
Il preservativo, questo grande e consumatissimo compagno di avventure, oggetto di culto ricercato sin dall’adolescenza, trofeo di cui vantarsi con gli amici e da tenere rigorosamente nel portafoglio (molti ahimè non lo hanno più tirato fuori, se non per gonfiarlo d’aria, e se l’hanno fatto, l’hanno fatto quando era ormai scaduto da una decina di anni).
Ma sapete quanti aneddoti sconosciuti e curiosi ci sono sul preservativo? Migliaia. Ve ne raccontiamo qualcuno.
Iniziamo dai numeri, ogni anno nel mondo vengono consumati più di 35 miliardi di condom, 35 miliardi di baci, carezze, passione, forza e dolcezza, 35 miliardi di gesti d’amore avvolti dal lattice.
Il 40% dei preservativi vengono acquistati da donne. “Amore, c’è il distributore rotto vai tu a comprarli? No dai vai tu, mi vergogno. Ok vado io”. Le donne in questi casi sono decise, entrano dirette sfidano lo sguardo del farmacista e prendono quel che devono. Gli uomini no. In genere tentennano, si guardano intorno, fischiettano e alla fine, in piena apnea esclamano: “Un pacco di zigulì, grazie.”
Un condom può contenere fino a 4 litri e mezzo di liquido. Ovviamente non seminale, ma per grossi gavettoni d’acqua può andare bene. In tal caso, consigliamo comunque i più economici e classici palloncini.
Aneddoto sportivo. Alle olimpiadi invernali di Sochi sono stati distribuiti agli atleti 100mila profilattici. Tutti quelli che hanno vinto una medaglia non li hanno utilizzati. Tutti quelli che li hanno utilizzati non hanno vinto un beneamato organo genitale, ma senza dubbio si sono molto divertiti, nonostante il freddo. O almeno, questo è quello che supponiamo.
Nomenclatura. In Nigeriano preservativo si dice okpuamu, letteralmente cappello per il pene. Le dimensioni dei nigeriani sono ben note ed andare in giro senza cappello, con l’intensità del sole africano, è un bel rischio! Anche in Danimarca sembra che la lunghezza sia una componente fondamentale nella pratica sessuale, basta leggere (se ci riuscite) il loro modo di dire profilattico: Svangerskabsforebyggendemiddel. Immaginate un italiano in Danimarca che deve acquistare dei condom: “Scusi mi da degli Svangerskanonsobenequellochestodicendo, vabbè guardi vada per l’aspirina!”
Chiudiamo con la storia. In passato niente lattice per il preservativo, ma pelle, lino, seta o pelle di pesce. A parte l’odore abominevole della pelle di pesce, immaginiamo che i tessuti non trattenessero un granchè i liquidi. Gli egizi invece, con la loro arte medica essiccavano ed utilizzavano pene di coccodrillo per le sue qualità spermicide. “Caro ho tanta voglia di te, hai preso un po’ di pene di coccodrillo?”
Nella seconda guerra mondiale i preservativi erano utilizzati per avvolgere la canna dei fucili durante gli sbarchi in acqua, al fine di impermeabilizzare la propria artiglieria. Se partiva un colpo accidentale l’affermazione era sempre la stessa: “Non mi sono trattenuto comandante, mi è esploso il colpo e si è rotto il preservativo!”