Anticipare il ciclo a casa non si può, o almeno non in modo affidabile: la data di arrivo delle mestruazioni dipende dal calo di progesterone che segue l’ovulazione, cioè da qualcosa che l’ovaio ha deciso due settimane prima. La tentazione di spostarla viene a chiunque, perché il ciclo è programmato per essere inopportuno: cade sulla gara, sul viaggio o sull’evento che aspettate da mesi. L’unico modo controllato per spostare una mestruazione passa però da una prescrizione medica, e i rimedi casalinghi che circolano non reggono alla verifica.
Questo articolo, in origine, prometteva cinque metodi per farlo. Rileggendolo con le fonti alla mano abbiamo dovuto cambiarlo: quattro di quei cinque non hanno prove alle spalle, e due delle erbe consigliate in giro possono fare male. Qui trovate che cosa succede davvero, che cosa dicono gli studi sul sesso e sull’orgasmo, e qual è l’unica strada controllata. Sul percorso opposto avevamo già scritto come bloccare o ritardare il ciclo.
Non a casa, e non in modo affidabile. Nessuno dei rimedi che circolano in rete ha prove solide alle spalle: l’unico modo controllato per spostare una mestruazione passa da una prescrizione medica. Questo non vuol dire che i metodi casalinghi siano tutti innocui, e anzi due delle erbe più consigliate sono fra le poche che possono fare davvero male.
La data di arrivo del flusso non dipende da quello che si fa nei giorni prima: dipende dal calo di progesterone che segue l’ovulazione, cioè da una decisione presa dall’ovaio circa due settimane prima. È per questo che i rimedi dell’ultimo momento non hanno una leva su cui agire. Un ciclo, ricorda ISS Salute, dura normalmente fra 24 e 35 giorni, e resta regolare finché quella durata è costante di mese in mese.
Non ci sono prove che lo facciano. Il meccanismo di cui si parla però esiste davvero, ed è il motivo per cui la domanda è ragionevole: lo sperma è la fonte biologica con la concentrazione più alta di prostaglandine, le stesse molecole che in ostetricia si usano per far maturare la cervice. Il salto che non regge è quello dalla molecola all’effetto.
Una revisione Cochrane ha cercato studi sull’uso del rapporto sessuale per indurre il travaglio a fine gravidanza, cioè nella situazione in cui l’utero è già pronto a contrarsi: ha trovato un solo studio, su 28 donne, con dati troppo limitati per trarre qualunque conclusione. Se non basta per un utero a termine, non c’è motivo di aspettarsi che basti per anticipare una mestruazione.
L’orgasmo produce contrazioni ritmiche dell’utero, e questo è vero. Quello che fanno è spingere verso il basso il sangue già presente in cavità: per questo, se il flusso è già cominciato o sta per cominciare, dopo un orgasmo può sembrare più abbondante o più scorrevole. È un effetto sul flusso in corso, non sulla data di partenza.
Detto questo, fare sesso o masturbarsi nei giorni prima del ciclo non fa nessun danno e per molte persone aiuta con i crampi. Se la domanda riguarda i giorni del flusso invece che quelli prima, ne parliamo in masturbarsi durante il ciclo.
Tre cose l’orgasmo le fa davvero, ed è utile separarle da quella che non fa.
Se l’obiettivo è stare meglio nei giorni difficili, insomma, la strada c’è; se è spostare il calendario, no.
È la via ormonale, e richiede una prescrizione. Chi prende già la pillola può far comparire il sanguinamento sospendendo le compresse: nel giro di due o quattro giorni arriva quella che si chiama emorragia da sospensione, che non è una mestruazione vera ma la risposta dell’endometrio al calo improvviso degli ormoni.
Qui serve però una precisazione che l’articolo precedente non faceva, ed è la più importante di tutte: interrompere il blister prima della fine toglie la copertura contraccettiva. Chi lo fa deve usare un altro metodo per i giorni successivi e per quelli della ripresa, come spiega la scheda dell’ISS sulla contraccezione. Non è una manovra da improvvisare per una vacanza: si parla con chi ha fatto la prescrizione.
Per chi la pillola non la prende esistono progestinici che una ginecologa può prescrivere proprio per spostare una mestruazione in avanti o indietro. La valutazione è individuale e tiene conto di età, storia clinica e rischio trombotico: non è una decisione che si prende leggendo un articolo, nemmeno questo.
