sul viaggio e non sulla meta. La calma lascia la possibilità di giocare, sperimentare, dedicarsi ai preliminari e vedere come si reagisce a ogni piccolo tocco.
Come il sesso lento migliora la comunicazione
Il maggior tempo a disposizione concede più possibilità di parlare, comunicare e spiegarsi. “Sì, proprio lì“, “No, un po’ più a destra“, “Dovremmo provare così…“. La potenza è nulla senza il controllo.
Ci si conosce meglio e aumenta l’intimità
Proprio perché c’è più tempo di vivere il momento e parlarsi, aumenta il livello di conoscenza del partner nella sfera sessuale, che è il punto da cui parte tutta la sex life di coppia. E non c’è bisogno di aggiungere quanto ciò sia fondamentale. Tra l’altro, attraverso la conoscenza dell’altro, si conosce se stessi.
Aggiunge varietà al sesso
La vita frenetica del mondo di oggi deve pur essere contrastata, no? E allora non c’è soluzione migliore che del sano sesso lento, senza fretta e senza guardare l’orologio. O il cellulare. Nessuno deve corrervi dietro mentre siete a letto.
Il sesso lento aumenta la voglia e riduce lo stress
Concedersi del sesso lento, creando connessioni e sensazioni più forti e piacevoli, la fa salire. L’appetito vien mangiando, in fin dei conti. Di conseguenza, diminuisce lo stress e nel corpo vengono rilasciate le sostanze che servono per essere felici.
Sesso lento o sesso veloce: quale scegliere e quando?
Non c’è un vincitore: fanno due cose diverse. Il sesso veloce funziona quando il desiderio è già alto e il tempo è poco, e ha il vantaggio di essere immediato. Il sesso lento funziona quando il desiderio va costruito, quando chi riceve ha bisogno di più tempo per arrivare all’orgasmo, o quando si vuole tornare a sentire il corpo invece di inseguire il risultato. La differenza vera sta in quattro punti.
| Cosa cambia | Sesso lento | Sesso veloce |
|---|---|---|
| Spinte al minuto | 10-20, con pause | 60-120, continue |
| Durata tipica | 20 minuti e oltre | 5-10 minuti |
| Dove va l’attenzione | sulle sensazioni e sul respiro | sull’orgasmo |
| Quando conviene | desiderio da costruire, tempi lunghi, dolore o secchezza | desiderio già alto, poco tempo |
| Cosa serve | lubrificante, nessuna fretta, un accordo | niente di particolare |
Come si rallenta quando il corpo va di fretta
La difficoltà pratica del sesso lento è che l’eccitazione spinge nella direzione opposta. Tre cose funzionano, e si possono usare anche dentro un rapporto che è già partito veloce. La prima è il respiro: quattro secondi dentro dal naso, sei fuori dalla bocca, per cinque o sei respiri. Il ritmo del bacino segue quello del respiro quasi da solo. La seconda è la pausa a corpo fermo: si resta dentro senza muoversi per dieci secondi, guardandosi. La terza è cambiare posizione, che obbliga a ricominciare da capo e azzera l’automatismo: fra le posizioni del Kamasutra quelle sedute e quelle di fianco sono le più facili da tenere piano.
Quanto dura una sessione di sesso lento?
Dai venti minuti in su, contando dal primo bacio e non dalla penetrazione. Chi ci prova per la prima volta di solito si ferma intorno ai quindici, perché il ritmo torna a salire da solo: va benissimo, e non è un fallimento. La differenza si sente già alla seconda o terza volta, quando le pause smettono di sembrare tempo perso. Chi vuole spingere oltre l’ora entra nel territorio del tantra applicato al sesso lento, dove il respiro e le posizioni ferme diventano la tecnica principale.
Quali altri vantaggi ha il sesso lento?
- Dedicatevi ai preliminari
- Via cellulari e altre distrazioni: ci sarà solo il sesso
- Concentratevi su parti del corpo che generalmente saltate
- Create l’atmosfera giusta, musica e candele sono perfette
- Mai provato i sex toys? Aggiungono quel tocco in più, decisamente
- La giusta posizione è fondamentale
Ecco, questo è perché il sesso lento è davvero piacevole, importante e così godibile. E voi come lo fate? Vi concedete delle volte in calma e ‘santa’ pace?
Domande frequenti
Il sesso lento è un rapporto in cui ritmo e durata vengono scelti invece di subiti: spinte lunghe e distanziate, pause a corpo fermo, attenzione sulle sensazioni invece che sull’orgasmo. In pratica sono dieci o venti movimenti al minuto contro i sessanta e più di un rapporto ordinario, per una sessione che dura venti minuti o più.
Si entra in quattro o cinque secondi, si resta fermi dentro due o tre, si esce quasi del tutto e si ricomincia, con una pausa ogni quattro o cinque movimenti. Serve lubrificante, perché la sessione dura più del solito. Il primo ingresso è sempre il più lento: il ritmo si alza dopo, quando il corpo lo chiede.
Allunga il tempo utile, e su questo i numeri sono chiari: il tempo medio per arrivare all’orgasmo con la penetrazione è di circa tredici minuti e mezzo, mentre un rapporto veloce ne dura cinque o dieci. Nello stesso studio solo il 31% è arrivata all’orgasmo con la penetrazione da sola: la lentezza serve anche perché lascia le mani libere.
Almeno venti minuti contando dal primo contatto, non dalla penetrazione. Le prime volte si tende a fermarsi intorno ai quindici perché il ritmo risale da solo, ed è normale. Non esiste un minimo da rispettare: sotto i dieci minuti però si sta facendo un rapporto ordinario con qualche pausa, non sesso lento.
Dipende da cosa serve in quel momento. Il veloce funziona quando il desiderio è già alto e il tempo è poco. Il lento funziona quando il desiderio va costruito, quando chi riceve ha bisogno di più tempo, o quando c’è secchezza o fastidio nella penetrazione. Molte coppie li alternano invece di scegliere.
Tre cose, applicabili anche a rapporto iniziato. Il respiro contato: quattro secondi dentro dal naso, sei fuori dalla bocca, per cinque o sei volte. La pausa a corpo fermo: dieci secondi dentro senza muoversi. Il cambio di posizione, che obbliga a ricominciare e spezza l’automatismo del ritmo.
Sì, per un motivo meccanico: meno spinte al minuto vuol dire meno stimolazione per unità di tempo, e le pause a corpo fermo abbassano il livello di eccitazione senza interrompere il rapporto. È lo stesso principio su cui lavorano le tecniche di controllo, applicato al ritmo invece che alla respirazione.
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