Come fare un succhiotto, in breve: labbra a O sulla pelle, si aspira per 20-30 secondi senza mai usare i denti, e solo dopo aver baciato e scaldato la zona. La suzione rompe i capillari più superficiali e lascia un livido che dura dai 2 ai 10 giorni. Il punto non è la forza ma il tempo: andare oltre il mezzo minuto allarga la marca senza renderla più intensa. Qui sotto trovate come si fanno passo per passo, dove farli perché non si vedano, quanto durano davvero e come togliere o nascondere un succhiotto quando domani c’è una riunione.
Momento amarcord: se i succhiotti vi sembrano argomento da Cioè (la rivista più bella di sempre, non si discute) e vi rimembrano ancor quando beltà splendea nei vostri occhi ridenti e fuggitivi, avete ragione. Sono come i limoni, come il petting, come le Goleador alla cola. Roba di gioventù. Da riscoprire subito. Perché, proprio come i limoni e il petting, i succhiotti (fatti bene) possono assurgere a vera e propria pratica erotica. Esiste addirittura un sito americano dedicato solo ai succhiotti (in inglese si chiamano hickey), con le istruzioni per farli, per scegliere dove e per coprirli: tanto sono diventati un fenomeno di culto.
Chiamato anche love bite, il succhiotto è un segno rosso o violaceo causato dalla rottura dei capillari a seguito della suzione o di un bacio molto insistente. La componente psicologica che sottende è molto forte: prima ancora di essere un bacio con il risucchio, è innanzitutto un segno di possesso, un marchio di appartenenza. Ed è per questo che li si vede sempre sul collo, la parte più in vista, e non su gambe, ventre e seno, ugualmente sensibili ed “erogene” ma meno considerate perché coperte.
Come a dire: “È mio/a, vedetelo tutti”. E invece no. Il tempo delle mele è finito e non ci si può presentare alla riunione col cliente con la sciarpina strategica sul collo e il condizionatore rotto, dai. Uscite dagli schemi e piuttosto riscoprite il succhiotto in zone erogene nuove dove l’atto stesso di succhiare possa risvegliare la libido. Il clitoride e il pene, ovviamente (la fellatio e il cunnilingus non sono forse “succhiotti”?), ma anche capezzoli, seno, ano, basso ventre e incavo del pube (soprattutto negli uomini).
A decidere il risultato è il tempo, non la forza. La sequenza è sempre la stessa: si scalda la zona, si appoggiano le labbra a O, si aspira tenendo la posizione ferma, ci si stacca e si aspetta di vedere il colore. Cinque passaggi in tutto, il più lungo dei quali dura mezzo minuto.
Il collo è la scelta ovvia ed è anche la peggiore, se domani si lavora: è la parte del corpo più esposta e l’unica che non si copre con niente. Le zone che danno la stessa sensazione ma restano nascoste sono l’interno coscia, il basso ventre, l’incavo del pube, la piega sotto la clavicola e il seno. Hanno tutte pelle sottile e molte terminazioni nervose, quindi la sensazione è più forte, non più debole. Se volete un ripasso di dove il corpo risponde meglio, c’è la guida alle zone erogene, e sui capezzoli in particolare c’è il pezzo sul gioco sulla sensibilità dei capezzoli.
Fatto bene non fa male: si sente una trazione, non una fitta. Se fa male vuol dire che ci sono di mezzo i denti oppure che state aspirando su un punto osseo, dove sotto la pelle non c’è niente da cui far uscire il sangue. Chi ha la pelle molto chiara, chi prende farmaci che fluidificano il sangue e chi si fa i lividi con niente otterrà una marca più grande e più lunga a parità di aspirazione: in quel caso dimezzate i tempi e provate prima su una zona che nessuno vedrà. E vale la regola generale di tutto il resto: si concorda prima, perché un segno che resta una settimana lo porta addosso solo una delle due persone.
Quindi: viva il “succhiotto-revival”, ma nei punti giusti. Succhiate la pelle per 20-30 secondi dopo aver già baciato, leccato e massaggiato (il succhiotto a freddo non è piacevole). Partite dai lobi, sui quali non rimangono mai segni e che sono super-erogeni, e poi leccate e baciate il décolleté fino ai seni, avvicinandoli alla bocca con le mani. Leccate l’aureola seguendone il contorno circolare e soltanto dopo averlo inumidito succhiate il capezzolo per inturgidirlo ancor di più.
