I siti di porno per donne che funzionano oggi sono dieci, e si dividono in tre famiglie: il film d’autore, l’audio, e le coppie vere. Li trovi qui sotto uno per uno, con cosa offre ciascuno e se serve pagare. Li abbiamo aperti tutti prima di scriverne: quelli che non si aprono dall’Italia o che non hanno più un catalogo sono stati tolti dalla lista.
Tutto è cominciato da Dirty Diaries, collettivo di registe femministe svedesi che hanno dato alla luce il loro primo porno per donne nel 2009, ispirando la creazione di gruppi analoghi anche in Francia, Spagna e Italia. Del 2009, sempre, è anche l’esperimento MakeLoveNotPorn, sito, forum e casa di produzione dell’americana Cindy Gallop, che riprende i suoi incontri con ragazzi ventenni per “ispirare e stimolare una conversazione sana e aperta sul sesso e sulla pornografia al fine di favorire relazioni sessuali altrettanto sane, aperte e divertenti”.
Ormai, lo testimoniano anche Youporn e Pornhub con le loro sezioni dedicate, il porno è donna. E non nel senso di “recitato”, ma ideato, scritto e girato da donne con una sensibilità erotica tutta femminile. Da non confondere con i film erotici, che alludono alla penetrazione vera e propria escludendone l’effettiva realizzazione: il porno femminile è pornografia esplicita a tutti gli effetti, e sublima il piacere dell’uno e dell’altra in un rapporto paritario.
I dieci siti, in una tabella
| Sito | Cosa offre | Serve pagare? | Per chi |
|---|---|---|---|
| XConfessions | corti tratti da confessioni vere | abbonamento, con una parte libera | chi vuole una storia dietro la scena |
| Lust Cinema | archivio di porno d’autore | abbonamento | chi cerca cinema, non clip |
| Else Cinema | la versione soft di Erika Lust | abbonamento | chi trova il porno esplicito troppo |
| erikalust.com | il portale che tiene insieme i tre | dipende dal catalogo | chi vuole partire da qui |
| Bellesa | video e racconti erotici | gran parte è libera | chi non vuole abbonarsi |
| MakeLoveNotPorn | coppie vere, non attori | si paga a video | chi cerca sesso reale |
| Frolicme | film, audio ed erotica, regia femminile | abbonamento | chi vuole tutto in un posto |
| Ersties | ragazze tedesche, troupe di sole donne | abbonamento | chi cerca amatoriale non finto |
| Dipsea | racconti erotici audio | abbonamento, con prova gratuita | chi preferisce ascoltare |
| Quinn | app di audio erotico | gran parte è libera | chi ascolta dal telefono |
Il porno al femminile di Erika Lust
La filmografia di Erika Lust va oltre il pornografico: è l’utopistica elevazione del porno ad arte. È puro cinema d’autore ma non per questo meno esplicito. Nata in Svezia, dove ha studiato scienze politiche, femminismo e sessualità all’Università di Lund, la Lust si imbatte nel libro “Hard Core: Power, Pleasure, and the Frenzy of the Visible” di Linda Williams, vede “L’Amante” di Jean Jacques Annaud e capisce che fare cinema per sole donne sarà il suo lavoro. Si trasferisce a Barcellona, e nel 2004 realizza il suo primo corto, “The Good Girl”.
Oggi il suo mondo sono quattro indirizzi diversi, ed è utile sapere che sono la stessa casa:
- XConfessions, dove i corti nascono da confessioni erotiche mandate dagli spettatori. È il posto da cui partire se non conosci niente di suo.
- Lust Cinema, l’archivio: film lunghi, serie, registi ospiti. Qui si guarda come si guarda un film, non come si guarda una clip.
- Else Cinema, che il sito stesso descrive come la “soft edition”: stesse cure di regia, esplicito molto ridotto.
- erikalust.com, il portale che tiene insieme gli altri tre e raccoglie i progetti nuovi.
La cosa che li distingue dai tube non è il livello di esplicito, che è alto. È che sceneggiatura, scenografia, musica, costumi e fotografia contano quanto la scena, e l’obiettivo dichiarato è risvegliare desideri e suggerire fantasie invece di mostrare e basta.
Quelli che si guardano senza pagare
Bellesa si presenta come “porn for women” e tiene gran parte del catalogo libero: video con una storia, più una sezione di racconti erotici scritti. È il posto giusto se non hai voglia di abbonarti a niente per capire se il genere ti piace.
Quinn è un’app di solo audio, e gran parte delle storie si ascoltano senza pagare. Funziona bene per un motivo pratico: si ascolta al buio, con gli auricolari, senza dover guardare uno schermo.
Coppie vere invece di attori
MakeLoveNotPorn è il più anomalo della lista, e ha vent’anni di storia alle spalle. Non ci sono attori: ci sono coppie che si filmano da sole e mandano il video, e una redazione umana che li guarda uno per uno prima di pubblicarli. Si paga a video, non ad abbonamento.