Sono quasi tutti innocui e quasi tutti inefficaci, con due eccezioni che invece un problema ce l’hanno. Nella tabella qui sotto, accanto a quello che si legge in giro, c’è quello che si sa.
| Rimedio | Che cosa si dice | Che cosa si sa | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Prezzemolo (infuso o in quantità) | Fa arrivare il ciclo | Nessuno studio lo dimostra | In quantità elevate l’apiolo che contiene è tossico |
| Vitamina C a dosi alte | Stimola l’endometrio | Nessuna prova di efficacia | Dosi molto alte danno disturbi intestinali |
| Zafferano, zenzero, camomilla, finocchio | Sono piante emmenagoghe | Uso tradizionale, non efficacia dimostrata | In cucina nessun problema, in estratto concentrato si parla col medico |
| Ananas e papaya | Alzano la temperatura interna | L’effetto sulla temperatura corporea non è dimostrato | Nessuno |
| Bagno caldo | È il metodo più antico e funziona sempre | Non risulta da nessuna parte | Con la pressione bassa un bagno lungo e caldo può far girare la testa |
| Attività fisica | Un po’ di sport anticipa il flusso | Lo sport regolarizza il ciclo nel tempo, non sposta una singola data | Lo sport ad alta intensità può fermare il ciclo, non anticiparlo |
| Massaggio addominale | Spinge il flusso verso il basso | Rilassa, e basta | Nessuno, se fatto senza forza |
Una riga della tabella merita un chiarimento. Lo sport fa bene al ciclo e rende le mestruazioni meno dolorose, ma agisce sulla regolarità nell’arco dei mesi. Chi si allena molto e a intensità alta rischia semmai il contrario, cioè cicli più lunghi o assenti, perché il carico abbassa gli estrogeni.
Prezzemolo e assenzio. Sono le due che compaiono in quasi tutte le liste di rimedi e sono anche le due su cui c’è un motivo concreto di prudenza: il prezzemolo contiene apiolo, che in quantità molto superiori a quelle alimentari è tossico per fegato e reni, e l’assenzio contiene tujone, che a dosi alte agisce sul sistema nervoso.
La frase da tenere è dell’Istituto Superiore di Sanità: un prodotto non è sicuro solo perché è naturale, e proprio l’attività fisiologica che gli viene attribuita può produrre effetti indesiderati. La stessa scheda ricorda che gli integratori a base di piante vanno segnalati al medico, perché possono interagire con i farmaci, e che non sono adatti in gravidanza e in allattamento.
Il punto più delicato è proprio quello. Molte persone cercano come anticipare il ciclo perché temono una gravidanza: in quel caso non si prova nessun rimedio, si fa un test. Un infuso non interrompe una gravidanza, e i preparati che potrebbero farlo sono gli stessi che mandano in ospedale.
La domanda che sta dietro a “come anticipare il ciclo”, nove volte su dieci, è questa. Ecco i passaggi nell’ordine in cui hanno senso.
Sul percorso opposto, cioè far slittare il ciclo più in là, avevamo già scritto come ritardare il ciclo, e perché non farlo. Le conclusioni, come avrete capito, si somigliano molto.
Se il sospetto è una gravidanza, nessuno di questi metodi c’entra qualcosa: si fa un test e, se serve, si chiama la ginecologa o il consultorio.No, non in modo affidabile. Nessuno dei rimedi che circolano (prezzemolo, vitamina C, zafferano, bagno caldo, ananas) ha studi che ne dimostrino l’efficacia. La data del flusso dipende dal calo di progesterone che segue l’ovulazione, cioè da qualcosa deciso circa due settimane prima.
Non ci sono prove che lo faccia. Lo sperma contiene prostaglandine, le stesse molecole usate in ostetricia per far maturare la cervice, ma una revisione Cochrane sul rapporto sessuale per indurre il travaglio ha trovato un solo studio su 28 donne, senza dati sufficienti per concludere nulla.
L’orgasmo produce contrazioni dell’utero che spingono verso il basso il sangue già presente: per questo, se il flusso è già iniziato o sta per iniziare, può sembrare più abbondante. È un effetto sul flusso in corso, non sulla data di partenza.
Interrompendo le compresse: nel giro di due o quattro giorni compare l’emorragia da sospensione. Attenzione però, perché interrompere il blister prima della fine toglie la copertura contraccettiva: serve un altro metodo per i giorni successivi. La manovra si concorda con chi ha fatto la prescrizione.
Nessuno studio lo dimostra. In compenso il prezzemolo contiene apiolo, che in quantità molto superiori a quelle alimentari è tossico per fegato e reni. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che un prodotto non è sicuro solo perché è naturale.
Dipende dalla durata abituale del vostro ciclo, che normalmente sta fra 24 e 35 giorni: se il vostro ne dura 33, al trentesimo non siete in ritardo. Stress, cambi di peso, viaggi con fuso orario e allenamenti intensi possono spostare l’ovulazione e con essa tutto il resto.
Secondo l’ISS, quando l’intervallo fra una mestruazione e la successiva scende sotto i 21 giorni per almeno due mesi consecutivi, quando il flusso supera i sette giorni restando abbondante, oppure quando le mestruazioni mancano e il test di gravidanza è negativo.
No. L’attività fisica regolare aiuta la regolarità del ciclo nell’arco dei mesi e rende le mestruazioni meno dolorose, ma non sposta una singola data. Chi si allena molto e a intensità alta rischia semmai l’effetto contrario, cioè cicli più lunghi o assenti.