La stimolazione dei capezzoli accende nel cervello la stessa area che risponde al clitoride, come vi avevamo già anticipato 11 orgasmi femminili. Ergo: punzecchiare non basta, succhiateli e verrete prima. Sapevate poi che esistono anche dei toys per i succhiotti?
Sul collo il succhiotto viene bene e viene in fretta, perché la pelle è sottile e i capillari stanno vicini alla superficie: bastano 15 secondi dove altrove ne servono 30. Il problema è tutto dopo. È l’unico punto che non si copre con i vestiti, il correttore lo tiene per mezza giornata al massimo e la sciarpa a luglio si nota più del segno. Quindi ha senso in una settimana in cui nessuno vi vede, o quando il segno è proprio quello che volete; non ha senso il giovedì sera se venerdì c’è una riunione. Nel dubbio, si scende di dieci centimetri: sotto la clavicola il risultato è identico e lo vede solo chi decidete voi.
A seconda della sensibilità della pelle, della “violenza” del risucchio e della quantità di sangue coagulato, il succhiotto può andare via in un lasso di tempo che va dai 2 ai 10 giorni. Se è estate, la sciarpa è immettibile e il correttore non copre abbastanza, provate questi rimedi:
Se tutto questo non basta e non potete proprio andare in giro con il “segno del peccato”, al via coi rimedi classici: foularino, capello sciolto, orecchini pendenti e, ovviamente, correttore di una tonalità più chiara. Incredibile comunque come tutto si riesca a coprire tranne lui, cose che neanche la candeggina mista a bromuro. Succhiare è talmente un’arte che esistono dei sex toys apposta: i succhia-clitoride, che non solo vi risparmiano tempo e fatica, ma vi aiutano a stimolare capezzoli o ano mentre avete le mani occupate altrove. Pronti per la ciupa dance?
Dipende da quanto a lungo avete aspirato e da come la vostra pelle riassorbe i lividi: si va dai 2 ai 10 giorni, con la media intorno ai 5. Il colore dice a che punto è: rosso il primo giorno, violaceo fra il secondo e il terzo, poi verde e infine giallo mentre sparisce. Cancellarlo non si può, accelerarlo sì, e conviene sapere in che ordine.
| Quando | Cosa fare | Perché funziona |
|---|---|---|
| Nelle prime 12 ore | Ghiaccio avvolto in un panno, 10 minuti per volta | Restringe i vasi e limita il sangue che continua a uscire |
| Dalle 48 ore in poi | Impacco caldo, 15 minuti, due volte al giorno | Riapre il circolo e accelera il riassorbimento |
| Dal secondo giorno | Crema all’arnica o alla vitamina K, mattina e sera | Aiuta a smaltire il sangue già uscito sotto la pelle |
| In qualsiasi momento | Spazzolino morbido, movimenti circolari dal centro verso l’esterno | Rimette in circolo il sangue coagulato e stringe il diametro della marca |
| Quando serve subito | Correttore di una tonalità più chiara, poi fondotinta | Non toglie il succhiotto, lo nasconde per qualche ora |
Quello che invece non funziona, nonostante giri da sempre: il cucchiaio caldo strofinato con forza, che scotta e basta; il dentifricio lasciato in posa per ore, che irrita la pelle mentre il succhiotto resta dov’è; e la monetina passata sul livido, che rompe altri capillari e allarga la macchia invece di ridurla. Se dovete nascondere un succhiotto entro poche ore, l’unica cosa che funziona davvero è il trucco: il tempo non si comprime. E se la cosa vi capita spesso, la conversazione da fare non è sui rimedi ma su dove farli, e quella sta dentro il capitolo più ampio della vita di coppia.
Il succhiotto è un livido superficiale causato dall’aspirazione della pelle: i piccoli vasi sanguigni si rompono e creano una marca rossa o violacea.
Labbra a ‘O’ sulla pelle, aspira tenendo posizione 10-30 secondi senza usare i denti. Pratica su zone soffici: collo, interno coscia, seno.
In media 5-12 giorni a seconda di intensità dell’aspirazione e tipo di pelle. Sparisce gradualmente come un normale livido.
Impacchi freddi nelle prime 24h, poi caldi. Pomate all’arnica o vitamina K accelerano il riassorbimento. Trucco correttore copre nel frattempo.
Interno coscia, sotto la clavicola o sul seno: zone intime e coperte. Sul collo è tradizionale ma visibile in ufficio.
Culturalmente associato all’adolescenza (marca visibile = possesso). Da adulti consensuali è un gesto intimo. Se crea conflitti col contesto sociale, parlatene prima.