Ersties arriva dalla Germania e lavora sulla stessa idea con un taglio diverso: ragazze filmate da una troupe di sole donne, senza copione. Il sito insiste su “no fake”, ed è il suo intero argomento di vendita.
Ascoltare invece di guardare
È la parte cresciuta di più negli ultimi anni, e ha una ragione precisa: l’audio lascia il corpo e l’aspetto all’immaginazione di chi ascolta, che è esattamente il punto dolente di gran parte del porno visivo.
Dipsea produce racconti erotici recitati da attori professionisti, con episodi brevi e serie che continuano. Frolicme affianca l’audio ai film e all’erotica scritta, con regia femminile dichiarata.
Cosa eccita davvero le donne
È la domanda che Google mostra insieme a questa ricerca, e la risposta che torna più spesso non riguarda una pratica: riguarda il contesto. Una storia che si capisce, due persone che sembrano volersi davvero, il tempo prima del rapporto.
È il motivo per cui i siti di questa lista spendono soldi in sceneggiatura e fotografia mentre un tube spende in quantità. E spiega anche perché lo stesso atto, girato in due modi, per molte spettatrici funziona in un caso e nell’altro no.
C’è poi la parte che riguarda il corpo, e su quella la fisiologia è meno opinabile: il piacere femminile passa in larghissima parte dal clitoride, che è un organo molto più esteso di quello che si vede, e le zone erogene cambiano parecchio da persona a persona. È esattamente quello che il porno mainstream racconta peggio, perché mette al centro la penetrazione e le dà un peso che nella maggior parte dei casi non ha.
Un effetto collaterale utile di questi siti è che ampliano il repertorio di quello che si immagina. Molte fantasie erotiche femminili nascono guardando qualcosa che non si era mai pensato di volere, e il passo successivo, quando arriva, è provare da sole prima ancora che in coppia.
Dal guardare al fare il passo è corto, ed è dove nascono le fantasie che poi si provano: se stai cercando da dove cominciare, la sezione sex toys per donna di MySecretCase parte dalle cose semplici, non dalle più spinte.
Come si sceglie, in quattro passi
- Decidi se vuoi guardare o ascoltare. È la scelta che taglia la lista a metà e nessuno la fa mai per primo.
- Parti da quello che non si paga. Bellesa e Quinn servono a capire se il genere ti piace prima di mettere mano alla carta.
- Guarda chi c’è dietro. Le piattaforme serie dicono come pagano gli attori e come raccolgono il consenso. Se non lo scrivono da nessuna parte, è un’informazione.
- Abbonati a uno solo. Costano tutti più o meno uguale e il catalogo si finisce lentamente: tre abbonamenti insieme sono soldi buttati.
Domande frequenti
Dipende da cosa cerchi. Per il film d’autore con una storia dietro, Erika Lust e le sue piattaforme. Per guardare senza pagare, Bellesa. Per l’audio, Dipsea o Quinn. Per le coppie vere invece degli attori, MakeLoveNotPorn. Non esiste il migliore in assoluto: esiste quello giusto per la cosa che ti eccita.
Sì. Bellesa mette a disposizione gran parte del catalogo senza abbonamento, e quasi tutte le piattaforme a pagamento hanno una sezione libera con qualche cortometraggio completo. Il modello più diffuso resta l’abbonamento mensile, perché pagare gli attori e girare con una troupe costa.
Il film erotico allude al rapporto senza mostrarlo. Il porno al femminile è pornografia esplicita a tutti gli effetti: cambia chi lo scrive e lo gira, e cambia il punto di vista, non il livello di esplicito.
Non c’è una risposta unica, ma nelle ricerche torna sempre la stessa cosa: il contesto. Una storia che si capisce, due persone che sembrano volersi davvero, il tempo prima del rapporto. È la ragione per cui i siti di questa lista lavorano sulla sceneggiatura e sulla fotografia più che sulla durata delle scene.
Che gli attori sono pagati, hanno un contratto, danno il consenso su ogni scena e possono fermarsi. Le piattaforme che lo dichiarano lo scrivono nelle pagine dedicate alla produzione: è la prima cosa da controllare prima di abbonarsi.
Sì, ed è uno degli usi più frequenti di questi siti, perché una storia condivisa regge la visione a due meglio di una scena senza contesto. La regola pratica è scegliere insieme invece di mostrare all’altro quello che si guarda da soli.
Guardarlo non è un problema in sé. Lo diventa quando prende il posto del sesso invece di affiancarlo, o quando diventa il metro con cui si giudica il proprio corpo e il proprio rapporto. Se te lo stai chiedendo, la domanda utile non è quanto ne guardi ma cosa ti lascia dopo.