Tutta la verità nient’altro che la verità? Fateci innamorare e potrete avere alopecia, mani piccole e unticce, spalle strette e panza triplo rotolone Regina che per noi sarete come Raoul Bova che esce dalle acque in “Piccolo Grande Amore”. Altrimenti sono cozze amare.
Perché, è inutile negarlo, la combo di spalle tornite + incavo dell’inguine + pantaloni rigonfi, dà alla testa anche a noi, piccole dolci educande scese dalle montagne. Insomma oh, il pene grosso ci piace, eccome se ci piace. Ma 1) bisogna saperlo usare; 2) un uomo sicuro di sé è comunque molto più sexy di qualsiasi dimensione. Siete già nel panico? Ripetiamo: fateci innamorare e sarà tutto in discesa. Nel frattempo, leggete qui.
Il desiderio maschile di aumentare le dimensioni del pene viene da molto lontano, favorito più dagli istinti che non dal puro narcisismo o dall’ansia da prestazione. Ha a che vedere con l’istinto di sopravvivenza, o meglio, con quello che gli scienziati chiamano “ancient race memories”. Pare che gli uomini nel Paleolitico ce l’avessero grande come cavalli. Ai tempi era dura per un uomo delle caverne resistere ogni giorno alle minacce di brontosauri e mammuth: un organo riproduttivo più grosso e capace di produrre maggiori quantità di sperma dava maggiori garanzie di successo e sopravvivenza. Poi, quando l’essere umano ha cessato di essere un animale a rischio d’estinzione, il pene si è piano piano ridimensionato.
Nonostante i loschi piani dell’evoluzione della specie, l’uomo non ha mai smesso di conservare il ricordo delle dimensioni ciclopiche di un tempo. Non a caso le prime civiltà, Egizi, Babilonesi e Greci fra tutti, erano un culto fallico continuo e il pene un simbolo sacro di fertilità, virilità e forza.
In tutta l’era pre-cristiana, nessuno ha mai fatto mistero di quanto adorasse il pene su larga scala: dagli affreschi nel tempo di Khajuhiro in India ai graffiti di Pompei, i falli – giganti – erano ovunque. Poi arrivò il Cristianesimo e con lui la pudicizia più sfrenata: pene sì, ma in sordina e tra le mura domestiche. Resoconti alla corte dei Borgia rivelano, ad esempio, la presenza in giro per le stanze del palazzo di strumenti per allungare il pene.
Posto che il pene effettivamente si riduce un po’ man mano che invecchia, altre cause temporanee del mancato afflusso di sangue nel pene – più sangue, più gonfiore – possono essere l’aumento di peso, l’essere fuori forma, lo stress. Se la mancata erezione è molto frequente, è necessaria questa doppia combinazione: massima concentrazione sull’atto e preliminari più lunghi e ben fatti da parte della partner. Altro discorso, invece, è l’impotenza vera e propria, per la quale i medici hanno progettato una varietà considerevole di impianti e protesi. Nella maggior parte dei casi, sotto la pelle del pene viene realizzato un tunnel e inserita una stecca cilindrica che provoca uno stato di erezione permanente. Altri apparecchi ancora in via di sperimentazione sono invece fatti ad impianti interbloccati che agiscono sul pene come fosse un cannocchiale pieghevole che all’occorrenza può essere accorciato o allungato. Si tratta, però, di interventi molto costosi o rivolti a chi abbia subito un incidente o una malattia grave; per tutti gli altri, specie quelli che non versano in così cattive acque e vorrebbero il loro pene solo un po’ più ispessito, le strade sono tre: 1) masturbarsi con regolarità (portando il pene alla sua massima espansione cercando di trattenere l’eiaculazione); 2) la pompa pene ad acqua stile Hydromax; 3) rassegnarsi e puntare su altro.
Se invece si tratta più che altro di “fare bella figura”, ecco qualche accorgimento per farlo sembrare allettantissimo già a distanza di metri:
Si tratta ovviamente di piccoli escamotage provvisori, nulla di risolutivo. Pompe a parte, lavorate piuttosto sulla vostra autoironia: presente quando le donne dicono di volere un uomo che le faccia ridere?